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I support IDF

Post n°40 pubblicato il 15 Luglio 2013 da ouisted

E' ormai ben noto a tutti che le informazioni più credibili pubblicate su Repubblica sono gli oroscopi e le previsioni del tempo, eppure c'è ancora chi legge quel giornale, che qualche giorno fa ha dedicato ben due articoli ad un fatto di cronaca avvenuto ad Hebron:

Scrive Alberto Stabile:

Siamo ad Hebron, la Città dove riposano i Patriarchi, che qualche centinaio di coloni israeliani, a dispetto della storia e degli oltre centomila palestinesi che ci vivono, hanno scelto come simbolo del riscatto della biblica Eretz Israel. Ed è per garantire ai coloni di poter coltivare il loro disegno nazionalista religioso, che il centro di Hebron è dal 1967 occupato militarmente. In sostanza, Hebron è una scintilla del conflitto perennemente accesa. Ora, viene da sorridere a pensare come Waadi, che non arriva neanche alle ginocchia dei soldati che lo circondano, possa aver rappresentato una minaccia qualsivoglia alla sicurezza dello Stato ebraico. Ma il bimbo, spiega l'ufficiale ai pochi passanti che notano la scena e si avvicinano, ha tirato una pietra contro la macchina di un colono (colpendo una ruota) e va deferito (cioè consegnato) alla polizia palestinese per i dovuti provvedimenti.Waadi intuisce, si dispera. La telecamera di B-Tselem, un'organizzazione nata in Israele ma animata tanto da attivisti israeliani che palestinesi, registra l'indifferenza dei soldati al pianto di quel bimbo, la concitata trattativa con un ragazzo palestinese per sapere dove abita Waadi, e infine lo sportello della jeep militare che si chiude, inghiottendolo sguardo disperato del bambino.
Waadi Maswada ha appena cinque anni e nove mesi, e quasi non si riesce ad intravedere in mezzo alle esuberanti corporature dei militari israeliani, sei soldati e un ufficiale della Brigata Givati, che lo circondano. Ma sullo sfondo della scena, ripresa da un attivista dei diritti umani della Ong B-Tselem, un occhio spalancato sugli eccessi dell'interminabile occupazione dei Territori palestinesi, si sente, insistente come il lamento di un animale ferito, il pianto di Waadi che sta per essere arrestato.

Giunti a casa, ci dice l'accurato resoconto di B-Tselem, i soldati informano la madre che intendono consegnareilbambino alla polizia palestinese (con cui l'esercito israeliano continua una sorta di coordinamento che risale agli accordi di Oslo, per il resto rimasti inapplicati). La donna, ovviamente, si rifiuta, di consegnare Waadi, che nel frattempo s'è nascosto dietro una pila di materassi, almeno finché non arriva il padre, Karam.

Dopo mezz'ora, arriva Karam. I soldati insistono nella loro decisione di trasferire il bimbo alla polizia palestinese. Il padre obbietta: «Ma ha soltanto cinque anni»! Niente da fare: se non ubbidisce agli ordini, Karam sarà arrestato. Ora la scena cambia. Padre e figlio stati portati alla base militare israeliana di a-Shuhada. Karam ha gli occhi coperti da una benda chiara ele manette aipolsi, comefosse sospettato di chissà quale atto di violenza anti israeliana. Waadi gli siede accanto. Insieme, Karam essendo sempre bendato e ammanettato, vengono accompagnati al posto di blocco del Dco, l'Ufficio di coordinamento, dove ad un certo punto arriva un colonnello israeliano. Il quale, rivolto ai suoi uomini, si lancia in una reprimenda: «Voi state danneggiando la nostra immagine». Non che lo sfiori il sospetto che il fermo sia pure temporaneo di un bimbo sia illegale, ma perché «in presenza della telecamere, i palestinesi arrestati debbono essere trattati bene». Karam e ilpiccolo Waadi vengono consegnati alla poli zia palestinese che li rilascerà subito dopo.

La logica deformata da unoccupazione infinita ha vinto ancora. Le legge è stata applicata alla lettera, contro un bambino di 5 anni e 9 mesi anche se l'età minima della responsabilità penale nei Territori è di 12 anni. Ma ipalestinesi, si sa, non hanno diritto neanche all'infanzia.

In serata l'esercito ha rivendicato la correttezza dell'operato dei soldati, ma ha anche annunciato l'apertura di un'inchiesta.

