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C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che gli ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

 

immagine"Il tango ha la tristezza dei crepuscoli di Buenos Aires. Chi lo canta non ha mai fretta di finire, come se temesse una conclusione drammatica. Chi lo balla ne interpreta la languida malinconia. Chi lo suona trasforma in musica un repertorio caotico di sentimenti, solitudine, odio, burla, rancore, vendetta, desiderio, timore, ira, godimento sessuale, intrigo, felicità, vicissitudini di quartieri porteni, barrios, talvolta miserabili e malfamati."

"In ogni abbraccio c'è un racconto.
Ci sono le parole che non si ha avuto il coraggio di dire, e altre che non si vorrebbe mai dire".
 

 

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Post N° 84

Post n°84 pubblicato il 27 Gennaio 2006 da luz1969
Foto di luz1969

Ci sono viaggi che ci rilassano altri che lasciano spazio alla riflessione....altri ancora semplicemente viaggi.
Non parlerò di una terra come tante altre, ma di un popolo, di tradizioni e di un periodo vissuto al loro pari.
Se la Jamaica è stato il luogo che mi ha fatto letteralmente staccare la spina (ma questa è un altra storia), il Brasile mi ha permesso di restare con i piedi per terra e di vivere tutti gli attimi nel loro stile, tradizioni.....vivere con loro nelle stesse abitazioni, fuori dai circuiti turistici...
Premesso che ho girato il Brasile fino ai confini con l’amazzonia, per chi si vuole dirigere da quelle parti è importante sapere che : Rio non è il Brasile e Copacabana non è Rio.

Tre viaggi in tutto, per un totale di circa 5 mesi....il primo secondo i canoni tradizionali: Rio de Janeiro, le spiagge di copacabana, ipanema, le isole Tropical, il Pao de Acucar, il giardino Botanico, la montagna del Corcovado con il suo Cristo Redentore che ti abbraccia come per protezione.
Alla sera : una cenetta in qualche churrascaria, i classici spettacoli di Samba, la Capoeira che trovi ad ogni angolo (anche il più nascosto)...Ma all'uscita dei locali trovi tutta un'altra realtà, i viados e le prostitute che si susseguono lungo le strade principali.......Poi giri l'angolo e trovi la povertà, quella vera, che spinge le persone disposte a tutto anche ucciderti pur di avere qualche Real......
Questo è il Brasile, capace di cambiare aspetto ogni 100, metri.....una strada è lo spettacolo, la gioia...la sua parallela lo squallore: la favelas.
Il secondo viaggio mi ha fatto uscire dai canoni turistici.....Non più un albergo in pieno centro turistico ma una sistemazione più "alla mano", una "posada" come amano definirle....Appartamentini più o meno sudici, ma essenziali e a volte anche puliti: basta saper convivere con le cucarache!!!
È stato il viaggio che mi ha fatto conoscere la vera povertà…dopo alcuni giorni che ero lì conobbi un gruppo di ragazzi locali….del tutto normali, non delinquenti o che so io….però avevano le chiavi di accesso a molti posti….tra questi le favelas……così tramite loro e vestito solo di una maglietta, calzoncini e qualche real sono entrato nel suo interno, mangiato nei loro “Bar”……unico rigore da rispettare: il silenzio…..Non devi parlare mi dissero.Lascia fare a noi.Non devono sapere che sei straniero, almeno per i primi giorni…..Purtroppo questo è.Se li conosci e loro conoscono te allora non corri nessun pericolo….basta non giudicare il loro modo di vita e non scandalizzarsi o non condividere davanti a loro i giochi da spacciatori (con la droga davanti e la pistola di dietro), i ragazzi che fumano e respirano la colla per allucinarsi (è il momento in cui bisogna avere paura perché vanno in un altro mondo, diventano cattivi e sono in grado di darti una coltellata solo perché li hai guardati in modo strano),le ragazzine che si prostituiscono (non devi parlare con loro e chiedergli perché lo fanno)….
…è stato il viaggio che insieme alla indiana Bombay mi ha lasciato di più l’amaro in “testa”.

