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Dal Sud per l'Europa

Post n°81 pubblicato il 23 Settembre 2018 da librodelfuturo1

Dal Sud per l'Europa

L'aspromonte un massiccio della Calabria meridionale in provincia di Reggio Calabria ha la punta più alta in Montalto
Esiste il parco di Aspromonte e varie associazioni escursionistiche che hanno tracciato i sentieri.
Ma il paesaggio straordinario della montagna è vario e cambia
Così il lago Costantino che si è formato improvvisamente ora sta sparendoLe acque sono straordinarie ma spesso dilaganti
La storia è molto interessanteInnanzitutto nell'Aspromonte e' ambientata una canzone di gesta
“L'Aspromonte” appunto del XII secolo che è simile alla canzone di Rolando
L'Aspromonte non è solo la montagna sacra dei calabresi,espressionee simbolo di forza,di sicurezza di stabilità nell'immaginario collettivo delle genti che vi abitano intorno e che ne vivono la potenza
E' il mondo continuamente mutante nel suo paesaggio per acque che vi si creano, compaiono all'improvviso e poi lentamente si dissolvono
E' un mondo vivente,profondamente diversificato nella biodiversità della vegetazione e della fauna,nei bacini
Ma è anche un soggetto letterario
Sapevamo dei mille racconti,delle leggende che narrano di tesori,di avventure.
La montagna è da sempre il regno dei morti,mondo sotterraneo, sede di riti magici
Questa montagna ha il privilegio di essere protagonista nientemeno chedi una canzone di gesta
E' il corrispettivo dei Pirenei,vista come sede di combattimenti epici.
Qui nel bosco delle pinelle,dei pini nani,forse ai campi di Bova ,correvano i cavalli chiamati per l'appunto correnti, dei cavalieri armati di tutto punto,i paladini pronti a morire per la fede,per difendere i confini della cristianità dagli invasori
Una sorta di Termopili dunque
Come tale l'Aspromonte corse nella leggenda fino ai confini dell'Europa in numerosissime versioni.
La più celebre di esse è l'Aspromonte in ottave
L'Aspromonte solo recentemente è caduto in oblio sotto questo profilo di grandiosità e di poeticità
Come tutte le canzoni di gesta esso il poema Aspromonte è stato prolungato da rifacimenti con premesse
L'aspromonte poemetto da cui trae ispirazione Ariosto ha come premessa la caduta di Risa,ReggioRisa viene tradita ed il suo eroe Ruggieri ucciso a tradimento
Conquistata e passati gli abitanti a fil di spada è il motivo che spinge i vassalli di Carlo Magno a RIUNIRSI IN ASPROMONTE I LUOGHI DI RISA SONO PRECISI.
IL PALAIS,IL CATELLO.
La chiesa di S;Giovanni normanna che è l'attuale S.Giorgio Lì si svolgono le nozze di Ruggieri e Gallicella,la donna saracena guerriera che è l'antenata di Bradamante
Essa risparmiata dal fratello Almonte saraceno si reca al porto di Calamizzi a sud della città e di là si imbarca girovagando per lo stretto
Dalla primitiva canzone sono tratti la salita di Namo in Aspromonte da Melia,sopra Bagnara.il bosco di pini dove corre Orlandino guidato da S.Giorgio ,la fonte dove si svolge il duello con Almonte
Ma al di là dell'interesse storico archeologico, del testo, al di là della stessa valenza linguistica per cui la canzone diffondendosi dalle zone del sud nel territorio delle corti di Mantova, Ferrara,Milano Urbino contribuisce alla diffusione della lingua letteraria,l'Aspromonte è oggi per noi è parola e bisogna ascoltarla
L'Aspromonte non è la montagna maledetta eletta propria dimora dalla malavita ma è frontiera naturale nel cuore del mondo mediterraneo per l'Europa
Non è un caso che l'unica canzone di gesta sorta in Italia sia sorta qui.
Cosa accade quando i confini sono mal custoditi
Essa ci dice anche che solo l'unità del territorio e solo l'educazione puo' fermare la devastazione e la rovina
L'Europa rinasce in Aspromonte è questo il messaggio gridato che siamo invitati a cogliere ASPROMONTE DICE LA SOLIDARITA’
Ma Aspromonte è educazione al sentimento dell'onore,al rischio alla responsabilità,alla difesa del territorio
Come in tutte le canzoni il progetto educativo è inclusivo,ossia nella vicenda generale le storie particolari trovano posto

Dal sud può partire il movimento per l'Europa 

Carmelina Sicari

 
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attività 2018

Post n°80 pubblicato il 25 Agosto 2017 da librodelfuturo1

Una cultura che integri ed unisca

 

Sempre più gli ultimi avvenimenti, cioè la globalizzazione ed il moto inarrestabile dell'immigrazione, spingono a rivedere i parametri tradizionali dei valori culturali ed invitano alla ricerca di una cultura che unisca, e non solo banalmente a parole, ma concretamente

Si pone il problema del metodo:

Quale metodo adottare per non separare chi arriva con valori e cultura cosi' diversi?

