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Creato da lafarmaciadepoca il 13/10/2010

La farmacia d'epoca

Raccolta di scatole e flaconi di farmaci di ieri - di Giulia Bovone

 

Pioral

Post n°594 pubblicato il 06 Febbraio 2020 da lafarmaciadepoca
 

 

La società anonima Naclon è una delle tante aziende farmaceutiche italiane sparite nel nulla, eppure il suo Pioral negli anni Trenta ha avuto un discreto successo.

Era un prodotto dedicato contro la piorrea, le gengiviti, il mal di gola ed altre patologie del cavo orale. Era un preparato per sciacqui a base di ossicloruro neutro stabilizzato, una molecola che in passato era utilizzata in terapia. Ad oggi ha lasciato questo campo per dedicarsi all’agricoltura: viene impiegata nel trattamento della bolla del pesco.

Il Pioral era venduto concentrato a 15 grammi di principio attivo su litro e poi doveva essere diluito a seconda dell’effetto terapeutico che si voleva ottenere. Per un effetto preventivo della piorrea occorreva diluire 15 gocce di prodotto in 30 gr di acqua, mentre per una pulizia della bocca per tutti i giorni occorreva diluire da 10 a 15 gocce di Pioral in mezzo bicchiere d’acqua. Il Pioral poteva anche essere utilizzato puro nel caso della patologia acuta.

Ecco la foto della scatola:

Pioral

Misura 12 cm di altezza x 9 cm di larghezza x 3,5 cm di profondità. Il Pioral risale agli anni Trenta e ciascun flacone costava 11,75 Lire.
Purtroppo non sono riuscita a trovare informazioni sulla Naclon di Milano, ma se avete notizie di questa azienda sita in via San Nicolao 1, fatemi sapere qualcosa!

Grazie per aver letto il blog!

 
 
 

Pastiglie Valdolci

Post n°593 pubblicato il 28 Gennaio 2020 da lafarmaciadepoca
 

 

Le pastiglie Valdolci, anche se prodotte dalla Pastival (la stessa delle Pastiglie Valda), furono poco apprezzate, sia in termini di vendite che di successo presso il pubblico. Eppure bisogna comunque ricordarle.

Erano gli anni Cinquanta, e il boom economico stava facendo capolino anche in Italia. In questo periodo si assistette ad un aumento delle “variazioni sul tema” di farmaci famosi. “Con vitamina C”, “senza stricnina”, “arricchito di barbiturici”, e tanti altri claims commerciali, iniziarono ad affollare le scatole dei medicinali nati nella prima metà del Novecento, sintomo di consumatori che non si accontentavano più, e potevano permettersi il prodotto più costoso, ma maggiormente adatto alle loro esigenze.

Le pastiglie Valdolci nacquero, infatti, per “le gole e i palati delicati dei bambini e delle donne” (cit. il retro della scatola), in modo che potessero combattere la gola secca, facilitare la respirazione, pulire l’alito e attenuare gli effetti del tabacco.

Certamente destinare il prodotto ai bambini fumatori oppure alle donne che non reggono nemmeno una goccia di pino o una caramella frizzante, non è poi quella grande idea commerciale, ma le ragioni per cui le pastiglie Valdolci non sfondarono è molto più complessa.

Nonostante la bontà del prodotto, in quanto la caramella era composta totalmente da estratti vegetali e balsamici di origine naturale, il pubblico degli anni Cinquanta aveva scoperto che con gli antibiotici il mal di gola passava in un giorno, e si rivolgeva con fiducia al mercato del “super – farmaco” che stava nascendo in quell’epoca. In fondo, chi aveva voglia di curarsi naturalmente, quando la Borocillina con una pastiglia ti guariva?

Ecco la foto della scatola:

Pastiglie Valdolci

Misura 7 cm di diametro x 2,4 cm di altezza e risale agli anni Cinquanta / Sessanta del Novecento. La scatola non raccomanda dosi particolari. L’elenco degli ingredienti purtroppo è andato perso, in quanto presente solo sulla fascetta di carta che sigillava la scatola. Se nella vostra collezione ne avete qualcuna integra e volete mandarmi l’elenco degli ingredienti mi fareste un favore enorme.

Grazie per aver letto il post!

 

ENG---------------------------------------------------------------------------------------------

Valdolci pastilles, even if produced by Pastival (the same as Pastiglie Valda), were little appreciated, both in terms of sales and success with the public. Yet we must remember them anyway.

It was the 1950s, and the economic boom was also appearing in Italy. In this period there was an increase in the "variations on the theme" of famous drugs. "With vitamin C", "without strychnine", "enriched with barbiturates", and many other commercial claims, began to crowd the boxes of medicines born in the first half of the twentieth century, a symptom of consumers who were no longer satisfied, and could afford the more expensive product, but better suited to their needs.