Poi il terzo……il viaggio della “rivalsa”….quello che amo ricordare quando ripenso al Brasile…..Il viaggio in cui ho conosciuto l’argentino Juan , “il folle”.
Insieme a lui, all’amazzone Rita e la pazza Analiza (dottoressa di Porto Alegre) ho girato i locali di Rio…..quelli dei ragazzi “normali”….della loro follia e pazza vita brasiliana.
Così se vuoi andare in una discoteca dove rimanere veramente a bocca aperta devi andare al Maximum…al 21° piano di un grattacielo, pareti interamente di vetro che si affacciano sulle spiagge di una Rio Illuminata ….
oppure al Rodaviva per ascoltare musica dal vivo nella tradizione brasiliana…
…La Ilha dos Pescadores, rigorosamente su prenotazione dove cenare, ascoltare e ballare sulla musica dei migliori gruppi del momento (da delirio….voto 10)
….El Turf alle falde del Pao de Acucar dove ascoltare gruppi secondo lo stile dei Jamiroquai ecc…Il”Provvisorio” è il locale dove puoi andare e incontrare studenti universitari e non, molti di loro parlano anche italiano.
Dopo la prime settimane così,alloggiati in un alberghetto sulla Avenida Atlantica (parallela di copacabana)con la camera di fronte ad una palestra che alle 7:00 era gia operativa (neanche a dirlo con la loro musica di fondo), c’è stata la fuga verso Buzios….15 giorni di ordinaria follia.
Buzios è una cittadina a circa 200 Km a nord di Rio verso Baia …..4 ore di pulman su strade “non strade” ed un'unica sosta al paesino di San Pedro…..arrivammo nel primo pomeriggio e appena scesi  ci siamo detti: ma dove siamo?.....
…eravamo in aperta campagna ed intorno a noi il nulla, solo un piccolo ufficio turistico…..andammo a chiedere informazioni e ci dissero che il paese si trovava nascosto dietro un gruppo di alberi a 5 minuti da dove ci trovavamo….
…prendemmo una stradina e superato il gruppo di alberi ci  superò un gruppo di ragazzi in costume che sfrecciavano con una macchina tutta aperta: la mitica Bugi (in seguito ne affittai una).
Il paese si apriva a noi in tutto il suo splendore….piccolo e tutto concentrato lungo la sua strada principale “Rua das Pedras”….
…è la cittadina dove i ragazzi e le famiglie di Rio cercano rifugio durante i fine settimana….le piccole spiagge tutte a baie sono sostenute  dal ritmo del Samba e la notte si trasformano in una miriade di Party a cielo aperto…..
Ma la vera bellezza è quella strada principale (a lastroni tipo strada romana ) dove si raggruppano tutti i bar….non ci sono discoteche vere e proprie ma ogni bar nel suo piccolo ne rappresenta una…..solo che …..sorpresa!!!!
Superata la mezzanotte tutti i bar girano le loro casse nel mezzo della via che si trasforma in un locale da ballo ed ogni sasso si trasforma in una piccola pista dove ti ritrovi a ballare con gente che non conosci che ti stringe o abbraccia per non cadere, ed in quel trambusto si balla e si beve Caipirina….mamma quanta ne ho bevuta!!!
E come non ricordare la logorroica Ana,  hostess della TAP, fuori come un vaso di gerani che non faceva altro che parlarmi di psicologia e dei Prodigy (con dei parallelismi assurdi) mentre io ero in preda ad un attacco di dissenteria acuta……  Juan, Rita e Analiza  ridevano da sentirsi male….
E poi l’ultima sera sulla spiaggia insieme ad Analiza (l’unica cosa storta che aveva era il suo nome!!!) sotto un cielo stellato che ci illuminava come mille candeline!!!

Non sono semplici ricordi, ma qualcosa di più, ancora palpabili…a distanza di anni sento ancora i profumi, il contatto della pelle, i differenti accenti e modi di parlare, gli sguardi….fa parte della mia realtà.

P.

 
 
 
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