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CHIMICA sperimentale

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Lo STAGNO secondo Biringuccio - Seconda parte

Post n°395 pubblicato il 17 Febbraio 2018 da paoloalbert
Foto di paoloalbert

Lasciamo che Biringuccio dalla Repubblica di Siena (1540) continui con il suo discorso sullo STAGNO:

 

...LA MINIERA sua anchor ehlo non la vedesse mai, perchè in pochi luochi pare che se ne generi.
Pur sechondo che da alcuni pratici sentito il più e il megliore che nelle provintie d'Europa si trovi, è quello che si cava in Inghilterra, e ancho ho sentito dire trovarsene in certi luochi de la Fiandra, e in Boemia, e nel ducato di Baviera, ma che per la stranezza de nomi e luochi apponto non vi fo recitare.
Ma questo pocho importa, a voi basta sapere che la miniera sua si genera con l'ordine de l'altre in monti asprissimi in certa pietra biancha.
Et anchor dicono in alcune altre pietre alquanto pendenti in giallo, e in alcuna altra di color bigia scuro, e dicono anchora trovarsene in un'altra pietra tutta srongiossa (sic) e quasi simile a quella di chè si genera il piombo, ma il sasso più tenero e tutto pien di vene rosse e bige, non s'istrae de la terrestità de la sua miniera altrimenti secondo che intendo che si facci il piombo, cioè a forno aperto.
Et come di sopra v'ho detto questo è un metallo di natura che corrompe gli altri metalli quando con essi s'incorpora.
Tal che chi una parte sola ne mette infra 100 di rame, di ferro o d'argento, o d'oro gli muove del suo colore, e altera la lor trattabil dolcezza.
Et è vero anchor quel che dichino alcuni che non ha suono per sè.
Ma come l'indurire gli altri metalli, gli fa sonori, anzi non altrimenti che vi mettesse lo spirito e vi ulficasse (sic) le sustantie facendoli per tal mescolamento di due corpi flexibili la creation d'un terzo che non è nè l'un nè l'altro, anzi è al tutto vario e frangibile e duro più assai che prima non era ciascun d'essi.
Il che forse adviene perchè le parti de lo stagno rompeno e snervano le parti del rame e con quella per la diversità de la natura de preditti metalli non bene si uniscono le parti de lo stagno come prima erano le loro unite, e similmente quella del rame fra loro moltiplicato l'umido con l'umido, ol fieho (sic) al frigido de l'altri, la bianchezza che ne metalli introduce lo stagno, e perchè come cosa aquea o suttile in questo effetto si dilata, e vincendo spegne la rossezza che ha il rame, o quella giallezza che ha l'oro, di rosso o giallo facendolo bianchissimo di forte tale che demostra assai più bianchezza che non è quella che mostrava prima lo stagno proprio, la quale anchora che la demostri a me non par però che la sia.
Ma per aver preso l'uno e l'altro per tal mescolamento durezza, credo che la demostri maggiore per aver maggiore lucidità e resplendentia, qual si causa da la politezza maggiore che riceve la maggior durezza.
Et la durezza che piglia il terzo corpo nasce per chi si distempera e si rompe la qualità ollegina e viscosa che fa il nervo alli metalli, e li fa obedienti e trattabili all'opere delli artifici, e queste son le ragioni che secondo il parer mio dare a tali effetti si possano.

                                 ...°°°OOO°°°...

Questa seconda parte, pur comprensibile nell'insieme, è più contorta della prima, ma Vannoccio così scriveva nel XVI secolo e così ce lo teniamo.
Sono sicuro che se uno che non sapeva nulla dello stagno e ha letto con attenzione fra le righe tutto il testo, ora avrà le idee più chiare nelle proprietà fondamentali di questo metallo.
Fra le altre, bella la considerazione di un corpo atono di per sè (se percosso, lo stagno di certo non risuona) ma capace di mettere "lo spirito" ai compagni e di farli "sonori", ed il bronzo delle campane è l'esempio più eclatante.
Stiamo parlando dei tempi di Carlo V, quello che ci tiene a farci sapere che nel suo impero non tramonta mai il sole.
Direi che Biringuccio ci ha detto tutto quello che a quei tempi era sufficiente conoscere.

 
 
 
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