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l Punto sulla Juventus: Xabi Alonso, la pedina ideale per il 4-4-2 di Ranieri

Post n°80 pubblicato il 30 Maggio 2008 da mark15m

La notizia del giorno per i tifosi juventini è che Xabi Alonso,
nonostante le sue dichiarazioni personali (per un classico gioco al
rialzo), è ad un passo dalla Juventus. O meglio, la Juve è vicina
all’accordo con il Liverpool. Tra domanda e offerta sembra esserci una
differenza minima di un milione. Alla fine si chiuderà a quota 18. Una
cifra ritenuta da molti eccessiva, ma se vai a trattare un giocatore
con un club inglese è il minimo sindacale che ti possa capitare.
D’altronde in molti ritenevano a gennaio l’operazione Sissoko
sproporzionata nel quantum. Semmai a lasciar pensare è più l’ingaggio
del giocatore (quasi sui 4 milioni). Nel 4-4-2 di Ranieri, Xabi Alonso
è l’ideale complemento per il maliano ed anche per  Cristiano Zanetti,
tra i centrocampisti italiani più forti (non gioca in nazionale per sua
scelta) ma anche tra i più fragili. Per questo motivo Ranieri vuole un
terzo centrale di spessore ed esperienza più Marchisio. Le qualità del
giocatore spagnolo non si discutono, considerando che è stato il
regista titolare di una squadra che nelle ultime quattro edizioni della
Champions League ha partecipato a due finali (una vincendola) e una
semifinale. Benitez non è un pazzo e se ha preferito tenere l’iberico e
cedere Sissoko (giocatore fenomenale), ci sarà una ragione logica. Il
feeling tra i due spagnoli si è rotto, quando Xabi Alonso ha preferito
rinunciare a giocare il derby inglese con l’Arsenal pur di essere
vicino alla nascita di suo figlio. Non ci sono quindi ragioni tecniche
che giustificano la rinuncia di Benitez ad Xabi e Ranieri è pronto ad
approfittare di questa ennesima occasione che sta maturando a Liverpool
e dintorni. L’ex tecnico del Chelsea, bisogna essere onesti, non ha mai
sbagliato una mossa (il grande Chelsea l’ha costruito lui, ingaggiando
Lampard, Makelele, Cech e company) sul mercato inglese, al suo rientro
in Italia invece qualche “errorino” nella campagna acquisti l’ha
commesso.
 
A completare la rosa dei mediani centrali nella
Juventus ci penserà il giovane e promettente Marchisio. Xabi Alonso è
il giocatore di qualità che servirà per gestire il possesso palla nei
migliori dei modi, anche se forse un giocatore con tali caratteristiche
la Juventus ce l’ha già (ma di questo aspetto ne parleremo tra poco).
Lascia pensare che in questa stagione Ranieri sia stato costretto ad
accentrare sovente Camoranesi per migliorare la fluidità di manovra:
una scelta tattica che è maturata quando la squadra bianconera ha
lasciato parecchi punti in casa contro squadre di seconda o terza
fascia. Ed è un aspetto paradossale, considerando che il mercato di
dodici mesi fa, fu impostato su due giocatori portati soprattutto alla
fase di costruzione: Tiago ed Almiron. Tra loro però incompatibili
soprattutto nel 4-4-2. E questa incompatibilità ha “bruciato” entrambi,
pur avendo avuto poche occasioni per trovare un’affinità empirica sul
campo. E il mio personale scetticismo è la fretta con la quale si è
accantonato Tiago. L’equivoco fondamentale è soprattutto uno: il
portoghese ha sempre dato il meglio di sé non nel 4-4-2, bensì in un
centrocampo a tre. Quando è stato acquistato dal Lione, sia Ranieri che
Secco erano consapevoli della sua scarsa propensione a giocare con un
solo centrale vicino. L’ho seguito con particolare costanza soprattutto
quando giocava a Londra nel Chelsea. Con i blues, Makelele si piazzava
davanti alla difesa, Lampard era la cerniera tra il centrocampo e
l’attacco (si inseriva senza palla con un tempismo eccezionale), mentre
Tiago rimaneva apparentemente nell’ombra ma dava qualità alla manovra,
mettendo ordine, a volte anche con passaggi più in orizzontale che in
verticale. La parte del leone la facevano gli altri due giocatori che
hanno sempre avuto una spiccata personalità, Tiago invece non era
costretto a giocare sotto il peso della responsabilità e cuciva il
gioco. Questo è il portoghese, un ragazzo che può essere il complemento
ad una squadra già forte caratterialmente, ma non chiedetegli di essere
un trascinatore. Però, se messo nelle condizioni ideali, diventa un
fine e raro tessitore del gioco. La sua definitiva esplosione è
avvenuta a Lione (scambio con Essien), in condizioni tattiche molto
simili, con Diarra e Juninho al suo fianco.  Non è possibile che un
giocatore protagonista con i campioni di Francia in Champions e buon
comprimario (quasi sempre titolare) con il Chelsea, diventi
improvvisamente un “bidone” come è stato etichettato da qualcuno.

