Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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Messaggi di Aprile 2019

MANCO FOSSE UN CONDOMINIO

Post n°3206 pubblicato il 30 Aprile 2019 da monellaccio19
 
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Questo è il documento ufficiale emesso dal Presidente del Consiglio Conte, per informare i ministri, della riunione che si terrà stasera alle ore 21 preso "Palazzo Chigi". Mi permetto richiamare la vostra cortese attenzione sull' "Ordine del Giorno" dove è necessario indicare l'argomento/gli argomenti da discutere per rendere edotti preventivamente i partecipanti: "Varie ed eventuali". Beh, con tutti i problemi che potrebbero interessarli e con la voglia di parlarne, 'na cosina da discutere la troveranno o no? Raga', siamo al paese dei balocchi, siamo alle gag alla Benny Hill, roba solo da ridere. Varie ed eventuali è una boutade per sottolineare una sola cosa: voi ministri venite e tra un tramezzino, un bicchier di vino un black jack e due risate, facciamo l'una e si va a nanna. Più presa per cucolo di questa non credo di averla mai vista prima. A voi le conclusioni. 

 
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PUZZA DI BRUCIATO

Post n°3205 pubblicato il 29 Aprile 2019 da monellaccio19
 
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Quando uno dei figli dei coniugi Rutelli, la ventinovenne Serena, decise di partecipare alla edizione corrente del "Grande Fratello", i genitori ebbero un sussulto: prodighi di consigli, papà e mamma cercarono di metterla al corrente dei tanti "contro" e dei pochi "pro", incontro ai quali  sarebbe andata per la partecipazione. Nessuna proibizione, molto aperti e disponibili, misero la giovane donna al corrente dei rischi e lasciarono che Serena decidesse il da farsi. La ragazza insegue questo sogno da quando aveva 19 anni e quindi l'occasione, non ha voluta perderla. Detto fatto, le porte della casa si sono aperte anche per lei e la sua partecipazione è stata realizzata. Orbene, dovete sapere che Serena e sua sorella Monica, sono state adottate dai Rutelli: erano in una casa  famiglia e giovanissime furono affidate a persone serie capaci di garantire loro una crescita adeguata, studi, amore e benessere. E' quello che è accaduto e la famiglia è andata avanti per anni senza problemi e in piena armonia. Orbene, mentre le esperienze della ragazza nella casa si arricchiscono, improvvisamente, dopo anni di silenzio, pare che la mamma biologica delle due ragazze, Serena e Monica, si sia fatta avanti contattando la redazione del programma. In questi giorni appena trascorsi, la Barbara D'Urso, come al solito, ha sbandierato questa notizia per arricchire lo share della puntata di questa sera: "Serena riceverà una lettera scritta dalla mamma biologica. Deciderà lei stessa se leggerla o meno". Quindi, perdonate il mio cinismo incontrollabile, ma presumo e sento odor di bruciato in tutta questa sceneggiata. Da anni non si fa viva e ora compare, si presenta in redazione e mette sul piatto dell'audience, una lettera che la ragazza riceverà durante la trasmissione? Beh,  pensate ciò che volete, della D'Urso sappiamo tutto, ma dei Rutelli no. Mi sorprende come siano passivi su questa sceneggiata che strumentalizza molto la posizione della ragazza nonché la loro stessa situazione: hanno quattro figli di cui uno naturale e tre adottati. Serena per la sua sfrenata voglia di partecipare al grande fratello, non dovrebbe prestarsi a questo sporco giochetto che andrebbe affrontato in piena intimità. Siamo proprio scesi in basso e di più non credo si possa. Staremo a vedere stasera cosa accadrà in TV? Se ci tenete accomodatevi pure!

