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Un blog creato da narademiatunisi il 10/09/2010

Naradém’ a tùnisi

La lingua sarda di Baunei (Ogliastra)

 
 

 

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Baunese, per la ricerca storica e linguistica:

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Battistina Incollu
Bonaria Incollu
Carlo Mereu
Domitilla Calia
Elvira Foddis
Giulia Pusole
Graziella Foddis
Mario Masala
Sara Cabras
Tito Puccioni
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La collaborazione alla ricerca ha carattere di
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continuità e non implica condivisione delle idee
e dei contenuti pubblicati in questo blog
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sono quelle che, al momento, hanno concesso
l'autorizzazione alla pubblicazione dei loro
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« SU SCAPULARIULE CONSEGUENZE DELL'AMORE »

CULURGIONE, Mon Amour!!!!


IL SAN VALENTINO de su CULURGIONE

Siete stati mai tentati di dedicare un San Valentino
ai
culurgiones?
Pardon!
Dato il contesto è d'obbligo il singolare:
al
Culurgione?
Quando si parla di grandi amori meglio presumerne l'esclusività!
o no?

In fondo a questo piccolo oggetto non manca nulla di tutto ciò
che il più degno rappresentante del San Valentino
potrebbe e dovrebbe offrie:

dalle più sublimi stimolazioni:
desiderio, emozione, piacere,

alle più materiali offerte:
oralità, intimità, passione, sensualità, appagamento;

dalle più perverse prestazioni:
consensualità, sottomissione, reiterabilità e
mercenarietà.....

alle più rassicuranti certezze:
esclusività, costanza, stretta vicinanza, appartenenza,
tarabilità unilaterale della qualità... quantità...
e durata del rapporto.

Tutto questo è compreso, per tanti maschi e tante femmine,
in quel piccolo e mitico oggetto d'amore che è il
CULURGIONE.

 

Il nome, diciamoci la verità, è un po' buffo,
io mi interrogo sull'origine di questo nome non da sempre,
ma da quando un mio amico,
di passaggio a Baunei molti anni dopo essersi imbattuto nei
suoi primi culurgiones, si aggirava per il paese chiedendo
a chi incontrava:
"scusi, i culattones"?
La domanda posta così in forma abbreviata è tipica dei romani
che trovano normalissimo abassare il finestrino dell'auto e
chiedere al primo che passa, tout court: "scusi, via Roma?"
Non credo che questa modalità fosse familiare anche ai
Baunesi, infatti.. 
si stupiva che non lo capissero perchè, diceva: 
"in fondo sbagliavo solo la pronuncia,
ma il senso della domanda era chiaro" (sic!),

L'equivoco di questa scenetta, mi ha portato da allora in poi,
periodicamente,  a fare prove di ricerca sulla etimologia
della parola culurgione, senza riuscire a trovare
nessun riferimento nei vari dizionari,
fossero essi sardi o etimologici, in nessuno ho trovato traccia!

 

Certo la corrispondenza tra la forma del culurgione e
la prima parte della  parola stessa rischia di creare un pregiudizio
troppo inquinante per una sana osservazione,

Voglio dire più esplicitamente che questo elemento iniziale della parola:
"cul", induce in tentazione, (solo in senso interpretativo, s'intende...,
com'è ovvio in questa circostanza),
e ci costringe a focalizzare l'attenzione su un'area ben circoscritta
nella nostra mappa di possibilità da esplorare.

Volendo classificare le varie interpretazioni diremmo che
questo pregiudizio genera
l'interpretazione numero 1 = la parola deriva da CULUM,
data la forma dell'oggetto che la parola rappresenta..

Io non trovo convincente questa interpretazione,
e, nonostante la mia scarsa
competenza in linguistica e in lettere antiche,
proverò con i miei mezzi a dire perchè.

Muovendomi quindi in questo spazio ristretto 
trovo utile far notare che se al termine CULUM si vuol risalire,
(termine anch'esso di origine greca e poi latina),
si è costretti a specificare quale fosse il suo esatto significato.

