RUNA DELLE STREGHE
.E venne il tempo in cui il Lupo accarezzò la Luna e nella magica notte levò a Lei il suo eterno canto d'Amore.. La Magia non ha tempo perpetua in eterno il Suo Incanto..
IL PENSIERO

da " Il Corvo: "Io credo che da qualche parte vaghino le anime irrequiete che portano il peso della loro disperazione,aspettano il momento opportuno per far tornare giuste le cose sbagliate.Qualche volta un corvo riporta in vita qelle anime affinche possano consumare la loro vendetta,perchè qualche volta l'amore è più forte della morte...
"Muori veramente solo quando smetti di Amare"
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Post N° 2361Le più importanti Divinità celtiche.. Re dell'Annwn (l'oltretomba) e guardiano dei luoghi pericolosi. Pregando questo Dio un mortale potrebbe avere accesso alla saggezza delle anime degli antenati assimilate da Arawn. Nel primo ramo del Mabinogion egli è accompagnato da una muta di cani bianchi dalle orecchie rosse detti Cwn annwn (i cani dell'oltretomba). Narra la leggenda di Arawn e Pwyll che i due si scontrano durante una battuta di caccia durante la quale Pwyll, principe del Dyfed, sottrae una preda ai cani di Arawn. Il dio profondamente offeso offre a Pwyll una via di scampo: i due dovranno scambiarsi le sembianze e regnare sui rispettivi regni per un anno, alla fine di questo periodo Pwyll dovrà uccidere con un solo colpo Hafgan, un dio-re che insidia il trono di Arawn. Pwyll riesce nell'intento e tra lui ed Arawn si instaura un rapporto di profonda amicizia. Arawn è anche signore dell'inganno e del doppio gioco e fa di tutto per accaparrarsi le anime dei mortali. Meschino, crudele, affascinante, non ha un aspetto vero e proprio, ma si presenta sotto molteplici forme e aspetti. Egli può dare consiglio a chi lo prega, rivelando a lui il passato e il futuro, i pensieri più segreti dei vivi e dei morti, ma spesso questi consigli sono raggiri, frasi sibilline o vere e proprie armi a doppio taglio, finalizzate sempre al raggiungimento da parte di Arawn del suo unico e solo obiettivo: altre anime di cui cibarsi. Arawn si diverte inoltre ad avvicinare fanciulle mortali, mostrandosi loro con le sembianze del loro amato, o di un uomo bellissimo, corteggiandole per poi depositare nel loro grembo un figlio dannato, dal destino segnato e legato ad Arawn per l'eternità. Egli dimora di preferenza nella parte più buia dell'Annwn, dove gode nell'ascoltare i gemiti e i lamenti delle anime che vi vagano senza pace. Arianrhod ("la ruota d'argento", ovvero la Luna) è una delle discendenti di Don. Sorella di Gwydion (consigliere di Math ap Mathonwy) e madre di Dylan e Llew Llaw Giffes. Arianrhod presiede all'aurora, alle fasi lunari e quindi per associazione a tutte le questioni femminili, alle nascite, ai matrimoni, alla fertilità ed ai riti lunari. E' una Dea dalla connotazione fortemente sessuale ed i riti a lei dedicati comprendono accoppiamenti ed orge. La sua dimora è Caer Arianrhod, ovvero l'aurora boreale. Nel quarto ramo del Mabinogion si narra che il Dio Math ap Mathonwy (Math figlio di Mathonwy) aveva il bisogno di posare i piedi sul ventre di una vergine per calmarsi. Quando la vergine Goewin che era preposta a questo compito fu stuprata durante una battaglia Arianrhod venne scelta per sostituirla. Per provare la sua verginità ella dovette camminare sul bastone magico di Math. Appena compiuta la prova Arianrhod dette alla luce due figli. Uno venne chiamato Dylan, l'altro ebbe dalla madre tre Geis (veti): egli non doveva aver un nome, non poteva sposare una donna mortale nè portare armi che non gli fossero state donate dalla madre. Gwydion convinse con l'inganno Arianrhod a chiamare questo ragazzo Llew Llaw Giffes ("lo splendente dall'abile mano"). Dea della caccia e dell'abbondanza, spesso raffigurata come un'orsa (o in compagnia di un orso). Il suo nome significa infatti "orsa". Pare che il nome di Artù sia collegato a questa divinità di cui ad oggi non restano che pochissime tracce. Dio delle foreste e degli animali selvatici, , il cui nome significa "colui che ha le corna" o "colui che ha le corna appuntite". La sua figura è fortemente sessuale in quanto Cernunnos simboleggia la forza, la virilità e la fertilità. La prima immagine conosciuta di Cernunnos è l'incisione rupestre di Paspardo, in Val Camonica, del IV secolo a.C., nella quale il dio è ritratto con le corna di un cervo, porta un torquis ad ogni braccio ed è accompagnato da un serpente con corna d'ariete e da un piccolo fedele col pene eretto. In altre rappresentazioni egli ha un serpente al posto di un braccio e dalla sacca che tiene in grembo cadono monete o semi, simboli anch'essi di abbondanza