 
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UN BEL DI' VEDREMO

Post n°3204 pubblicato il 29 Aprile 2019 da monellaccio19
 
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Il teatro "Biondo" di Palermo, non è poi tanto antico e prestigioso come tanti altri teatri italiani che godono di storiche radici culturali e artistiche. Nato nel 1903 grazie all'intraprendenza dei fratelli Biondo, fu subito inserito nella grande rosa dei teatri palermitani come il "Santa Cecilia", il "Bellini", il "Garibaldi" che già da tempo erano il fiore all'occhiello della grande cultura palermitana. Erano anni d'oro quelli che puntavano al novecento e la crescita dei luoghi dove si programmavano le serata ricche e fastose della lirica e del teatro a Palermo, non mancavano. Gli anni passavano e questi cenacoli sempre affollati di spettatori, garantivano la necessaria base culturale per avere in cartello sempre nomi e opere eccellenti per la tante rappresentazioni. Poi col tempo, così come per tanti teatri, è mancato il giusto e necessario supporto e il lavoro per gli enti teatrali, ha accusato diversi colpi bassi. Oggi sono pochi i teatri in Italia che non lamentano la crisi e i bilanci in rosso, gli altri fanno sacrifici immani soffocati dai debiti e dalle programmazioni che sempre più mutano, col gusto effimero degli spettatori. Ebbene, una notizia mi spinge a scrivere questo post: la direzione del teatro "Biondo" è stata affidata a Pamela Villoresi. Non solo una grande, esperta attrice di prosa da lunga pezza,  ma donna a cui viene affidato l'ingrato compito che molti maschietti prima di lei non hanno saputo affrontare con le dovute maniere. La Villoresi, quasi sveniva alla comunicazione della carica affidatale, non si dava pace per la scelta premiante: le donne alla guida di enti teatrali in Italia si contano sulla punta delle dita: circa dieci anni fa al "S. Carlo" di Napoli fu promossa Rosanna Purchia, più recentemente Laura Sicignano ha ricevuto l'incarico di dirigere il "Teatro Stabile" di Catania e ancora indietro, la Cecilia Gasdia che dirige la famosa "Arena di Verona", mentre il "Teatro Due" di Parma, è condotto da Paola Donati. La Villoresi è l'ultima in ordine di tempo e spero non sia l'ultima donna a prendere possesso di una direzione molto importante e delicata come quella del "Teatro Biondo". Si tratta di donne molto in gamba e dispiace per i maschietti ma queste ci sanno fare eccome: sanno e sapranno confermare la loro dedizione e la loro professionalità per amore del teatro, per la voglia di fare cultura che sazi la gente; prosa e lirica non sono canzonette, sono manifestazioni che meritano la massima attenzione: i giovani specialmente devono e spero lo facciano, appassionarsi a queste due forme culturali eccezionali e capaci di contribuire alla formazione delle classi dirigenti del domani prossimo a venire. Le tre donne: Villoresi, Sicignano e Purchia sono tre bandiere che sono arrivate con percorsi diversi a questi prestigiosi incarichi e credo sia determinante lo spirito che le accomuni: "Tessere i buoni rapporti e fare sinergia, senso del servizio e no del potere, credere in se stesse senza pavoneggiarsi e infine, evitare come spesso fanno gli uomini, di fare i lobbysti e puntare sul lavoro di gruppo, senza alzare steccati". I risultati finora ottenuti e quelli a venire sono e saranno di buon auspicio. Ricordiamoci che solo donne con le palle possono tirarci fuori da questa brutta aria che circola: le donne sono una grande risorsa per questo paese. 

 
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TU CHIAMALI SE VUOI...SOUVENIRS

Post n°3203 pubblicato il 28 Aprile 2019 da monellaccio19
 
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Non credo sia usanza esclusiva italiana, credo che accada dappertutto, da noi magari più spesso: mi riferisco  ai famosi accessori utili e necessari talvolta, presenti negli alberghi, hotel e B&B che frequentiamo per lavoro, svago, vacanze ecc.ecc. Sono oggetti di cortesia che ovviamente cambiano secondo le famose "stellette" di cui gli hotel si fregiano per meriti di servizio e ospitalità. Più è importante il luogo, più sono gli accessori predisposti in stanza gratuitamente, per l'uso personale degli ospiti. Dalle pantofole in spugna, agli asciugamani, agli accappatoi, alle bottigliette di profumo, ai flaconcini di bagnoschiuma, alle penne per scrivere molto belle e marchiate, ai blocchi per appunti, insomma tanta di quella roba che spesso non usiamo tutti, vuoi per scelta, vuoi per mancanza di conoscenza del prodotto in quanto no di marca nota. Ebbene, veniamo alla nota dolente: alzi la mano chi in queste circostanze, non si sia mai appropriato di un articolo presente al momento di lasciare la stanza. Coraggio non si va agli arresti se dite la verità. Non è furto, nemmeno sottrazione con destrezza, è solo la compulsione personale di portar via qualcosa a titolo strettamente personale, in gergo alberghiero, si dice: "Acquisire un modesto souvenir per ricordo del posto". Accade state tranquilli, da noi è più ricorrente e credo che gli alberghi tengano in conto queste mancanze conteggiandole nel prezzo della stanza. L'albergo è il luogo più deputato per sottrarre qualcosa, ma proprio perché lo si fa senza premeditazione e solo per una volgare distrazione, si arraffa qualcosa dovunque ci si trovi; prendete qui posti dove una penna occorre sempre: banche, uffici postali, uffici pubblici, generalmente la biro è a portata di mano e talvolta con tanto di contenitore e catenella legata ad esso per evitare sottrazioni indesiderate. E' un classico, una penna da quattro soldi che non è degna di attenzione, siamo portati istintivamente a metterla via dopo l'uso e rimetterla al suo posto dopo l'occhiataccia dell'impiegato che è lì non tanto per lavorare, ma per fare da guardiano alla penna. Una volta lo sguardo che mi fissò dopo che riposi la penna in tasca, mi spinse a una battuta delle mie, visto che la signora/signorina non era poi tanto male: "Se lo sguardo potesse uccidere, ora sarei morto e stecchito". Strappai un sorriso forzato ma solo dopo aver lasciato l'oggetto della disputa al suo posto. E infine, proprio per testimoniare l'innocente mania di sottrarre senza pensarci, un esempio palese e lampante è proprio questo quaggiù molto bene illustrato: 

