Creato da k.way il 13/11/2009

VAGHEIDEE

quell'andatura incerta che chiamano esperienza

 

Deserti

Post n°196 pubblicato il 29 Novembre 2011 da k.way
 

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Forte è talvolta l'istinto di sfidare la sorte, la natura, la logica, la prudenza, il buon senso, le montagne o il deserto per sentire ancora la vita palpitare, combattere, ribellarsi, per testimoniarsi d'essere ancora vivi. Si cerca la sfida da vincere, la meta da conquistare, il nemico da sconfiggere. Chiunque esso sia, purchè altro da sé.

Fuga dal deserto ... o deserto come luogo di fuga.

Eppure, ci sono deserti dietro ogni angolo di casa, ci sono deserti in molte menti umane, ci sono deserti di solitudini, di sofferenze, ci sono deserti di violenze, di fame, di dolori ... deserti di sconfitte e cose perse, ci sono deserti ovunque. Spesso, i più aridi, si adagiano dentro di noi. E camminarci stanca, prosciuga, consuma, uccide. Non sono la sabbia e le dune a fare i deserti. Non è l'acqua ad evitare la morte, quando si ignora la direzione, quando si temono le ombre.

Percorriamo allora senza paura il deserto che ci è dato (o che meritiamo), nel bene e nel male è una tappa del cammino, rispettiamolo ed ascoltiamolo, e sapremo sconfiggerlo ...

(... no, non è il  deserto di sabbia, quello non si vince, quello si respira e lui ti asciuga, lì devi solo riuscire a sudare meno di quanto bevi, e allora, forse, se l'avrai affrontato con umiltà, ti concederà la grazia. Non si combatte contro quei deserti, contro i mari o contro le montagne, perchè loro non combattono contro di noi. Loro sono. E rimarranno. Oltre e nonostante noi).

... poichè di quell'altra arida landa - quella dell'anima, spesso ancora più fatale - sì, possiamo aver ragione, e solo dopo aver vinto noi stessi, uscirne vincitori. E migliori. E Vivi!

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[il come è la vera sfida di ognuno]

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[ci si può pure convivere.
 ma questa, è altra sabbia.
 altra storia]

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Post n°195 pubblicato il 27 Novembre 2011 da k.way
 

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"... perchè l'amore sa anche far male"

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La poca lisse di nonna

Post n°194 pubblicato il 25 Novembre 2011 da k.way
 

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"A.PO.CA.LIS.SE"
"APO.CALISSE, non - amo i Jalisse!!! - A nonnaaaaaaa!!!!!"

Dopo che il padrone della sartoria specializzata in autentici falsi firmati l'ha cacciata per aver rifiutato un onesto dopo lavoro nella sua camera da letto, che i genitori sono fuggiti ciascuno con il proprio amante, che la banca le ha rifiutato il terzo mutuo, che il suo ragazzo si è scoperto felicemente gay, che la Panda '84 ha deciso per l'ammutinamento ad oltranza, che tutti i sei fratelli sono divenuti sgraditi ospiti nelle case circondariali di mezza europa, che amici e parenti si sono ammalati di una improvvisa forma di amnesia detta 'chiticonosce', solo che dopo tutte tali invidiabili fortune hanno deciso di darsi appuntamento nella sua ospitale persona, K. cominciò a rivalutare l'affetto per la nonna, o meglio, per quei due soldi che la stessa le promise se l'avesse ospitata in casa ed accudita alla meno peggio, che tanto, per lei, peggio d così non poteva andare. Forse.

Hai presente nò', la Bibbia, l'apostolo Giovanni, il Nuovo Testamento, la Riv ... ma no, Giovannino tuo non s'è trasferito a Benevento (a proposito che fine ha fatto 'sto pezzo ...)

Giovannino sì, unmetroenovantadue di idiozia pura e distillata capace solo di infinocchiare sua nonna e pochi altri esseri non pensanti del pianeta per pagarsi i suoi puttantour nell'est europa ... ed ogni volta tornare più disperato di prima perché, ogni volta trova, guarda caso, qualche gentilissima ragazza che gli potrebbe stare comodamente in tasca per dimensioni, ma che regolarmente le tasche gliele svuota ben bene grazie a quell'infallibile rapporto inverso peso/cervello che gioca tutto a favore della piccola benefattrice. Però 'Nino' è assolutamente convinto che siano tutte innamorate perse di lui. Certo.