E non basta... a rincarare la dose arriva anche nientepopodimeno che Adriano Sofri:

TRATTARE un bambino di cinque anni e nove mesi, che piange spaventato, come se fosse un pericoloso nemico adulto, e umiliare suo padre davanti a lui e a causa di lui, non è solo un'infamia: vuol dire fare di quello e di tanti altri bambini, asciugate le lacrime, irriducibili e temibili nemici. È successo il 9 luglio a Hebron, il video è in rete da ieri, girato da un militante di B-Tselem. B-Tselem significa, dalla Genesi, "a sua immagine", è una preziosa organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani nei territori occupati. Il bambino si chiama Waadi, il suo giovane padre Abu Karam Maswadeh. L'operazione è condotta da una decina di soldati e un ufficiale. Volevano portarlo via da solo - ha tirato un sasso all'auto di un colono, dicono; testimoni dicono che l'ha tirato a un cane - ma sua madre si è opposta, vuole che arrivi il padre, altri bambini, specialmente una minuscola e risoluta, lo circondano e lo incoraggiano.
Arriva Karam e chiede: "Perché volete arrestare un bambino di cinque anni?" Ha tirato un sasso. Lui cerca di farli ragionare, invano. Li fanno salire sulla camionetta, li portano via insieme, Waadi piange e si stringe al padre. Li chiudono per mezz'ora in caserma. Poi i soldati ammanettano il padre e gli bendano gli occhi con una fascia bianca, e li portano a piedi, in una ostentata gogna, fino al checkpoint 56 (non so se sia un numero ordinale, certo Hebron è piena di checkpoints), dove li trattengono un'altra mezz'ora. L'uomo di B-Tselem filma tutto, i soldati lo fotografano più volte, per intimidirlo: ma tutta la scena si svolge in una surreale tranquillità. "Mera routine", osserverà un commentatore israeliano, aggiungendo: "Mero razzismo". Arriva un ufficiale più alto in grado, il padre - che parla l'ebreo oltre all'arabo e l'inglese - è in grado di seguire i loro discorsi: l'ufficiale li rimprovera per averli arrestati platealmente davanti alle telecamere: danno d'immagine. Allora un soldato slega il padre, gli toglie la benda e gli dà dell'acqua. Padre e figlio vengono consegnati a poliziotti palestinesi, e subito rilasciati. Il video è un incidente, ma rivela che l'arresto di bambini e genitori e la loro consegna alla polizia è la norma, illegale, nat uralmente. L'età minima per la responsabilità penale è di 12 anni. Nessun bambino israeliano che tirasse pietre a palestinesi è mai stato arrestato, e neanche gli adulti. Hebron, che per i palestinesi è Al Khalil, capoluogo della Cisgiordania meridionale, occupata dal 1967, sacra a tutte le religioni monoteiste, è abitata da più di 150 mila palestinesi, da 700 coloni israeliani, e più di mille soldati a loro difesa. A Hebron, nel 1994, Baruch Goldstein, medico colono dell'insediamento di Kiryat Arba, fece strage di palestinesi in preghiera nella moschea di Ibrahim - la tomba dei patriarchi: il primo attentato suicida avvenne proclamando di vendicare quella carneficina. Dicono che il viaggio a Hebron stringa il cuore. Che i soldati israeliani e i bambini palestinesi giochino come il gatto coi topolini. Che l'esercito scorti i coloni e i visitatori sionisti in incursioni sprezzanti ai quartieri palestinesi. Che le aggressioni per sradicare colture e forzare i palestinesi a lasciare altre terre ai coloni siano continue. Dall'alto della città vecchia divenuta un luogo fantasma, è stesa una gran rete per impedire ai rifiuti, i sassi, le bottiglie lanciate dagli haredim incattiviti di colpire i passanti palestinesi. Dicono che ai più fanatici piaccia pisciargli sopra, dall'alto. Molti anni fa c'era in Israele un gruppo di riservisti pacifisti che aveva scelto per titolo "Yesh gvul", che vuol dire "C'è un limite". Non so se il gruppo ci sia ancora. Il limite dovrebbe esserci, sempre, dovrebbe esserci un limite a tutto. Il 9 luglio è stato di nuovo superato.
I cristiani sussultano specialmente alla vista di un giovane uomo incolpevole trascinato per le strade da armati con gli occhi bendati: gli ricorda un altro. E non c'era il bambino. Ma non occorre essere cristiani per sussultare. Ho letto i commenti sul sito di Haaretz, combattuti, alcuni orrendi, altri ammirevoli. Uno ha scritto: "Anch'io da piccolo ho tirato un sasso alle bambine. Mi hanno castigato e non l'ho fatto più". Un altro ha risposto: "Hanno anche portato via tuo padre con gli occhi bendati?".

E di fronte ad un crimine così efferato, invece di cospargermi il capo di cenere e di condannare lo spietato comportamento dei nazisti israeliani, io addirittura mi permetto di dire "I support IDF"? Ebbene sì, forse è sufficiente approfondire un po' meglio quello che riportano i due.