Bisogna individuare un campo comune ed un metodo appunto.
Il campo comune è la definizione dei codici naturali che possono essere  il rapporto di solidarietà tra uomo ed uomo,il rispetto della natura pena la sopravvivenza comune

Per quanto riguarda il metodo esso potrebbe trarre ispirazione dalle canzoni di gesta per cui ogni territorio poteva aggiungere alla cultura primaria,altre forme culturali in modo da sentirsi uniti in un unico ceppo.

Per ottenere questo risultato già da tempo l'associazione "Nuovo Umanesimo" parla di un'università del territorio, dove le forme di integrazione potrebbero trovare composizione.

 
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LA CITTA' E LA COLLINA

Post n°79 pubblicato il 23 Aprile 2017 da librodelfuturo1

Cap1

Lacittà e la collina

Volevoardentemente vivere in questa città

Volevo,giacche' per come man mano si era andata trasformando,solo un atto di volontàpoteva determinare la permanenzanonche' mia di chiunq               ue altro. Quantomutata da quella di un tempo,dal tempo della mia infanzia ed adolescenza.

Iovivevo la città dalla collina prospiciente il mare

Lacasa sulla collina aveva un muto dialogo con la città sottostante e per questoforse non trovava  ora acquirenti. L'avevomessa in vendita proprio per stroncare il rapporto con la città e andarmenedefinitivamente. Altrovemi aveva spinto il destino come la marea che trascina in alto mare leparanzelle a stento governate o che deposita le bottiglie con i messaggimisteriosi sulla riva
Mala casa non trovava acquirenti
Venivano,guardavano,promettevanodi tornare e non si facevano puu' vivi.
Cosi'da tre anni. Cosi'graziosa,circondata dagli alberi con una singolare aura di solitudine.Nontrovava acquirenti e neppure li cercava.

Eroconvinta anzi che si camuffasse,che tirasse fuori le più singolari  e negative vibrazioni per dissuadere ivisitatori
Intantodoveva continuare il suo dialogo con la città dacui ero esclusa per via del tradimento che avevo perpetrato
Andarevia,via dalla commozione,via dai disagi,via dalle lotte,dalla violenza,daldegrado,da quella puzza di delinquenza che invadeva i quartieri,tutti,che sispandeva per le vie ,ineluttabile.Via,via
Viadove potevo esercitare la scrittura. Edire che proprio li' era maturato lo spirito della scrittura, li'avevo ascoltato racconti,narrazioni da mia madre e poi dal gruppo di ragazziora dissolto

Tutto,tuttoscomparso. Cherestavo a fare?
Lacasa metteva alla prova tutti i visitatori ed anche quelli che sembravanoresistere finivano col cedere. Dalbasso la sera le luci ammiccanti dello stretto dovevano comunicarle ogni cosa elei rispondeva con il vento.C'erasempre vento sulla collina, furioso,rabbioso che si trasformava dolcemente poiverso il mare.

Chesi dicevano la città e la casa sulla collina?
Certo la città parlava del suo dolore per leperiferie stravolte da costruzioni incomplete ed abbandonate. Perle buche nelle strade che offendevamo lasua bellezza,deturpavano il suo volto e facevano cadere le vecchietteimprovvide che non si rassegnavano a restare a casa.
Levedevo arrancare per le viuzze dei trabocchetti e poi sparire come inghiottite.
DicevaNando -peccatola città ha il vizio di esser bella
Maora non si sentiva piu' tale
NandoTraclo' era uno dei ragazzi che avevano frequentato la casa e la collina .
Sipoteva morire di disperazione e di dolore per la sua bellezza perduta.
Primache cio' accadesse anche a me,dovevo andar via
Unpaesaggio da dopoguerra,con i ferri arrugginiti che si levavano come scheletri,i muri  anneriti che formavano unagiungla ed impedivano di vedere il cielo