 

 

 

Di quelle mezze matite ne ho una quindicina a casa, non servono a una mazza, scrivono giusto perché le devi implorare e a volte manco ti danno retta! Un sogno svanito, ora ci sono le app dell'IKEA e le matite sono scomparse. E in questo caso la verità la volete dire o no? Quante ne avete a casa di quei...mozziconi di pseudo matite? Siamo italiani anche per questo! 

 
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IL RESTO MANCA O...MANCIA?

Post n°3202 pubblicato il 27 Aprile 2019 da monellaccio19
 
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Ribadiamo subito un punto fisso che vale per tutti: la mancia non è un obbligo o un dovere. Ovunque e comunque, nessuno da noi in Italia, è tenuto a gratificare un sottoposto elargendo la mancia più o meno generosa. Vi sono altri paesi dove magari è un obbligo, oppure, dove per prassi e tacito accordo, è sottintesa e quindi si procede.  Purtroppo si è aperto un fronte poco piacevole e per niente elegante sul problema mancia, ovvero, la questione è stata aperta dai famosi riders che percorrono numerosissimi le nostre strade cittadine, per consegnare a domicilio il cibo ordinato a mezzo telefono o PC. I famosi fattorini che viaggiano su due ruote, macinano chilometri ogni giorno per consegnare a tempo debito le ordinazioni di quei clienti che trovano sbrigativo e veloce la consegna a casa. I ragazzi proprio recentemente, hanno sostenuto un braccio di ferro con le tante aziende (multinazionali) che li impiegavano con paghette da bambini e senza alcuna garanzia. Grazie ai sindacati e dopo trattative serrate, qualcosina da portare a casa l'hanno ottenuta: quanto meno nel campo dei contributi sociali a loro dovuti. Oggi invece lamentano l'assenza quasi totale delle mance alla consegna: la loro aspettativa è quella di porgere il "pacco" con il cibo al richiedente e di ottenere una mancia gratificante. Macché, stando alla denuncia pubblica esternata ieri, ombre di mance non se ne vedono e ancor di più, evidenziano come personaggi famosi e celebri (tanti) in settori come spettacolo, sport e cinema, siano tutti affetti da un male in comune: il celeberrimo "braccino corto". Costoro che di soldi ne fanno a palate e non finiscono mai di stupirci per quanto siano sempre in cronaca e in prima pagina ovunque, hanno tutti lo stesso comportamento: aprono la porta, ritirano il pacco con il cibo, dicono buona sera e richiudono l'uscio. Beh, i ragazzi ci rimangono male dinanzi a certi personaggi (citati da loro), ma devono comprendere che nessuno è obbligato in questo paese a dare la mancia. Probabilmente la storia avrà sviluppi e i giovanotti si sono messi con leggerezza e senza riflettere, in una situazione poco allegra. Non avrebbero dovuto fare i nomi di coloro con l'arto accorciato perché non essendo un diritto, la mancia è casuale, a naso e deliberatamente a discrezione del ricevente. Quindi sono tanti coloro che presumibilmente reagiranno con una denuncia per lo sputtanamento (???) e la possibile indagine della magistratura potrebbe dare adito a procedimenti verso i ragazzi.  Lo dico con estrema sincerità, io sono solito dare le mance a tutti: moderate, garbate e senza fare lo sbruffone. Lo faccio specie quando mi sento ben "servito", assistito, accudito e favorito. Ci metto cuore e coscienza, non mi pesa e credo, così facendo, di dimostrare  la mia estrema gratitudine. Non è un obbligo ripeto, io lo so che da noi non funziona così il giocattolo e denunciarlo pubblicamente, così tanto per sottolineare le loro condizioni salariali molto misere, mi sta  bene. Non accetto i nomi anche perché si incorre in un reato contro il diritto alla privacy che non solo comprometterebbe il "dante" (...dante no il fiorentino padre della nostra lingua, ma il dante colui che da) ma anche il ricevente. Se volete leggere i nomi dei "sottoposti" alla berlina, in giro li scoverete e rimarrete anche sorpresi che tizio, caio, sempronio e vattelapesca siano tutti con i braccini corti...molto corti! 


 
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