Tana del Leprecano

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Stelle a Strisce: proposte

Post n°97 pubblicato il 31 Maggio 2006 da duffogrup
 
Foto di duffogrup

Torno a parlare di fumetti con una nuova motivazione. Mi sono accorto che molti si lamentano della situazione del fumetto in Italia e del suo inesorabile declino. I protagonisti del settore: autori, editori e lettori, devono prendere atto che il fumetto è destinato ad una diminuzione della sua diffusione. I distributori non li nomino neanche in quanto il loro comprovato disinteresse al marketing, la loro inefficenza e la totale indifferenza verso il rispetto dovuto a chi compra sono una delle cause principali della crisi. Che il fumetto, soprattutto tra i ragazzi, venga soppiantato da media più "interattivi" e immediati è un trend difficilmente invertibile, parallelo all'evoluzione tecnologica dell'intrattenimento. Non per questo però bisogna mandare tutto in vacca nel giro di un paio di anni! Gli ammerigani, che hanno grossi difetti ma sono lungimiranti in quanto a far soldi, sonon passati in una decade(!!) dal quasi fallimento del mondo fumettistico agli incassi milionari dei film supereroistici (prepariamoci ad un nuovo boom con il ritorno di Superman). Bella forza viene da dire, i film tratti da fumetti come quelli dei supereroi sono puro intrattenimento senza alcuna pretesa di approfondimento. A questa critica si potrebbero contrapporre tutte le metafore politiche e sociali che negli anni sono state inserite nelle storie di Batman & Co., ma mi limito ad un breve elenco di film "seri" tratti da fumetti non supereroistici: American Splendor, Ghost World, A History of Violence, Era mio padre, From Hell. In asia i manga sono ispirazione continua per film, telefilm, videogiochi. Vedi l'osannato Oldboy. Insomma si è partiti dall'uomo in calzamaglia per arrivare ad Alan Moore, senza farsi grossi scrupoli e pippe culturali. E da noi? Da dove si dovrebbe partire e dove si dovrebbe arrivare? Si parte da Demian?? Da Lazarus Ledd?? E si arriva agli ultimi Dimenticabili lavori di Davide Toffolo e Paolo Cossi?? A Manara?? Inutile girare intorno al problema, bisogna inziare a fare storie nuove. La modalità stessa della pubblicazione va modificata radicalmente. La Bonelli deve lanciare nuove miniserie e chiudere tre quarti di quelle vecchie (comprese le storiche). VERE miniserie, da 4/5 numeri al massimo, 500/600 pagine, non le miniserie come le intende Bonelli attualmente, 18 numeri da 2000 pagine complessive. Le storie vanno scritte in maniera diversa e magari anche disegnate meglio. Per esempio, il lavoro di Paolo Cossi per il fumetto sul terremoto in Friuli, spiace dirlo, è indifendibile e il lecchinaggio ricevuto dai critici non serve a niente. I giovani autori indipendenti devono smetterla di proporci quasi esclusivamente riletture del passato nelle loro storie. Parlino del presente, senza andar dietro al filone dei cineasti depressi retro-realisti. In questo senso Enoch e Gipi mi sembrano sulla buona strada. Speriamo che si diano una mossa, dopo i disegnatori non vorrei che anche gli autori italiani incominciassero a sbarcare ad Ellis Island.

 
 
 
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