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LA MELONI DEVE LIBERARSI DAI CONDIZIONAMENTI DEMAGOGICI

Post n°2159 pubblicato il 07 Ottobre 2022 da massimocoppa
 

LA MELONI DEVE LIBERARSI DAI CONDIZIONAMENTI DEMAGOGICI
Come avevo annunciato nel post precedente a questo, alle elezioni legislative tenutesi a settembre non sono andato a votare, confermando il mio atteggiamento tenuto nelle precedenti consultazioni.
Il mio “partito”, quello dell’astensionismo, si è rivelato ancora una volta il primo d’Italia, aumentando ulteriormente i consensi, segno che la nausea per questo sistema politico, questa legge elettorale ed i partiti oggi esistenti è ulteriormente aumentata: peraltro, senza provocare alcuna reazione significativa, a parte qualche preoccupato articolo di giornale.
Quindi, potremmo ben dire che gli eletti in parlamento sono già delegittimati in partenza, perché nessuno di loro, nemmeno gli appartenenti al centrodestra vincente, possono dire di aver ricevuto il consenso della maggioranza assoluta degli italiani, ma tutt’al più della maggioranza relativa dei votanti, anche nel senso della coalizione. E se i vincitori hanno sbancato in parlamento, questo è dovuto alla vergognosa legge elettorale che ci ritroviamo.
Persino Fratelli d’Italia, attualmente il più importante partito italiano, ha ricevuto “solo” il 26 % dei voti. Questo è il massimo a cui una formazione politica può aspirare attualmente in Italia…
Dei giorni successivi saltano agli occhi alcune cose.
Innanzitutto, la tragedia di due uomini: Letta e Salvini. Ma mentre il primo, dignitosamente, si è assunto tutte le responsabilità per la batosta subita dal PD ed ha subito rimesso il mandato di segretario, Salvini fa finta di niente, oltretutto spalleggiato dai vertici della Lega, ignorando che la base nordista non lo vuole più e persino i presidenti delle regioni settentrionali a trazione leghista ne desiderano l’estromissione. No, lui ignora tutto, come se non avesse nessuna colpa nell’aver precipitato la formazione a percentuali imbarazzanti, e pretende il Ministero dell’Interno. Spero che la Meloni tenga il punto e glielo continui a negare.
E veniamo, appunto, alla Giorgia nazionale. Ha vinto, come si prevedeva: è la prima donna premier nella storia d’Italia.
Questo fa piacere, ma purtroppo bisogna subito dire che le riserve su di lei e, soprattutto, sul mondo che la sostiene, si stanno confermando.
Io, al suo posto, avrei pregato Mario Draghi di accettare un importante ruolo nel governo: soprattutto in un momento di crisi economica strutturale come questo, con i costi energetici alle stelle a causa dell’aggressione russa all’Ucraina, abbiamo bisogno di quell’uomo, della stima mondiale, delle conoscenze e delle competenze che ha. Invece, la Meloni che fa? Praticamente dice che la gestione degli aiuti del PNRR, impostata da Draghi, è tutta sbagliata. La cosa non è vera, ovviamente, e registra l’unanime reazione dell’Unione Europea, tanto da costringerla ad una penosa retromarcia.
Perché ha esternato in maniera così infelice? Si ha come l’impressione che debba pagare dazio alla pancia del centrodestra, a quelle frange estremiste e becere le quali, purtroppo, sembrano costituire un importante elemento di potere e di consenso.
Il mio augurio e la mia speranza è che la Meloni possa scrollarsi di dosso queste ipoteche ed imboccare un percorso forte, sì, ma solidamente europeista e scevro da condizionamenti populistici, demagogici e sovranisti.

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