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La storia, malata grave della scuola italiana

Post n°2034 pubblicato il 26 Marzo 2018 da massimocoppa
 

 

LA STORIA, MALATA GRAVE DELLA SCUOLA ITALIANA

Un articolo apparso sul supplemento culturale domenicale del “Sole 24 Ore”, con il suo interessante (seppur incidentale) rimando ad un altro articolo comparso sulla rivista “Il Mulino”, mi dà l’occasione per parlare del livello attuale della scuola italiana e della preparazione che gli studenti “sfoggiano” (diciamo così).

Per colpa della riforma Gelmini, da dieci anni l’insegnamento della storia si è ristretto in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sconvolgendo le elementari.

Ricordo benissimo che alla scuola elementare il mio “Sussidiario” arrivava perlomeno al Risorgimento italiano. Oggi si studia solo fino a Roma antica. Dovrebbe poi essere la scuola media a far arrivare i ragazzi ai giorni nostri, e quindi la scuola superiore a far approfondire. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

L’articolo del “Mulino” è leggibile QUI.

Da anni constato che le nuove generazioni, molto più delle vecchie, sono assolutamente manchevoli nella conoscenza storica, e massimamente nella storia contemporanea. Gli strafalcioni su periodi, personaggi, date, fatti e circostanze sono assai diffusi: l’ignoranza e la confusione regnano quasi sovrane.

Non di rado appaiono conferme di questa impressione: il giorno del quarantesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, il “Mattino” ha intervistato gli studenti in uscita da un famoso liceo di Napoli: solo uno sapeva chi fosse Aldo Moro; qualcun altro l’ha confuso con il cantante Fabrizio Moro; la maggior parte ha fatto spallucce adducendo come scusa che “con i programmi scolastici arriviamo a stento alla seconda guerra mondiale”.

Ecco la cosa che fa più male: non solo l’inefficienza totale della scuola italiana, che provoca l’ignoranza degli studenti come risultato, quanto la strafottenza degli stessi verso le loro vistose lacune.

Una volta si aveva vergogna dell’ignoranza; oggi con l’ignoranza si diventa deputati…

Giovanni Bianconi, sul “Corriere della Sera”, ha fatto un tour sui luoghi romani interessati dal sequestro Moro: via Fani, via Montalcini, via Gradoli ecc.

Nell’appartamento che ospitava un covo secondario delle Brigate Rosse oggi soggiornano alcune studentesse universitarie in affitto. Ebbene, alla richiesta del cronista di entrare per guardare i luoghi hanno risposto duramente: “E noi che c’entriamo? Non sappiamo niente!”, chiudendogli la porta in faccia.

Ecco: questo è il livello culturale ed emozionale degli universitari, figuriamoci il resto.

 
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Commenti al Post:
ITALIANOinATTESA
ITALIANOinATTESA il 26/03/18 alle 17:05 via WEB
"La storia viene proposta e percepita come opposta all’immaginazione, dunque decisamente meno suggestiva."

Sarebbe molto bello che avvenisse l'inverso e cioè che la conoscenza della storia possa risultare anche utile ad una "suggestiva immaginazione". Un saluto, M@.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 26/03/18 alle 17:41 via WEB
ma magari!
(Rispondi)
 
aldogiorno
aldogiorno il 26/03/18 alle 17:45 via WEB
CIAO MASSIMO. SONO D'ACCORDO CON L'ITALIANO inATTESA. UN CARO SALUTO ALDO.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 26/03/18 alle 17:55 via WEB
e mettiamoci in attesa pure noi, allora... :-)
(Rispondi)
 
lottomaxim
lottomaxim il 26/03/18 alle 18:03 via WEB
UN POST MOLTO INTENSO ED ENTUSIASMANTE...BRAVO SUL SERIO MASSIMO!!
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 26/03/18 alle 18:12 via WEB
grazie, troppo buono... Oddio, "entusiasmante" proprio non direi: semmai, deprimente
(Rispondi)
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 26/03/18 alle 19:56 via WEB
Vorrei essere stupefatto da quanto scrivi, purtroppo non lo sono. Non solo la storia, ma la conoscenza della lingua italiana è sotto il livello basico, per non parlare della capacità di comprensione e anche solo di concentrazione. Non so se la causa di tutto sia nella riforma Gelmini o in qualcosa che viene da più lontano, di sicuro con genitori che prendono a calci e pugni i docenti dubito che lo studio della storia sia considerato di primaria importanza. Ciao
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 10:48 via WEB
ah, non ne parliamo dell'italiano o della lettura: secondo l'OCSE il 47 % degli italiani non è in grado di andare oltre un livello superficiale di comprensione del testo scritto!
(Rispondi)
 
nagi51
nagi51 il 26/03/18 alle 21:21 via WEB
Hai descritto molto bene l'attuale scuola ...eravamo informati ..eravamo rispettosi ..avevamo soggezione della maestra e dei professori e non mi sembra che siamo venuti male ..molto meno ignoranti e i nostri genitori non ci difendevano certo .
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 10:48 via WEB
figurati, mia madre mi dava pure il resto!
(Rispondi)
 