Ela casa parlava  dell'abbandono.
Lagenerazione cresciuta li' era sparita, dispersa in esilio lontano e non potevaavvertirne il dolore e il disperato grido di aiuto.
Provavaa resistere la casa respingendo tutti quelli che venivano a visitarla per lavendita e cosi' la città, ormai stremata pero',provava a resistere.
Eracircondata la casa di piante cosi' folte e cosi' tenaci che erano divenuteinestricabili come una foresta.
Li'forse si erano addormentati tutti e prima di tutti mia madre,custoditi dallafolta vegetazione in attesa che qualcuno li svegliasse.
Avevamesso le radici piu' salde il ficus e il gelsomino eradivenuto impraticabile,ostruiva il passo a chiunque.
Quandoera stato piantato, il ficus era un esile arboscello e nessuno avrebbescommesso sulla sua sopravvivenza ed il gelsomino sapientemente trapiantato,diffondeva un profumo quale aura dei beati Elisi. Speciela notte d'estate

Alloral'effluvio ti faceva vegliare perche' riportava come la nostalgia di mondilontani.
Orala selva era assolutamente impraticabile senza odori e sentii dire ad unvisitatore-Cheluogo orribile
Certocostui non aveva sentito parlare di una bella addormentata nel bosco in attesadi essere svegliata protetta appunto da un bosco
Labellezza è segreta e deve essere protetta per non essere profanata e la casa inqualche misura esprimeva la città con cui aveva quel rapporto cosi'singolare,circondata da siepi di orrore mentre la sua bellezza era dentro,custodita in attesa che qualcuno la ridestasse.
Mail ficus era il piu' guerriero: sisentiva il custode della casa e prese ad affondare le sue radici ramificandolein molteplici nodi tanto che ad un certo punto il suolo intorno alla casa presea sollevarsi.
Miamadre aveva brontolato -Finiràcol trasformare questa casa in quella di Loreto,col farla volare in un altroluogo, perche'mia madre era molto pia,frequentava tutte le chiese e pregava incessantementema anche lei non possedeva il mito del Paradiso perduto. Non sapeva cioe' chequando l'uomo,Adamo,peccando perse il Paradiso,Dio pose a guardia un angelo conuna spada fiammeggiante ma con quella spada l'angelo trasformo' il giardino inuna selva tremenda inestricabile e certo chiamo' a comporla il ficus

Oracostituiva una vera e propria barriera ed addossandosi al muro di cinta avevafinito col far crollare un pezzo.
Adargli man forte c'erano una serie di satelliti. Ilmandorlo ad esempio che trasportato dal vento prese a crescere inopinatamente ecopri' l'intera facciata
Sarebbestato un vero spettacolo alla fioritura dei fiori bianchi se questi cadendo apioggia non ingombrassero il pavimento tutto intorno dando enorme fastidio adun vicino che amava mettersi all'ombra ma non a coprirsi di fiori.
Chiedevainsistentemente a mia madre -Quandolo tagliamo?

-Mache vi dà fastidio? -Ifiori certo
-Mancofossero pietre,obiettava mia madre
Anchelui non aveva letto la poesia del poetache vedeva la donna amata immersa in un nembo di fiori. Unapioggia di fiori che cadeva sul grembo e sulla gonna
Finche'un giorno sdrucciolo',certo non il poeta,sulmanto fiorito e si storse una caviglia.
Lacasa puniva cosi' i suoi detrattori. Funecessario allora sacrificare il mandorlo
Mail nespolo che sorse al suo posto sempre in modo improvvisoe spontaneo non fu da meno
Eracosi' grande ora ad ombrello che impediva la vista
Nonè amato neppure lui perche' produce una quantità infinita di nespole e tutti vanno con sacchi a coglierle,congrande dispetto dei vicini
E' lasorte qui di chi dà frutti
Vienesempre malvisto ed è perseguitato, nonostanteoffra cibo a tutti in maniera eguale
Masi sa che gli uomini lodino l'uguaglianza ma ognuno pretenda privilegi solo perse'. Lacittà invece è un giardino botanico vero e proprio

Ilficus  sulla via Marina è quasi un baobab edha sollevato il marciapiede circostante ma nessuno ci fa caso,perchè le stradeora sono cosi' piene di buche e la gente vi ci cade dentro con tale frequenzache nessuno pensa agli alberi

Soloquando il vento di scirocco, qui cosi' frequente, soffia con particolarerabbia, allora diventano pericolosi gli alberi che staccano rami ad ostacolareil cammino come se spargessero le loro membra per il dolore.

