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Di donne, di uomini, di...
Post n°28 pubblicato il 24 Maggio 2007 da papuglio
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mosche e di merda.
Oddio, è un'immagine un po', come dire... poco fine ma rende l'idea.
Accadde una mattina qualunque in un posto qualunque, nel senso che il luogo è indifferente ai fini della morale.
Eravamo intenti alle nostre faccende quando il carrozziere arriva strimpellando su un'auto non sua. Il tono della voce spavaldo e, clamorosamente, alto.
Il primo a fare commenti è stato super-mario, all'uopo in visita di cortesia...
Oddio, è un'immagine un po', come dire... poco fine ma rende l'idea.
Accadde una mattina qualunque in un posto qualunque, nel senso che il luogo è indifferente ai fini della morale.
Eravamo intenti alle nostre faccende quando il carrozziere arriva strimpellando su un'auto non sua. Il tono della voce spavaldo e, clamorosamente, alto.
Il primo a fare commenti è stato super-mario, all'uopo in visita di cortesia...
"Quando è insieme a una bella figa fa lo sbruffone, il baffone!!!"
Dalla vettura scende per prima la cliente, nonche proprietaria della macchina, dal lato passeggero, subito dopo, ma con scatto felino, esce lo spavaldo dirimpettaio e commenta...
"mi raccomando ragazzi fate i bravi, la lascio nelle vostre mani, trattatela bene o fate i conti con me!!!"
Quì non si è ben capito se stesse facendo sfoggio di un atto di proprietà o solo di cafoneria pura, mah, ai posteri l'ardua sentenza.
Mentre super-mario riarrotolava la lingua, la pulzella prendeva atto del fascino che esercitava sui maschi in loco e se ne approfittava per avere la precedenza su tutti, sorridendo ad un triste ma sdolcinato operaio che, non riuscendo a resistere al di lei sorriso, le si mette a completa disposizione senza neanche chiedermi il permesso.
Manco a dirlo, accordo tacitamente il permesso e, mentre l'intaurito carrozziere torna alla sua dimora, mi ricordo che la tipa mi aveva fatto, tempo prima, delle evidenti avances, così tasto la situazione nel tentativo di capire come devo parlare, non mi va di incoraggiare ne di offendere ma la cosa che peggio sopporto è la possibilità di essere confuso con la massa sbavante, così mantengo un tono freddo e distaccato e mi informo sui difetti e le prestazioni (da meccanico) richieste.
passano alcuni minuti e, alla scena, si aggiungono due nuovi personaggi, un cliente e un suo sgherro, giunti per commissionare un lavoro su un camioncino ma, appena subodorano il profumo di donna, si dimenticano perchè sono venuti ed il padroncino si profonde in una danza di corteggiamento tanto poco efficace quanto troppo invadente, ma la tipa non osa mandarlo a quel paese e risponde con sommessi ma furbi sorrisi. Il guardaspalle, nel frattempo, si impettisce, nel senso che assume un aspetto da gallo in calore, e mette in evidenza tutta la sua prestanza fisica e si avvicina alla pollastrella al punto che lei deve indietreggiare per non abbracciarlo.
Sembra impossibile interromper le danze e il ragazzo non riesce a concentrarsi sul lavoro così decido di intromettermi, cerco di attrarre l'attenzione dell'avventore sul motivo della sua visita, gli ricordo che è tardi e che non dovrebbe distrarmi ne le clienti ne le maestranze. In extremis, il tipo, recupera la sua dignità, si ricorda del lavoro, si accorge della spavalderia del suo secondo e se ne vanno. Ora devo allontanare la ragazza in modo che la sua macchina possa essere riparata senza distrazioni, lavoro ingrato il mio, la intrattengo con un discorso che la avvince ed è obbligata a seguirmi per continuare il dialogo. finalmente la sua auto è pronta, paga, saluta e se ne va.
Raggiungo firas e gli dico...
Mentre super-mario riarrotolava la lingua, la pulzella prendeva atto del fascino che esercitava sui maschi in loco e se ne approfittava per avere la precedenza su tutti, sorridendo ad un triste ma sdolcinato operaio che, non riuscendo a resistere al di lei sorriso, le si mette a completa disposizione senza neanche chiedermi il permesso.
Manco a dirlo, accordo tacitamente il permesso e, mentre l'intaurito carrozziere torna alla sua dimora, mi ricordo che la tipa mi aveva fatto, tempo prima, delle evidenti avances, così tasto la situazione nel tentativo di capire come devo parlare, non mi va di incoraggiare ne di offendere ma la cosa che peggio sopporto è la possibilità di essere confuso con la massa sbavante, così mantengo un tono freddo e distaccato e mi informo sui difetti e le prestazioni (da meccanico) richieste.
passano alcuni minuti e, alla scena, si aggiungono due nuovi personaggi, un cliente e un suo sgherro, giunti per commissionare un lavoro su un camioncino ma, appena subodorano il profumo di donna, si dimenticano perchè sono venuti ed il padroncino si profonde in una danza di corteggiamento tanto poco efficace quanto troppo invadente, ma la tipa non osa mandarlo a quel paese e risponde con sommessi ma furbi sorrisi. Il guardaspalle, nel frattempo, si impettisce, nel senso che assume un aspetto da gallo in calore, e mette in evidenza tutta la sua prestanza fisica e si avvicina alla pollastrella al punto che lei deve indietreggiare per non abbracciarlo.
Sembra impossibile interromper le danze e il ragazzo non riesce a concentrarsi sul lavoro così decido di intromettermi, cerco di attrarre l'attenzione dell'avventore sul motivo della sua visita, gli ricordo che è tardi e che non dovrebbe distrarmi ne le clienti ne le maestranze. In extremis, il tipo, recupera la sua dignità, si ricorda del lavoro, si accorge della spavalderia del suo secondo e se ne vanno. Ora devo allontanare la ragazza in modo che la sua macchina possa essere riparata senza distrazioni, lavoro ingrato il mio, la intrattengo con un discorso che la avvince ed è obbligata a seguirmi per continuare il dialogo. finalmente la sua auto è pronta, paga, saluta e se ne va.
Raggiungo firas e gli dico...
"La figa per gli uomini è come la merda per le mosche, cambia l'odore ma l'effetto è lo stesso"
Lui non può che darmi ragione, si vergogna un po' della sua debolezza ma non è il periodo per fare il duro, è stato lasciato da poco e qualsiasi cosa allevi il dolore o distragga la mente, è ben accetta.
Lui non può che darmi ragione, si vergogna un po' della sua debolezza ma non è il periodo per fare il duro, è stato lasciato da poco e qualsiasi cosa allevi il dolore o distragga la mente, è ben accetta.
So che questo racconto è inutile e ben poco interessante ma il mio disgusto per l'appartenere al genere "maschio" è grande quando il "maschio" si fa così piccolo.
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il 15/07/2011 alle 23:05
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il 15/07/2011 alle 17:56
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