
Dio si alzò verso le undici. Si fece la barba. Si tirò indietro i capelli con la brillantina Linetti e contemplò il diciottesimo cielo, quello dei favolosi anni sessanta. Franco e Ciccio, vestiti da bagnini, spiavano dal buco della serratura le ragazze spogliarsi nelle cabine, mentre Mario Carotenuto, in un doppiopetto beige da commendatore, tampinava una bionda con un bikini di Paco Rabanne. Jacqueline Bouvier e Aristoteles Onassis osservavano arrapati Anita Ekberg pregustando una notte di peccato. Lola Falana e Maria Callas si scambiavano ricette di vocalizzi per sciogliere le corde vocali. Branchi di adolescenti che non avevano mai visto il mare giocavano a flipper, mentre le loro coetanee ballavano il twist con playboy appena arrivati da Saint Tropez.
Marcello Mastroianni, con le maniche arrotolate e le braccia sporche d’olio fino ai gomiti chiedeva a Gassman come si facesse a cambiare il carburatore della sua Lancia Flaminia carrozzata da Zagato. Rocky Roberts, stanco della sua stempiatura, decise di tagliarsi i capelli a zero.
Si schiarì la pelle. Si mise un cappellino da baseball. Imparò a rappare su basi hip hop. Si reincarnò. Era nato Mondo Marcio. Dio vide che era una cosa buona e giusta, mise su un disco dei Rokes e tornò a letto.
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