
LOCARNO-SVIZZERA
Come ormai avviene dal 23 agosto 1946, anche quest’anno Locarno ha il suo Festival Internazionale del Film, cerimonia cinematografica che, per l’edizione 2010, si svolge sul suolo elvetico dal 4 al 14 agosto.
È un festival che nacque in contemporanea con le due rinomate manifestazioni del cinema internazionale, Cannes e Venezia: bastarono, infatti, dieci giorni del 1946 per dar vita a tre eventi che, con le loro proiezioni, ospiti e premiazioni, hanno segnato la storia del cinema. Sebbene la sua notorietà al pubblico non sia equiparabile a quella riscossa dalle altre due kermesse, 63 anni di storia permettono al Festival del Film di Locarno di occupare un suo posto singolare e privilegiato tra le manifestazioni cinematografiche a livello internazionale. La sua peculiarità è attribuibile all’attenzione che esso riversa nel cinema innovativo, poco noto al grande pubblico ma per il cui valore merita indiscutibilmente i migliori elogi. Roba da cinefili, verrebbe da pensare. Forse. Ma Locarno, piccola città in cui scorre sangue per metà italiano e per metà svizzero, diventa in realtà lo spazio ideale in cui tutti possono avere l’opportunità di ampliare i loro orizzonti conoscendo una forma di cinema indipendente ricca di talento e vitalità.
Dopo un accurato processo di selezione, le migliori pellicole vengono proiettate nelle diverse e impeccabili sale, prima fra tutte Piazza Grande che, con uno schermo gigante annoverato fra i più grandi al mondo e una capienza di 8000 persone, è una delle sale più suggestive ed estese al mondo.
Oltre a mostre, tavole rotonde e variegati eventi, il Festival è strutturato in dieci sezioni e comprende prestigiosi concorsi: due riservati ai lungometraggi (il Concorso internazionale e il Concorso Cineasti del presente, quest'ultimo riservato dal 2010 alle opere prime e seconde) e due concorsi per i cortometraggi (svizzero e internazionale all’interno della sezione dei Pardi di domani). Una giuria di esperti del cinema incorona i vincitori ed elegge, soprattutto, colui al quale verrà aggiudicato il principale premio della manifestazione, il Pardo d’Oro, conteso all’interno di una stimolante competizione tra cineasti di fama e talentuosi giovani registi. La statuetta, raffigurante l’animale simbolo della città di Locarno, ogni anno aggiudicata ai grandi protagonisti della regia cinematografica, ha raggiunto nella storia del Festival anche le mani di celebri italiani quali Rossellini − ignorato, però, per due anni consecutivi con Roma città aperta e Paisà − e Antonioni, e gli altrettanto celebri John Ford e Stanley Kubrick (sebbene quello che toccò loro era un premio che recava altri nomi diversi da Pardo d’Oro, denominazione che fu usata a partire dal 1968).
Per questa edizione il premio verrà assegnato allo svizzero Alain Tanner e al cinese Jia Zhang-ke. Il primo, autore di documentari e lungometraggi di finzione, ricevette già il Pardo d’Oro nel 1969 con il film Charles mort ou vif, il suo primo lungometraggio per il cinema: un esordio promettente che gli valse il riconoscimento tra i maggiori esponenti del “nuovo cinema svizzero”. Non meno valido − anzi − il regista cinese che, classe 1970, è una delle figure di spicco della contemporanea generazione nell’Asia orientale, merito riconosciutogli grazie al suo saper indagare la terra natia attraverso un sapiente lavoro tecnico e creativo, a metà tra il documentario e la fiction, riuscendo così a raccontare con coraggio i cambiamenti e le contraddizioni della sua Cina; impegno proficuo che gli ha già permesso di ricevere anche il Leone d’Oro di Venezia per il film Still life nel 2006. Due personaggi di spessore, la cui indubbia professionalità sarà al centro di una masterclass aperta al pubblico che i registi terranno per l’occasione.
Il calendario degli appuntamenti è ricco e audace. L’edizione del 2010, ospiterà inoltre la prima europea di Cyrus di Jay e Mark Duplass (The Puffy Chair, Baghead), commedia romantica americana ambientata a Los Angeles. Il film, interpretato da John C. Reilly, Jonah Hill, Marisa Tomei e Catherine Keener, è prodotto da Michael Costigan e vede Tony e Ridley Scott in veste di produttori esecutivi. Alla proiezione saranno presenti proprio il protagonista del film, John C. Reilly, e i due cineasti.
In più la 63esima edizione del Festival dedicherà un omaggio all’attore americano John C. Reilly che ha dato prova del suo talento nei film di Paul Thomas Anderson (Boogie Nights – L’altra Hollywood, Magnolia), Martin Scorsese (The Aviator, Gangs of New York), e nelle produzioni di Judd Apatow (Walk Hard: La storia di Dewey Cox, Fratellastri a 40 anni).
Un programma corposo, stilato al fine di continuare a lasciare il segno nella storia del cinema, per un Festival che si propone di aprire le porte all’arte cinematografica indipendente e innovativa. Rinnovare e agire, quindi. Un messaggio che trapela perfettamente dal nuovo manifesto ideato per l’anno 2010, raffigurante il salto leggiadro, e aggressivo al contempo, di un leopardo stilizzato. Il terzo atto di una serie che nei due anni precedenti ha visto la rappresentazione dell’animale in posizione sensuale e romantica, prima, e ruggente, dopo. Il salto felino del 2010 sarà certamente verso la qualità, come d’altronde è sempre stato.
Elisa Rodi
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