Ad esempio si potrebbe notare che il caso è stato filmato e denunciato da B'Tselem, un'organizzazione ISRAELIANA che si occupa del rispetto dei diritti umani nei territori, e che quei filmati non sono stati impediti dall'Esercito israeliano, nel pieno rispetto di trasparenza e libertà di informazione. Spesso si definisce Israele come "l'unica democrazia del Medio Oriente", a me sembra che questa libertà concessa ad un'organizzazione certamente non filogovernativa di riprendere un'operazione di polizia militare possa insegnare qualcosa anche alle nostre democrazie occidentali.
Consiglio comunque la visione integrale dei filmati che tanto hanno turbato le pie anime di Stabile e Sofri, questa è la pagina di B'Tselem:
http://www.btselem.org/press_releases/20130711_soldiers_detain_5_year_old_in_hebron

Io ovviamente mi sono guardato tutti i filmati e ne ho tratto queste conclusioni: Innanzitutto non ho notato nessuna "concitata trattativa", come la descrive il signor Stabile. Anzi, sono quasi stato colpito da un'atmosfera di ordinaria amministrazione, di noia, di consuetudine. Non ho visto esasperazione o atteggiamenti che potessero sfociare in violenza né da parte israeliana né palestinese. Da notare poi che il piccolo lanciatore di pietre non è stato mai toccato da nessun israeliano, ma è sempre stato trattenuto ed accompagnato da palestinesi. L'unica cosa che non mi è piaciuta in quei filmati è il fatto che il padre sia stato ammanettato e bendato. E' possibile che questo nasca dall'esigenza di mantenere sicurezza e segretezza nelle procedure di un checkpoint, ma a me è sembrato eccessivo, proprio per quella atmosfera per nulla concitata o violenta. Ma se in questo non ho apprezzato il comportamento dei soldati israeliani, sono stato invece disgustato da quanto hanno scritto i due articolisti.

Il signor Stabile sembra turbato ed infastidito dalle "esuberanti corporature" dei soldati israeliani, forse preferiva immagini più da Jud Süß,  vecchietti con  il naso adunco e la schiena piegata, o rimpiange i tempi in cui si scattavano fotografie come questa:

E Sofri non è da meno, quando si premura di farci notare che il padre del bambino oltre che arabo ed inglese "parla l'ebreo". Per quanta poca simpatia si possa avere per Sofri di certo non lo si può considerare ignorante, quindi è difficile pensare che scrivere "parla l'ebreo" invece che "parla l'ebraico" non sia voluto.....
Sempre a proposito di ignoranza... immagino che per scrivere su un quotidiano, anche se  del livello di Repubblica, un minimo di conoscenza dei fatti sia necessario averlo. Se Sofri e Stabile cercano di fare passare la presenza israeliana ad Hebron come un gratuito capriccio di qualche colono mi riesce difficile pensare che siano in buona fede. Dovrebbero pur conoscere gli accordi di Oslo ed i relativi documenti attuativi, tra cui appunto il protocollo di Hebron, sottoscritto da Israele e dall'ANP, in cui si sancisce la separazione di Hebron in due zone di influenza e si legittima la presenza israeliana nella città vecchia.

E veniamo all'ultima mistificazione. L'insistenza sull'"arresto del bambino" e sulla non punibilità penale dei minori. Quest'ultimo principio è universale, ma non significa  certo che un ragazzino al di sotto dell'età di punibiltà possa fare tutto ciò che gli aggrada! In qualunque paese del mondo un minore non punibile che commette un reato viene riaccompagnato a casa per essere affidato alla custodia dei genitori. Qui poi si vedrà se lo stato della sua famiglia è tale da ritenere sufficiente questa misura, o se invece non siano riscontrabili addirittura responsabilità della famiglia stessa nel suo comportamento, il che potrebbe anche portare all'allontanamento del minore dal suo nucleo familiare, con l'affidamento ai servizi sociali.   

  E questo è quel che è successo, niente di più e niente di meno, con un'unica differenza, un passaggio in più proprio nel rispetto degli accordi di Oslo, cioè il fatto che dopo il fermo, l'identificazione e la ricerca dei parenti la competenza deve essere trasmessa  alla polizia palestinese. Così come è stato fatto. Se poi quest'ultima ritiene che di fronte allo sport nazionale di bersagliare le auto a sassate sia opportuno l'immediato rilascio con baci, abbracci e strette di mano, questo è un altro problema, e riguarda la considerazione che l'ANP vuole avere come interlocuore.

Conclusioni? Piuttosto semplici. Non credo che l'IDF sia santo, perfetto e al di sopra di ogni possibile critica. I suoi uomini hanno commesso, commettono e commetteranno errori e prevaricazioni. Ma compiono ogni giorno un lavoro difficilissimo, proteggono il loro Paese da un nemico invisibile ed imprevedibile, sempre nascosto dietro alla popolazione civile. Lo stress è continuo, basta un minimo errore, un'esitazione, una reazione sbagliata per paura o per fatica e può accadere l'irreparabile, si possono causare vittime innocenti o si può fare la fine di Gilad Shalit o, peggio, di Vadim Nuhrzitz e Yosef Avrahami, i due riservisti israeliani "presi in consegna" nell'ottobre 2000 dalla polizia dell'ANP a Ramallah e poi linciati dalla folla. Sarebbe facile ora pubblicare qui qualche immagine di quell'evento e poi utilizzare (ben più a ragione!) la stessa stucchevole retorica di Sofri e Stabile. Ma non mi voglio abbassare a questi livelli. Una foto però la voglio mettere comunque:

Questo signore è Aziz Sahla. Si affacccia dalla finestra della stazione di polizia di Ramallah, da cui ha appena gettato il cadavere di uno dei riservisti israeliani e mostra con orgoglio alla folla plaudente le mani insanguinate. Un anno dopo fu arrestato dagli Israeliani, processato e condannato all'ergastolo, reo confesso. Nell'ottobre 2011 è stato scarcerato, assieme ad un altro migliaio di degni compari nell'ambito dello scambio per riavere Gilad Shalit. Questa è la differenza tra Israele e i suoi vicini. E per questo, anche se l'IDF ha trattenuto (non arrestato!) per due ore un bambino e ha bendato il padre, non posso che ripetere:

 
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Sottigliezze

Post n°39 pubblicato il 17 Giugno 2013 da ouisted

 

Dovrebbe leggerlo un certo Ouisted o qualcosa del genere.

Lo conosco... è uno che fa opera di ONIST... negando tutto ciò che non è istituzionale... sarebbe capace di dire che Gedalya Tauber non esiste...

Vogliamo scommettere che lo ha gia' letto ?

Sicuro che l'ha già letto....

Sì, l'ho letto, un po' in ritardo ma l'ho letto. Ma chi sono questi giovanotti che così ansiosamente si interrogano sulle mie letture? Beh, tre autentici cittadini modello, preclari esempi di virtù e sapienza:

un frenetico copulatore da lupanari di periferia, dedito ad abusi di “magiche pilloline” per sostenere le prestazioni di quell'organo che troppo a lungo ha sottratto prezioso sangue alla sua corteccia cerebrale;

un brillante reduce della lotta armata, che invece di continuare a languire nella patrie galere o  spaccare pietre su una massicciata ferroviaria probabilmente gode di sostegno pubblico in qualche cooperativa sociale;

un altro ex “ospite” dello Stato, a lungo dedito alla siringa e sfortunatamente per lui colto nell'atto di smerciare la preziosa sostanza, con le inevitabili conseguenze.

In tempi in cui sono diventate di moda le commissioni di saggi, di cosa si preoccupa questa trimurti di sapienti? Sembra che siano interessati alle mie reazioni alla notizia dell'arresto di Gedalya Tauber e all'articolo che il priapista chimico ha dedicato all'evento. E chi è Gedalya Tauber? Un simpatico settantasettenne, ex ufficiale dell'esercito israeliano, che ha pensato bene di integrare la sua pensione dedicandosi al traffico di organi. Per un po' gli è andata bene, poi si è beccato una condanna  in Brasile e l'altro giorno è stato acchiappato a Fiumicino, e ora è detenuto in Italia, in attesa di essere estradato. E fin qui tutto bene, un bel po' di sole a scacchi è senza alcun dubbio ciò che l'individuo merita.

E' non solo legittima ma doverosa la soddisfazione per questa notizia, così come è doveroso il disprezzo per l'individuo. Ma è altrettanto doveroso il disprezzo per l'articolo scritto dall'erotomane, che ha approfittato dell'occasione per continuare a spargere il suo veleno antisemita: il fatto che un israeliano sia un criminale secondo questo rifiuto umano è la prova dell'animo criminale di ogni ebreo. E quindi  tira nuovamente fuori tutto il suo lercio repertorio, dalla storia (che risulta solo a lui) del commercio degli schiavi completamente in mano agli ebrei fino alla panzana della congiura del sangue. E per questo ricicla un passo del discusso libro di Toaff. Ma è sufficientemente sciocco per scegliere proprio una pagina in cui viene minimizzata l'importanza del fatto che il sangue essiccato da usare per la cicatrizzazione sia cristiano. Il che riduce quelle confessioni (peraltro estorte sotto tortura) ad un semplice campionario di credenze della medicina medioevale.

Al di là del disprezzo per Tauber c'è comunque una cosa che mi lasciava perplesso. In fin dei conti Tauber non ha ucciso nessuno, quindi mi sembrava un po' eccessiva la condanna all'ergastolo che secondo l'erotomane gli sarebbe stata inflitta  dal tribunale di PernaMbuco (non Pernabuco come scrive lui). E infatti è bastata una semplice verifica (http://www.diariodepernambuco.com.br/app/noticia/vida-urbana/2013/06/07/interna_vidaurbana,443683/israelense-gedalya-o-poderoso-chefao-do-trafico-de-orgaos-e-preso-em-roma-e-pode-responder-pelos-crimes-no-recife.shtml) per accertare che Tauber è stato condannato a 11 anni e nove mesi, poi ridotti a 8 anni e nove mesi. Godeva di un regime di semilibertà, ed era ricercato perché non era ritornato in Brasile da un viaggio che gli era stato concesso per recarsi in Israele.