e fertilità. Cernunnos figura anche sul famoso Calderone di Gundestrupp, nell'atto di gettare un uomo al suo interno, forse come simbolo di rinascita o rigenerazione. Coventina era la personificazione della sacra fonte di Carrawburgh situata lungo il Vallo di adriano. La sorgente alimentava un piccolo pozzo circondato da un muro ed era usanza per i celti di quelle zone di andare a gettare al di là del muro monete, monili od oggetti di uso quotidiano come offerta alla Dea. Erano soprattutto le donne a fare queste offerte per propiziarsi un parto sicuro. Coventina era anche considerata una dea guaritrice, si credeva infatti che le acque della sua fonte potessero guarire molti malanni. E' spesso raffigurata come una ninfa acquatica seminuda sdraiata in mezzo alle onde oppure nell'atto di versare acqua da una coppa. Epona è la dea dei cavalli per antonomasia, il suo nome deriva infatti dalla parola celtica "epos" che significa appunto "cavallo". Per i celti il cavallo era molto importante, al punto tale che essi non ne mangiavano per alcun motivo le carni, per questo Epona era una delle divinità più venerate. Il suo culto era diffuso soprattutto in Gallia e in Renania tra le tribù degli Edui, dei Lingoni e dei Treveri ma compare anche in aree più remote come la Britannia e l'Iberia. Viene rappresentata sempre in compagnia di uno o più cavalli, con ceste di grano o frutta ai suoi piedi. In alcune raffigurazioni ella porta appesa alla cintura una chiave che secondo alcuni studiosi rappresenta la sua capacità di aprire le porte dell'oltretomba e di favorire così una "rinascita". Epona era inoltre associata all'acqua e al latte, nutrimento essenziale per i Celti. In origine era chiamato Dagodevos ed era la principale divinità dei danesi che si spostarono in Irlanda. Padre di Angus (o Oengus), dio dell'amore e di Brigit, dea della sapienza e della poesia, sposo di una dea con tre nomi (Breg "menzogna", Meng "astuzia" e Meabel "disgrazia") era considerato come un dio benevolo, protettore degli uomini e padre dei Tuatha de Danann. Altre divinità come Bodb il rosso, Ceacht, Midir e Ogma sono talvolta indicate come suoi figli. Il suo nome significa "il buon dio" ed eraassociato alla magia e all'abbondanza, egli infatti possedeva un caderone magico chiamato Uldry che poteva nutrire tutta la terra. Viene rappresentato con un'enorme clava in mano, la quale ha una particolarità: quando colpisce da una parte uccide i vivi e quando colpisce dall'altra resuscita i morti. Il Dagda è una figura paradossale, dotato di infinita saggezza è però rozzo e volgare ed ostenta una voracità smodata oltre ad una perenne, smisurata erezione. Fu costretto dal figlio Angus ad abdicare. "Alta, forte o gloriosa", dea della sapienza, del fuoco, del focolare domestico e della poesia. Brigit è una delle divinità più complesse del Pantheon celtico ma anche una delle più amate, tanto che la Chiesa Cristiana per eradicarne il culto la trasformò in Santa Brigida. Era una dea una e trina, a volte legata a due "sorelle" e talvolta veniva associata anche alla guarigione ed alla fertilità tanto che la festa di Imbolc (1° febbraio) era a lei dedicata in quasi tutta l'area celtica. Brigit era conosciuta anche con i nomi Berecyntia, Brigindo, Brid, Bridget e Brigantia, in quest'ultima forma era la dea protettrice dell'omonima tribù dei Brigantii del nord della britannia. Per i briganti la Dea Brigit era anche una divinità della guerra e veniva da loro raffigurata con elmo, lancia e scudo. In Irlanda era la figlia del dio buono Dagda e quindi legata alle "cose buone", alla fertilità, al parto, ai mestieri ed alla poesia. In Scotia era chiamata Bride, dal cui nome pare derivi il moderno Bride (sposa, in inglese) ed era la dea preposta ai matrimoni e al parto. http://www.croponline.org/miticeltici.htm#LE%20SACERDOTESSE%20CELTICHE
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AREA PERSONALE
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Tetra notte e splendente luna
delle streghe udite la runa
Est e poi sud nord e occidente
Ecco ,vi chiamo,immantinente.
Aria e fuoco,acqua e terra
esaudite la mia preghiera.
Bacchetta,spada,stella a cinque punte
queste parole vi siano giunte...
Frusta e coltello,corde e incensiere,
svegliatevi e vita possiate avere.
E dell'Athame la forza invocata
giunga a noi se la magia è avverata..
Regina degli Inferi e del cielo sovrano
per l'incantesimo dammi una mano
E della notte Cacciatore Cornuto,
per il mio rito dammi un aiuto...
Per tutto il potere di terra e di mare
come Io dico così possa stare.
Per la potenza di Sole e di Luna
possa accadere cantando la Runa....
tratto da " Morgana strega delle mele"
...

