
Tutto quello che scrivi, prima o poi, ti verrà utile, ripagato con gli interessi sul giornale per cui scrivi. Aveva ragione Duffo, il Matteo Bordone de noantri, a denunciare le ammucchiate dei critici che scrivono sui quotidiani, che si fanno recensioni l’un l’altro, non conoscendo evidentemente l’immortale frase “smettiamo di farci pompini a vicenda” pronunciata da Wolf-Harvey Keitel in Pulp Fiction. Qualche giorno fa ho comprato uno dei giornali re dell’edicola trash, vale a dire l’Espresso. Oggetto giornalistico noto per le sue posizioni fermamente antiberlusconiane, che ospita talvolta quel fiore di giornalista imparziale e raffinato di Marco Travaglio (uno che fa sembrare Giuliano Ferrara il fratello buono di Bobbio e Paolo Mieli uno storico di rango). In ordine sparso, a una lettura rapida, si notano le seguenti marchette di rango:
- Prima raccomandata: a pagina 60 Edmondo Berselli si scatena in un’entusiastica recensione di un libro di Michele Serra. Lo stesso Michele Serra, specifico magari ci fosse qualche dubbio, che ha la sua rubrica settimanale (pag. 24) sull’Espresso medesimo.
- Seconda raccomandata: Antonella Fiori recensisce a tutta pagina un’opera imperdibile, il libro su Trieste dello scrittore Mauro Covacich. Mauro Covacich, manco a dirlo, scrive (non settimanalmente, ma con una qualche regolarità) su l’Espresso medesimo.
- Ricevuta di ritorno: a pagina 216-217 si parla della rassegna dedicata ai “capolavori da indossare” di Gianni R.I.P. Versace. Ovviamente, come accade ogni volta che in Italia si parla di Moda (cioè pubblicità, cioè soldi, cioè stipendi dei giornalisti), i toni sono a dir pochi entusiastici. Vuoi vedere che…, mi dico. Ricerca rapida. A pagina 66 ecco la pubblicità degli occhiali Versace…
- E poi, dato che l’Espresso è quella rivista che vi regala ogni settimana cose bellissime, come i cd di jazz per chi del jazz se ne è sempre sbattuto il cazzo, le enciclopedie della scienza di chi va a farsi guarire la sciatalgia da fratel cosimo e il dvd su Bob Marley per chi crede ancora che Bob Marley e Peter Tosh siano la stessa persona (al tempo del grande Stefano Tamburini era facile distinguerli, Peter Tosh era quello vivo), non mancano pagine su Bob Marley, sulla scienza e sul jazz, per far capire al lettore che è proprio il caso che quei gadget se li compri, che no, non può far senza, che il sassofonista diciassettenne che ha suonato da Maria de Filippi è davvero un genio.
Mai sentito parlare di conflitto di interessi? O vale solo se si è nani e pelati e non se si è Covacich e Serra, cioè pelati (l’uno) e vagamente itterici (l’altro)?
Ma perché l’hai comprato, mi si potrà dire, se poi devi rompere le scatole? Perché c’era Jonas Fink, di Vittorio Giardino. Compratelo, lo dice anche Oscar Cosulich, che sull’Espresso cura l’imperdibile rubrica sui comics di ben diciassette righe. Questa settimana non c’è, perché non ci sono in giro fumetti all’altezza del libro su Trieste di Mauro Covacich.
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57