Valdolci pads were born, in fact, for "the delicate throats and palates of children and women" (cit. The back of the box), so that they could fight the dry throat, facilitate breathing, clean the breath and mitigate the effects of tobacco.

Certainly targeting the product for smoking children or for women who do not even hold a drop of pine or a sparkling candy, is not that great commercial idea, but the reasons why the Valdolci pads did not break through is much more complex.

Despite the goodness of the product, as the candy was totally composed of plant and balsamic extracts of natural origin, the public of the fifties had discovered that with antibiotics the sore throat passed in a day, and turned with confidence to the market of "Super-drug" that was being born at that time. After all, who wanted to heal naturally when Borocillin healed you with a tablet?

The box measures 7 cm in diameter x 2.4 cm in height and dates back to the 1950s / 1960s. The box does not recommend special doses. Unfortunately, the list of ingredients has been lost, as it is present only on the paper strip that sealed the box. If you have some in your collection and want to send me the list of ingredients, you would do me a huge favor.

Thanks for reading the post!

 

 
 
 

Pillole Cattoliche Tallone

Post n°592 pubblicato il 18 Gennaio 2020 da lafarmaciadepoca
 

 

Le Pillole Cattoliche sono uno di quei farmaci che non ti aspetti, soprattutto da una piccola farmacia e soprattutto agli inizi del Novecento.

La ricetta di questo rimedio è annoverata tra le preparazioni consigliate da Herman Boerhaave (1668 -1738), medico, chimico e botanico olandese considerato il fondatore dell’insegnamento clinico. A lui, infatti, si deve la dimostrazione della correlazione tra sintomi e lesioni.

Il curioso nome del farmaco, a volte indicato su alcuni testi come “Pillole Universali”, deriva dal fatto che il prodotto aveva il potere di purgare tutti i “cristiani” (ossia tutte le persone), e da lì a "pillole cattoliche" il passo fu breve.

La formula del XVII secolo conteneva aloe, agar, radice di elleboro nero, gialappa, scammonea e coloquintide. Ovviamente, come molti farmaci, potevano essere soggetti a variazioni sul tema a seconda del farmacista che li produceva, ma due elementi rimanevano sempre invariati, cioè aloe e scammonea.

Nel caso della farmacia Tallone di Fossano, venivano aggiunte anche senna e gialappa, due piante, i cui estratti hanno spiccate proprietà lassative.

La scatola sottolinea che le pillole erano prodotte secondo un metodo “speciale”, che le rendeva uniche, ma non vi sono ulteriori specifiche circa questo fantomatico metodo e le sue caratteristiche.

Insomma, per purgarsi come Dio comanda, solo Pillole Cattoliche della Premiata Farmacia Tallone di Fossano!

Ecco la foto della scatola:

Pillole Cattoliche

 

Misura 3,8 cm di diametro x 1,5 di altezza. E’ in cartone e risale agli anni Dieci del Novecento. La posologia raccomandava da 1 a 3 pillole al giorno secondo necessità. Ciascuna scatola costava 0,5 Lire.

Grazie per aver letto il post!


ENG------------


Catholic pills are one of those drugs you don't expect, especially from a small pharmacy and especially in the early twentieth century.

The recipe for this remedy is one of the preparations recommended by Herman Boerhaave (1668-1738), a Dutch physician, chemist and botanist considered the founder of clinical teaching. In fact, he is responsible for demonstrating the correlation between symptoms and injuries.

The curious name of the drug, sometimes referred to on some texts as "Universal Pills", derives from the fact that the product had
 the power to purge all "Christians", therefore "Catholic pills".

The 17th century formula contained aloe, agar, black hellebore root, jlappa, scammonea and coloquintide. Obviously, like many drugs, they could be subject to variations on the theme depending on the pharmacist who produced them, but two elements always remained unchanged, that is, aloe and scammonea.

In the case of the Tallone di Fossano pharmacy, senna and jlappa were also added, two plants, whose extracts have strong laxative properties.

The box emphasizes that the pills were produced according to a "special" method, which made them unique, but there are no further specifications about this phantom method and its characteristics.

In short, to purge oneself as God commands, only Catholic pills from the award-winning Tallone di Fossano Pharmacy!

The box measures 3.8 cm in diameter x 1.5 in height. It is made of cardboard and dates back to the 1910s. The dosage recommended 1 to 3 pills per day as needed. Each box cost 0.5 Lire.

Thanks for reading the post!

 

 
 
 

A proposito del Sistema Saniario Nazionale

Post n°591 pubblicato il 02 Gennaio 2020 da lafarmaciadepoca
 

Il Sistema Sanitario Nazionale Italiano ha una lunga storia, e sebbene oggi sia qualcosa che tutti noi cittadini italiani diamo per scontato, rimane un organo molto fragile che va tutelato e protetto per il bene dell’intera comunità.