Anche la qualifica di "alto ufficiale dell'esercito isreliano" che l'erotomane gli attribuisce appare alquanto generosa. Più correttamente si tratta di un maggiore della riserva, il che significa che avrà presumibilmente prestato servizio come tenente di complemento ai tempi della guerra dei sei giorni o di quella dello Yom Kippur. Non certo un ufficiale di carriera.

Tutto questo per dare un'idea della consueta attendibilità dell'erotomane e di chi lo sta a sentire.

Ultima considerazione. I brasiliani sono giustamente ansiosi di rimettere le mani sul loro prigioniero. A noi però piacerebbe che ci restituissero un pluriomicida come Cesare Battisti.

P.S.: ma che cavolo significa che faccio opera di ONIST???

 
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Fonti, bufale ed altre amenità

Post n°38 pubblicato il 25 Marzo 2013 da ouisted

Scrivo questo post con un certo fastidio. Ormai passo raramente, do una rapida occhiata qua e là, scuoto la testa e me ne vado. Oggi però mi sono visto chiamato in causa. Il "nobile elettricista dedito al volontariato" ha scritto il solito post antiisraeliano! Scritto, insomma, si fa per dire, lo ha scopiazzato da chissà dove, ma non è questo il problema. In un commento poi aggiunge:

"....adesso evitero' polemiche ma devo dire che son stato ripreso da un " signore " che vive la sua condizione di ebreo con forte senso di colpa , il quale ha detto che i razzi al fosforo bianco non sono mai stati usati in Palestina . Questo non aiuta , soprattutto se detto " signore " mi invita ad accertarmi della fonte delle mie informazioni . Mi domando quale siano le sue ... visto che è molto intelligente , dice lui , e molto acculturato ....."

Eccoci qua....il solito Ouisted, l'ebreaccio cattivo!

Ma il nobile elettricista ariano come al solito mente, o forse non sa nemmeno di mentire, semplicemente delira. E vabbé, perdiamo un attimo di tempo, rispondiamo a questo commento. Ma, sorpresa! Sono in lista nera! Per carità, liberissimo di farlo, caro nobile elettricista ariano, metti pure in lista nera chi ti pare. So bene che sono termini di cui ignori il significato, ma abbi almeno la DIGNITA' e la COERENZA di non citare chi metti in lista nera!

Per la cronaca, il commento che avrei voluto inserire era questo:

Due necessarie precisazioni:

Primo: certamente non "vivo la mia condizione di ebreo con un forte senso di colpa". Essere nato ebreo non è dipeso da me, e non posso quindi farmene né un merito né una colpa. Mi sentirei invece in colpa (e molto!) se giudicassi gli altri in base a razza, colore o religione. Altri evidentemente hanno meno scrupoli nell'adottare questo metro di giudizio......

Secondo: è del tutto falso che io abbia detto che " i razzi al fosforo bianco non sono mai stati usati in Palestina.". Nel mio post "Antisemitismo" del 9 agosto 2011 io ho detto (e oggi ovviamente ribadisco) una cosa diversa:

Le munizioni al fosforo bianco non hanno la funzione di offendere, ma di illuminare l'area della battaglia. Sono in effetti molto simili ai fuochi artificiali delle sagre di paese. A differenza di questi ultimi emettono molta più luce e i componenti del "fiore" arrivano a terra ancora accesi. Per questo motivo i vari trattati internazionali ne proibiscono l'uso in zone popolate, in quanto in grado di produrre incendi o ustioni. Ammesso che Israele ne abbia fatto effettivamente uso, in questo consiste la violazione. Ma se l'intenzione fosse stata quella di infliggere ulteriori e gratuite sofferenze alla popolazione civile, sarebbe stato molto più semplice, comodo e soprattutto efficace lanciare delle semplicissime granate convenzionali. I danni inferti sarebbero stati enormemente superiori. In più, lanciando una granata su un obiettivo civile, magari si fanno quaranta morti, ma si può sempre invocare l'errore umano, esprimere profondo rincrescimento e tutto finisce lì; usando invece il "terribile" fosforo bianco ecco levarsi l'unanime indignazione di tutto il mondo. In altre parole, se il fosforo bianco è stato effettivamente usato, questo è stato fatto per il suo scopo reale, vederci meglio. In ultima analisi quindi forse per ridurre il rischio di colpire civili.