La Rivelazione nonna, la Rivelazione di tutte le rivelazioni, chessò pare si parli del Paradiso, della Creazione, della Fine del Mondo .... Insomma una cosa leggera, tanto per rilassarsi un attimo prima di andare a dormire ... Come? Si come no, ora ci mancava solo il girotondo .... A nò' tu di girare certo fai girare, ma non ti dico cosa ... ma comunque stai tranquilla: son tonde!!!

Trentaquattro metriquadrati di mondo ed un concentrato di sfiga tale che una sola goccia costringerebbe al suicidio il cugino Gastone (sì, quello, il superantipatico ma superfortunato parente di Paperino). Ma se la fortuna è cieca e la iella ci vede benissimo, allora quest'ultima deve aver trovato anche il modo impossessarsi di un corpo umano: la nonna di K. ad ottantasette anni riusciva a vedere l'impronta di una zanzara sulla parete del bagno ancor prima di entrarci (e nessuno poteva anche solo pensare di convincerla del contrario, pena un attacco isterico ai danni dell'ottimista, che l'avrebbe ridotto ad uno stato irreversibile di organismo monodepressivo). E con ciò? E con ciò quella tana, e tutti gli oggetti in essa contenuti, avevano le superfici più lustre e brillanti mai viste su questa Terra dall'antichità ai giorni nostri, per effetto dell'incessante strofinamento di panni, spugne, spazzole ed improbabili attrezzi monouso, corroborati da un uso militare di prodotti sterilizzanti fai-da-te, che la nonna era solita usare per mantenere quel "minimo di igiene" che la ossessionava sin da quando si sposò per la prima volta, mania che si acuì ancor più quando il suo terzo marito morì, come i due precedenti, per sospetto avvelenamento da sostanze indoor.

Si va bene nonna, domani ti porto al parco a vedere i bambini giocare, ma prima promettimi che stasera ti fai tagliare i baffi e che domani non cercherai di mordere il sedere o il seno delle signore tenendo la dentiera in mano, che l'ultima volta hai preso una che se l'era appena "sistemato" il seno e poi ti sei fissata che tutto quel che mangiavi sapeva di silicone.
Silicone nonna, ho detto silicone, ma come ti viene 'maschione'?

Ah nonna, non mi dire che? Ma no dai, davvero? Ma sei proprio incorreggibile!!!

La serata prosegui nell'ordinarietà delle azioni ormai consuete, nel costante ripetersi dei timori di K. rivolti ad un domani sempre più avaro e sadico, nell'estenuante movimento oscillatorio delle mani ancora energiche della nonna, a togliere strati infinitesimi di materia da ogni manufatto le capitasse sotto tiro ... sino a quando a K., con la leggerezza e l'ingenuità di chi accende un fiammifero in una polveriera, disse:

Nonna, piuttosto, ti va di fare un gioco nuovo stasera? Io dico una frase o un pensiero qualsiasi e tu dopo di me devi proseguire con un altro pensiero che deve però iniziare con l'ultima mia parola. Anzi no, te la rendo più facile, inizia tu. Dimmi la prima cosa che ti viene in mente!

Perché certe persone non dicono mai la verità?

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p.s.: mi si perdoni l'assurdità della "storiella", ma si è autogenerata in un momento di libera uscita dei pensieri !  

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Post n°193 pubblicato il 24 Novembre 2011 da k.way
 

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Mi accontento di questo:

darti appuntamento nell'aria,

farti sedere accanto a me sullo scoglio,

anche se non ci sei.

Sylvia Plath

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Bogdan Panait - Easy Photo

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Mute memorie

Post n°192 pubblicato il 22 Novembre 2011 da k.way
 

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Hakki Yesillik -the rest thingsGli oggetti, le cose, le vecchie foto ... un pettine,
abbandonati, ci sopravvivono.
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Succede
che molti di essi hanno osservato da vicino
i nostri cari estinti,
o persone ormai lontane, o gli amori perduti,
sentito le loro voci, i loro pianti.
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E li portano ancora dentro,
impregnati delle loro anime.
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Gli oggetti parlano, evocano,
e lo fanno attraverso la nostra pelle.
I brividi, liberati al solo sfioro, sono la loro voce.
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Discreti ed obbedienti, tacciono i nostri segreti,
ma parleranno di noi a chi saprà ascoltarli.