Maqui nessuno conosce il mito di Briareo e la divina indifferenza li tiene di quadal dolore cosmico. Certola città parla alla casa dei suoi alberi e sorge fra loro come una gara dibellezza ed opulenza vegetale
Mala città è anche legata ai fiori.
Dapprima la zagara,i fiori d'arancio checrescevano a profumare tutto con tale intensità che una collina ha preso ilnome da essi
Zagaree gelsomini e fate

Perche'la città aveva come epiteto quello di città della Fata Morgana. Inrealtà si trattava di un fenomeno di rifrazione rarissimo per cui le case delladirimpettaia Messina si rifrangevano diritte in mezzo al mare.
Unfenomeno allucinatorio 
Questotema delle allucinazioni ha segnato come il destino della città.
Una volta prese l'allucinazione dellagiustizia e poi quella della potenza.
Innalzo'inutili barricate e si condanno' ad una solitudine immensa.
Mac' è un fiore, ora che la zagara quasi non esiste piu' e la Fata sembra essersirinchiusa definitivamente nei suoi palazzi,che ha sostituito nell'indifferenzagenerale, glialtri,la magnolia.

C'èun viale di magnolie ed il profumo,invano contrastato dal gas barbaro deimotori,è malioso e trionfante
Quandoil sole estivo ti sconvolge la mente ebrucia i pensieri, il profumo invade e muta il cuore
Alloraanche il piu' malvagio ed indifferente sente un'inquietudine come quella delGriso quando è prossimo a morire
Enon è detto che tanta terribile delinquenza che ora l'assedia,la soffoca,lauccide, non debba perire infine non per le armi ma come Eliogabalo,per iprofumi
Nando,ilsindaco che doveva finire i suoi giorni prematuramente,quando cadde un alberofece un'autentica tragedia.
Lofece cingere di una rete.e dopo aver tagliato irami lo lascio' li' a monito.

Lacittà deve capire quando perde i suoi tesori.
Certola città non parlava alla casa dei suoi errori. C'eraun trattato segreto che degli errori non bisognasse parlare.
2

C'eraun tempo in cui la casa e la città concordavano nella felicità
Risuonavanodi canti,di luci,di colori,di allegria.
E'stato un tempo lungo tutto sommato quanto l'infanzia e la giovinezza
Lacasa risuonava dei canti di mia madre che aveva studiato mandolino.
Ilmandolino ai suoi tempi era come il ricamo,un'occupazione degna di unasignorina bene che doveva occupare il tempo in lavori non servili
Miamadre era maestra di ricamo anche se meno di mandolino.
Mimostrava le dita incallite dalle corde e le guardava con una sorta di orrore
Tento'di insegnarmi entrambi inutilmente,ero sorda come una campana e quanto alricamo rifuggivo,ilpunto a croce come mortale nemico.

Passavoil tempo a leggere furiosamente,dappertutto e di tutto
Alloramia madre escogito' lo stratagemma di organizzare un gruppo di lettura con glialtri ragazzi del rione,i compagni di giochi e di lettura
Giocavamoperdutamente a noccioline ed altrettanto perdutamente leggevamo dai fumetti airomanzi rosa, allecronache
Ioscartabellando in soffitta trovai uno strano libro in rima che si intitolava LaDivina commedia
Presia leggerlo senza capir nulla ma ostinatamente continuavo 
C'eranole illustrazioni fascinose che solo piu' tardi scoprii fossero del Dore'
Poic'era un altro libro misterioso dal titolo affascinante Il mistero delfascicolo nero dicui ugualmente non capii nulla in attesa che si chiarisse il mistero
Allafine si sarebbe chiarito tutto ,pensavo. Epoi c'erano due libri che mia madre nascondeva nel baule insieme allabiancheria.Il decameron e I miserabili
Ioaspettavo pazientemente che si allontanasse per la spesa per aprire il baule etuffarmi sui libri
Noncapii mai perche' nascondesse I miserabili
Solopiu' tardi seppi che era compreso nell'indice dei libri proibiti
3 

Ingenere i libri venivano da Carmelina e da Sebastiana che erano abbastanza piu'grandi e  mi iniziarono alla lettura deigialli,l'una e dei libri americani l'altra.
Scopriimolto piu' tardi che dietro di loro c'erano due figure molto misteriose. Unprofessore consigliava Carmelina e un misterioso personaggio passava i libriamericani a Sebastiana
Perconto mio leggevo La vispa Teresa e il Corriere dei piccoli.
Avevoil permesso di andarli a comprare dal giornalaio quasi ai piedi della collinada sola. Quandomi vedeva il giornalaio sparava somme indicibili.

