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FORSE MI SUCCEDERA'??

Post n°71 pubblicato il 12 Novembre 2005 da JANE27
Foto di JANE27

IL LATO OSCURO DEL ROCK(SPIEGATO AI FIGLI)

Ho letto questo articolo che mi ha fatto riflettere su come i punti di vista siano diversi se sei adolescente e se sei genitore.....tocchera' anche a me spiegare questo? mah chi lo sa...pero' mi va' di farvelo leggere....

Nella scatola in cui conservate vecchie foto e i poster della vostra stanza di adolescente,una figlia che va al liceo ripesca un manifesto in bianco e nero di Janis Joplin nuda che guarda seria nell'obiettivo di Bob Seidmann.
E' il 1967, aveva appena 24 anni.Era gia' la regina della scena pop e,ancora, la ragazza aggressiva e sgradevole, emarginata e presa in giro,piena di rabbia.
Nell'inverno dello stesso anno , a New York,quasi ogni notte Janis incontrava nell'ascensore  del Chelsea Hotel un uomo piccolo e bruttino che non osava rivolgerle la parola .
Era Leonard Cohen.
Caddero,infine uno nelle braccia dell'altro nella stanza 104.
Nonostante Janis "preferisse i ragazzi carini" per lui aveva " fatto un' eccezione", ricorda una famosa canzone di Cohen in cui Janis si alza dal letto sfatto,sistema con le mani la sua chioma elettrica e,stringendo i pugni "a tutti quelli che sono oppressi dall'immagine della bellezza ",dice a Leonard Cohen:" Non importa, siamo brutti ma abbiamo la musica".
Vostra figlia fantastica su Kurt Cobain,sul quale ha letto tutto,perfino i referti dell'autopsia che circolano in rete.
Ora appende alla parete Janis e allora voi,per amore di simmetria,mettete  sul vecchio giradischi il vinile di Pearl, e le raccontate tutta la vostra storia e altri aneddoti di rock'n'roll che avete collezionato fin da quando avevate la sua eta'.
Proprio in questi giorni, dite,fanno trentacinque anni dalla notte che la Joplin e' morta.
"I migliori muoiono" commenta forse lei,che ha la testa piena di scemenze romantiche e decadenti,legge Baudelaire e ha visitato a tomba di Jim Morrison la prima volta che e' andata a Parigi senza genitori.
"Janis e' morta,il Re Lucertola e' morto,e' morto anche Jimi Hendrix" aggiunge.
"Prova a pensare" rispondete "che musica ci avrebbero dato ancora se mai fossero vissuti".
Era il 18 settembre 1970 quando Jimi Hendrix fu trovato morto al SamarKand Hotel di Londra.
Janis ne fu sconvolta.
Lo aveva ammirato, e come lui era un'eroinomane e un'alcolista.
"Tranquilla" le dicevano,"Due rockstar non possono morire lo stesso anno.E poi tu non sei stupida.Morire dopo Hendrix,molto piu' famoso di te,sarebbe imperdonabile".."Mi sa " rispose invece Janis " che anche stavolta Jimi mi ha battuta sul tempo".
Janis mori' di overdose  al Landmark Motor Motel di Los Angeles la notte fra il 3 e 4 ottobre 1970.
Non si faceva da settimane,ma quella sera era triste.
Sembra che l'eroina venisse da una partita purissima,tanto che nei giorni seguenti i pusher di L.A. la smerciavano dicendo:" E' cosi' buona che ha spedito la Joplin in paradiso".
Dopo essersi fatta ,scese a comprarsi le sigarette e chiacchero' un po' con il portiere di notte ,torno' in camera e cadde morta fra il comodino e il letto.
Venne trovata la mattina dopo,da un amico,rigida e con la faccia spaccata .
Sono dettagli,questi,che vanno raccontati ai ragazzi.
Tanto perche' non immaginino che si sia trattato di chissa' quale fine gloriosa.
"Chi sarebbe Janis Joplin adesso?"domanda vostra figlia.
"Magari la sua stella sarebbe tramontata ,avrebbe perso la voce,rimpiangerebbe il passato e basta".
Jerry Garcia dei Grateful Dead disse:"Janis era una ragazza -razzo,e' arrivata in vetta e poi e' morta nel miglior momento possibile ,senza arrivare al declino ,diventare brutta,vecchia rimbambita".
Rispondete a vostra figlia che Janis ,nella peggiore delle ipotesi potrebbe invece somigliare a Grace Slik dei Jefferson  Airplane,altra grande sacerdotessa hippie di San Francisco.
Oggi ha 66 anni, ha messo da parte la musica ed e' diventata una pittrice.
Il rock'n'roll e' lontano:"Non mi piace vedere dei vecchi su un palco rock'n'roll,inclusa me stessa.
Tutti cambiamo,io per prima sono cambiata.Ma crescere e cambiare non vuol dire rinnegare il passato,gli ideali.
E ogni tanto,quando qualche registra usa le mie canzoni in qualche film arrivano dei soldi di diritti d' autore".

