Tana del Leprecano

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The day of the beast

Post n°99 pubblicato il 06 Giugno 2006 da duffogrup
 
Foto di duffogrup

Senza scomodare gli Iron Maiden, mi permetto di ricordare, se ce ne fosse bisogno, che oggi è il sesto giorno, del sesto mese, del sesto anno e quindi 666 e quindi numero del diavolo. Tralasciando il fatto che, numerologicamente, non si capisce perchè 6 e 2006 siano considerati uguali, bisogna dire che i tre 6 hanno da sempre influenzato la cultura occidentale (chissà perchè quasi nessuno cita i "70 volte 7"?). Nel cinema, oltre all'uscente Omen, c'è almeno un'altra decina di film dove il numero demoniaco viene citato in maniera più o meno velata. Per quanto riguarda la musica, oltre a Bruce Dickinson e compagni, non è difficile trovare legioni di gruppi di death e gothic metal che utilizzano il 666 a profusione, quasi fosse inserito nel codice a barre dei CD che vendono. Mi piace però ricordare che pure i grandiosi Pixies hanno citato i numeri biblici (5 per l'uomo, 6 per il diavolo e 7 per dio) nella surreale "Monkey goes to Heaven". Forse il media in cui il 666 è stato utilizzato in maniera più massiccia è il fumetto. Non sto qui a fare un elenco degli albi horror in cui esso è presente perchè non si finirebbe più, per cui cito solo un caso. In uno dei pochi Martin Mystere godibili degli ultimi 5 anni si scopre che il numero 6 in greco antico veniva anche rappresentato con la lettera w, per cui il 666 non era altro che il www e quindi internet. Teoria originale che presubilmente ha portato allo sfinimento creativo Alfredo Castelli decretando così la fine del Buon Vecchio Zio Martin. Dati questi presupposti culturali e l'hype che l'arrivo del giorno infausto stava provocando, era praticamente certo di dovermi aspettare qualcosa di brutto e i presagi, come in ogni buon racconto di Stephen King, si sono concretizzati.
Stamattina mi sono svegliato prima del previsto. Ho acceso la televisione sintonizzandomi, stranamente, su Rete 4 e così mi è apparso nel suo fulgore Roberto Gervaso. Lasciarsi trasportare dalle sue parole equivale a percorrere i gironi infernali in quindici minuti. Mi tenta facendomi quasi venir voglia di dargli ragione alla sua affermazione che la politica è infarcità di luoghi comuni, salvo col venirsene fuori, due minuti dopo, con una serie di luoghi comuni sugli italiani che neanche un tedesco in birreria si permetterebbe. Ho dovuto smettere di guardarlo per paura di arrivare ad un punto di non ritorno e vedermi spuntare corna, coda e zoccoli, così ho cambiato canale e ho messo Rai Tre. Ho beccato la Falcetti. La trasformazione si è completata immediatamente e, tirato fuori il forcone, mi sono diretto verso il cimitero dove c'erano ad aspettarmi Behemot, Azazello, Baal, Gervaso e la Falcetti.

 
 
 
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Data di creazione: 21/01/2006
 

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