La prima idea embrionale di sistema sanitario pubblico in Italia si diffuse già sul finire dell’Ottocento, come un organismo di salute pubblica il cui scopo era quello di intervenire nel caso di epidemie. Ciò però non comportava completo aiuto medico alla popolazione perché all’epoca la Direzione Generale della Sanità Pubblica (istituita con la legge Pagliai nel 1888) era una branca del Ministero dell’Interno, quindi il suo scopo era legato al garantire l’ordine pubblico con zone di quarantena o la corretta rimozione dei cadaveri infetti. La cura delle persone era ancora tutta a carico del singolo. I ricchi potevano permettersi i medici, la classe lavoratrice si affidava al farmacista e i poveri potevano contare su una scarna rete di ospizi ed opere di carità. Le opere pie furono regolamentate con la legge Crispi del 1890, che le distinse dai servizio di pubblica assistenza.

Una novità rispetto al passato però cominciava a farsi strada e a inserirsi nei tessuti urbani: tra gli anni Sessanta ed Ottanta dell’Ottocento iniziarono a costituirsi sul territorio le prime SOMS (Società di Mutuo Soccorso). Non garantivano assistenza sanitaria completa, ma prevedevano delle indennità in caso di infortuni sul lavoro e supporto alle vedove e agli orfani.

A cavallo tra le due guerre mondiali la situazione iniziò però a cambiare. Il partito fascista, soprattutto per acquisire consenso tra la popolazione iniziò una serie di politiche volte al sociale, tra cui il consolidamento del sistema della “mutua”, ed il supporto all’opera di istituti sanitari volti alla lotta alla tubercolosi e alla malaria.

Sulla carta la mutua fascista sembrerebbe un’idea positiva, ma analizzando nel dettaglio il suo funzionamento ci si rende conto che non era un programma di copertura universale.

Ogni cassa della mutua era un’entità a se stante, specifica per la categoria di lavoratori, e nel tempo iniziarono a nascere un’enormità di queste società di previdenza sanitaria, come l’ENPAS (lavoratori pubblici dipendenti statali), l’INADEL (lavoratori pubblici dipendenti locali) o l’impronunciabile ENPDEDP (lavoratori del credito e delle assicurazioni).

Le casse mutua garantivano la copertura sanitaria all’iscritto e alla sua famiglia, finanziata dagli iscritti a quella particolare cassa, e questo poteva creare delle disparità nei trattamenti ricevuti. Casse ricche avrebbero garantito cure migliori ai propri assistiti, i quali dovevano essere legati con un vincolo di parentela al lavoratore, lasciando scoperte le persone che per qualche motivo erano inabili al lavoro. Inoltre non era prevista alcuna tutela durante il periodo di riabilitazione o a prassi preventive.

Per mettere ordine in questa giungla di casse mutua cresciute a dismisura lo stesso Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale istituì con il regio decreto 138 dell'11 gennaio 1943 l’Ente di Mutualità Fascista, che raccorpava in un unico ente nazionale le varie casse mutua.

Alla caduta del regime
l’EMF fu ribattezzato INAM (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro le Malattie) con il D. Lgs 435 del Capo Provvisorio dello Stato il 13/05/1947.
Inoltre, nel 1958 con la legge n. 296, viene fondato il Mineistero della Sanità, indipendente ed autonomo da quello dell’Interno.

L’INAM cessò di esistere nel 1977 con la legge 833 che istituì il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), entrata in vigore a partire dal 1/07/1980. Questo importantissimo Ente ha rivoluzionato l’accesso alle cure mediche per la popolazione italiana: la salute finalmente diventò un diritto di tutti, indipendentemente dalle condizioni sociali.

La salute è un bene necessario per
l’equità tra le persone, in quanto non si sa che cosa la vita abbia in serbo per ciascuno di noi, e nonostante le tante imperfezioni e deficit del SSN, noi italiani possiamo ancora contare su un accesso a contributo minimo o anche totalmente gratuito alle cure, a cui non importa delle patologie pregresse, asset genetico o conto in banca. E che alla fine è nel 2018 si è classificato quarto a livello mondiale (fonti Bloomberg). Utilizziamolo con saggezza senza abusarne, perché al Mondo esistono Stati più avanzati della piccola Italia che sognano il giorno in cui l’assistenza sanitaria sarà diritto universale.

Medicare 4all

Medicare for ALL - Assistenza Sanitaria per tutti 

Cartello fotografato a Washington DC a soli 320 m dalla Casa Bianca!


Grazie per aver letto il post!

 

 

ENGLISH TRANSLATION

 

The Italian National Health System has a long history, and although today it is something that all of us Italian citizens take for granted, it remains a very fragile public service that must be protected for the good of the entire community.