Janis-potreste dire ad ogni adolescente innamorato delle voci magnifiche,dei miti tragici,delle rockstar morte soffocate nel loro vomito come Jimi Hendrix ,come Jim Morrison- avrebbe fatto davvero bene a sopravvivere e a diventare adulta negli anni 70,quando le femministe la pensarono e amarono come una progenitrice.
Avrebbe trovato spazio in uno show business nel quale aveva invece dovuto farsi largo a calci ,ma che nel decennio successivo  si apri' ai talenti femminili inusuali.
Avrebbe smesso di bere e di farsi,perfezionato la sua tecnica magistrale,quella che con ore di studio e di prove rendeva la sua voce cosi' spontanea,aspra,selvaggia e avida.
E avrebbe,sopratutto,goduto della maggiore liberta' conquistata dalle donne,lei che aveva pagato cosi' cara ogni licenza,sopportando disprezzo e solitudine ,nascondendo la sua bisessualita',vergognandosi del suo aspetto e della sua voracita'.
E mentre in casa vostra Pearl  gira sul piatto,con quel suono sporco e stupendo creato da Paul Rothchild,il produttore dei Doors ,che catturo' di Janis gli scherzi,i colpi di tosse e un ultimo " thank you" ,voi potete cercare nel vostro scaffale ,perche' vostra figlia non lavori troppo d'immaginazione  e di immedesimazione e capisca di che cosa state parlando davvero,quel libro esemplare e fondamentale che e' Graffi in paradiso ,di Alice Echols, appena ripubblicato da Arcana,che ha per sottotitolo La  vita e i tempi di Janis Joplin .
Avete letto le biografie e le autobiografie delle rockstar per anni,la sera prima di dormire, e con il padre di questa figlia chiamavate scherzando questo tipo di letteratura "le vite dei santi"; ma Graffi in paradiso racconta tutti gli anni 60,lato oscuro compreso ,droga ,cibo pessimo,conflitti distruttivi ,amori liberi finiti male,abbandono ,desolazione,case degradate ,nessun modello adulto decente,emarginazione ,sessismo,
segregazione razziale.
E' un libro educativo,un libro di stroria contemporanea che andrebbe adottato nei licei se la scuola fosse meno disinteressata alla vita interiore dei ragazzi,al modo in cui costruiscono i miti: idealizzano il passato,costruiscono la loro identita' ,risolvono il dissidio con gli adulti e glielo fanno pagare o si fanno del male con le loro mani.
Come molti adolescenti di talento,Janis Joplin non sopportava la strada gia' tracciata.
La sua famiglia piccolo borghese le offriva e le chiedeva una vita da brava ragazza,ma lei andava male a scuola,era brutta,disturbata,beveva forte,frequentava cattive compagnie e voleva soltanto cantare ,diventare  qualcuno in un mondo e in un tempo in cui una ragazza poteva sperare soltanto di trovare Mr.Right e sposarlo.
Quando,nel 1967, Janis Joplin incendio' il palco di Monterey Pop Festival nessuno aveva mai visto niente di simile.
Il critico rock Robert Christgau non pote' fare a meno di scrivere non solo della sua voce ma anche del  "capezzolo sinistro eretto,abbastanza duro da cavarti un occhio".
Janis urlava ,si dimenava ,piangeva,rideva ,batteva i piedi " e minacciava ogni secondo di rompere il microfono.O di inghiottirlo ".
Paragonava il cantare dal vivo ad un'orgasmo ,bestemmiava come un marinaio e " si vestiva come una puttana psichedelica" allargando a forza i canoni  estetici e di comportamento per ogni donna del suo tempo.
Etta James disse di lei:"E' un angelo sceso ad aprire una strada che le ragazze bianche non avevano mai imboccato"

Questa e' la mia conclusione....
Leggendo questo articolo ho ripensato alla mia adolescenza :all'anarchia ,all ' autodistruzione ,all'alcol e alla droga..a una vita che sembrava bella cosi'...dove piu' ti facevi del male piu' eri felice ..e' vero che tanti di questi artisti qui citati ( e non solo) hanno dato tanto alla musica ma e anche vero,come e' scritto sopra,che forse non era tutto cosi' bello e che dietro c'era molta disperazione...Ripensando ora l'unica cosa che mi rimane e' la loro genialita' musicale ...il resto e' storia. Da madre e' tutto diverso..."Forse e' ora di raccontargli anche le solitudini,le overdose ,l'alcol,la morte.Perche' siano liberi di idealizzare quei miti..sapendo,pero',cosa vuol dire farsi del male

Spero davvero  vi sia piaciuto..

 
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