Ilcorriere dei piccoli in onore di Bonaventura ricco ormai da far paura costavatre milioni e La vispa Teresa, quattro
Lamia confusione iniziale si trasformo' poi man mano in divertimento e finii colsentirmi estremamente ricca anch'io
Ma il libro che toccava ilcuore era proprio il libro Cuore.
Loleggevamo a voce alta e quando si giungeva al punto in cui Ferruccio ferito amorte veniva rimproverato dalla nonna che lui aveva salvato,Dino che era unolettori piu' assidui scoppiava in un pianto dirotto e gettava via il libro.

Dinoin realtà si chiamava Orlando che richiamava come un destino,una singolarepredistenazione i reali di francia che pure leggevano intensamente
Ioero colpita da un altro testo. Pinocchio e dal punto in cui la bella fanciulla daicapelli turchini siaffaccia alla finestra mentre Pinocchio inseguito dai banditi invocadisperatamente aiuto
 Lei con voce dell'al di là dice -Nonc'è nessuno sono morti tutti.
Etu,insiste Pinocchio
-Sonomorta anch'io
Enzospiegava cosi' la mia commozione -Anchetu vorresti aiuto e temi di esser morta-
EnzoZurlo allora era bravissimo studente destinato a divenire pastore protestanteed anche giudice.Destinato,meglionon anticipare troppo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
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AFRICA...

Post n°78 pubblicato il 08 Novembre 2015 da librodelfuturo1


 Mose' il legislatore

 

Un parallelo tra Akhebaton,il faraone della 18 dinastia che si è votato al

monoteismo e Mose' legista è possibile.E'uno dei pezzi forti del festival della filosofia a Mantova

E' in gioco l'idea stessa del monoteismo che viene osteggiato in modo incredibile dai sacerdoti di Ammone in Tebe fino al punto che khenaton viene condannato alla damnatio memoriae.

Le sue statue vengono distrutte,il suo nome e le sue gesta cancellati dagli

obelischi

Un unico Dio,il Sole per il Faraone

Egli ne è innamorato fino al punto di costruire una città Amarna o interamente illuminata dal sole

Come giustamente è stato detto la sua è una religione cosmogomica in cui l'apparizione dell'essere è collegata alla luce solare-

Ontologismo cosmico

Lo dice con chiarezza janAssmann che ha anche collegato il faraone eretico a Mose'

Il libro Mose' l'egizio propone ancora il parallelo tra cultura ebraica e  egiizia

Ma perche' il faraone monoteista è considerato eretico e addirittura nemico dello stato?

Il politeismo è molto più semplice

La molteplicità di divinità non esclude alcuna new entry

L?unico dio è geloso.

La legge mosaica esordisce

 

Non avrai altro dio fuori che me

 

in modo ineluttabile e categorico

 

Da qui l'elemento di straordinaria attualità

Si ha la sensazione che sia in atto,oggi,ora,gic et nunc per dirla con categorie tomistiche uno scontro non tanto tra civiltà quanto tra divinità,tra monoteismo

Ma da qui la differenza con Mose' legista

Il Dio di Mose' e della religione ebraica è legislatore

 

 

Egli consegna le tavole della legge la thorà

Massimo Cacciari ha intitolato un suo splendido saggio

 

Icone della legge

 

Ma soprattutto Freud analizzala terribile statua di Mose' di Michelangelo,il suo cipiglio adirato,la sua mano contratta sulla barba a frenare l'ira che lo coglie quando tornando dal monte Oreb dove ha avuto la legge incisa sulle tavole di pietra ed ha trovato il vitello d'oro

Di nuovo il suo popolo precipitato nel politeismo.La legge è il fondamento dell'ebraismo,la seconda religione monoteista laddove per la terza,la cristiana,il fondamento è qualcosa di inopinato ancora,l'amore,è lo Spirito della vita

Nietzsche che pure non è tenero con le religione positive si ferma incantato a contemplare le beatitudini il testamento dell'amore.

La logica mondana è li' totalmente rovesciata.
I poveri,sono beati e non i ricchi,i mansueti e non i violenti,quelli che lottano contro l'ingiustizia e non i furbi che mistificano l'ingiustizia per giustizia.

Ricordate lo sforzo del grande fratello che riesce a convincere di un paradosso gli inebetiti uomini?

