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C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che gli ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

 

immagine"Il tango ha la tristezza dei crepuscoli di Buenos Aires. Chi lo canta non ha mai fretta di finire, come se temesse una conclusione drammatica. Chi lo balla ne interpreta la languida malinconia. Chi lo suona trasforma in musica un repertorio caotico di sentimenti, solitudine, odio, burla, rancore, vendetta, desiderio, timore, ira, godimento sessuale, intrigo, felicità, vicissitudini di quartieri porteni, barrios, talvolta miserabili e malfamati."

"In ogni abbraccio c'è un racconto.
Ci sono le parole che non si ha avuto il coraggio di dire, e altre che non si vorrebbe mai dire".
 

 

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Post N° 104

Post n°104 pubblicato il 04 Aprile 2006 da luz1969
Foto di luz1969

 

La gobba del cammello


Nel principio degli anni, quando il mondo era ancora nuovo, nuovo, e gli animali cominciavano appena a lavorare per l'Uomo, vi era un Cammello, che viveva in mezzo a un gran deserto, perché non voleva lavorare; un Cammello che, straordinariamente pigro, mangiava piuttosto stecchi e spine e tamarischi e bacche ed erbacce; e quando qualcuno gli faceva qualche osservazione, rispondeva "Ob!" con disprezzo, che voleva dire "ohibò!"
Proprio: "Ob!" e niente altro.
Ora il Cavallo andò da lui, un lunedi mattina, con una sella sul dorso e un morso in bocca, e gli disse:
- Cammello, o Cammello, esci e trotta come facciamo noi.
- Ob! - rispose il Cammello. E il Cavallo andò via a raccontarlo all'Uomo.
Andò poi da lui il Cane, con una mazza in bocca, e gli disse:
- Cammello, o Cammello, vieni a cacciare e a portare in bocca come faccio io.
- Ob! - brontolò il Cammello. E il Cane andò via a raccontarlo all'Uomo.
Andò poi da lui il Bue, col giogo sul collo e gli disse:
- Cammello, o Cammello, vieni ad arare come faccio io.
- Ob! - rispose il Cammello. E il Bue andò via a raccontarlo all'Uomo.
Alla fine del giorno, l'Uomo chiamò il Cavallo, e il Cane e il Bue insieme e disse loro:
- Mi dispiace per voi tre (col mondo ancora così nuovo); ma quell'Ob nel deserto non sa lavorare; se no, ora sarebbe qui. Cosi io sto per lasciarlo solo, e voi dovrete lavorare il doppio per far quello che non fa lui.
Allora i tre si adirarono molto (chè il mondo era allora cosi nuovo) e tennero una conferenza sul confine del deserto, alla quale anche il Cammello intervenne, ruminando tamarischi, incredibilmente pigro; e deridendo gli adunati, disse: "Ob!" e scappò. Ora venne il Genio, l'incaricato di tutti i deserti, rotolando in una nuvola di polvere (i Genii viaggiano sempre a quel modo, per incantesimo) e si fermò a discutere coi tre.
- Genio di tutti i deserti - disse il Cavallo, - ha qualcuno il diritto di essere pigro, col mondo ancora nuovo così?
- Certamente no - rispose il Genio.
- Ebbene - soggiunse il Cavallo, - v'è un tale in mezzo al deserto, col collo lungo e le gambe lunghe, che non ha fatto il benché minimo lavoro da lunedi mattina in poi. Egli non vuole trottare.
- Ah! - esclamò il Genio fischiando. - E che dice?
- Lui dice "Ob" - rispose il Cane - e non vuole né cacciare né portare.
- E non risponde altro?
- No: soltanto "Ob!"; e non vuole arare - disse il Bue.
- Benissimo - concluse il Genio. - Se avete la pazienza di aspettare un minuto, vedrete che cosa gli toccherà. Metterà la gobba!
Il Genio si avvolse nel suo mantello di polvere, e presa la giusta direzione attraverso il deserto, trovò il Cammello incredibilmente pigro, occupato a guardar la sua immagine in una pozza d'acqua.
- O lungo e gorgogliante amico - gli disse il Genio, - perché non vuoi lavorare in un mondo ancora cosi nuovo?
Ob! - rispose il Cammello.
Il Genio sedette in terra, col mento nella mano, e cominciò a pensare a un grande incantesimo, mentre il Cammello continuava a guardare la propria immagine nella pozza d'acqua.
- Tu hai dato ai tre un lavoro maggiore da lunedi mattina in poi, a cagione della tua incredibile pigrizia - disse il Genio; e continuò a pensare all'incantesimo col mento nella mano.
- Ob! - brontolò il Cammello.
- Se fossi in te, non lo direi un'altra volta - disse il Genio. - Caro mio, bisogna che tu lavori. - E il Cammello rispose: - Ob! - Ma l'aveva detto appena, che la schiena, della quale andava cosi orgoglioso, cominciò a gonfiarsi e a diventare una gobba mostruosa. - Vedi questa? - disse il Genio. - E il tuo stesso "Ob" e te la sei fabbricata con la pigrizia. Oggi è giovedi, e tu non lavori da lunedi, cioè da quando il lavoro è incominciato. Ora va' a lavorare.
- Come posso andarci - disse il Cammello - con questo "Ob" sulla schiena?
- Anzi, con codesto "Ob" - disse il Genio - tu puoi lavorare ora per tre giorni senza mangiare, perché ti nutri del tuo "Ob"; e non dire che io non abbia fatto nulla per te. Esci dal deserto e va' dai tre, e compòrtati da galantuomo. E di' "Ob" a te stesso. - Il Cammello disse: "Ob" a se stesso, e si mosse per raggiungere i tre. Da quel giorno il Cammello porta sempre l'"Ob" (noi lo chiamiamo gobba); e non s'è rifatto mai dei tre giorni perduti nel principio del mondo; e ancora non ha imparato a comportarsi come si conviene.


 
 
 
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Data di creazione: 24/08/2005
 

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