L'ufficio è il solito forno crematorio, il sonno è quello solito che affligge i miei giorni. il lavoro consiste al massimo nello scrivere una pallosissima relazione su un robo che ho appena terminato. Data la grande validità scientifica dei risultati da me ottenuti e l'indubbia importanza del mio resoconto finale (che ne so, un tavolo che traballa, uno spiffero sotto una finestra...) interrompo per scrivere un paio di fregnacce nuove di zecca.
Il vento mi porta la notizia degli esami di maturità imminenti. Sono vecchio ma non abbastanza da nn ricordare la tensione che precedeva il fatidico momento. Bei vecchi tempi (giudizio deformato dal tempo, a 18 anni pensavo al suicidio MOLTO più spesso che adesso a 27).
Scorrendo i giornali sull'argomento scuola, sono incappato in una allarmante serie di articoli: a dispetto dei programmi ministeriali ridotti al minimo ed alla costante facilitazione dell'iter scolastico (scuola dell'obbligo fino a 16 anni??? in genere scuola dell'obbligo sottintende passaggio automatico), quest'anno c'è stata la più alta percentuale di bocciati degli ultimi anni! Come è possibile? Forse... è possibile perchè infine lo stato è riuscito a far dis-innamorare i giovani per lo studio, per l'arte, per il pensiero, per la soddisfazione di un risultato dopo una certa quantità di fatica. Leggo, preoccupato, di studenti che se la ridono per un anno salvo poi suicidarsi quando arriva l'inevitabile giudizio. Ed i genitori che puntano il dito sui professori, come fosse loro la colpa, come se il giudizio oggettivo di un cattivo voto potesse essere reso più umano dietro ad un ricatto del genere.
Lo so, sono spietato, ma penso che non sempre la ragione stia con la parte apparentemente più debole. Dalla mia esperienza, la scuola è un piccolo mondo in miniatura, dove i problemi che si affrontano sono una versione edulcorata del giudizio impietoso che prima o poi il mondo emetterà sulle nostre azioni. Inutile rimandare e svilire questa funzione immunitaria del banco scolastico: l'unico risultato che si ottiene è quello di rendere la presa di coscienza finale di come si vive in seno alla società adulta ancora + duro.
Chiudo, sgravando un poco le colpe di genitori e studenti a discapito dei professori (un colpo al cerchio...): la responsabilità del professore sta nell'amore per la cultura che deve trasmettere. Dove manca questo amore, nasce il fastidio, il peso, la fatica dello studio. X mia fortuna, ho sempre trovato persone motivate e ben istruite ed ora, alla soglia dell'età adulta, posso osservare il mio amato libro di Dante non con noia ma con il ricordo di una emozione:
Amor,ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta;e ‘l mondo ancor m’offende.
Amor,ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che,come vedi,ancor non m’abbandona.
Dedico tre terzine d'amore a chiunque sia passato di qua e abbia provato almeno una volta nella vita che cosa vuol dire amare così tanto :-)
Buona Vita!
Inviato da: cassetta2
il 25/02/2021 alle 19:35
Inviato da: ringtone silent
il 16/04/2009 alle 07:38
Inviato da: polyphonic ringtone wap
il 16/04/2009 alle 05:26
Inviato da: beautiful love ringtone
il 16/04/2009 alle 03:46
Inviato da: SEAN
il 05/04/2009 alle 04:56