Creato da: raccontatevi il 06/03/2006
vita di una trentenne in fuga

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Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 21 Aprile 2006 da raccontatevi
Foto di raccontatevi

Attese per alcuni istanti che quel telefono gelasse ancora una volta il suo sangue. Lunghisismi istanti che non arrivarono più. Cercò il suo numero in rubrica, ma ancora una volta il telefono fu spento. Richiuse la porta alle sue spalle, portò la mente a tutti quei momenti con Paul e quelli a venire. Si chiedeva dove fosse, perchè non aveva richiamato. Ma sapeva benissimo che rifarsi le stesse domande non sarebbe servito a nulla. Si stupì anche della reazione quasi innaturale avuta dopo la sua telefonata. Nessuna lacrima. La sera giunse presto. L'aria era gelidissima. Si sentiva profumo di calde arroste. Odori di una vigilia di Natale alle porte. Nessun programma. Avrebbe scartato l'unico regalo da sola, una vecchia raccolta di Sting. Furono subito le 20. Da lontano aveva già riconosciuto Federico. Avvolto in un cappotto grigio scuro, una sciarpa di ugual colore e dei guanti neri. In mano aveva dei pacchettini, credo regali di Natale. Si salutarono come dei vecchi amici. Entrarono presto in una locanda lì in zona. Il gelo impediva di passeggiare tranquillamente tra  le strade ormai semi deserte. Cenarono lì, parlarono di lavoro quasi tutta la serata. Presero un caffè e nell'attesa Federico le chiese cosa avrebbe fatto il giorno successivo. Lei ci pensò un attimo e gli rispose:" Nulla, perchè?". Lui, attese qualche secondo e le disse:" Ti ricordo che è la vigilia di Natale, vorrai mica passarla ancora da sola!". E le sorrise. Marianne, si fece accompagnare da quel sorriso e aggiunse :" Ah si, già la Vigilia?". Non smise mai di sorridere. Parlarono ancora un pò. Si coprirono e uscirono. Silenzio intorno a loro. Lui l'accompagnò alla sua auto. Erano lì fermi, non arriva mai il momento giusto per salutarsi per davvero. Si scambiarono ancora qualche parola, qualche sorriso, poi lui sfiorò le sue labbra in un caldo bacio e aggiunse.: "Spero di rivederti anche domani". Andò via senza darle il tempo di alcuna risposta. Marianne, restò immobile, col suo sapore sulle labbra. Non sapeva che pensare.

 
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