 

 

La guerra è pace

L'odio è amore

 

Il festival di Modena ci immette nel tremendo impasse delle religioni monoteiste

 

Carmelina Sicari

 

 


 
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Franco Mosino...un pensiero

Post n°77 pubblicato il 30 Luglio 2015 da librodelfuturo1

o

Un personaggio di Reggio Calabria


La scomparsa del professore Franco Mosino segna quasi la conclusione di una generazione che ha espresso non l'antica Reggio ma l'essenza stessa della città come polis greca.

La città è pervasa dallo spirito della polis greca

Tale spirito ha un termine che è anche un indice_

In gergo suona

tragediatore



Ossia posseduto dallo spirito della tragedia.


Lo spirito della tragedia è allucinatorio , profondamente arcaico e doloroso,fa apparire ogni evento come ineluttabile,voluto dal destino,irreversibile

Ogni evento è fatato perciò i rancori diventano inimicizie, il ratto di una donna all'origine di una guerra sanguinaria

E poi c'è l'invettiva che anima l'ira funesta.

All'origine dei poemi omerici sta proprio questo spirito tragico che l'antico greco Franco Mosino rappresentava in se' per noi

L'invettiva è il momento supremo di questo spirito che il poeta Giunta ha indicato come un indice della condizione degli abitanti della polis.

Franco Mosino lo ha rappresentato

Invano Carducci,il poeta di Giambied epodi, ha voluto esprimere questo sentimento che per essere autentico deve essere nativo

Le polemiche letterarie del poeta che si definiva scudiero dei classici, non possono essere paragonate a quelle mosse dal filelleno Franco Mosino


Scudiero dei classici

e cosi' entriamo dentro l'attività di filologo di Franco Mosino le cui spigolature sono state pubblicate per lo più' in rapidi pamphlets da Calabria sconosciuta

La sua patria fu la letteratura antica e cosi' egli è finito nella questione omerica che lo ha impegnato con arduo proposito nell'ultima parte della sua operosa esistenza

Chi fu Omero?

Sgombrato il campo dai luoghi comuni,Franco Mosino risponde,un greco diCalabria.

Ed è facile comprendere il perche'.

E' un aedo che conosce i luoghi,Scilla e Cariddi ad esempio e che canta il mare greco all'origine del secondo spirito del mondo greco,quello dell'avventura.

Franco Mosino sperimenta un metodo,la lettura verticale e scopre che nei primi versi dell'Odissea,le iniziali del verso lette verticalmente contengono un nome,quello di Appa

Ed ecco la tesi

Il poeta Appa reggino è l'autore dell'Odissea.

Questa teoria rientra pienamente nella cosiddetta questione omerica che a partire da VICO CONTIENE LE PIÙ PEREGRINE IPOTESI SULL'ORIGINE DEL POEMA OMERICO.

Sennonché'Franco Mosino non si sottrae alle polemiche risponde agli sbeffeggiamenti a fil di spada




Lo spirito della tragedia e quello dell'avventura nel greco mare si uniscono ad un altro elemento tutto greco, l'attaccamento al territorio

Un greco ha un solo sogno se è lontano,il nostos ed ecco Ulisse che pensa solo a Itaca anche quando è trattenuto dalla dea o quando incontra Nausicaa.

Ed ecco Senofonte e compagni che gridano di gioia quando vedono il mare.

Thalatta,thalattae per loro significa il ritorno ancora

E i trecento di Leonida muoiono sul posto con ferite tutti al petto mentre combattono contro la massa informe dei barbari.

I persiani avevano minacciato

-Copriremo con le nostre frecce il sole

E Leonida risponde

-E noi combatteremo all'ombra

E questo è la virtù' greca che si sostanzia di questo amore per il territorio.

Lo stesso che Franco Mosino ha rappresentato.


CarmelinaSicari

 
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Convegno

Post n°76 pubblicato il 26 Maggio 2015 da librodelfuturo1

piave

 

Nuovo Umanesimo

         Biblioteca dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria 

11 Giugno 2015  ore 17,00


Incontro sul tema

STORIOGRAFIA DELLA GRANDE GUERRA

Prof.   Nino  ROMEO

 

 

 
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Aspromonte e Poesia

Post n°75 pubblicato il 03 Marzo 2015 da librodelfuturo1



Nel trentennale della Fondazione

l'Associazione Nuovo Umanesimo propone


Initinere carmina


l'ascolto della voce di poeti per brevi percorsi, di due giorni

con mete nuove,come la scoperta dei monasteri trinitari


emseminari di una settimana in aspromonte come l'accluso Loquerisnelingua latina?

