Creato da fenicenera1968 il 16/12/2006

RUNA DELLE STREGHE

.E venne il tempo in cui il Lupo accarezzò la Luna e nella magica notte levò a Lei il suo eterno canto d'Amore.. La Magia non ha tempo perpetua in eterno il Suo Incanto..

 

 

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Post N° 2381

Post n°2381 pubblicato il 05 Ottobre 2007 da fenicenera1968
 
Tag: BAALBEK

BAALBEK

A 70 Km da Beirut sorge una piattaforma in pietra antichissima,
realizzata ponendo uno sopra l'altro massi pesanti molte tonnellate.
I Romani, successivamente, vi costruirono sopra dei templi.
Chi costruì quella piattaforma? quando? Perché?

      Baalbek, 70 Km ad est di Beirut, in Libano, cela tra le sue pietre uno dei più grandi segreti dell'archeologia e della storia. Si tratta di uno dei luoghi più suggestivi del mondo, citato anche nel biblico Libro dei Re. Realizzato per un'ignota ragione millenni or sono. I Romani trovarono quell'enorme piattaforma già sul posto e decisero di costruirvi sopra un grande tempio dedicato a Giove, ed altri ambienti minori. Nel 1759 però un terremoto distrusse parte dell'acropoli romana. 

        Il nome Baalbek deriva etimologicamente dalla radice "Baal-", che ci riporta all'omonima divinità di origine semitica, legata ad El, che le era superiore. Se El simboleggiava l'eterno divenire, Baal era invece simbolo della materia e della caducità. Il luogo era consacrato anche all'altra dea Astarte, la dea madre, il cui culto comportava prostituzione e orge sacre. Il vero enigma di Baalbek è di natura architettonico e risiede nel cosiddetto "trilite", ovvero una parte della piattaforma, composta da tre grandi massi, ognuno dal peso di 750 tonnellate circa. Sicuramente i più grandi mai utilizzati per una costruzione sulla Terra. Questi dovettero essere issati da chissà quale forza o energia ad un'altezza di almeno 6 metri per poi essere posti su altre pietre, andando a formare questa enorme piattaforma. Negli anni '70, lo studioso di clipeologia Erich Von Däniken e il dott. Agrest, scienziato sovietico, supposero potesse essersi trattato di un luogo di atterraggio per veicoli extraterrestri, ma ciò sembra inverosimile. Esistono opere simili anche in altri luoghi del mondo, ricordiamo la grande piattaforma sommersa di Yonaguni, in Giappone, l'Osirion di Abido o alcune delle pietre costituenti il tempio della Sfinge, in Egitto. Quali forze possedevano questi antichi costruttori?

        Le cave dalla quale questi enigmatici artefici poterono estrarre le pietre utili alla costruzione della piattaforma di Baalbek dista una circa 1 Km, l'altra circa 2 Km. In una di queste è possibile vedere ancora giacente al suolo uno degli enormi massi che sarebbe dovuto essere trasportato nel luogo di posa. Per ragioni che ci sono ignote, non venne mai trasportato fin lì. Si tratta di un grande parallelepipedo di lato 4 metri e lungo circa 21 metri, simile ad altri già sul posto. Il suo peso? Circa 1200 tonnellate. Ingegneri ed architetti moderni sono concordi nel ritenere impossibile sollevare simili pesi. Esistono mezzi odierni capaci di sollevare grandi pesi, ma si parla di centinaia di tonnellate al massimo. Nessuna gru, oggigiorno, potrebbe sollevare 1200 tonnellate. Figuriamoci gli uomini di allora, che conoscevano a mala pena la ruota! Un vero enigma.

        Una ulteriore curiosità è rappresentata dagli immensi sotterranei ritrovati sotto l'acropoli. Una rete di gallerie che si inoltrano nel terreno verso l'oscurità, utilizzate nei secoli per ripararsi dagli attacchi dei nemici o semplicemente per accogliere i numerosi pellegrini che si recavano sul divino luogo per pregare. Ancora una volta siamo di fronte ad un mistero. Chi costruì queste gallerie? E per quale ragione? Potrebbe trattarsi di uno degli ingressi della mitica Agharti?

        Secondo antiche fonti di lingua araba, i primi santuari dedicati a Baal-Astarte vennero edificati poco dopo il Diluvio, per ordine del grande re Nimrod, da una tribù di giganti. In effetti, solo dei giganti avrebbero potuto sollevare con facilità quelle pietre ciclopiche. Questi esseri, ritenuti così idolatri, vennero poi inceneriti da Abramo, poco prima della sua ascesa in cielo su un carro di fuoco. Le parole del Libro Sacro e degli scrittori arabi ci portano a fantasticare riguardo anacronistici carri di fuoco extraterrestri ed esseri ormai leggendari. Cosa vollero descrivere veramente questi antichi narratori? Si tratta di fantasie o fatti realmente accaduti?

