Contatta l'autore

Nickname: lunarossa.1974
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 46
Prov: NA
 

Chi può scrivere sul blog

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

Area personale

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

FACEBOOK

 
 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            
 
 

Ultime visite al Blog

bulltorino2015words_62cerinosergiobrunelli72enri130christianvisJesus0adannyrenzihadrusgio0madevixrobertalemmarotax1lesaminatorearcopaljehu
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

No alla censura! Basta con l'imbroglio!

Questo blog è pubblicato in base all'art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, all'art. 10 della CEDU, all'art. 11 della Carta di Nizza, all'art. 6 del Trattato sull'Unione Europea, all'art. 21 della Costituzione Italiana.

La libertà d'espressione fa parte del patrimonio giuridico e morale mondiale.

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
Creato da: lunarossa.1974 il 16/02/2007
Senza nè Santi nè Eroi.

 

 
« LA DESTRA ATTACCA E PROM...Campania: arresti e proc... »

La Suprema Corte giudica reato picchiare la convivente: si aprono le polemiche.

Post n°89 pubblicato il 23 Maggio 2008 da lunarossa.1974

 

Incredibile ma vero oserei sconcertante e un monito per tutti noi.

Ci è voluta la sentenza di Cassazione per poter stabilire di come picchiare la propria o il proprio convivente sia reato. Un uomo di 45 anni picchia da sempre la sua convivente, dalla quale ha anche avuto due figlie, la donna stanca delle ripetute violenze lo denuncia ma, di fatto, per lo Stato italiano ella non ha diritti alla difesa poiché ella è solo una convivente.

Determinata la donna va avanti fino a giungere davanti alla corte. Intanto la difesa dell'uomo si aggancia ad un appiglio ufficiale: il reato non sussiste, dato che la persona offesa era una "semplice convivente".

Per fortuna della donna un giudice ebro di buon senso ha cosi interpretato la legge e i suoi articoli:

"ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia - si legge nella sentenza n.20647 - non assume alcun rilievo la circostanza che l'azione delittuosa sia commessa ai dani di persona convivente more uxorio".

Infatti, spiegano i giudici di piazza Cavour, "il richiamo contenuto nell'art.572 c.p. alla 'famiglia' deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la 'famiglia di fatto'".


Basta soltanto che "si tratti di un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto - continuano gli 'ermellini' - instaurato tra due persone con legami di reciproca assistenza e protezione". Nel caso di specie, dunque, risulta "l'esistenza di una vera e propria stabile convivenza di fatto, durata oltre 10 anni, dalla quale sono nate due figlie, dando luogo - conclude la Suprema Corte - ad una situazione qualificabile come famiglia di fatto, i cui componenti sono ricompresi nella tutela prevista dall'articolo.

A mio avviso le polemiche nate a fronte di questa sentenza non dovevano avere motivo di nascere.

Insisto e preciso che nessuno avrebbe dovuto mettere in dubbio l'esistenza di reato in questo caso: anzi, dubbi davanti ad una qualsiasi violenza non dovrebbero mai esserci e senza distinzione di alcuna natura.

Potevano essere una coppia omo e non voglio nemmeno immaginarmi quale mostruosa difesa avrebbero potuto portare in aula.

Smettiamola di catalogare gli esseri umani, essi nessuna distinzione debbono avere davanti alla legge ne debbono subire gli attacchi vigliacchi degli ultra conservatori; no se volgiamo tentare di superare questa situazione societaria tragica e incontrollabile.

Ricordo nuovamente che nel nostro Stato urge un decreto legge categorico nel dare l'assoluta parità sociale.

Il diritto per le copie di fatto, siano esse etero o non, di poter usufruire degli stessi diritti delle famiglie cosi definite orribilmente ufficiali e legali.

Stessi diritti in caso di malattia ed assistenza, stessi diritti di successione o ereditari in generali, stessi diritti per i figli nati in queste coppie, stessi diritti a ricevere le sovvenzioni messe a disposizioni dallo stato.

Ricordo inoltre che queste coppie _ illegali _ pagano le tasse e producono come chiunque altro: questa distinzione è tanto criminale quanto vigliacca!

Esorto il governo ad intervenire ma incito voi, semplici cittadini, a garantire difesa, tutela e protezione verso ogni essere umano che viva sotto i dettami della legalità e non a seconda della sua fede religiosa, politica o sessuale o altra credenza. Dimostriamoci migliori di chi, perpetuamente, agisce con mano vessatoria e criminale verso i sotto titolati diversi.









 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

ARRESTATECI TUTTI

COPIA E INCOLLA NEL TUO BLOG