Gli interessati possono chiedere ulteriori informazioni e segnalare percorsi


 
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Centen'ario Prima Guerra Mondiale

Post n°74 pubblicato il 20 Febbraio 2015 da librodelfuturo1

llguerra

 

 

27 Marzo 2015

Biblioteca dell'Archivio di Stato Reggio Calabria

Ore  17,00

La Guerra ...Poesia e parole contro ogni guerra...


interverrano Carmelina Sicari, Pino Caminiti 

e i Poeti di Sensazioni Emergenti

 
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Trentennale Nuovo Umanesimo

Post n°73 pubblicato il 03 Novembre 2014 da librodelfuturo1



Il trentennale di Nuovo Umanesimo.



L'Associazione Nuovo Umanesimo ha scelto di festeggiare il trentennale della sua fondazione in apparenza in modo abbastanza consueto,con convegni e presentazione di opere come quella di

GaeRuffo con La fabbrica dei sogni

e di Domenico Nava, Un'alba..un destino


libri di racconti che l'associazione Nuovo Umanesimo per il suo trentennale ha presentato appunto alla Biblioteca dell'archivio di stato di RC il 31 ottobre

Non una celebrazione

E' una forma di resistenza,l'indicazione proficua di un tao.

Di una via per resistere al degrado ,alla disperazione alla mancanza di sogni

Ma il profondo intento è quello di incoraggiare a resistere.

La scrittura infatti intende strappare l'esistenza alla morte e soprattutto alla forma più insidiosa di morte che è quella spirituale

Il nulla ci insidia.

Lo ha sempre fatto ma ha trovato sempre profonda resistenza negli eroi:

Gli scrittori dunque come eroi


Glieroi traggono foscolianamente la loro ispirazionedalle tombe ed i morti rivivono in una sorta di scambio e fanno vivere l'eroe che li trae dall'oscurità dell'Erebo.

Il termine fabbrica che da uno dei racconti passa ad indicare tutta la raccolta,insiste su questa necessità e costruzione

L'eroe-scrittore è faber,costruttore ed insieme evocatore di persone,soggetti,uomini.

Nella fabbrica dei sogni è un eremita che viene salvato dal fuoco da un santone e si mette ad errare.

Come gli antichi cavalieri erranti la sua quest,la ricerca è non tanto e non solo ricerca della verità o dell'avventura ma soprattutto di se'.

Nella scrittura come dice Paul Valèry neiCahiers

laricerca è duplice come duplice è il rapporto,con la morte e con l'io


Quando scrivo io mi scrivo


E' l'affermazione paradossale di Valèry

e poi aggiunge


Ma non mi scrivo tutto

Sicche',lettore,sono io la materia del mio libro


La stessa attitudine c'è in Domenico Nava,la cui scrittura piana,svela interni che rendono visibile la scena.

 

Lo scrittore è evocatore di sogni ed è eremita,accetta il dolore della solitudine come accetta l'elemento ordinario,quotidiano

Il racconto diviene dunque oltre la ricerca del se',mito,sapere collettivo,epopea,si carica di sacralità

L'eroe cioe' lo scrittore,è l'eroe dai mille volti di cui parla Campbell

evoca altri uomini,mille esistenze,percorre instancabilmente la storia ed ha una carica profetica come ne L'ultima sibilla

Il sapere si fa vita e si ripete

Si rifrange in mille altre esistenze e si fa eterno ritorno,alla maniera di Nietzsche e di Mann e di Goethee dei grandi scrittori europei.

Iris,la protagonista de L'ultima sibilla viene da un tempo lontano ma vive tragedie recenti, terremoti,la caduta delle torri gemelle

Perche' i racconti mitici o fiabeschi che siano hanno la concretezza della realtà più prossima.

Lunghe file di persone davanti alla sua casa e un sogno personale di libertà come i gabbiani che veleggiano accanto al brigantino dalle vele spiegate che chiude il racconto.

L'epopea torna nel ventre della grande madre,torna alla morte

Soggetto e umanità,libertà e samsara ,ciclo biologico e storico,eterno ritorno e storia,in un intreccio sapiente che la scrittura offre ai suoi sacerdoti ed a chi sa ascoltare; la scrittura è ricerca di quello che Pasolini definiva in un'intervista su repubblica del 2012' il fantasma della bellezza

rapidissimo il racconto,La conchiglia traccia l'apparizione.evento della bellezza.

La conchiglia si illumina e la luce risveglia emozioni e sentimenti.