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In sogno

Post n°191 pubblicato il 20 Novembre 2011 da k.way
 

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robert lubański photoUna donna conosciuta,
nel sogno
che mi siede addosso
e solo noi vediamo la complicità
del gesto,
e il calore trattenuto.
...
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fiato della notte, quando un po' di freddo
ti cerca il lenzuolo,
impigliato, d'estate, sotto di te.
Ho scoperto che i suoni hanno un corpo
che si nasconde ai più :
li ho sorpresi svestiti
questa mattina all'alba.

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Anne FriryHo girato l'aquilone,
attaccato il sacco, spostato nuvole,
puntando le montagne. Il sale e il salto dei pesci
in quell'ora raccolta
mi hanno aperto la strada.
...-
Anche per questo
cerco l'aria
nel lato giusto.
Le correnti vaghe
mi incuriosiscono, e il tempo che son rimasto
concentrato
(non lo diresti, difficile crederci) mi ha portato vicino.
Il bordo dei tuoi occhi.

 

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Spunti di vista

Post n°190 pubblicato il 18 Novembre 2011 da k.way
 

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Tempo fa, parlando con un'amica di libri e letture, essendo anch'ella appassionata lettrice, oltre che persona dotata di notevole intelligenza, buona cultura ed indubbia sensibilità al "mondo" dell'arte in genere, mi ha, se non meravigliato, abbastanza sorpreso la sua asserzione direi netta e categorica sul rifiuto nel leggere poesie, o meglio, nel considerare tali letture non di suo interesse e piacimento. Dico che non mi ha del tutto meravigliato poiché non è certo la prima volta che noto questa forma di refrattarietà verso la forma poetica, e non solo da parte di persone che già non hanno un gran rapporto con la lettura in genere, ma anche di individui che, almeno presumibilmente, ne potrebbero invece apprezzare il valore. Ora, ci si potrebbe discutere per ore su tale argomento, tentando di capire, di spiegare e di approfondire le motivazioni - individuali e "sociologiche" - alla base di una posizione piuttosto che un'altra (ma non infieriamo!). Ed è anche noto, direi storicamente noto, purtroppo, quanto la poesia sia Arte certamente poco popolare, specie in Italia, ed anzi spesso considerata, come gli stessi poeti in fondo, quasi come "cosa" inutile, per menti e soggetti estranei al vivere pratico e quotidiano, insomma, per gente fuori dal mondo. Non sono certo io in grado di argomentare in modo sufficiente, corretto ed esaustivo su tale nobile tema,  ma so però che non poche volte mi è capitato, appunto leggendo ed immergendomi in talune opere, di rimanere letteralmente incantato dalla potenza e dalla perfezione di quelle immagini e di quei pensieri. Stupore reso ancor più efficace proprio dalla forza evocativa ed emozionale espressa, non nelle decine di pagine di un racconto o nelle centinaia di un romanzo, bensì in poche, brevi, limitate, selezionatissime parole. Le uniche possibili. Non altre.
E per uno come me, fissato per la Semplicità = Essenzialità delle cose - di tutte le cose e non cose -, sapere che l'Uomo si può scaldare con così poco fiato, è come dare un po' più di Senso al vivere.
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Questi pensieri qui sopra, o meglio, il riferimento al discorso fatto con l'amica "anti-poesia", mi è venuto in mente leggendo, appunto, un poeta sudamericano scoperto da  poco, del quale ho letto, tra gli altri, questo componimento, che tenta di spiegare l'essenza dell'arte poetica - o almeno la sua personale - e che farei leggere a chi di poesia non vuol sentire.