qmr
qmr il 26/03/18 alle 21:35 via WEB
Purtroppo la scuola è una sorta di Cenerentola per i nostri politici e quando la riformano fanno ancora più danni... Non oso pensare all'ultima trovata che prevede la riduzione della durata del liceo da cinque a quattro anni...Dall'anno prossimo partirà la sperimentazione in alcuni licei pilota...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 10:49 via WEB
la riduzione degli anni, in sé, potrebbe non significare niente: potrebbero essere più intensi quelli restanti. Ma con le premesse che abbiamo, viene da dubitare della bontà del provvedimento
(Rispondi)
 
elyrav
elyrav il 27/03/18 alle 08:57 via WEB
Penso sia un insieme di cose. Mancanza di rispetto e l'incapacità dei genitori di insegnare e dare regole. Anche di farli studiare i giovani perchè è più facile non litigare perchè studino. E questa incapacità di educare si ripercuote su tutto. Anche sulla strafottenza, una volta se rispondevi ad un maestro/professore le buscavi pure a casa ... adesso le buscano i maestri/professori se riprendono un alunno. Non va bene così e non andrà mai bene così. Questo fa male a tutto anche alla scuola che se sta arretrando è anche perchè un maestro/professore non può dire niente ad un alunno. Troppo difesi e crei soltanto bulletti strafottenti.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 10:49 via WEB
concordo totalmente. La pensiamo in molti così, eppure non siamo dei matusalemme! cosa è successo, in pochi anni, da stravolgere così la situazione?
(Rispondi)
 
 
 
elyrav
elyrav il 27/03/18 alle 13:14 via WEB
I genitori!!! Hanno tutti paura dei loro figli tanto per cominciare. Poi anche il fatto secondo me che anzichè crescersi i propri figli li si lascia a scuola 8 ore ogni giorno e tu sei a lavoro. Quando torni sei stanco e non ti va sto gran chè di metterti a bisticciare per i capricci del tuo pargolo. Poi li si difende sempre, li si accontenta sempre. Parlo in linea di massima.
(Rispondi)
 
caiodentato
caiodentato il 27/03/18 alle 12:08 via WEB
Ti do perfettamente ragione, ma non dimentichiamo che la ex Ministra dell'istruzione Fedeli non ha una laurea se non erro, penso che qui si riassuma tutto il nostro livello culturale.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 17:38 via WEB
infatti! che figura!
(Rispondi)
 
Quivisunusdepopulo
Quivisunusdepopulo il 27/03/18 alle 17:12 via WEB
Buonasera, dovrei ripetere i commenti degli altri intervenuti sul tema e ciò non solo con riferimento alla storia ed all'italiano, perciò mi limito ad indicare la causa di tale decadimento nel tanto decantato "sessantotto", nato bene come volto alla richiesta del rispetto dei diritti degli studenti e poi scaduto nell'anarchia e nella negazione di qualsiasi diritto altrui e quindi della parallela esistenza dei doveri. Saluti.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 27/03/18 alle 17:38 via WEB
questa del '68 (peraltro, altro anniversario) è una "vexata quaestio": hai aperto un argomento non da poco!
(Rispondi)
 
 
rteo1
rteo1 il 29/03/18 alle 09:41 via WEB
Caro Amico, dice bene il nostro ospite: il sessantotto è "vexata questio". Ma io andrei anche oltre perché il sessantotto è stato l'apice di un processo, ormai già lontano, e integralmente riassorbito dal sistema. Io che credo nel "tutto" penso, allora, che ogni fase della "storia" (per restare al tema)abbia il suo ciclo, nel bene e nel male. E per quanto concerne questi - il bene e il male - credo sempre che dipenda dai punti di vista. La "relatività", come vedi ci perseguita, e forse sta proprio nei fondamentali. Oggi stiamo affrontando nuovi cambiamenti, che alcuni definiranno "epocali". Trattasi, in realtà, di fasi di un processo, come lo sono anche la vita e la morte. Le nostre verità sono trasportate dal vento; siamo noi che le mitizziamo. Credevo che gli spartani comandati da Leonida fossero realmente trecento. In realtà erano supportati da alcune migliaia di soldati. Il Sud ancora recrimina per l'annessione, definita, invece, plebiscito per l'adesione. Concludo: la "storia" è la vita, ma la vita non la si può raccontare mai per intero. C'è sempre qualcosa che non si riesce ad interpretare. Mistero.
(Rispondi)
 
ninograg1
ninograg1 il 28/03/18 alle 00:05 via WEB
la storia; la geografia; la storia dell'arte; ecc. ecc.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 28/03/18 alle 12:09 via WEB
l'italiano...
(Rispondi)
 
 
 
ninograg1
ninograg1 il 12/04/18 alle 21:37 via WEB
appunto... insomma la scuola? Addio e benvenuto parcheggificio
(Rispondi)
 
