
Una bambina ha un incubo nel cuore della notte. Grida. Le è sembrato di vedere un mostro. Tutta la famiglia le si stringe attorno per consolarla. La madre, il padre, il fratello. Un grande abbraccio, tutto a posto. La famiglia perfetta si vuole un gran bene. “Qui dentro non c’è nessun mostro, piccola.”
E invece sì. Il mostro c’è, è dentro casa. È proprio nella stanza, accanto alla bambina. Perché quel padre perfetto non è chi dice di essere. Non è quello che sembra. E un giorno succede qualcosa che lo costringe a uscire allo scoperto. Tom uccide due malviventi che tentano di rapinare la sua tavola calda e diventa un eroe (la violenza dell’autodifesa è, per l’americano medio, una forma di violenza buona, perché diretta al di fuori della cerchia della famiglia o della comunità). Ma qualcuno sembra riconoscere in lui un’altra persona… La violenza buona allora si rovescia in qualcos’altro, e il sogno sembra vacillare. Ed è come se la violenza, covata, repressa ma mai elaborata, riesplodesse e ritornasse al mittente, con effetti distruttivi.
Possiamo dimenticarci di chi siamo stati? Cronenberg non dà una risposta, lascia che gli eventi si snodino lisci in un film che gioca con i clichè hollywoodiani, con cattivi da fumettone pulp (William Hurt) e delinquenti sfregiati (Ed Harris). Viggo Mortensen è bravissimo a farsi carico del peso di questa storia di violenza che non può lasciarsi alle spalle. E tutti noi ci chiediamo, con sua moglie (Maria Bello) se quello che dice sia vero o falso. Ha ancora senso parlare di vero e falso in questo caso? Possiamo liberarci del passato? Possiamo costruirci una vita diversa dalla nostra? Cronenberg si conferma profeta della mutazione e della nuova carne. Solo che questa volta il mostro è dentro ciascuno di noi.
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57