Nella
Juve ha avuto pochissime possibilità di essere messo alla prova. Nel
girone di andata è stato protagonista di alcune partite incolore
(eccezione il secondo tempo a Parma e la prova contro la Lazio
all’Olimpico) a causa soprattutto di una preparazione estiva molto dura
per i suoi standard e un ambientamento difficile. Nel girone di
ritorno, con Sissoko affianco e Camoranesi a destra,  e soprattutto
giocando in una squadra con un’identità ben definita, difficilmente ha
deluso, purtroppo però solo nelle rare volte che è sceso in campo.
Prendiamo ad esempio il secondo tempo di Palermo: appena entrato con la
sua gestione qualitativa del gioco ha permesso agli uomini di Ranieri
di alzare il baricentro di almeno 20 metri. Non ha sbagliato un
passaggio, pur contro una signora squadra come i rosanero che non
difettano neanche in aggressività, con Migliaccio re del pressing. Se
in forma, quando gli passi la palla, difficilmente il portoghese la
perde. Ed allora, la domanda è questa: è vero che la Juve deve operare
delle cessioni importanti per rafforzare la difesa (una delle
priorità), ma siamo sicuri che un giocatore come Tiago non sia
all’altezza dell’attuale Juventus?

E’ vero che Ranieri vuol
ripartire da alcune certezze tattiche acquisite come il 4-4-2, ma non
scordiamoci che il prossimo anno sarà molto lunga la stagione. In
passato, nel massimo teatro europeo, la Champions, con il Chelsea, ma
soprattutto a Lione, ha Tiago ha dimostrato di essere un giocatore più
che affidabile per la massima rassegna continentale. Con Xabi Alonso o
Zanetti, Sissoko, Camoranesi e Nedved, anche lui può dire la sua,
soprattutto se il tecnico romano deciderà anche di variare e magari,
come il miglior Lippi, costruire una squadra più duttile e meno
prevedibile tatticamente (in certe partite si potrebbe anche provare il
4-3-1-2 per valorizzare le doti di Giovinco), e in quel contesto Tiago
potrebbe essere la ciliegina sulla torta. In conclusione: sarebbe
assurdo cederlo nel caso Ranieri contempli il fatto di variare sullo
spartito tattico e decida, in alcune occasioni, di provare un
centrocampo a tre, habitat naturale per il portoghese.

A meno
che la sua cessione non porti nelle casse bianconere denaro fresco da
reinvestire nel reparto arretrato. Ricordiamo che i bianconeri devono
ancora pagare il portoghese al Lione, essendo stata concordata una
rateizzazione triennale per 13 milioni e l'unica offerta è quella
dell'Atletico Madrid per 11; considerando la sua stagione non proprio
brillante nel rendimento, difficilmente il lusitano avrà una quotazione
di mercato molto alta. Ed allora sarebbe un gravissimo errore
svenderlo, tanto più che già la cessione di Almiron sarà un bagno di
sangue, mentre le credenziali tecniche dell'ex giocatore del Lione non
sono smarrite e problemi di ambientamento e fisici sembrano alle
spalle. Che non sia lui il migliore acquisto bianconero, come lo è
stato Legrottaglie (con un piede e mezzo in Turchia) dodici mesi fa?
 