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 10:21 via WEB
anche "diplomificio"...
(Rispondi)
 
rteo1
rteo1 il 28/03/18 alle 11:48 via WEB
Come al solito poni un problema molto serio. Dovrei, per questo, fare una riflessione seria. Invece la voglio fare "semiseria". Anzitutto, la storia la scrivono sempre i "vincitori! Io credevo, da ragazzo, che Muzio Scevola, fosse realmente esistito, quando, in realtà, c'era molta leggenda dietro al personaggio; e altri ancora. Ma non è questo, che pure conta, soprattutto se si pensa alla "rivisitazione" di Giampaolo Pansa con i suoi saggi di successo sulle stragi partigiane (noto il suo "Il sangue dei vinti"). E allora ? Un documentario mi ha convinto a pensare allo storia non come finora l'abbiamo studiata, ossia in senso antropocentrico, bensì di ecosistema. E così scopri che in questo l'uomo non ha nessun ruolo sovrano, ma non fa altro che cercare di sopravvivere agli accadimenti naturali (anche schiavizzando i propri simili).Credo, perciò, che va bene anche, come tu dici, narrare il risorgimento, o le guerre mondiali, ma ciò che è altrettanto importante, o forse ancor più importante, dare il "senso" della storia, la ciclicità degli eventi, per preparare le giovani generazioni alla conoscenza del mondo (inteso come intero ecosistema), anziché al culto dei miti.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 28/03/18 alle 12:09 via WEB
quello è importantissimo, ma qua mancano ormai pure i fondamentali!
(Rispondi)
 
maraciccia
maraciccia il 02/04/18 alle 00:02 via WEB
Non solo la storia..purtroppo..avere almeno un'idea cronologica degli avvenimenti della storia dell'umanità...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 02/04/18 alle 08:48 via WEB
si è spesso criticato lo studio delle date, tacciandolo di nozionismo: però se non si fissa un panel di date-chiave nella storia dell'umanità, poi non si riescono a collocare i fatti nel tempo e si perde il senso delle epoche
(Rispondi)
 
skipper007
skipper007 il 05/04/18 alle 20:43 via WEB
Infatti stiamo notando le differenze di preparazione scolastica fra i nostri padri e i nostri figli... questi ultimi praticamente sono ignoranti anche se molto abili nel maneggiare gli smartphone per reperire i dati che altri hanno inserito dedicando il loro tempo e il loro sapere.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 06/04/18 alle 13:32 via WEB
hai ragione: condivido soprattutto la conclusione
(Rispondi)
 
bimbayoko
bimbayoko il 06/04/18 alle 10:08 via WEB
Potrei parlarne per anni...e con dispiacere.Sono una docente di lettere.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 06/04/18 alle 13:31 via WEB
immagino il dolore... Io ho insegnato comunicazione alle scuole superiori per nove mesi (praticamente un parto) e mi è bastato
(Rispondi)
 
 
 
bimbayoko
bimbayoko il 06/04/18 alle 14:34 via WEB
Che dire poi della sparizione della geografia dalle materie curricolare? Ah già,tanto c'è il navigatore in auto...E l'alternanza scuola lavoro?Le lauree brevi?i laboratori dove non si impara un piffero?
(Rispondi)
 
maddamark
maddamark il 08/04/18 alle 20:34 via WEB
Ciao Massimo, sto vivendo l'esperienza di un ragazzo che frequenta il quinto anno dell'alberghiero e dovrà dare gli esami. La storia degli anni dal 1930 al 1944-45 è liquidata in due o tre capitoli. Sessantotto.terrorismo. muro di Berlino, fine Urss, ecc...nessun accenno. Mi vengono in mente le parole di Montanelli "un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla per proprio futuro" e così succede. Ciao ancora
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 09/04/18 alle 12:52 via WEB
sicura che lo dicesse Montanelli?
(Rispondi)
 
 
 
maddamark
maddamark il 10/04/18 alle 19:57 via WEB
Ciao, sicurissima. Un pensiero ed un caro saluto
(Rispondi)
 
eric.trigance
eric.trigance il 11/04/18 alle 08:48 via WEB
Molto interessante... Bella giornata a te Massimo.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 11/04/18 alle 11:39 via WEB
ciao, Eric!
(Rispondi)
 
maraciccia
maraciccia il 11/04/18 alle 13:19 via WEB
La scuola dovrebbe almeno aprire la mente dei ragazzi, invogliarli alla conoscenza del passato, per poi acquisire quella che li accompagnerà verso il futuro...e ancora dovrebbe essere veramente gratuita per tutti, anzi..di più per chi può di meno.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 11/04/18 alle 16:58 via WEB
Ma interessa ancora a qualcuno, la scuola? Certo non ai ragazzi...
(Rispondi)
 
mauriziocamagna
mauriziocamagna il 12/04/18 alle 00:07 via WEB
ma pensa te.... e io che credevo che Aldo Moro era parente del Moro di Venezia, va bene per rimediare da domani mi dedico allo studio, so già dove documentarmi, tutti mi parlano bene di FaceBook, deve essere un libro interessantissimo.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 12/04/18 alle 11:06 via WEB
il "libro delle facce", appunto...
(Rispondi)
 
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
ilpirata il 13/04/18 alle 13:25 via WEB
Make a fool or stupid face this is the question!
(Rispondi)
 
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