Pensieri

Liberiamo le nostre menti.

 

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C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che gli ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

 

immagine"Il tango ha la tristezza dei crepuscoli di Buenos Aires. Chi lo canta non ha mai fretta di finire, come se temesse una conclusione drammatica. Chi lo balla ne interpreta la languida malinconia. Chi lo suona trasforma in musica un repertorio caotico di sentimenti, solitudine, odio, burla, rancore, vendetta, desiderio, timore, ira, godimento sessuale, intrigo, felicità, vicissitudini di quartieri porteni, barrios, talvolta miserabili e malfamati."

"In ogni abbraccio c'è un racconto.
Ci sono le parole che non si ha avuto il coraggio di dire, e altre che non si vorrebbe mai dire".
 

 

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Post N° 117

Post n°117 pubblicato il 22 Maggio 2006 da luz1969
Foto di luz1969

Il giorno del diploma.

 

Era una giornata calda di luglio (il 19 del 1994 per la precisione)…Finalmente coronavo anni di studio.
Speravo tanto che il luogo assegnatomi fosse la sala accademica (Si, esatto. Proprio quella della foto)…E così fu.
Tutto iniziava con i buoni propositi. Due anni di preparazione che si giocavano in una giornata.
L’inizio fu dato alle ore 9:00.
1a  prova…Il concerto obbligatorio.
La sala era grande e silenziosa. Io sul palco insieme alla pianista, sotto le grandi canne dell’organo… Sotto, tra le prime file delle poltrone, i 5 membri della commissione tra cui Lui, Gaetano, il mio insegnante.
Ricordo benissimo le mie intenzioni: riempire ogni spazio di quella sala, fino al più remoto, con i miei suoni e in tutte le sonorità.
Suonavo per 5 persone…in realtà suonavo per me stesso.
40 minuti per sciogliere la tensione e preparare il mio stato fisico e mentale per la 2a prova…quella che ritenevo più importante…
Mi ero abituato agli applausi, ad ascoltare il respiro delle persone, ad osservare i loro sguardi durante i concerti. ma la prova finiva così, nel vuoto della sala.
Una decina di minuti, un sorso d’acqua…Poche parole alla pianista:

-Apriamo la coda del pf!
-Cosa? Ma così ti copro.
-No. Ascoltiamoci e viaggiamo insieme.

Iniziava così la 2° prova. Il brano facoltativo…
La sonata di Brahms op.120 n° 1
Brahms…il compositore che più di tutti mi ha coinvolto e cambiato…il suo romanticismo, il  modo di scrivere così passionale…
Altri 40 minuti che mi annientano, mi scaricano psicologicamente nel modo più totale.
L’esame continuava con i 6 studi portati tra i quali ne furono estratti due.
Il difficile venne in quegli istanti, nel tentativo di continuare senza sentire la stanchezza mentale acquisita…
Altri 30 minuti.
Ore 11:00…giusto il tempo di una mezzora per riprendere, è il caso dire, fiato.
Poi mi fu assegnato il brano in 3 ore…
Mi portarono in un aula e chiuso a chiave.
Non c’era tempo per pranzare…subito a studiare.
Solo gli ultimi minuti vengo preso e portato nella stanza dove è rinchiusa la pianista…pochi attimi per scambiare qualche parola, rilassarsi, costruire il brano insieme e farlo sentire alla commissione.
Procedevo con l’analisi di una partitura per quintetto di fiati dato 24 ore prima dell’esame…
Il trasporto, la prima vista, la prova di letteratura e quella di clarinetto basso…
L’esame finiva alle ore 19:00 …
La commissione andava in ritiro…
Dopo un’ora l’esito…9,50.
Me ne andavo tra i complimenti, le strette di mano e un pizzico di  delusione per quel 10 mancato…non per altro, ma perché sapevo dell’importanza che questo poteva ricoprire nei vari concorsi.
Il giorno dopo scoprii che la commissione (stranamente) si era battuta per concedermi quel voto…ma Lui no! Il mio insegnante si oppose…Disse: “Conosco i suoi limiti e difetti”…
Gli portai tanto rancore per quella frase…
Solo 10 anni dopo lo perdonai…con una lunga lettera…

Il prossimo lunedì  andrò a trovarlo in conservatorio.

 
 
 
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