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Stili affettivi disfunzionali: il passivo-aggressivo

Post n°247 pubblicato il 28 Maggio 2009 da sonosaffitrina

La lettura di questo post è vivamente sconsigliata a chi non ha interesse per la psicologia.

"Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io!"...
Quale citazione più adatta a descrivere il continuo sabotaggio affettivo del passivo-aggressivo? Se state insieme a un soggetto simile, il "nemico" ce l'avete accanto tutti i giorni ed è della peggior specie che vi potesse capitare, poiché vi coglierà sicuramente impreparati (da un estraneo ci si può aspettare di tutto, anche attacchi cruenti, ma da chi ci vive accanto certamente no!).
Se ora siete perplessi, forse è perché non conoscete il tipo e allora provo a cimentarmi in quest'impresa che per me è ardua assai (non essendo io un'"addetta ai lavori", bensì una semplice appassionata):
illustrarvi la sua psicologia (ma i professionisti mi correggano se sbaglio).
Innanzitutto il passivo-aggressivo, sicuramente a causa di vissuti negativi coi modelli di riferimento, ha un pessimo rapporto con l'"autorità" e col potere che essa esercita. In poche parole non tollera nè l'una nè l'altro e, avvertendoli come ostici, sente di doverli "combattere". Solo che per sua propria struttura mentale tende a scambiare per imposizione e autoritarismo quello che invece è il normale atteggiamento di chi vuole difendere i propri diritti e dice NO a che essi vengano calpestati. Così il conflitto si estende inevitabilmente anche al potere presunto di chi, nella di lui mente, rappresenta l'autorità, alla quale si opporrà con tutti i mezzi tranne che con quello verbale. Difatti un passivo-aggressivo non vi dirà mai cosa c'è che non va (sia perché non ne è capace , sia perché, essendo un soggetto estremamente debole, probabilmente non ne ha il coraggio). Così quando a voi sembrerà che vada tutto bene, egli starà in realtà organizzando la peggiore delle sommosse sotterranee. Un ostruzionismo mascherato da tolleranza, accondiscendenza e falso buonismo, che si espliciterà presto sotto forma di pervicace e continua provocazione. Indolenza, irresponsabilità e inconcludenza sono le armi che egli utilizza per le sue mute azioni di protesta. Mute a anche sorde, giacchè non sentiranno minimamente le vostre lagnanze. E siccome non c'è peggior sordo di chi non VUOL sentire, non importa quanto vi lamenterete. Continuerà imperterrito a:

  • realizzare tutto per metà, accumulando una gran quantità di sospesi (a partire da conversazioni mai finite, chiarimenti mai avvenuti, ecc.);
  • "dimenticare" sistematicamente promesse fatte e impegni presi;
  • fare esattamente ciò che a voi dà più fastidio faccia...

