Creato da lafarmaciadepoca il 13/10/2010

La farmacia d'epoca

Raccolta di scatole e flaconi di farmaci di ieri - di Giulia Bovone

 

Johnsonplast

Post n°569 pubblicato il 12 Ottobre 2018 da lafarmaciadepoca
 

 

Velocissimo post di aggiornamento circa i cerotti Johnsonplast della Johnson & Johnson, in seguito al ritrovamento di questa scatola in latta, databile intorno alla metà degli anni Sessanta, con ancora un cerotto dentro.

 

Johnsonplast

 

Misura 7,7 cm x 10,1 cm x 1,2 cm. Sin dalla loro introduzione sul mercato, i cerotti sono stati una delle maggiori fonti di guadagno per questa azienda, che ha fatto della produzione di materiale da medicazione il suo cavallo di battaglia.

 

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Sedalvo Ellem

Post n°568 pubblicato il 27 Settembre 2018 da lafarmaciadepoca
 

 

Avreste mai pensato di poter fermare la diarrea con lo zolfo? Io no, ma negli anni Cinquanta era possibile, grazie al Sedalvo Ellem!

Questo prodotto conteneva una soluzione alcoolica allo zolfo, sotto il nome commerciale di “Tiosol”, lo stesso nome con cui oggi viene indicato un anticrittogamico sempre a base dello stesso minerale. Non ho trovato correlazione diretta tra uno e l’altro, anche se il nome commerciale in comune è un po’ inquietante.

Ad esso era aggiunto un mix vitaminico composto da vitamina PP (pellagra preventing) e vitamina B1 (la carenza comporta disturbi metabolici), acido lattico (per solubilizzare e stabilizzare lo sciroppo), ed alcuni estratti vegetali: salicaria (astringente e antidiarroica), ratania (astringente ed antinfiammatoria) e colombo (no, né il Tenente, né il volatile ma la pianta Jateorriza palmata dalle proprietà eupeptiche).

Leggendo gli ingredienti si evince chiaramente che quando il Sedalvo fu ideato non esistevano ancora gli antibiotici: se vi ricordate anche con il Karkamir Isnardi, l’antidiarroico all’acido cloridrico, avevamo trovato una composizione simile, tipica appunto degli antibatterici nati prima dell’era antibiotica.

Ecco la foto della bottiglia:


Sedalvo

Misura 13,6 cm di altezza x 2,7 cm di profondità x 4,6 cm di larghezza e risale agli anni Sessanta. La posologia prevedeva mezzo cucchiaino per i lattanti 2 – 3 volte al giorno, i bambini un cucchiaino 2 – 4 volte al giorno, mentre gli adulti 1 cucchiaio 2 -6 volte al giorno.

I Laboratori Farmaco Biologici Ellem erano situati a Milano in corso Ticinese 89 e hanno smesso di esistere nei primi anni Ottanta del Novecento.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Appio - Ischial Helvetia

Post n°567 pubblicato il 24 Agosto 2018 da lafarmaciadepoca
 

 

La pomata Appio – Ischial dell’Officina Farmaceutica Helvetia è un farmaco piuttosto peculiare che voleva essere un’alternativa ai vari linimenti contro l’artrite o l’ischialgia, offrendo il meglio disponibile, grazie all’uso sapiente di rimedi passati e presenti. Presenti per l’epoca: infatti, se visti dalla nostra prospettiva, coniugherebbe farmaceutica passata con farmaceutica passata. Il mio è un lavoro durissimo da mettere per iscritto.

Facendo finta che le cinque righe sopra non esistano, esaminiamo nel dettaglio la composizione dell’Appio – Ischial.

Estratto concentrato di appio: con la parola “appio” si indicano una grande varietà di piante della famiglia delle Ombrellifere (oggi più correttamente denominate Apiaceae), come il sedano , la carota, l’aneto , il cumino o la cicuta. Con molta probabilità l’”appio” impiegato nel farmaco dovrebbe corrispondere all’Angelica archangelica, nota per le sue proprietà antiinfiammatorie ed antispasmodiche. ATTENZIONE: Angelica e Cicuta si assomigliano parecchio! Per raccogliere le erbe è bene avere esperienza o altrimenti la “tisana antinfiammatoria super drenante ultrabio” potrebbe diventare un “infuso alla Socrate”, con quanto ne consegue.

Amamellide: le proprietà benefiche dell’Hamamelis virginiana sono note all’umanità già dai tempi delle prime tribù di nativi americani, i quali utilizzavano decotti di questa pianta per curare le ferite, in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti.

Piscidia: questa leguminosa ha un alto contenuto in alcaloidi da cui ne deriva una spiccata tossicità. Viene comunque impiegata in erboristeria in piccole dosi, o sotto forma di estratti standardizzati, poiché risulta un potente antidolorifico per via del suo effetto depressivo del sistema nervoso centrale.

Cloruro di calcio: è un sale altamente igroscopico e viene principalmente utilizzato come additivo per regolare l’umidità dei prodotti, con la sigla E509. E’ altamente irritante se inalato.

Protocloruro di mercurio: o calomelano, è il sale di mercurio dell’acido cloridrico. In passato era utilizzato come trattamento per la sifilide o come antibatterico, nonostante la pericolosità legata all’assunzione.

Ecco la foto della scatola e del vasetto in bachelite contenuto al suo interno:

 

Appio Ischial

In sostanza è un cubo di 4 cm per lato risalente agli anni Quaranta – primissimi Cinquanta, da vendersi dietro prescrizione medica. L’Appio Ischial era indicato non solo nelle ischialgie e nelle artriti, ma anche nelle infiammazioni ghiandolari (e ciò spiegherebbe il protocloruro di mercurio).

