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MARTE: UNA NUOVA... "OPPORTUNITY"

Post n°439 pubblicato il 23 Giugno 2007 da io_deifobe

Il quarto pianeta ancora alla ribalta. Ogni volta che si avvicina alla Terra, cioè ogni 26 mesi, diviene il punto di sbarco di sonde terrestri, lanciate a caccia dei suoi segreti, che con le loro immagini accentuano il mistero del pianeta "rosso".

Giungono le prime conferme riguardo alla presenza di acqua ghiacciata al polo sud, presenza già evidenziata al polo nord da Viking, Mars Odissey e Pahtfinder.
La sonda europea Mars Express, attualmente in orbita, è in grado di rilevare l’acqua fino a cinque chilometri di profondità grazie ad un radar che emette onde radio a bassa frequenza; tali onde, riflesse dalla superficie e dagli strati più profondi con intensità diverse, segnaleranno la presenza di acqua nel sottosuolo. Grazie a questo radar, chiamato "Marsis", si potranno anche studiare le dune di sabbia e quelle zone che un tempo potrebbero essere state fondali marini.
Che nel passato vi sia stata abbondanza di acqua sembra fuor di dubbio, ma non è detto che oggi si trovi ancora allo stato liquido. Dal punto di vista geologico è chiara la traccia lasciata dallo scorrimento delle acque superficiali e gli scienziati sono convinti che sia ancora nascosta nel sottosuolo.
Inoltre Mars Express possiede un teleobbiettivo in grado di riprendere oggetti di due metri quindi poco sfuggirà al suo "occhio"; forse solo quello che "qualcuno" non vuole si veda.
Marte, al pari della Terra, ruota su di un asse inclinato di circa 23 gradi rispetto al piano orbitale, fatto che origina il fenomeno delle stagioni. Sembra che un tempo l’asse terrestre avesse una inclinazione molto minore tale da determinare un clima mite temperato globale.
La rotazione sul proprio asse sottopone, sia Marte, sia la Terra, all’influsso delle maree gravitazionali degli altri pianeti. Per questo, nel corso di milioni di anni, si manifesteranno nuove variazioni nell’inclinazione dell’asse con conseguente variazione del clima.
Secondo gli scienziati Marte avrebbe subito tale fenomeno, ma esistono altre teorie che giustificano il clima attuale del pianeta rosso come conseguenza di altri eventi, fra i quali l’eventuale esplosione di un pianeta più grande del quale Marte era una delle lune. A proposito di lune dobbiamo anche sottolineare che la nostra luna esercita, sul nostro pianeta, una significante attrazione gravitazionale, fissando l’angolo di rotazione e contrastando le perturbazioni degli altri pianeti; Marte non possiede un satellite.
Inoltre, a differenza della Terra, Marte è privo del campo magnetico in grado di deviare i venti solari carichi di particelle elettriche, che soffiando sull’atmosfera marziana ne spazzano via gran parte. Al loro soffiare alzano quel pulviscolo di ruggine rossa che tinge l’aria e fa apparire il cielo rossastro. Il colore rosso di Marte è giustificato dalla rifrazione della luce dalle polveri presenti nell’atmosfera, ma queste prevalgono solo in presenza di vento che le solleva dal suolo.
Ed è qui che si focalizza di più la nostra attenzione: davanti alle carrellate panoramiche trasmesse da Spirit ed Opportunity, mandate in onda durante i telegiornali che mostrano un cielo marziano azzurro.
Le sonde hanno evidenziato la presenza di ematite, minerale che si forma in depositi di acqua stagnante e in seguito ad attività vulcaniche che generano acqua in pressione.
La sua presenza fu rilevata già nel 1998 grazie allo spettrometro del Mars Global Surveyor nella zona dell’equatore, un deposito vecchio di miliardi di anni. L’ematite insieme ai minerali ferrosi fornisce il tipico colore al pianeta. Quindi quando spirano i venti solari che alzano il pulviscolo rosso, diventa rosso anche il cielo, ma in mancanza di polvere sollevata dai venti il cielo di Marte è decisamente azzurro. Le immagini del telescopio Hubble e quelle degli astronomi amatori riportano bianche nubi e atmosfera blu.
È bene saper che nelle immagini a colori ad alta definizione prevale il tono rosso bruno e che, nei programmi di grafica, la funzione "Split RGB" ci permette di modificare i colori principali che sono il rosso, il verde e il Blu; sia singolarmente, sia contemporaneamente. In tal modo modifichiamo le caratteristiche dei colori. Secondo Hogler Isenberg la NASA avrebbe usato questo sistema per modificare le immagini trasmesse dal Viking nel 1977. Le foto inviate dal Viking, alcune delle quali rielaborate da Holger Isenberg (già presenti in edicolaweb:
foto A e foto B) mostrano proprio che nelle prime immagini trasmesse Marte appariva come un pianeta dal suolo rosso bruno e il cielo azzurro. L’azzurro dimostra, inoltre, che nell'atmosfera marziana non c'è pulviscolo ma acqua in sospensione.
Molti scienziati e ricercatori hanno potuto vedere le prime immagini trasmesse e si ricordano bene come erano.
Il fisico Ron Levin ricorda le prime immagini a colori trasmesse dal Viking che mostravano un cielo blu e le rocce con zone verdastre e che gli addetti alle trasmissioni hanno elaborato rapidamente in modo che il cielo e le rocce mostrassero un colore rossastro.