Che vi posso dire, a titolo esemplificativo? Dunque (senza prendere il tutto per oro colato, mi raccomando, perché le situazioni possono esser tante e molto diverse da queste): fare pipì sulla tavoletta del water; spremere il tubetto di dentifricio nel mezzo; chiudersi in bagno per messaggiare o telefonare di nascosto; allontanarsi di venti metri per rispondere a una chiamata; spendere gli ultimi soldi che vi sono rimasti per fare un acquisto inutile o futile e quindi facilmente procrastinabile; dimenticarsi di pagare multe e/o bollette; corteggiare fin troppo spudoratamente le altre donne in vostra presenza; mangiare tranquillamente una bistecca in casa d'altri, ma allontanarla con disgusto se gliela fate in casa vostra, perché tanto voi dovreste saperlo che lui detesta la carne, diamine! E poi, pur detestandola, mangiare tutto ciò che carne lo è comunque (polpette, hamburgher, salsicce, salumi, ecc.)
...Il tutto, e anche di più, pur di irritarvi. Ma a lui poco importa: con la massima noncuranza continuerà a fare sempre e solo ciò che gli pare. Simile a un bambino troppo cresciuto, il passivo-aggressivo fa del capriccio e del dispetto una costante comportamentale nel relazionarsi col partner. Spesso vi sembrerà di avere un figlio più che un compagno e così, ben presto, vi ritroverete a fargli da madre. Questo, ai suoi occhi, non farà che accrescere la vostra "autorità", rendendolo ancora più agguerrito. Insomma, un circolo vizioso dal quale è difficilissimo uscire. Anche perché qualsiasi soggetto mentalmente sano troverà davvero complicato destreggiarsi all'interno della sua bipolarità affettiva. Egli infatti vive l'amore come coercizione e sente il legame sentimentale come un atroce assoggettamento, un'intollerabile dipendenza di cui, tuttavia, non può fare a meno.
Alla base vi è un'ambivalenza interpersonale: da una parte il bisogno di una figura autoritario-protettiva che possa compensare la sua debolezza e fornirgli sostegno; dall'altra, la necessità di sentirsi libero e indipendente, cosa che rende intollerabile la presenza di quella figura. Come attutire il senso di angustia angosciante che ne deriva? Semplice: sfruttare i vantaggi offertigli dal partner (sicurezza e protezione) senza assumersi nessun impegno. Solo che nessuno sta bene in un rapporto in cui si sente amato per metà e così sarà la compagna a pagare il prezzo di tale compromesso... In balia di quella vaghezza, si sentirà presto destabilizzata. L'indefinitezza affettiva del passivo-aggressivo la farà sentire un attimo amata alla follia; l'attimo dopo, odiata a morte. Come non impazzire, in una situazione simile? Difficilissimo preservare la propria salute mentale, tanto più che la di lei logica (se sana) andrà continuamente a scontrarsi con un'incomprensibile dicotomia, che invece fa parte della forma mentis del compagno. "Dentro eppur fuori; vicino eppur distante; legato eppur distaccato" sono concetti inconcepibili e non contestualizzabili. Invece il passivo-aggressivo riesce facilmente ad applicarli alla relazione e la situazione che ne deriva è, logicamente, invivibile e inaccettabile. Un continuo attentato all'amore e al rapporto, che viene frequentemente silurato. Quella del passivo-aggressivo è un'anomala battaglia navale, il cui scopo è colpire, colpire e ancora colpire, senza però affondare perché quella nave gli serve per restare a galla.
Nell'intimità non va di certo megluio e il perché è facilmente intuibile. In un rapporto sessuale occorre abbassare le proprie difese per permettere al partner d'"invadere" il proprio spazio vitale. Quale peggior minaccia per il passivo-aggressivo? Una minaccia alla quale egli opporrà, ancora una volta, una strenua resistenza. Cercherà in tutti i modi di evitare che voi espugniate la sua fortezza, rimandando l'evento o respingendovi. Se, per un qualsiasi motivo non dovesse riuscirci e fosse "costretto" a cedere, allora con molta probabilità vendicherà un simile "affronto" mettendo in campo forze quali le disfunzioni erettili e l'impotenza. Infatti sembra quasi che egli goda del non godere, perché in quel non godimento c'è anche la negazione del piacere altrui. Una "punizione" esemplare per te che hai osato "sfidarlo" così impunemente. Insomma, sembra dire: "Così la prossima volta impari e ci pensi bene, prima di arrivare a tanto!". E in effetti, poiché gli episodi si ripetono e si ripetono, ogni volta ci pensi un po' di più, prima di azzardare una qualsiasi mossa. Perché rischiare, se poi ciò che ne consegue è, in ogni caso, una mortificazione? Ecco, il messaggio subliminale è passato! Inizia lo stillicidio e, goccia a goccia, perderai il tuo desiderio e con esso anche l'amore!

A tutte le donne: se siete innamorate di un passivo aggressivo vi faccio i miei migliori auguri. Vi serviranno tutti, giacché ha avuto inizio la vostra visita guidata all'Inferno!
 

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Commenti al Post:
charquai67
charquai67 il 28/05/09 alle 12:13 via WEB
donne, io come uomo vi chiedo: ma come caxxo fate ad amare (o anche soltanto sentirvi attratte da) un passivo aggressivo???
...e non venitemi a dire che al cuor non si comanda!
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 22:44 via WEB
Ma sai Charcolino, non è così semplice come sembra. Innanzitutto questo disturbo relazionale non viene fuori nei rapporti superficiali. Inizia quando arriva il sentimento (e allora potrebbe essere già troppo tardi!) e si acuisce sempre più. Un'altra cosa: questo è un disturbo che può colpire tanto gli uomini quanto le donne. Il fatto che il post sia scritto così, non vuol dire che non ci siano anche LE passivo-aggressive. Questo ci tengo a dirlo
(Rispondi)
dammitutto2
dammitutto2 il 28/05/09 alle 13:31 via WEB
certo che sei meglio di una seduta di terapia :) .. nei miei trascorsi un tipo simile l'ho incontrato .. nn proprio a livello massimo ma giù di li e in effetti nn è stata per niente una passeggiata di salute, la cosa piu grave è che per tutto il tempo che vivi questi rapporti nn sani, in balia dell'onda credi che quella sia la normalita e di conseguanza ti comporti .. poi dopo i conti da fare sono raddoppiati però se ne esce .. e questo spiraglio ha una luce che riscalda .. bacio Giuss
(Rispondi)
 