Di questo post apprezzo l'intervento di Nomadi50, che evidenzia come i peggiori massacri di palestinesi non siano stati compiuti da israeliani. Ai fatti ricordati da lui aggiungerei anche Tel al-Zaatar, strage che ha molto in comune con quella di Sabra e Chatila in particolare per quello che riguarda le responsabilità dirette di Arafat, che deliberatamente e cinicamente creò le condizioni perchè avvenissero i massacri dei civili, per avere un po' di martiri da offrire all'opinione pubblica mondiale. Su Sabra e Chatila a dire il vero, pur senza alcuna partecipazione diretta al massacro, ci sono anche responsabilità israeliane, come avevo scritto nel commento del 14/08/2012 al mio post "Informazione? Da Mazzucco? Mah....":

Anche Sabra e Chatila rappresenta una pagina oscura nella storia di Israele. Ma la definizione di "massacro sionista" è ridicola. Incidentalmente, i campi erano appunto in territorio libanese, dove i palestinesi erano costretti ad essere eterni profughi dai loro "fratelli" arabi, non certo dagli Israeliani. Prima del massacro furono faticosamente raggiunti degli accordi, fu stabilita la presenza di una forza multinazionale di interposizione per consentire l'evacuazione dei palestinesi. Ottenuto l'obiettivo di evacuare i combattenti dell'OLP, Arafat sigillò i campi, lasciandoli pieni di civili, per avere pronti gli eventuali martiri. Partite le forze di interposizione, la situazione precipitò, complice anche l'assassinio del presidente libanese. Le falangi CRISTIANE entrarono nei campi e fu massacro. A cui non partecipò nemmeno un israeliano. L'esercito israeliano però non mosse un dito per fermare il massacro, sebbene avesse la piena conoscenza di quel che stava succedendo e la possibilità di intervenire per impedirlo. Di questo Sharon fu ritenuto responsabile da una commissione di inchiesta ISRAELIANA e dovette dimettersi da ministro della difesa. Può sembrare poco di fronte ad un migliaio di morti, ma non credo che molti altri paesi sarebbero stati disposti a mettere sotto inchiesta i propri vertici politici e militari per un crimine commesso da altri.


Così, tanto per mettere i puntini sulle "i". Già che ci sono, aggiungo un'altra considerazione e coinvolgo un'altra persona che in questi ultimi tempi sembra avere una particolare sintonia con l'elettricista ariano, la nostra cara Duchessa frantumata. Perché? Perché si è tornati a parlare di qualità delle fonti... e conseguentemente di bufale. E la Duchessa ci è cascata con tutti e due i piedi, riportando la bufala della frase misogina attribuita al Cardinale Bergoglio. Il bello è che c'è stata pure una lettrice un po' più accorta che si è resa conto del passo falso:

per quel che conta avrei letto che si tratta di una bufala del web... non me ne frega nulla di difenderlo perchè resta a capo della chiesa che comunque è immanicata con i potenti e non opera per liberare la mente della gente... ho un sogno però... sogno che possa farci cambiare idea (tanto i sogni sono gratis).

Forse che l'ineffabile Duchessa ha pensato di controllare, di verificare? Ma nemmeno per idea, avanti tutta, testa bassa e cervello all'ammasso. Chissenefrega se una notizia è falsa......

 
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Tre personaggi in cerca d'autore

Post n°37 pubblicato il 06 Settembre 2012 da ouisted

 

Il frequentatore di privé ha recentemente pensato di dedicare ben cinque post all'11 settembre. Chi per curiosità scientifica fosse interessato a vedere fino a che punto (inimmaginabile!) possano arrivare ignoranza ed idiozia può dilettarsi a leggerli qui:

http://blog.libero.it/conscio/view.php?nocache=1346831917

Non mi interessa più di tanto confutare qui le tesi (???) dello squilibrato, chiunque può leggersi tutte le sequenze dei commenti ai suoi post e rendersi conto del suo livello. Qualche "perla" però è indispensabile riportarla.
Il folle è convinto che per causare il crollo di una struttura in acciaio sia necessario arrivare alla temperatura di fusione (circa 1500°C). Poi afferma che per raddrizzare una lamiera di un banale acciaio antiusura è necessario scaldarla a 4000°C con il cannello. Peccato che la fiamma del cannello abbia una temperatura di circa 3000°C (difficile quindi, a meno di cancellare tutte le leggi della termodinamica, che possa scaldare qualcosa a 4000°C!). Anche ammettendolo possibile, risulta però difficile capire come si possa "raddrizzare" qualcosa che ha superato di 2500°C la sua temperatura di fusione! Questo per dare un'idea della competenza tecnica del losco figuro.
Il punto però non è l'insostenibilità tecnica delle tesi complottiste o la stupidità ed ignoranza di chi ci crede, ma la grossolana mistificazione della verità.