Philip James, dell'università di Toledo, riguardo al tempo nel momento dell'atterraggio del Lander, afferma che se la polvere si diffondeva nel luogo di atterraggio, il cielo poteva risultare rossastro, altrimenti il lander mostrava un cielo blu con nubi luminose. Al momento di quell’atterraggio sembra non vi fossero tempeste di polvere, ma soltanto venti chiari che sono durati molti giorni dopo l'atterraggio. Nonostante questo tutte le immagini hanno mostrato un cielo rosso.
La NASA al contrario sostiene che i colori trasmessi dal Viking erano corretti.
Il 3 gennaio 2004, la NASA ha tenuto una conferenza stampa nella sede del Jet Propulsion Laboratory, a Pasadina. Sullo schermo dietro ai relatori veniva proiettata l’
immagine del panorama trasmesso dallo Spirit che mostrava la terra marrone e un cielo blu chiaro…
Il Dott. Jean-Loup-Loup Bertaux, direttore di ricerca atmosferica per il CNRS, ha dichiarato: "…la presenza delle particelle di polvere nell'atmosfera di Marte determina il colore del cielo. Nell'atmosfera marziana c’è molta polvere, fino a forse 50 chilometri di altezza ed quindi domina il colore di quella polvere; ed è quello che vediamo. Il colore del cielo può cambiare con la quantità di particelle di polvere nell'aria. A volte possono essere rosse o meno rosse, dipende principalmente dal formato delle particelle di polvere. È possibile che il cielo di Marte possa cambiare anche da un blu chiaro a un rosso rosato scuro; dipende dalla quantità di polvere presente nell’atmosfera, del luogo e del periodo di tempo."
Ho l’impressione che l’acqua e il cielo azzurro siano come lo specchietto per le allodole o, meglio, come il pulviscolo rosso che offusca i colori, nel senso che servono a distogliere l’attenzione da un obbiettivo molto più importante: come trovare la vita. Questo mette in discussione molte cose, forse troppe. Su base teologica, religiosa, sociale; su come in effetti sia nata la razza umana, cosa è un essere umano, se la Terra è veramente l’unico pianeta che sostiene la vita.
Spostiamo la nostra attenzione su tutte le cose che indicano la presenza di vita sul pianeta rosso, sempre ignorati dalla NASA e dal Jet Propulsion Laboratory. Fra i principali vogliamo ricordare: la faccia e le altre anomalie avvistate nella piana di Cydonia; tante altre enigmatiche costruzioni; misteriosi tubi (non considerati tali) che spariscono nel sottosuolo; i fossili organici contenuti nei meteoriti trovati nel 1966, nel meteorite del Dott. Ian Wright-EETA79001 del 20 luglio 1989, di quello del 7 Agosto 1996 ALH84001; dei meteoriti di Ivuna; dell’enorme quantità di roccia bianchissima che potrebbe essere carbonato di calcio o un frammento d’osso.
Perché come luogo di atterraggio è stato scelto proprio il cratere Gusev?
Il Dott. Gilbert Levin incaricato degli esperimenti sul Viking Lander ritiene abbiano trovato la vita su Marte nel 1976, ma la NASA doveva negare l'esistenza di vita extraterrestre malgrado consistenti prove. Molti scienziati hanno visto le prove e stanno speculando sull’ipotesi che Spirt abbia già accertato che l'acqua un tempo fluiva all’interno del cratere Gusev. Gli strumenti utilizzati per fotografare il suolo marziano sono in grado di rilevare piccole quantità di minerale nel terreno che possono suggerire la presenza dell’acqua in un lontano passato. Phil Christensen afferma che la presenza del carbonato suggerisce un certo tipo di roccia formatasi nell’acqua; se il terreno contenente carbonato è per lo più acqua sedimentata potrebbe provare che il cratere è il fondale di un antico lago.
Nuove immagini del suolo marziano pongono nuovi quesiti.
Ci sono alghe verdi nel cratere di Gusev? Il blu e il verde presenti nelle
foto indicano presenza di acqua, giacimenti minerari, umidità o alghe? Sono immagini che evocano situazioni similari sulla Terra e fanno pensare a possibili segni di vita. Se Spirit troverà tracce di vita ne verrà data notizia? Se il colore verde denuncia la presenza di alghe e quindi di vita si comprende perché Gusev è stato scelto come luogo di atterraggio. "Qualcuno" ha esaminato con cura e a lungo le carte scientifiche del pianeta ricavate attraverso le foto fornite dalla varie sonde prima di scegliere il luogo di atterraggio.
Marte, misteri e stranezze.
Troppi gli oggetti strani sparsi sulla sua superficie (
foto C, foto D, foto E, foto F), troppi i segni e le tracce che testimoniano "presenze di vita", recenti o in tempi remoti; tante le supposizioni, chiamiamole pure speculazioni, su quanto può essere accaduto sul pianeta rosso; troppe le domande in attesa di risposte.
Risposte che attendiamo per maggio, con i primi risultati trasmessi dal radar Marsis in funzione dal prossimo mese di aprile.
Risposte che potrebbero sovvertire dogmi secolari; stiamo esplorando e osservando un sistema molto dinamico. L’intero sistema solare si sta evolvendo. Cosa era un tempo Marte? Era come la Terra?
Riceve ancora energia dal sole, come la Terra ha stagioni, un giorno simile ed è l'ultimo dei quattro pianeti interni di tipo roccioso; gli altri sono più gassosi e liquidi.
Lo stesso destino attende la Terra con il suo crescente effetto serra?
Il tempo fornirà le risposte, ma temo che queste potranno modificare il nostro sistema di vita e di pensiero.

 
 
 
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