charquai67
charquai67 il 28/05/09 alle 15:58 via WEB
è vero: le situazioni anche assurde, al limite del delirio - almeno finché ci sei dentro - ti fanno pensare che quella è l'unica maniera possibile.
poi, s'impara, poi però..!
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 22:49 via WEB
Esatto, hai centrato in pieno. Quando sei dentro non vedi tutte queste dinamiche. Certo le intuisci, ma è tutto poco chiaro. L'unica cosa chiara è il disagio e la sofferenza e con esse, dopo, bisogna fare i conti. DOPO, appunto. Perché solo uscendone, solo allontanandoti emotivamente, riesci a vedere tutto nella giusta prospettiva
(Rispondi)
 
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 22:52 via WEB
Scusa Dammi. La risposta sopra era per te. L'ho inserita nel posto sbagliato. A Charquai non posso che ripetere le stesse cose, visto che si dimostra sostanzialmente d'accordo con te :-)
(Rispondi)
 
 
dammitutto2
dammitutto2 il 30/05/09 alle 13:09 via WEB
si lo intuisci ed è ancora peggio perche devi combattere pure contro quell intuizione cercando di allontanarla .. della serie limiti al limite .. avevo letto :)
(Rispondi)
 
 
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 18:11 via WEB
Esatto. E tenti di combatterla perché dentro di te, forse, vorresti "salvare" lui e l'idea che ti eri fatta di lui. E proteggere te stessa, altrimenti ci si dovrebbe confrontare con domande "difficili" del tipo: "Ma come ho fatto a non accorgermene" e così via. O sbaglio?
(Rispondi)
agata90
agata90 il 28/05/09 alle 18:28 via WEB
Io pure ne ho incontrato uno simile, ed hai ragione, è devastante. Sono fuggita in tempo e ho deciso che mai più avrei avuto a che fare con un uomo così. Comunque, detto tra noi, di normali normali uno ne ho conosciuto, eh?
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 22:55 via WEB
Sei riuscita a fuggire in tempo perché avevi gli strumenti per comprendere (e perché dentro di te non c'erano i "ganci" a cui egli potesse appigliarsi). Pensa a chi non ce li ha e resta dentro :-(
(Rispondi)
callliope
callliope il 28/05/09 alle 19:01 via WEB
Per fortuna non ho esperienze personali..ma indirettamente so che alcuni individui usano i loro partners per rovesciare su di loro tutta la loro impotenza, per umiliarli in ogni modo,per farli sentire inadeguati, e il loro accanimento è direttamente proporzionale al valore della persona che tiranneggiano....un bacione Saffry.....mi chiedevi come sto..non bene...l'ernia del disco si è risvegliata.
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 23:01 via WEB
Mi dispiace tantissimo Calliope. Chissà che male! Riguardo al commento hai detto cose molto interessanti che meritano una riflessione e un approfondimento. Grazie: mi hai dato uno spunto importante :-)
(Rispondi)
hareezio
hareezio il 28/05/09 alle 22:13 via WEB
...aver avuto un rapporto con una persona sì fatta presuppone che ci fosse stata una "complementarità"...ma siccome la Vita è movimento, noi evolviamo.L'evoluzione personale porta a una continua prova di "tolleranza" ed allineamento e se si superano i limiti uno dei due "sbinaria" e la coppia scoppia...l'importante è trarne insegnamento.
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 22:37 via WEB
Certo, quello è importantissimo. Guai se non si traesse un insegnamento: equivarrebbe a bloccare la propria evoluzione. Uno o più insuccessi, uno o più fallimenti, un rapporto sbagliato, ci possono stare, nella vita di una persona (che non è altro che un tirocinio). L'importante è sapercisi confrontare. D'altra parte nessuno impara a camminare senza mai cadere. D'accordo anche sulla complementarietà. Se queste persone trovano spazio per "allargarsi" è perché innanzitutto trovano qualcosa a cui "agganciarsi"... Delle criticità, voglio dire. E se un "rapporto sbagliato" è l'occasione per scoprirle, analizzarle e risolverle, ben venga anche quello!... E' proprio ciò di cui parlerò in uno dei prossimi post
