Creato da lafarmaciadepoca il 13/10/2010

La farmacia d'epoca

Raccolta di scatole e flaconi di farmaci di ieri - di Giulia Bovone

 

Aggiornamento Bronchiolina

Post n°614 pubblicato il 19 Agosto 2021 da lafarmaciadepoca
 

 

Ci ho messo un po’ a trovarla, ma finalmente ci sono riuscita. Sto parlando della confezione degli anni Sessanta dello sciroppo Bronchiolina contro la tosse e i catarri.

La Bronchiolina è uno di quei prodotti dell’Istituto Farmacoterapico Italiano di Roma che hanno fatto la storia. Se conoscete qualcuno che è stato bambino negli anni Sessanta, fategli vedere la foto del flacone e sicuramente la ricorderà, perché l’etichetta e la scatola con la sua carta argentata erano veramente inusuali. Infatti questa scelta non fu fatta a caso: occorreva svecchiare la confezione, e cosa meglio di un bel design futuristico e pulito. (per vedere il design del vecchio flacone cliccare qui).

La composizione rimase la stessa, con la sola aggiunta di estratto di Thymus nepeta, nome tassonomico della mentuccia, pianta dalle blande proprietà espettoranti, forse utilizzata di più come aroma per lo sciroppo.

Ecco la foto del flacone

Bronchiolina

La scatola misura 15 cm x 7 cm x 5 cm. Il flacone, invece è alto 12, 2 cm x 6 cm x 4,2 cm. Interessante notare che le misure sono le stesse del flacone anni Quaranta / Cinquanta. Questo non è dovuto a scelte particolari, ma è legato al fatto che il modello fosse parecchio standard.

La Bronchiolina costava 380 Lire e il flacone conteneva 175 g. Era uno sciroppo adatto per tutte le patologie dell’apparato respiratorio, e poteva essere assunto dagli adulti nella dose di 3 – 6 cucchiai die, lontano dai pasti. Per i bambini dai 3 ai 6 cucchiaini. La scatola fa anche curiosamente notare che la Bronchiolina era adatta per l’uso dei vecchi e nei lattanti perché non contiene oppiacei.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Capsule Purgative di Taurina

Post n°613 pubblicato il 10 Agosto 2021 da lafarmaciadepoca
 

 

Non è detto che tutto ciò che contenga taurina metta le ali per eccellere nello sport o nell’esercizio mentale. Se è contenuta in un lassativo ti fa andare da tutt’altra parte.

Anche se noi moderni associamo questa molecola ad un notissimo energy drink, ebbene in passato essa era l’ingrediente principale di diversi tipi di lassativi, come le Capsule Tonico Purgative di Taurina della Carlo Erba di Milano.

Questo bel flacone, alto 7,6 cm, largo 4,2 cm, profondo 2,5 cm e risalente alla prima metà del Novecento è uno dei tanti esempi di lassativi fantasiosi e inusuali.

Nella prima metà del Novecento il lassativo, o purgante era il farmaco per eccellenza, che si prendeva un po’ per tutto. Costipazione? Lassativo. Disturbi di stomaco? Lassativo. Diarrea? Lassativo. Mal di testa? Lassativo. Anemia? Lassativo (so che può far ridere, ma la situazione era questa, se non peggio).

Quindi in un mercato che poteva sembrare già saturo e fermo, era di vitale importanza riuscire a distinguersi per potersi ritagliare dei clienti. Le nostre Capsule alla taurina, facevano affidamento sulla potenza lassativa dell’aloe e della gialappa, e per cosa fosse utilizzata la taurina, presente sotto forma di estratto di fiele di bue, non ci è dato saperlo. Ha un effetto regolatore dell’osmosi e stabilizzante delle membrane, e se sovradosata può dare effetti collaterali a livello gastrointestinale ma non era certo risolutiva.

Il farmaco infatti, conteneva una quantità di taurina pari a 0,1 g. L’energy drink ne contiene 0,43 g. Per avere un effetto lassativo bisogna superare gli 8 g die. Se avessero voluto sfruttare solo la taurina come principio attivo lassativo non ne non bastava un flacone! Ce ne volevano 80.