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ARTE POETICA, 1
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Quando mio figlio mangia della frutta o beve dell’acqua o si lava in un fiume,
dice solo che mangia della frutta
e beve dell’acqua o si lava nel fiume.
Per questo ride quando leggo le mie poesie.
Ancora non capisce tante parole,
ancora non capisce che le parole non sono le cose,
che in una poesia voglio dire ciò che ci supera ad ogni passo;
l’ira per gli stipendi le case prestate e gli abiti che invecchiano;
la speranza fra debiti e strade spartite con giorni monotoni
e mattine la cui unica dolcezza è l’acqua che ci lava;
l’onore fra impieghi part-time e amici senza onore;
la rapina nei giornali e negli uffici pubblici;
la vita che ci apre le braccia per prendere
da una parte la notte delle piogge
e dall’altra i giorni di sventura.
Ma una volta, mangiando un caco del mio paese,
disse, senza accorgersi,
che sapeva di qualcosa fra la pesca e la prugna.
Siccome ignorava quel frutto,
non disse cosa era, ma disse come era.
Ancora non capisce che è così ch’io parlo,
che cerco di capire ciò che ignoro,
e poi cerco di dirlo, nonostante tutto.
Come se ignorare fosse anch’esso un modo di capire.
Come se sempre ricordassi
che la vita non è una frase e non è un nome
né un verso che tutti capiscono.
È, a mio modo, come se dicessi
che bevo dell’acqua o mangio un frutto
o che mi lavo in un fiume.
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(Carlos Montemayor)

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Che dire?
E siccome questo Poeta messicano mi piace molto, metto qui anche un’altra sua opera, che, se qualcuno mi dicesse di non apprezzare – o di non “sentire” nulla, proprio nulla, nel leggerla –, beh, io di quella persona potrei anche farmi una pessima opinione!!!

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MEMORIA
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Io sono qui, a casa mia, da solo.
E qui ci sono i mobili, l’aria, i rumori.
Ho un sentimento trasparente come
il vetro di questa finestra.
È come la finestra da cui guardavo la neve all’alba,
molti anni fa, quando ero piccolo,
e schiacciavo la faccia contro il vetro
e capivo la vita.
È un desiderio in quiete, come il pomeriggio.
È stare come sta ogni cosa.
Avere il mio posto come tutto in questa casa.
Durare il tempo che si dura, come le cose.
Non essere di più né meglio di loro.
Soltanto essere, in mezzo alla mia vita,
una parte del silenzio d’ogni cosa.

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Però, in fondo, lo capisco. Se uno non sente, non sente.
Punto.

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Definizione ... perfetta!!!

Post n°189 pubblicato il 16 Novembre 2011 da k.way
 

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!!!

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Dette così

Post n°188 pubblicato il 10 Novembre 2011 da k.way
 

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E c'hai ragione ... che te lo dico a fare?
Che ti dico a fare che c'è un solo grande mistero più grande dell'Amore, se non altro, perchè senza questo il primo sarebbe inutile, anzi, nemmeno esisterebbe. Ha un nome semplice, breve, essenziale direi, quattro lettere: V i t a.
Della Vita fa parte l'Amore e ne rappresenta un elemento fondamentale, senza dubbio il più importante, ciò che le dà il Senso. Ma la Vita, si sa, non ha regole, o meglio, ha le sue, strane bislacche imprevedibili, per noi spesso illogiche, ma in tema di Amore, una prevale su tutte, regola ferrea, inderogabile, crudele, ossia che chi desidera Amore deve dimostrare Amore, prima su tutto alla Vita stessa.
Poi Lei, il mistero supremo, decide anarchicamente in che forma e quando ricambiare quell'Amore, e pure quando togliercelo, perchè troppo Amore può anche far male.
Chi ha sete d'Amore ha un solo ed unico dovere, farsi trovare pronto, e per farlo deve allenarsi ogni giorno, costantemente, senza sosta, deve allenarsi ad amare la Vita. E il modo migliore e più efficace per farlo, è Amare sè stessi.
Non è ridicolo pensare che l'Amore è contagioso, d’altro canto, è presuntuoso ed insensato credere che la Vita ci abbia già dato tutto. Se ne siamo convinti, non meritiamo altro!

Ma tutto questo, non te lo dico ... ci penserà Lei a farlo.
E Tu, non potrai farci niente!

[Parole per un amico]
[e anche per me]

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Martin Stranka - I Came So Close

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Magie

Post n°187 pubblicato il 08 Novembre 2011 da k.way
 

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Aprì una scatola, distrattamente
pensando una cosa e facendone altre.
Uscì un coniglio, che tranquillo
la spaventò. Fiutò l’aria, e sparì.
Lei pensò, ecco, sta arrivando.
Mise un fazzoletto alla finestra,
ritirò la biancheria e corse
a fermare le lancette
dell’orologio.