Questione dei documenti e dei reperti. Ricordiamo che i fatti dell'11 settembre hanno riguardato quattro aerei: i due che hanno colpito le torri, quello che ha colpito il Pentagono e quello che è caduto al suolo in Pennsylvania senza raggiungere nessun obiettivo. Secondo l'FBI, tra i rottami sparsi di quest'ultimo volo sono state ritrovati, più o meno integri, i documenti di due dirottatori, e altri reperti riconducibili ai dirottatori stessi. Lo si può considerare improbabile, ma è sicuramente possibile. In un impatto del genere "volano pezzi" da tutte le parti, e molti possono benissimo non essere stati distrutti dal fuoco. E' una cosa che avviene in ogni incidente aereo. Non è stato ritrovato nulla al Pentagono, mentre a Ground Zero sarebbe stato ritrovato il passaporto di uno dei dirottatori. Questo sarebbe stato ritrovato non "tra le macerie", ma prima dei crolli, tra gli oggetti e i frammenti caduti al suolo dopo l'impatto degli aerei contro le torri. Più improbabile dei ritrovamenti del volo caduto in Pennsylvania, ma in linea teorica pur sempre possibile. Questi ritrovamenti, oltre alla lista nominativa dei terroristi coinvolti, sono stati resi pubblici dall'FBI il 14 settembre. Chiunque è libero di crederci o meno: fidarsi di ciò che dice l'FBI, o ritenere che queste prove siano ricostruite e falsificate per la volontà di dare comunque un nome ed una certezza all'origine degli attentati. In conclusione però, l'FBI afferma che sono stati ritrovati documenti riconducibili a TRE terroristi, due tra i rottami in Pennsylvania, e uno a qualche isolato dal WTC, prima del crollo delle torri. Quindi NESSUN documento tra le macerie.
E cosa ribatte il poveraccio, quando gli faccio notare che sarebbe stato difficile ritrovare tracce integre di valigie o altri effetti personali dopo i crolli delle torri:

E come hanno fatto a trovare i documenti dei 19 terroristi, in mezzo alle macerie, in sole 24 ore...???

Se questa non è una deliberata, meschina e grossolana mistificazione della verità..... Ora, dedicare anche qui spazio alle farneticazioni dell'esodato cerebrale potrebbe sembrare eccessivo, ma lo faccio per un motivo. Innanzitutto perché in quattro di quei cinque post il mio nome è citato, nel contenuto o nel titolo, poi perché nell'ultimo dei post LUI (!), nel patetico tentativo di sostenere la bugia dei 19 documenti, mi scrive;

Invece con la tua boria, la tua arroganza, la tua superbia, la tua protervia, la tua saccenza, pensi di fare il saputello.. " SO TUTTO MI"... Qui l'unico stupido, che racconta "balle" a caso, "bluffando" in continuazione, sei tu... Ora pensi di fare l'esperto anche con l'acciaio...??? Ti do un consiglio, non farlo rimedierai l'ennesima figura di "merda"...

Questo, dopo la "competenza metallurgica" che ha saputo evidenziare è già abbastanza ridicolo di per sé. Ma c'è anche un altro piccolo particolare. Dopo aver a lungo piagnucolato sulle censure di cui sarebbe stato oggetto, adesso ha pensato bene di usare anche lui la moderazione. Nulla di male, per carità, lo faccio anch'io. Peccato però che ci siano due o tre miei commenti in giro da qualche giorno, che si è guardato bene dal pubblicare.....ecco chi ha paura delle "figure di merda". Ma è una paura tardiva, ormai ci sei sepolto!


Ma non bastano le idiozie del disgraziato, c'è anche bisogno di un "assistente":
Io credo , come Joy , che il crollo delle Twin sia stato voluto e architettato , ricordiamoci il famoso piano sgombro da persone proprio in quel giorno , piano occupato da una certa societa' , proveniente da un certo paese
Altra leggenda metropolitana, ad uso degli idioti. Infatti, alla richiesta di fonte e delucidazioni, non vengo "assistito". Ma la storia già la sapevo. Una infinitesima particella di verità c'è, proprio infinitesima, ma c'è!
La società in questione era la Odigo. Società statunitense con un ufficio satellite in Israele. La sede era a New York, NON nelle torri gemelle, ma a qualche isolato di distanza. La mattina dell'11 settembre due dipendenti dell'ufficio in Israele hanno ricevuto dall'ESTERNO lo stesso messaggio che annunciava un terribile attentato entro due ore, senza nessun riferimento al DOVE sarebbe avvenuto l'attentato. La cosa non li ha turbati più di tanto, "avvisi" di questo genere in israele non erano certo una novità. Due ore dopo però è effettivamente avvenuto ciò che ben sappiamo. I due impiegati allora avvertirono la dirigenza, che a sua volta passò tutte le informazioni disponibili alle forze di sicurezza israeliane e all'FBI. Non risulta che da indagini successive sia emerso nulla di rilevante. Tutto questo è facilmente riscontrabile con una breve ricerca su internet.
Questa è la "grande prova" del complotto sionista per distruggere il WTC! Basta partire da una piccola verità, gonfiarla per bene, ridistribuirla sulla rete, ed ecco che diventa "una società israeliana sapeva tutto e ha fatto evacuare in tempo un intero piano del WTC, avvertendo i suoi dipendenti". Tanto qualche idiota che ci crede e che la ridiffonde come verità assoluta lo si trova sempre!