La traduzione esatta di CULUM, infatti,
non indica la parte carnosa, diciamo prospiciente,
di questa famosa zona corporea,
bensì quella "deficitaria" di massa corporea
compresa nella stessa area di cui si parla.
Indica il vuoto per intenderci e non il pieno,
anche in greco
KOILOS = VUOTO
da cui anche
KOILIA = ventre
quasi identico al nostro COILE,
da cui derivano molte parole anche italiane come
colare = far passare un liquido attraverso un qualcosa,
e come in sardo
colare = passare, passare attraverso qualcosa.
Rendo l'idea?

Se no,
potrei essere ancora più chiara: "culum" sarebbe l'ano,
cosa diversa dal "tergum" che corrisponde invece alle natiche.

La famosa Venere veniva definita elegantemente 
"Callipigia"  (dalle belle natiche)
e non veniva apostrofata con frasi del tipo: 
"ammazza che bel c...."  come si direbbe spontanemaente  ora,
non solo a una come lei

 

ma anche ad un simil-Bronzo di Riace
(tanto per rispettare la par condicio....)

Data questa coraggiosa e doverosa spiegazione
proviamo ad abbandonare questa zona paludosa
e vediamo cosa succede al di là del guado.

___________________________________________________

 

 

Tempo fa avevo un'idea :
immaginavo che l'origine della parola culurgione potesse provenire da
CUM HORDEUM (con orzo)
diventato poi
CUM HORDJEUM (i linguisti mi dicono che questo è possibile in quanto la D si trasforma spesso in G)
e ancora trasformato col tempo in
CUL URGIONE. (gli stessi obiettano dicendo che questo è invece meno probabile in quanto la M non si trasforma quasi mai in L)
e questa la chiameremo
interpretazione numero 2 = la parola deriverebbe da CUM HORDJEUM
presupponendo che prima i culurgiones si facessero con farina di orzo.

Quest'ultima interpretazione (la numero 2),
ho avuto l'ardore di sottoporla al vaglio di linguisti,
amici, appassionati e studiosi di etimologia,
di greco e di latino, col risultato di aver ottenuto da loro
approvazioni e bocciature in egual misura,
(50% condivide totalmente o in parte e 50% assolutamente no)

Una recente verifica per capire se si usasse la farina di orzo
per i Culurgiones, mi ha dato un riscontro negativo,
almeno a Baunei negli ultimi 100 anni non si usava
(anche se mia madre ricorda i racconti di sua nonna
di certi "Culurgiones nieddos", ma forse perchè fatti
con farina integrale).
Aggiungo però che la parola non è solo Baunese, ma è probabile che
a Baunei si sia conservato il suono più antico.
_______________________________________________ 

Di recente invece, mettendo insieme tutti gli elementi
ricercati e quelli ricevuti, scopriamo che la radice
CUL
si potrebbe ricondurre, più logicamente in questo caso,
alla parola latina
culīna, -ae = cucina (da cui anche l'italiano "culinaria")
mentre -URGIONE
potrebbe trovare origine nel latino
urgĕo = ( premere, spingere, incalzare, chiudere, pressare,
costringere)

da questi elementi scaturisce
l'interpretazione numero 3 secondo cui  
CUL deriva da  = culina , cucina (o modo di cucinare,
come anche in senso moderno)
e
-URGIONE= da urgeo, (qualcosa che è come costretto,
chiuso nella pasta)
______________________________________________
Rimando a voi il tutto, con la speranza che abbiate da aggiungere,
rettificare, correggere, reinterpretare... o tirar fuori delle
ricerche già completate e mai pubblicate, o poco pubblicizzate,
che saremo tutti molto curiosi di poter esplorare.

Il plusvalore dato al CULURGIONE dalla PATATA,
merita un capitolo a parte,
per cui, a presto....!
___________________________________________
Scusate, dimenticavo, ma è importante!
l'oggetto in questione ha un unico terribile nemico:

 

___________________________________________________
parole mancanti nel dizionario
___________________________________________________
ciccarone  = ciccara manna, grande scodella per il latte
ecchinecoe = chi te lo fa fare, chi te lo ha fatto fare
sbentiare = prendere aria, detto di qualcosa che deve stare all'aria
              per perdere cattivo odore, o di qualcuno che deve far
              sbollire le proprie "effervescenze" 

 
 
 
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