-Jo Ann Callis photo

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Accostò la porta, tirò giù
le persiane, mise su il bollitore
aprì un libro, e attese.


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Dicono che l’amore, quando arriva
arriva.
Dicono che Babbo Natale, in realtà
non esiste.
Ecco, stavolta, sarebbe rimasta sveglia.
Era da quando aveva otto anni,
che si preparava,
a crederci.

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Lino Di Gianni

 

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Pensieri a colori

Post n°186 pubblicato il 07 Novembre 2011 da k.way
 

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La solitudine risveglia i sensi.
I sensi nativi esigono solitudine.
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Chiudi gli occhi.
E pensami.
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Allora lì, immersa tra i mille riflessi del mondo,
non ti basterà più
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l’ a z z u r r o

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La presunzione della pulce

Post n°185 pubblicato il 02 Novembre 2011 da k.way
 

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Dariusz Klimczak - Oak

<<Enologia e amore del latino, sollecita carità verso il prossimo e consapevolezza della comicità dell'esistenza,  fede e disincanto confluivano in una filosofia amabile e robusta. Le "amenità" di don Girotto rivelano la libertà di una persona la quale ha compreso come le differenze di grandezza o d'intelligenza fra gli uomini, fra un genio universale e un povero diavolo, appaiono enormi, ma sono in realtà millimetriche rispetto alla morte, al dolore, alla guerra e all'incapacità anche per un genio di prevederla e impedirla, all'insonnia, alla miseria, al mal di denti.

Dinanzi alla semplice realtà del vivere, l'eccezionale prestazione di un genio è come

il notevolissimo salto della pulce

rispetto all'Himalaya.>>

[Claudio Magris - Microcosmi]

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“Non sei un monumento
ma una formica viva.
E devi portare la tua travicella in capo al mondo.
Tu non sei importante,
è importante la trave.

E forse: il formicaio”.

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[Kajetan Kovič]

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Post n°184 pubblicato il 02 Novembre 2011 da k.way
 

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Geoffroy Demarquet Photo

Non avere paura del mio silenzio
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Non ti voglio mai rinchiudere
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In una gabbia di parole
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Ma incontrarti ogni volta come per caso
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E fare un po’ di strada insieme
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Per condividere un sorso di vita
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Con chi ha la borraccia più piena
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E magari sederci sotto un albero
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Ai bordi di quella che chiamano realtà
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Sul nostro cammino verso l’Infinito.
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Nicholas Bawtree

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Resti quel che resti

Post n°183 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da k.way
 

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Resti quel che resti
Cammino in questo mondo
Senza pace fino in fondo
Immondo falsotondo infame mondocane
Rame ferro piombo stagno
Bagno le Dta in 3 dita di vita
Compro colori imbratto la mente
Sente il dente un freddo fendente
Sconquasso l'equilibrio offendo il vaso
Se è tanto fragile non sarà un caso
V'era un sogno celato là dentro
Ora dal basso è più alto di prima
Liberati i frammenti il respiro è più ampio
Che il vago non è il vuoto
E' il saper dell'incertezza
E' accoglienza è nascita è parto
E' una porta mai chiusa all'incanto

E sia pure soltanto una speranza
ché il desiderio è una domanda
la cui risposta nessuno conosce.

Tuffato nel canto di un nobile pianto
Pianto di case di lume di lune
Cielo osservato dall'ultimo piano
Finestra terrazza vetro giardino
Di notte qui ha inizio il mattino
Alberi foglie radice conci(di)me
Piedi e mani mari non fiumi

E allora lascia che sia marea

Corsa cammino tronco segreto
Alberi e giostre circo e teatro
Un albero aspetta più antico di tutti
Anche il cielo lo sa e batte alle imposte
Sta nel tuo nome in poca distanza
Nell'occhio del lupo la luce che dice
Tazza sedia latte cartone
Tavolo divano sorriso canzone

E subito la tavola è celeste
Come fosse cielo
Metti la tazza in cielo
Devi apparecchiare il cielo.

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Parole catapultate _
allo sbaraglio _
avanzi senza resto_

Paga il conto ed esci__
Occupato tutto pieno__

Io resto _
Almeno a guardare_
A vederti danzare._

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Come fossi

 F uoco

_________ A cqua

________ T erra

A ria ___

Come
F A T A

-

-

 
 
 

''.....''

