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C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che gli ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

 

immagine"Il tango ha la tristezza dei crepuscoli di Buenos Aires. Chi lo canta non ha mai fretta di finire, come se temesse una conclusione drammatica. Chi lo balla ne interpreta la languida malinconia. Chi lo suona trasforma in musica un repertorio caotico di sentimenti, solitudine, odio, burla, rancore, vendetta, desiderio, timore, ira, godimento sessuale, intrigo, felicità, vicissitudini di quartieri porteni, barrios, talvolta miserabili e malfamati."

"In ogni abbraccio c'è un racconto.
Ci sono le parole che non si ha avuto il coraggio di dire, e altre che non si vorrebbe mai dire".
 

 

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Post N° 54

Post n°54 pubblicato il 08 Novembre 2005 da luz1969
Foto di luz1969

Un racconto per chi  lo vuole narrare al proprio bimbo,
per chi vuole continuare a sognare ed essere bambino,
per tutti coloro che vogliono immaginare un nuovo mondo,
e a tutti quelli a cui piacciono le metafore!!!!!

Siamo agli albori del diciottesimo secolo. Una goletta inglese, sotto il comando del capitano Robin Conrad, percorre la distesa azzurra dell'Oceano trasportando un carico d'oro dalle colonie. Ma il viaggio non è dei più tranquilli: gli ufficiali di bordo, tentati dalla presenza a bordo d'un simile tesoro, progettano un ammutinamento. Per di più, un'inquietante bonaccia, che si prolunga da giorni, e una nebbia fitta dai contorni innaturali calata come un mantello sulla nave, tendono a dismisura i nervi già provati del capitano.
La tensione cresce, si fa palpabile. La rivolta è sul punto di scoppiare quando, all'improvviso, la nebbia si dirada, rivelando agli occhi dell'equipaggio uno spettacolo mozzafiato. Proprio sulla rotta della goletta, impossibile da evitare, nel mare si apre una voragine immensa, come se il tappeto turchese dell'oceano fosse orribilmente lacerato.
I marinai sono presi dal panico. Non c'è tempo per invertire la rotta, e il mare è troppo profondo per gettare l'ancora. Guidati dagli ufficiali ammutinati, gli uomini calano le scialuppe e fuggono remando con la forza della disperazione.
Robin no. Lui resta a bordo, deciso a seguire comunque la sorte della nave che gli è stata affidata. Al suo fianco, il fedele lupo di mare Jonah e il giovane mozzo o'Flagherty, i due marinai più devoti.
L'immenso gorgo inghiotte la nave, e tutto sembra perduto. Ma non è così. La voragine è in realtà un varco dimensionale, uno strappo nel tessuto spazio-tempo capace di trasportare uomini e cose da un capo all'altro dell'universo.
I tre inglesi, uomini del settecento, non sanno nulla di tutto ciò: essi si ritrovano semplicemente, ripresi i sensi, su un mondo di sabbia azzurra con tre lune, a interrogarsi sui perché d'un simile prodigio.
Ma presto il loro spirito pratico ha il sopravvento. Decidono di esplorare i dintorni, e così facendo s'imbattono in un essere alieno intelligente, cui salvano la vita. Per gratitudine, costui ascolta il confuso racconto dei terrestri e intuisce l'accaduto. Non può aiutarli a tornare sulla Terra (il varco dimensionale, fenomeno temporaneo, si è richiuso), però può fornir loro uno strumento utilissimo, uno strabiliante dispositivo di controllo energetico in grado di fungere da traduttore universale, da motore interstellare, da generatore d'aria e chi più ne ha più ne metta.
Per singolare coincidenza, tale strumento ha la forma di un flauto: per scegliere e attivare le sue funzioni, occorre suonare varie combinazioni di note.
Così, grazie alla musica di questo stupefacente flauto dimensionale, e soprattutto a una mentalità ottimista e pragmatica che consente loro di non stupirsi mai di nulla, i tre uomini diventano "marinai delle stelle", e la loro goletta una nave spaziale, a bordo della quale percorrere le infinite rotte del cosmo. Robin, Jonah e o'Flagherty non torneranno più sulla Terra, ma vivranno fantastiche avventure, s'imbatteranno in razze avanzatissime e in popoli barbari, combatteranno mostri e robot, conosceranno telepati e cloni. Vivranno una vita da vagabondi, è vero, ma in fondo, e ne sono ben consapevoli, è la scelta che hanno fatto la prima volta che hanno messo piede sulla tolda d'una nave.

 
 
 
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Data di creazione: 24/08/2005
 

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