(Rispondi)
pantarei.2008
pantarei.2008 il 28/05/09 alle 22:43 via WEB
sei grande nella descrizione puntuale...e mi chiedo ma come cavolo hai fatto a resistere tanto!? meno male ne sei fuori! kiss
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 28/05/09 alle 23:06 via WEB
Piano piano ci arriverò e la tua perplessità troverà una risposta :-) Lo so che adesso sembra tutto così assurdo e incomprensibile, ma sono sicura che dopo ti sarà tutto molto chiaro. Un bacione e grazie di esserci :-)
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sofiaa7
sofiaa7 il 29/05/09 alle 01:33 via WEB
Bellissimo post Saffi, saggio, altamente istruttivo, utile come una mappa per orientarsi in un labirinto... ripasso a miglior ora, per qualche aneddoto personale, ormai divenuto leggenda. Buona notte.
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 08:29 via WEB
Grazie Sofia. Mi fa piacere che questo post risulti utile, perché c'è dietro un gran lavoro e anche dello studio. Da autodidatta, ovviamente :-)
(Rispondi)
ilmiointrigomentale
ilmiointrigomentale il 29/05/09 alle 22:04 via WEB
Io ero diventata "succube" mentalmente ossia sentivo la devastazione mentale che il suo atteggiamento aveva per me ma ero come ibernata,non riuscivo ad arrivare a ragionare in modo di capire che una via d'uscita seppur difficile,ardua,pesante c'è sempre... molte cose le ho comprese DOPO con il tempo quando sono riuscita a riprenderMI la mente e ad iniziare di nuovo a ragionare in modo che io chiamo "regolare"...allora pensavo che la Violenza Psicologica è peggiore di quella Fisica,senza giustificare la seconda ovvio che cmq non dovrebbe esistere,ma pensavo e penso tutt'ora che uno schiaffo o altr(,senza andare in una violenza bestial),lo senti al momento,ti può lasciare un segno ma poi scompare....la violenza psicologica è subdola....lavora...lavora...lavora e ti consuma. A distanza di anni, sembrerà assurdo, ma Ringrazio quella violenza che non dimenticherò certo,ma che mi ha permesso di evolvermi in positivo e di sentirmi me stessa e poter...Agire!complimenti per come descrivi e fai "sentire" le tue situazioni...m:)
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 08:34 via WEB
E' vero, è proprio come dici tu: ci si sente ibernati, bloccati e incastrati in una realtà da cui non si riesce ad uscire, pur "sentendo" che non è affatto sana. D'accordo con te anche sulla violenza psicologica, che tra l'altro sarà proprio l'argomento di uno dei prossimi post (appena ne termino la stesura). Continua a seguirrmi: potremo confrontarci ancora su quest'argomento delicatissimo. Intanto ti ringrazio per la tua sentita testimonianza. Un abbraccio
(Rispondi)
moonlight_1968
moonlight_1968 il 30/05/09 alle 08:10 via WEB
Ciao Saffi Interessante il tuo blog,gli ho dato una sbirciatina al volo.Ripassero'con piu' calma..Credo ci sia anche un po di ironia,e quindi ti aggiungo nei miei blog preferiti. Buona giornata Alessandra
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 08:35 via WEB
Grazie. Buona giornata anche a te. Passa quando vuoi: sei la benvenuta :-)
(Rispondi)
m.a.r.y.s.e
m.a.r.y.s.e il 30/05/09 alle 11:12 via WEB
Buongiorno, non credo per fortuna, ma esiste anche al contrario, cioè la donna con queste caratteristiche?
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 18:14 via WEB
Certo che sì! Gli stili affettivi disfunzionali derivano da disturbi della personalità che colpiscono tanto gli uomini quanto le donne. Solo che una donna con personalità passivo-aggressiva, a letto, metterà in atto altre strategie (logicamente!) Ahahahahahah :-)
(Rispondi)
dammitutto2
dammitutto2 il 30/05/09 alle 13:02 via WEB
ciao Giuss, uff qui il tempo nn è granche e nn si puo nemmeno andare a mare mannaggiaaa, vabbe leggerò il libro che ho comprato, piuttosto impegnativo tra l'altro :) baciiioo
(Rispondi)
 