Post n°182 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da k.way
 

          -

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Sissignore!

tutti i vicini pensano
che noi siamo
strani

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e noi pensiamo
lo stesso di loro

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e facciamo
tutti
centro

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Charles Bukowski

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Rinvii

Post n°181 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da k.way
 

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Rinviamo continuamente l’istante
in cui non ci incontreremo in nessun luogo.
Nel frattempo ridiamo molte volte
di tante cose della nostra vita,
e a volte piangiamo soli, di nascosto,
per ciò che non ritornerà mai più.


Titos Patrikios

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Del Vedere

Post n°180 pubblicato il 30 Ottobre 2011 da k.way
 

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<< ... l'impressione che ho io, è che per scrivere, e per fare arte, in generale, più che sapere è importante dimenticare, più che abbassare la testa a lavorare, è importante alzarla a guardar delle cose che di solito non guardiamo mai, che diam per scontate, e invece appena le guardiamo ci accorgiamo che non sono scontate per niente, perché l'arte, secondo me, il punto da cui viene, e quello che produce, ha veramente a che fare con lo stupore, ha la sua radice, io credo, in quel momento che il mondo ti prende di sorpresa. >>

[P. Nori]

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Jacek Yerka Image

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E credo proprio che in parte sia vero, a volte il non sapere, ossia non essere caricati di
informazioni/nozioni/regole/intellettualismi/significatireconditi/rimandiculturali/ecc.ecc.ecc,
permette, se non di capire totalmente (ma lo facciamo mai?), almeno di apprezzare la vera essenza delle cose, semplicemente per quello che sono.

Guardo un fiore, penso a Van Gogh o a Baudelaire.


Accarezzo un fiore, ci parlo,
e mi racconta
di tutta l'arte del mondo.

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Philippe Coulon Photo

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Perduti come sassi nel cielo

Post n°179 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da k.way
 

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Perduti come passi,
come cieli, come mondi,
come amori e come amanti

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Come parole sotto campane

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Come sassi

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Ogni parola è un sasso

comanda, come una nevicata

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Come quando trattieni il singhiozzo

come quando ti cade il cucchiaio

sono cose che sfuggono, è un attimo

lo sai anche tu che non sarà per sempre.

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Il vento si gira a guardare

Troverai qualcosa per terra

che so, una forbice, una chiave

o forse la catena del cancello

forse la foglia verde ...

Intanto, prendi da me quest'occhio

guarda.

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Questa è la casa dove noi

viviamo imprigionati

gorgoglianti come uccellini

finché …

Viene la madre e comincia a bussare alla porta

Viene il padre e comincia a bussare alla porta

Viene l’angelo che spacca il vetro

e dice: alzate l’ala, abitanti della casa

più su… sopra i tetti

più sopra, più sopra…

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Fino a toccare il Cielo

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per avere la pazienza delle onde di andare e venire

e ricominciare a fluire

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Cadeva piano piano ...

Post n°178 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da k.way
 

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L’albero d’estate sembra fatto di carne
e poi d’inverno ritrova le sue ossa
respira o non respira

fa quello che vuole

come il fazzoletto dell’amore

cadeva piano piano…

ho cercato di prenderlo, ho provato

cosa vuoi che sia un fazzoletto – dicevi tu –

che cosa vuoi che conti?

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[I. Travi]

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Nostalgia del non

Post n°177 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da k.way
 

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<<Io non sono di qui. Non appartengo a questa terra dove sono nato; e nella vita si impara, impara chi vuole imparare, che nessuno appartiene alla terra dov'è nato, dove l'hanno messo al mondo. Che nessuno è di nessun posto. Alcuni cercano di mantenere l'illusione e si costruiscono nostalgie, sensi di possesso, inni e bandiere. Tutti apparteniamo ai luoghi dove non siamo stati prima. Se esiste nostalgia, è per le cose che non abbiamo mai visto, per le donne con cui non abbiamo mai dormito, e per gli amici che non abbiamo avuto, per i libri non letti, per i cibi nella pentola ancora non assaggiati.
Questa è la vera e unica nostalgia.
>>

[Paco Ignacio Taibo II, da "Ombre nell'ombra"]

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Denis Grzetic Photo

L'appartenenza all'umanità è per ogni persona passaporto universale.

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Paolo Ordigoni image

Nostalgia! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me.
[Pessoa]

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