Si torna all'umanità che il culto del denaro ha distrutto

Cosi'come nei racconti di Domenico Nava l'elemento quotidiano diviene straordinario



Carmelina Sicari

 
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Futuro e Nuove Generazioni Ultima parte

Post n°72 pubblicato il 26 Agosto 2014 da librodelfuturo1

L'educazione alla virtu'La seconda connessione nella formazione è quella con la virtu',ossia con un orizzonte etico vasto
Soprattutto la virtu' riguarderà l'orizzonte del prossimo,avrà come oggetto l'individuazione del significato della parola ed il concetto di responsabilitàLa virtu' greca e quella stoica sono forse le massime virtu'apparse nella storiaLa virtu' greca è quella delle Termopili,quella stoica è il coraggio nella resistenza al dolore ed all'apparente disfatta l'educazione all'arte ed alla poesia'
La creatività è fondamentale e l'educazione ad essa cardineC'è una rivoluzione compiuta nella storia per via dell'arte,quella dei poeti provenzali
Hanno vinto il Medioevo,l'economia chiusa nei limiti del castello,la ragione ferrea della guerra predicando l'amore.
Contro il matrimonio fondato sui motivi patrimoniale,la forza dell'amore a tale ragione contraria,era invincibile
Si celebravano addirittura i processi d'amore dove venivano posti sotto accusa uomini e donne incapaci di amareIl mondo rigido ed arido che aveva preceduto tale rivoluzione cadde e la nuova dottrina favori' un mondo nuovo anche se non realizzo' l'utopia dell'amore.
La creatività,la poesia possono aiutare la nascita dell'uomo nuovo,fornito di coscienza,
Le avanguardie in tutto il mondo già dahli anni settanta del secolo ventesimo hanno indicato l'importanza per contrastare la violenza della creatività
Alcune di queste hanno previsto lo sviluppo a livello cerebrale dell'emisfero destro
Certo che la dialettica,l'opposizione cederà il passo ad una trilogia diversa da tesi-antitesi-suntesi
Sarà tesi-tesi-sintesirecentemente la frontiera dell'antiutopia ha coniato l'incubo di una società postumana in cui la libertà e' del tutto cancellaya
Bisogna il piu' possibile abolire il pensiero unico ed abituare invece a quello divergente, L'avvenire delle nostre scuoleAsimov ha visto l'avvento delle nuove scuole in maniera futuribile.
I ragazzi provvisti di mezzi tecnologici inauditi vanno a scuola con enciclopedie mediatiche e sviluppano la mentalica,la scienza di leggere nel pensiero.Ma l'avvenire delle scuole consiste soprattuto nella rifondazione della storia e nell'organizzazione di una consapevolezza alta.
Le scuole tradizionalmente sono i pifferi dello statu quo,della conferma del sistema che si è affermato,servono a rafforzare la ragione di stato cosi' come è emersa dagli ultimi eventi politiciDi là di tutti gli eventi esse dovrebbero educare alla virtu0 umana ed alla condizione umana:quanto alla formazione allo sviluppo la crisi del capitalismo industriale da piu' parti viene indicata come il superamento del sistema e l'origine di una nuova forma di sviluppo legata ai beni culturali il problema della formazione giovanile non consiste solo nell'innovazione e cambiamento bensi' anche nel conservare un patrimonio di conoscenze che non deve andar perduto
Mentre nelle formule rivoluzionale si tenta di azzerare tutto cioì che è stato prodotto precedentemente,nella formazione nuova si tratta di conservare il meglio Il punto di ritorno
C'è un momento in cui l'asse della storia potrà ritrovare il suo equilibrio in un ritorno ad una condizione primigenia,naturale,originaria.Allora ci sarà anche un luogo che avrà piu' a lungo e con maggior fatica di altri,curato questo ritorno.
La Calabria
Nessuna regione come la Calabria ha lottato per il nuovo ordine e lo atteso con immensa pazienza e fatica
Basta dire che i due filosofi Campanella e Gioacchino da Fiore sono Calabresi Trentanni di carcere costo' a Campanella la sua perseveranza nella speranza del rinnovamento e questo dimostra come il filosofo fosse profondamente convinto di un ruolo fondamentale della regione nell'avvento di un nuovo ordine.
Simbolicamente poi la Calabria attende un ritorno,quello delle generazioni sorte dall'esodo tremendo agli inizi del ventesimo secolo in cui un popolo di formiche senza nome emigro' per terre lontane

Postfazione

Questo contributo al futuro ed alle nuove generazioni nasce nel trentennale della fondazione dell'associazione Nuovo Umanesimo Si avvale del primo manifesto dell'associazione Il punto di partenza che contiene i codici naturali.

 
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