sonosaffitrina
sonosaffitrina il 30/05/09 alle 18:17 via WEB
Sapessi Dammi che diluvio c'è stato qui ieri sera! Le temperature son calate anche di 20 gradi (!!!) rispetto ai giorni precedenti. Stamattina, invece, un sole che spaccava le pietre e ora di nuovo nuvoloso! Ma che è, marzo??? Lì piove? Che libro leggi?
(Rispondi)
callliope
callliope il 30/05/09 alle 20:05 via WEB
Hei..ciao!Come stai?Bacione!
(Rispondi)
stormy64
stormy64 il 14/08/09 alle 18:24 via WEB
Purtroppo ho scoperto dopo anni di sofferenze e tentativi di capire che sono in una relazione con un passivo aggressivo. Il problema ora è uscirne.
(Rispondi)
brokenrose74
brokenrose74 il 22/04/11 alle 00:04 via WEB
testimonio passo per passo quello che hai scritto. Aggiungo solo questo: il mio era anche gay. Solo che io non lo sapevo.
(Rispondi)
Ophelian88
Ophelian88 il 09/06/12 alle 02:17 via WEB
Ciao cara Saffitrina, io sto con un passivo aggressivo da 6 mesi ma lo conosco da molti anni. Dipingi i passivi aggressivi come persone con cui è impossibile vivere, invece è solo molto molto difficile, è una sfida. Per me è come stare in una stanza stracolma di cristalli ed è necessario prestare molta attenzione a come ti muovi, devi addirittura avere capacità medianiche, altrimenti come prevedere le reazioni di una persona che non esprime mai le sue necessità? Come si può vivere con una persona così? Innanzitutto vorrei ricordare che stiamo parlando di tratti passivo aggressivo se non anche di disturbi; ci sono personalità che vanno a creare problemi nella sfera sociale della persona e sono molto evidenti, altre come questa personalità che al contrario, può avere una soddisfacente e nutrita vita sociale, dentro alla quale però il passivo aggressivo non è mai se stesso (e non è detto che ne soffra, anzi solitamente il suo atteggiamento sociale è interessato). Lui è cresciuto solo con sua madre, maniaca dell'ordine e che si relaziona al figlio facendogli sorgere sensi di colpa. La mancanza della figura maschile di riferimento presente, probabilmente sempre apostrofata come pessima persona dalla madre, ha reso possibile l'ambiguità passivo-aggressiva. Parliamo di una persona insicura, dalla scarsa autostima, piena di risentimento per il prossimo, che desidera morire da quando se ne ricorda, autolesionista. Le personalità p-a non sono sadici tiranni, sono persone che hanno sviluppato una visione distorta della realtà, che si sentono irrimediabilmente falliti, sconfitti, si aspettano sempre il peggio dalla vita e per questo non riescono a godersi le sorprese della vita, perchè basta una minima cosa che va storta per sconvolgerli emotivamente (la gestione della rabbia è un problema perchè non hanno mai imparato a tirarla fuori di sè). Il fatto che "fingano" per sopravvivere e che quindi sappiano che cosa ci si aspetta da una persona adulta normale, non significa che si divertano ad essere lontani da quello che appaiono, per loro l'essere conformi, convenzionali, è qualcosa da mettere in discussione...se sono falsi con le persone che hanno intorno è perchè non hanno interesse a relazionarsi in modo diretto. Per assurdo, il mio ragazzo è molto più amabile e cordiale con il resto del mondo che con me, a cui mostra anche il peggio. Per forza: con me non ha bisogno di mostrarsi gentile. Dopo questo quadro di follia e sofferenza, dove ti assicuro, se avessi sotto le mani tutte le persone che hanno concorso a renderlo così insicuro e infelice (genitori-maestre d'asilo e di scuola-parenti e comportamenti di queste persone sono sicuramente da annoverare come cause) spaccherei la faccia a tutti, ma la verità è che dovrei allo stesso tempo ringraziarli perchè da tutto questo vi sono tratti di lui positivi che senza queste premesse non sarebbero lo stesso. Voglio dire che io lo amo anche e perchè ha questi problemi. Io sono il suo opposto, sono supersicura di me, tanto da sfociare nell'immodestia, arroganza, non mi faccio mai problemi ad esprimere i miei bisogni, insomma sono più che assertiva. I miei genitori stanno ancora insieme, ho una sorella a differenza di lui, sono aperta verso il mondo e le esperienze (mentre lui vive attraverso i libri). Cosa amo di lui? Un tuffo al cuore quando hai scritto: "Come attutire il senso di angustia angosciante che ne deriva? Semplice: sfruttare i vantaggi offertigli dal partner (sicurezza e protezione) senza assumersi nessun impegno. Solo che nessuno sta bene in un rapporto in cui si sente amato per metà e così sarà la compagna a pagare il prezzo di tale compromesso... In balia di quella vaghezza, si sentirà presto destabilizzata. L'indefinitezza affettiva del passivo-aggressivo la farà sentire un attimo amata alla follia; l'attimo dopo, odiata a morte. Come non impazzire, in una situazione simile?" Se c'è qualcosa che mi fa sorgere disinteresse per il partner, per me è la certezza dei sentimenti dell'altro; la possibilità invece che lui da un momento all'altro mi sfugga dalle mani mi pone in un stato di agitazione/fibrillazione derivato dal fatto che non posso permettermi di dare il suo amore per scontato, anche se so che è sconfinato e profondissimo. Io ho bisogno di sentirmi amata con riserve, ho bisogno di essere destabilizzata dalla mia eccessiva sicurezza. Non sono una persona che si piange addosso, solitamente, per indole e orgoglio, ho sempre pensato "se una persona mi fa soffrire non mi merita e io non merito di stare male per una persona così", invece per assurdo da quando sto con lui piango spesso, sto male (oltre alla sua personalità c'è la relazione a distanza a creare altri problemi), eppure io non sono mai stata così felice. Il fatto che mi ami alla follia, poi mi odi o gli sia indifferente, mi desideri però non concretizzi questo desiderio in una voglia di alzarsi e andare a prendere un aereo, mi fa impazzire davvero, ma nel senso romantico e tormentato del termine <3 I passivo agressivo si vincono con la testardaggine e mantenendo la parola (la loro sfiducia nelle persone deriva anche da promesse spesso disattese dalle figure di riferimento), tanta comprensione e amore sconfinato. Vorrei ricordare a tutti che le disfunzioni o i problemi psichiatrici etc non prescindono MAI dall'ambiente in cui la persona con disfunzioni o disturbi è immersa, quindi conoscere e comprendere i limiti altrui aiuta a ridurre la disfunzione!
(Rispondi)
 
