
Durante il 2001 ebbi modo di assistere ad un interessante dibattito a Trieste sul tema del mito nel fumetto. Gli oratori erano Sergio Bonelli (allora ancora padrone del fumetto italico), Alfredo Castelli (il pappone di Martin Mystere) e il grande Neil Gaiman (che a differenza degli altri due non ha bisogno di presentazioni). Chiuso il dibattito, molto interessante, al pubblico venne data la possibilità di fare domande ai tre. Tra le tante ricordo una fatta da un tizio che chiese a Bonelli "Tex morirà mai?", alchè Bonelli ridacchiando rispose "Non finchè mi darà la possibilità di comprare i golfini d'Angora che mi piacciono tanto". In un primo momento mi accodai alle risate generali che domanda e risposta avevano provocato. Ora però, alla luce di quello che è successo e che succederà, la risposta del Bonelli era un chiaro manifesto d'intenti. Dall'inizio del nuovo millennio l'editore Bonelli sta vivendo una crisi di vendite senza precedenti ed è abbastanza inutile nasconderlo. Dal 2003 è stato giustamente chiuso Gregory Hunter, un fumetto degno di una fanzine liceale degli anni '80. Tra il 2004 e lo scorso anno hanno fatto la stessa fine Nick Raider e Jonathan Steele (ceduti ad altre case editrici come le figurine di calcio), Legs Weaver, Mister No (di cui è in pubblicazione la lunga saga d'addio firmata dallo stesso Bonelli) ed è notizia di questi giorni la prossima chiusura di Napoleone. Alla Bonelli è in corso una svolta strategica ed è probabile che sia legata alle voci di un disimpegno del vecchio Sergio da qualsiasi responsabilità dirigenziale e di marketing. Lasciando da partei gusti personali, da qualche anno infatti abbiamo assistito con piacere alla nascita di nuove testate, sottoforma di miniserie: Gea, Brad Barron, Damien (di prossima uscita) e presumibilmente Pollock, nuovo personaggio in progetto per l'anno prossimo. Tralasciando il fatto che solo in Italia una serie da 18 numeri, di circa 100/120 pagine l'uno, viene definita miniserie, che una serie Bonelli abbia un'inizio, una trama e una fine già delineati è, secondo me, un grande passo in avanti. Di certo anni e anni di errori editoriali, con testate ormai inutili tenute in vita con poco rispetto dei lettori e dei protagonisti, non si risolveranno in poco tempo. Forse occorre una nuova generazione di sceneggiatori e disegnatori. O forse invece è già troppo tardi, chissà. Chissà cosa succederà quando anche Tex, Zagor e il comandante Mark non varranno nemmeno un golfino d'Angora. Speriamo di non dover assistere...
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57