        Sono molti i siti archeologici costruiti sui resti di opere dimenticate, ancora più antiche. Oltre a Baalbek, ricordiamo Cuzco, in Perù, l'Acropoli di Atene, Lixus in Marocco, Cadice in Spagna. Anche le fondamenta del Muro del Pianto, a Gerusalemme, sarebbero costituite da enormi massi pesanti centinaia di tonnellate. Siamo di fronte alle vestigia di un mondo ormai "sommerso", di cui rimangono solo poche e confuse tracce.

Giorgio Pastore

Bibliografia utile:

"Le scoperte scientifiche delle antiche civiltà",
di David Hatcher Childress,
Newton & Compton Editori.

"Gli Ultimi Misteri della Terra",
Selezione dal Reader's Digest

                                                                       http://www.croponline.org/baalbek.htm

 
 
 
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Tetra notte e splendente luna

delle streghe udite la runa

Est e poi sud nord e occidente

Ecco ,vi chiamo,immantinente.

Aria e fuoco,acqua e terra

esaudite la mia preghiera.

Bacchetta,spada,stella a cinque punte

queste parole vi siano giunte...

Frusta e coltello,corde e incensiere,

svegliatevi e vita possiate avere.

E dell'Athame la forza invocata

giunga a noi se la magia è avverata..

Regina degli Inferi e del cielo sovrano

per l'incantesimo dammi una mano

E della notte Cacciatore Cornuto,

per il mio rito dammi un aiuto...

Per tutto il potere di terra e di mare

come Io dico così possa stare.

Per la potenza di Sole e di Luna

possa accadere cantando la Runa....

                                                                      tratto da " Morgana strega delle mele"immagine

immagine 
 

...

 

 

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Le poesie potranno anche non essere belle , ma sono MIE, chi le preleva è pregato di AVVISARMI, GRAZIE!

 
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(mairi)

Arde, brucia, consuma
risplende la pietra tra le fiamme
e il fuoco che si contorce
sulle braccia
sulla danza di mani, gambe
e corpi flessuosi.
Rilievi che s'inarcano vivi
i tuoi occhi scuri, avidi
seni carichi di frutti e promesse
pelle levigata, calda di secoli
che ruotano e tornano.
Sei sempre tu che canti
sotto la madre luna.
Note di cetra, animali consunti
che spiano tra tronchi ormai vecchi
nella nebbia.
Fumo d'incenso avvolge
i sari di seta e d'oro
ma il suono di un'arpa
prorompe dolce dagli scogli
sferzati da un altro vento.
La danza è sempre quella
intorno ai falò della vita
a Beltane.
Nella giungla templi indiani,
li vedo se mi avvicino a respirare
la tua essenza.
L'estasi rapisce i miei pensieri.
Nella fine la cenere impalpabile
sfiora la superficie del fiume.
Dalla riva s'innalza ancora un canto
e chiede
di una donna delle terre fredde.
Nessuno risponde
ma è lei che ti sussurra:
hai dimenticato...
 

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 immagine immagine  Gocce di luce
(Anonimo)



La luce smorzata della lampada riflette il tuo volto.
Occhi teneri e sognanti..
Silenzio violato da dolci melodie..
Abbandono dei sensi:
fotogrammi della tua vita scorrono veloci,
anima immobile come acqua stagnante.
Gocce di luce accarezzano il viso
Sguardo che si posa sulle mani
Mani che hanno stretto,
mani adesso vuote.
Cuore che brucia…
Echeggia la sua voce nel silenzio,
risplende il sorriso,
gli occhi brillano come una stella sul tuo viso.
 

LE FIGURE DEL MAGO
E DELLA STREGA

Il Mago e la Stega agiscono sulla realtà e la modificano, uniscono o dividono o spezzano definitivamente, vedono nel passato ciò che è già avvenuto e leggono nel futuro ciò che ancora deve avvenire utilizzando strumenti senza tempo.
Essi studiano i meccanismi per gestire l'esistenza e per conoscere la natura oltre la natura stessa dell'uomo e lavorano su loro stessi per giungere a quella comprensione della vita che trascenda la vita materiale.

Il Mago e la Stega sono come filosofi che guardano con occhi di bambino il mondo attorno ad essi per apprendere quelle oscure leggi che regolano l'universo intero

 
 

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