Ecco la foto del prodotto:

Capsule Taurina



La dose era di una o due capsule. Probabilmente il prezzo ed altre informazioni erano contenute in una sovra-scatola di cartone.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Pastiglie Farmacia Centrale

Post n°612 pubblicato il 06 Agosto 2021 da lafarmaciadepoca
 

 

Le scatole di pastiglie per la tosse dei primi anni del Novecento sembrano tutte uguali. Sempre con mentolo, eucalipto codeina e borato di soda, sembrerebbero non aggiungere nulla di nuovo al tema. Eppure questa scatola di fine Ottocento / inizi Novecento della Farmacia Centrale di Milano è particolare, e ci offre uno sguardo su come diverse farmacie di grandi città presentavano i loro prodotti.

Infatti, la Farmacia Centrale di Milano, sita in Piazza della Scala 5 (ad oggi non più presente a questo indirizzo, c’è invece un negozio di vestiti), sapeva quanto fosse importante ispirare fiducia nei propri clienti. E cosa c’è di meglio di inserire una descrizione in inglese per farlo!


All’epoca, i prodotti delle “Farmacie Inglesi”erano i più richiesti, e proprio per questo motivo avere un nome inglese, oppure aggiungere delle frasi descrittive in questa lingua era una mossa vincente in ogni caso. Sia per i turisti, sia per i ricchi borghesi attratti dalla qualità dei farmaci inglesi.

Peccato che per aggiungere una scritta in qualsiasi lingua occorra prima averla studiata oppure avere sottomano un buon dizionario. Cosa che probabilmente alla Farmacia Centrale di Milano, ai tempi, non avevano. A parte l’uso di “against” al posto di “for”, individuabile solo dai docenti d’inglese presenti, “dry ness” scritto staccato e “tichling” al posto di “tickling” non si possono proprio vedere. Ma cosa vuoi, alla fine ciò che conta è vendere, e presentare bene il prodotto è il primo passo.

Questa scatola è veramente interessante, anche nel dettaglio dell’etichetta, stampata in rilievo. Scelta che andrà ad essere sempre meno comune con il diffondersi di nuove tecnologie di stampa.

Ecco la foto della scatola:

Pastiglie MCE

 

Misura 7,1 cm x 5,8 cm x 2,2 cm e non riporta il prezzo del prodotto. Ipotizzo la presenza di un sigillo, o di un’etichetta che recasse tale informazione, ma sui bordi e sul retro non sono state trovate tracce di colla.

La posologia raccomandava per gli adulti una pastiglia ogni due ore, per i ragazzi solo metà ma agli stessi intervalli.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Adexolin Glaxo

Post n°611 pubblicato il 29 Luglio 2021 da lafarmaciadepoca
 

 

Direttamente dalla Glaxo degli anni Quaranta eccovi l’Adexolin, uno tra i multivitaminici più famosi di questa azienda.

Si trattava di capsule ad alta concentrazione di vitamina A e D, veicolate in olio di oliva, e non sembrerebbe poi così interessante all’occhio dello storico, ma in realtà è un pezzo veramente particolare.

Infatti, l’Adexolin è uno di quei punti di congiunzione tra il mondo dell’opoterapia e i preparati vitaminici. Leggendo tra i suoi ingredienti è possibile notare che nelle scatole più vecchie le vitamine A e D sono estratte dall’olio di fegato di merluzzo, mentre la latta di fine anni Cinquanta, inizio anni Sessanta fa riferimento a retinol palmitato (nome vitamina A sintetica) e colecalciferolo (nome vitamina D sintetica), segno che il prodotto ha iniziato il suo viaggio commerciale come opoterapico per poi diventare un preparato vitaminico.

Altra nota interessante è l’impiego del prodotto. Normalmente ci si aspetterebbe che l’Adexolin fosse impiegato in casi di rachitismo o carenze vitaminiche, ma invece la scatola ne raccomanda l’uso per impiego generale nei processi infettivi.

Ecco la foto della scatola:

Adexolin

 

Misura 6 cm x 4,3 cm x 1,2 cm ed è databile intorno a metà degli anni Quaranta. La scatola costava 22.25 Lire e conteneva 25 capsule. La S.A. Italiana Laboratori Glaxo, all’epoca, occupava già la sede storica di Verona.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Isacen Roche

Post n°610 pubblicato il 28 Gennaio 2021 da lafarmaciadepoca
 

 
 
 
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