Il terzo personaggio è invece un'affascinante "new entry". Trattasi di gentile signora, che nel suo blog alterna lamentele su zanzare e pappataci, deliri mistici e confusi guazzabugli gastronomici. Costei compare improvvisamente sul blog dell'erotomane per insultarmi, senza ovviamente toccare per nulla i temi dei post. Probabilmente in ossessiva ricerca dell'unica cosa che, Cialis aiutando, il padrone di casa sembra in grado di fornire, questa inferocita virago cerca di compiacerlo in tutti i modi e sghignazza felice alla definizione di "lombrichino sfoderato". Si dimostra così degna compagna di merende del privatista, immagino arriverà presto un invito a Torino per un giovedì sera, al fine di condividere le entusiasmanti serate di sesso low cost. Anche la signora, moderata (nel senso di pubblicazione dei commenti!), si dimostra refrattaria a voci discordanti. Riporto quindi qui le considerazione che le avevo indirizzato. "Lombrichino sfoderato" non è un "nuovo neologismo", ma un insulto antisemita. Il fatto che la signora lo trovi così divertente la rende simile al suo nuovo e degno amico, e meritevole dello stesso disprezzo. Un'altra cosa che hanno in comune è la non trascurabile ignoranza. Né "lombrichino" né "sfoderato" sono neologismi, ma parole già esistenti. E "nuovo nelogismo" è una stupidaggine come "nuova novità" o "vecchia antichità".

 

ASINUS ASINUM FRICAT

 
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Conticini...chimici.

Post n°36 pubblicato il 17 Agosto 2012 da ouisted

 

Non vorrei deludere Mutanda Bugiarda che si aspetta da me una risposta polemica sulle scie chimiche!

Proviamo a fare due conticini.

Gli sciachimimicaroli parlano spesso di voli a bassa quota. Supponiamo di voler inquinare/seminare/contaminare, modificare insomma, uno strato di atmosfera di uno spessore pari a cento metri (un'inezia, sottile quasi come la pellicola del Cuki, tanto per capirci) ad una quota di 4000 metri (meno della metà della quota abituale di volo di un aereo di linea).

Di quanta aria stiamo parlando? Beh, il raggio equatoriale terrestre è pari a 6378,388 km. Se vogliamo il volume di quella porzione di atmosfera compresa tra 4000 e 4100 m (lo straterello di cento metri) basta che calcoliamo il volume di una sfera di raggio 6382,388 km, lo sottraiamo da quello di una sfera di raggio 6382,488 km e otteniamo il volume di aria che ci interessa. Il volume della sfera qual è? Quattroterzipigrecoerretre! E otteniamo un volume pari a 51.189.730 km3 di aria da trattare.

Supponiamo che non ci interessi però “contaminare” tutto il mondo, ma la sola Italia. La superficie dell'Italia è circa 1/1693 di quelle terrestre, riduciamo in pari proporzione il volume da trattare, ed otteniamo 30.236 km3 di aria. Grammo più, grammo meno, a quella quota la densità dell'aria può essere valutata intorno a 0,7 kg/m3. Quindi la massa d'aria da trattare risulta pari a 21,1652 miliardi di tonnellate. Un bel po', vero?

Supponiamo di avere a disposizione un Boeing 747 in versione cargo (e un 747 a 4000 metri si vede e si sente bene!) e di riempirlo al limite del suo carico utile, pari a 112 tonnellate. Ammettiamo pure che il misterioso prodotto chimico che dobbiamo spargere sia assolutamente puro, niente solventi o eccipienti, solo il principio attivo. Scaricando queste 112 tonnellate nell'aria sovrastante l'Italia (i 21 miliardi di tonnellate calcolati prima) otterremmo una concentrazione pari a 0,005292 ppm (parti per milione).

Ora, gli sciachimicaroli non ci hanno mai detto in modo preciso di che sostanza si tratti, se deve agire quando ricade al suolo o se produce i suoi effetti nell'atmosfera, e nemmeno ogni quanto tempo bisogna ripetere il “trattamento”, quindi possiamo solo fare delle congetture. Perché un “qualcosa” scaricato a 4000 metri produca un qualche effetto al suolo, vogliamo pensare che all'origine sia necessaria una concentrazione di almeno 50 ppm? Ma vorrebbe dire 10.000 voli! Se invece quella sostanza misteriosa dovesse produrre i suoi effetti in quota, potremmo essere anche un po' più generosi e accontentarci di 5 o anche solo 1 ppm, ma sarebbero comunque necessari 1.000 o 200 voli.

Tutto questo per la sola Italia, e da ripetere ogni quanto? Volando con un 747 a 4000 metri, qualcosa di “molto fuori dal comune”. Se si dovesse pensare a quote più alte e aerei più piccoli le cifre sarebbero ancora più abnormi. Ci si può credere?

 
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