La pomata era applicabile una o due volte al giorno, continuando la cura per tre/quattro giorni.

L’Officina Farmaceutica Helvetia non era svizzera, ma aveva i suoi stabilimenti produttivi a Camnago Volta (Como): sto cercando informazioni a riguardo, se ne sapete di più potete contattatemi.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Stannoxyl

Post n°566 pubblicato il 17 Agosto 2018 da lafarmaciadepoca
 

Le piccole imperfezioni della pelle, come acne, foruncoli i punti neri sono inestetismi fastidiosi di cui a volte è difficile trovare una soluzione definitiva in breve tempo. Non pensiate, però che la ricerca della pelle perfetta sia un qualcosa di nuovo: a partire dai primi anni del Novecento, i Laboratori Bouty, commercializzavano lo Stannoxil, un farmaco dalla composizione estremamente caratteristica.

Lo Stannoxil, non era il solito prodotto contro l'acne, in quanto poteva essere impiegato anche come tenifugo e nella terapia delle affezioni da stafilococco, poichè questo medicinale era un curioso mix di stagno puro e di ossido di stagno, insieme a talco per creare il corpo della pastiglia.

Oggi nessuno si sognerebbe mai di assumere per os delle compresse di stagno, in quanto non ci medicheremmo mai con una componente delle batterie al litio o di un biocida, ma quando questo farmaco fu ideato, le conoscenze scientifiche erano altre.

Lo Stannoxil, come molti altri farmaci venuti alla luce in un epoca pre antibiotica, tendevano a sfruttare la tossicità di minerali o loro composti, per uccidere i batteri: ecco spiegato il perché di questa composizione da bacchette per stagnatura.

Ovviamente un prodotto strutturato in questo modo non era assolutamente a così ampio spettro come si voleva far credere: spesso e volentieri quando si ha a che fare con i batteri è sempre meglio utilizzare dei prodotti mirati per quella determinata specie piuttosto che impiegare farmaci per far tabula rasa, eliminando anche microrganismi non patogeni e facilitando l'insorgenza di antibioticoresistenza.

Spesso ciò non è possibile, ma è necessario utilizzare con coscienza gli antibiotici, evitandone l'abuso, se non vogliamo perdere gli immensi benefici che si ci donano e tornare ai livelli di mortalità dei primi anni del Novecento.

Ecco la foto della scatola:

 

Stannoxyl

Misura 7,7 cmx 2,3 cm x 2,3 cm e risale alla fine degli anni Quaranta / inizio anni Cinquanta.

Ciascun tubo conteneva 40 compresse, da assumersi secondo il foglietto illustrativo di cui potete vedere una foto sotto.

 

Bugiardino

Generalmente i bugiardini dei farmaci degli anni Cinquanta non superano i 10 cm di lunghezza x 5 cm di larghezza, ma questo “mastodonte” come potete notare, nelle dimensioni assomiglia abbastanza ad un foglietto illustrativo moderno. Neanche a sottolinearlo, di controindicazioni non vi è la minima traccia, ma non perché non ve ne fossero: all’epoca non erano proprio comprese nei foglietti illustrativi! La foto sul blog non rende molto, perciò vi inviterei a cercarla sulla pagina Facebook per leggerla meglio.

Grazie per aver letto un post!

 
 
 

Bepanten Roche

Post n°565 pubblicato il 13 Agosto 2018 da lafarmaciadepoca
 

A molti la molecola “pantenolo” richiama alla mente shampoo e balsami, ma prima di iniziare la carriera nel campo dei cosmetici, era un farmaco a tutto tondo, indicato non solo nelle patologie della pelle, ma anche in affezioni epatiche, respiratorie e gastroenteriche.

Il Bepanten Roche era a base di pantenolo o vitamina B5, componente, insieme alla β-mercaptoetilammina e all’adenosinatrifosfato (ATP) del Coenzima – A. Esso è un importantissimo trasportatore di gruppi acili e acetili che interviene in moltissime vie biochimiche del corpo umano, come nel metabolismo degli acidi grassi( sintesi colesterolo, corpi chetonici, ormoni steroidei) , nel ciclo di Krebs e nella sintesi dell’acetilcolina.

Sulla carta l’idea del Bepanten Roche era geniale: essendo impiegato in così ampio spettro di reazioni metaboliche supplirlo avrebbe portato dei giovamenti a tutto l’organismo (da qui l’idea del farmaco “a tutto tondo”), ma ha veramente senso integrare la vitamina B5?

I casi di deficit di vitamina B5 sono rarissimi, in quanto è ubiquitaria nei cibi di qualunque origine, ma a volte può comparire in caso di denutrizione, soprattutto se causati da anoressia.

Il Bepanten non era solo pantenolo, ad esso era anche aggiunto acido silicico (rinforza capelli e unghie e migliora il tono della pelle), stearato e amido per la compressa.

Ecco la foto del flacone:

 

Bepanten Roche

Non lasciatevi ingannare: è piuttosto piccolo, in quanto misura 5,4 cm di altezza x 3,2 di larghezza e 2 cm di profondità.

Risale ai primissimi anni Quaranta. Ciascun flaconcino conteneva 20 compresse da assumersi da un minimo si due ad un massimo di 4 al giorno. Il farmaco all’epoca necessitava di ricetta.

Ad oggi il Bepanten esiste ancora: è a marchio Bayer ( che ha acquisito Roche) e viene impiegato in fiale in caso di constipazione seguente ad atonia intestinale. E’ un farmaco costruito in maniera diversa rispetto al prodotto Roche, che utilizza il precursore della vitamina B5 come principio attivo, e il cui scopo principale è innalzare il livello del neurotrasmettitore acetilcolina. Per questo motivo non è possibile un paragone tra il farmaco d’antan e il moderno.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 
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