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CAVALIERI



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Le poesie potranno anche non essere belle , ma sono MIE, chi le preleva è pregato di AVVISARMI, GRAZIE!
RICORDO ANCESTRALE(mairi)
risplende la pietra tra le fiamme
e il fuoco che si contorce
sulle braccia
sulla danza di mani, gambe
e corpi flessuosi.
Rilievi che s'inarcano vivi
i tuoi occhi scuri, avidi
seni carichi di frutti e promesse
pelle levigata, calda di secoli
che ruotano e tornano.
Sei sempre tu che canti
sotto la madre luna.
Note di cetra, animali consunti
che spiano tra tronchi ormai vecchi
nella nebbia.
Fumo d'incenso avvolge
i sari di seta e d'oro
ma il suono di un'arpa
prorompe dolce dagli scogli
sferzati da un altro vento.
La danza è sempre quella
intorno ai falò della vita
a Beltane.
Nella giungla templi indiani,
li vedo se mi avvicino a respirare
la tua essenza.
L'estasi rapisce i miei pensieri.
Nella fine la cenere impalpabile
sfiora la superficie del fiume.
Dalla riva s'innalza ancora un canto
e chiede
di una donna delle terre fredde.
Nessuno risponde
ma è lei che ti sussurra:
hai dimenticato...
CONTATTA L'AUTORE
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Nickname: fenicenera1968
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Età: 57 Prov: PV |


Gocce di luce(Anonimo)
La luce smorzata della lampada riflette il tuo volto.
Occhi teneri e sognanti..
Silenzio violato da dolci melodie..
Abbandono dei sensi:
fotogrammi della tua vita scorrono veloci,
anima immobile come acqua stagnante.
Gocce di luce accarezzano il viso
Sguardo che si posa sulle mani
Mani che hanno stretto,
mani adesso vuote.
Cuore che brucia…
Echeggia la sua voce nel silenzio,
risplende il sorriso,
gli occhi brillano come una stella sul tuo viso.
LE FIGURE DEL MAGO
E DELLA STREGAIl Mago e la Stega agiscono sulla realtà e la modificano, uniscono o dividono o spezzano definitivamente, vedono nel passato ciò che è già avvenuto e leggono nel futuro ciò che ancora deve avvenire utilizzando strumenti senza tempo.
Essi studiano i meccanismi per gestire l'esistenza e per conoscere la natura oltre la natura stessa dell'uomo e lavorano su loro stessi per giungere a quella comprensione della vita che trascenda la vita materiale.
Il Mago e la Stega sono come filosofi che guardano con occhi di bambino il mondo attorno ad essi per apprendere quelle oscure leggi che regolano l'universo intero


























Inviato da: coccinellaaapois
il 04/11/2012 alle 18:07
Inviato da: fenicenera1968
il 03/11/2012 alle 15:56
Inviato da: morodelsud_62
il 02/11/2012 alle 00:43
Inviato da: fenicenera1968
il 15/10/2012 alle 10:49
Inviato da: fenicenera1968
il 15/10/2012 alle 10:48