The first embryonic idea of a public health system in Italy spread as early as the late nineteenth century, as a public health organization whose purpose was to intervene
during epidemics. This however did not involve complete medical aid to the population because at the time the General Directorate of Public Health (established with the Pagliai law in 1888) was a branch of the Ministry of the Interior, therefore its purpose was linked to guaranteeing public order with quarantine areas or the correct removal of infected corpses. Health care was still entirely up to the individual. The rich could afford doctors, the working class relied on the pharmacist and the poor could count on a meager network of hospices and charitable works. The pious works were regulated by the Crispi law of 1890, which distinguished them from the public assistance service.

A novelty compared to the past, however, was beginning to make its way and to insert itself in urban fabrics: between the sixties and the eighties of the nineteenth century the first SOMS (Mutual Aid Society) began to be established in the territory. They did not guarantee full health care, but they provided compensation in the event of accidents at work and support for widows and orphans.

At the turn of the two world wars, however, the situation began to change. The fascist party, especially to gain consensus among the population, began a series of social policies, including the consolidation of the "mutua" system, and support for the work of health institutions aimed at combating tuberculosis and malaria.

On paper, the fascist mutua s
ystem would seem a positive idea, but analyzing in detail its functioning, we realize that it was not a universal coverage program.

Each mutua fund was an entity in its own right, specific to the category of workers, and over time an enormity of these “
mutuas” began to emerge, such as ENPAS (state-employed public workers), INADEL ( local public employees) or the unpronounceable ENPDEDP (credit and insurance workers).

The mutua funds guaranteed health coverage for the
worker and his family, financed by the members of that particular fund, and this could create disparities in the treatments received. Wealthy mutua funds would have guaranteed better care to their members, who had to be tied with a relationship of kinship to the worker, leaving people who for some reason unable to work uncovered. Furthermore, there was no protection during the rehabilitation period or preventive practices.

To bring order to this jungle of mutual funds that had grown enormously,
the dictator Mussolini established the Fascist Body of Mutuality with the Royal Decree 138 of 11 January 1943, which brought together the various mutual funds into a single national body.

When the regime fell, the EMF was renamed INAM (National Institute for Health
Assistance) with Legislative Decree 435 of the Provisional Head of the State on 13/05/1947.
Furthermore, in 1958 with the law n. 296, the Ministry of Health is founded, independent and autonomous from that of the Interior.

INAM ceased to exist in 1977 with law 833 which established the National Health System (
Sistema Sanitario Nazionale or SSN), which came into force on 1/07/1980. This very important body has revolutionized access to medical care for the Italian population: health has finally become a right for everyone, regardless of social conditions.

Health is a necessary good for equity among people, as it is not known what life has in store for each of us, and despite the many imperfections and deficits of the
SSN, we Italians can still count on access to totally free treatments, which does not care about past pathologies, genetic assets or bank account. And last but not least in 2018 the SSN ranked fourth worldwide (sources Bloomberg). Let's use it wisely without abusing it, because in the world there are more advanced states than small Italy that dream of the day when healthcare will be a universal right.

Thanks for reading the post!

 
 
 

Aggiornamentone!!

Post n°590 pubblicato il 23 Dicembre 2019 da lafarmaciadepoca
 

Buongiorno a tutti. So che è un po' che non scrivo, ma vi posso assicurare che avevo i miei buoni motivi per farlo!

In primis la mia assenza è dovuta soprattutto al lavoro di traduzione di quello che ho pubblicato a livello scientifico. In tutta onestà la mia partecipazione al congresso di Washington di quest'anno mi ha fatto capire quanto il mio piccolo blog sia una "finestra" sul mondo della storia della farmacia italiana ed è giusto che si espanda anche a livello internazionale con una pagina di Academia con i miei lavori di ricerca più seri.

Da domani, sarà inoltre presente un canale Youtube ( Ye Olde Italian Pharmacy) in lingua inglese con la pubblicazione di audio e slides dei miei interventi nei congressi italiani ed internazionali.

Al momento sto anche lavorando per portare finalmente la storia della farmacia negli atenei e spero che ci sia un ritorno in positivo da parte delle università.

Spero al più presto di concludere una seconda fatica letteraria, questa volta incentrata sui "ciarlatani medici" del passato ( di cui prevedo anche una pubblicazione ebook in inglese).

Sto pensando di dedicare anche un account instagram alle scatole farmaceutiche nel loro ambiente naturale, ossia il mercatino dell'antiquariato. Al momento è in forse, ma se volete vedere cosa trovo di volta in volta senza aspettare il post, potrebbe essere una soluzione.

E come se non bastasse, se l'8 gennaio avete tempo di guardarvi su Rai Tre la puntata di fuori Tg sui bugiardini, potrete vedere un bugiardino del Settecento e che faccia ho.

Ah, e da gennaio si riprende con i post del blog! Cosa volete per il primo post del 2020? Si accettano suggerimenti!


 
 
 
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