Apriscatole3
Apriscatole3 il 26/12/13 alle 21:53 via WEB
Cara, mi pare che sei mesi siano pochini per valutare il rapporto tra costi e benefici. Io sto da venti anni con un uomo cosi, intelligentissimo e che dice di amarmi ma per il quale i miei bisogni emotivi non sono mai esistiti. Ma adesso basta, lo lascio.
(Rispondi)
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Ops!!!... Ti aspettavi forse di trovare una CUFITECA???
Eh no, direi che hai proprio sbagliato indirizzo web!
Qui non c'è nessuna CUFITECA, solo pagine di vita VISSUTA, emozioni, pensieri e sensazioni, musica e, qualche volta, anche poesia... E c'è interazione col prossimo, confronto, scambi di idee e di vedute... Il tutto nella massima semplicità possibile.
Non amo i fronzoli e, qui dentro come nella vita reale, prediligo l'essere, non l'apparire!... Inoltre non sopporto l'ostentazione, in qualsiasi forma essa venga espressa...
D'altra parte, quando ricevi un regalo, tieni forse la confezione, buttando via il dono?
Io non credo proprio!
Comunque, se non approvi questo mio modo di essere, puoi sempre cliccare su Esplora, in alto a destra...
Chissà che tu non sia più fortunato, trovando al primo colpo la CUFITECA che vai cercando!
Io te lo auguro di cuore e ti ringrazio lo stesso per essere entrato, seppure sbadatamente o per puro caso... Ma quelli che restano, li ringrazio ancor di più, perché mi donano la cosa più preziosa che abbiano: il loro tempo! Ed io non posso che apprezzare :-)

 
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