Vorrei
chiudere con due  precisazioni sull’articolo precedente riguardante le
valutazioni dell’ operazione Amauri. La prima:  Nocerino ha mercato
solo in Italia (ad Ajax, Tottenham e altri club europei, a torto o
ragione, non interessa) e difficilmente la Juventus può trovare in
questo momento nel bel paese, una squadra  che abbia la liquidità
necessaria e garantisca il pagamento in contanti per più di 5 milioni
per un incontrista, almeno ragionando nei club che non partecipano alla
Champions. Come contropartita invece la sua valutazione può essere più
alta. Fuori da questo contesto, considerando la scarsa liquidità sul
mercato italiano, è arduo trovare una squadra che ti versi cifre
importanti. Quindi, a parole Nocerino può avere una quotazione alta, ma
sul mercato è diverso, a meno che non trovi un acquirente che te lo
paghi in cinque anni, e va bene, ma i soldi al Palermo ora chi glieli
dà?

Su Lanzafame, come ho detto, il discorso è più delicato ed
è stato l’unico motivo che ha convinto il Palermo a cedere Amauri a
quelle condizioni. Zamparini e Foschi puntavano su Giovinco che però è
incedibile. Gioco forza, la Juve per non far saltare la trattativa ha
dovuto rinunciare alla metà di un giocatore di prospettiva importante
che, comunque, grazie alla formula della compartecipazione, sarà
rivalutato e, molto probabilmente, tra un anno saremo a parlare di un
buon affare per i rosanero. Sul punto, alcuni tifosi del Palermo si
sono offesi per alcune mie constatazioni (tipo Nocerino non è un
giocatore da Juve ma va bene per il Palermo…). Lungi da me da offendere
o mancare di rispetto ad una piazza che con Napoli, è tra le più calde,
seguite e passionali di tutta Italia. Le mie erano e sono constatazioni
sulla valutazione del mercato italiano e di altre realtà (vedi
Inghilterra). Fino a tre anni fa il club rosanero era una delle società
più attive, forse l’unica che veramente aveva la possibilità di
chiudere operazioni cash. Dopo alcune cessioni (vedi Toni e Amauri in
primis) ed altre operazioni in tono minore, non può essere considerata
più tra le big del mercato, fino a prova contraria, almeno al pari di
Inter, Milan, Juventus e della Fiorentina (al momento regina del
mercato con Gilardino, Barzaglie e Vargas vicinissimi) e del Napoli
(grazie anche all’abilità di Marino) e di una Roma che si appresta a
vivere l'età dell'oro con Soros. Non tutto dipende da Zamparini che ha
deciso di investire meno. D’altronde, si è quasi creato un circolo
vizioso nel calcio business d’oggi: chi ha la possibilità di
partecipare per più stagioni alla Champions ha un potere economico che
gli altri club neanche se lo sognano.

La mia era solo una
valutazione sul “potere di acquisto” del club che è innegabilmente
inferiore alle milanesi, alla Juve e ai maggiori club europei che
partecipano costantemente alla coppa dalle grandi orecchie. Questo
aspetto è oggettivo e proprio per questo rivaluta ancor di più gli
acquisti di Nocerino e Lanzafame. Nella prospettiva dei rosanero, anzi,
sono anch’essi due affaroni, soprattutto il secondo. Nocerino avrà modo
e tempo per migliorare (sotto l’aspetto qualitativo) a Palermo, dove
potrà giocare con maggiore continuità, nella Juventus invece sarebbe
rimasto soffocato da quattro nazionali, più Zanetti.  Lanzafame (in
comproprietà) forse, è l’investimento migliore e mirato di tutto il
mercato della serie A.

 
 
 
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