Creato da fenicenera1968 il 16/12/2006

RUNA DELLE STREGHE

.E venne il tempo in cui il Lupo accarezzò la Luna e nella magica notte levò a Lei il suo eterno canto d'Amore.. La Magia non ha tempo perpetua in eterno il Suo Incanto..

 

 

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Post N° 2385

Post n°2385 pubblicato il 07 Ottobre 2007 da fenicenera1968
 

FANTASMI DELL'EMILIA ROMAGNA

        Anche l'Emilia Romagna ha le sue storie di fantasmi. Iniziamo da Piacenza. I castelli di Gropparello (fondato nell'VIII secolo) e Rivalta (XI secolo) sono infestati da fantasmi, che già da molti anni compaiono improvvisamente nelle notti più tenebrose. 

LA CASTELLANA FANTASMA

PIACENZA. Lo spettro della sfortunata Aloisa aleggia nel borgo medievale di Grazzano Visconti e si comporta come il più classico dei fantasmi. Pochi di voi se la sentiranno di affrontarlo, soprattutto dopo aver letto quanto abbiamo scoperto sul suo conto.

Grazzano Visconti, è un grazioso villaggio rinascimentale situato a pochi chilometri da Piacenza. Caratteristica principale del borgo è quella di essere stato interamente ricostruito attorno al castello trecentesco, agli inizi del ‘900. Operazione che, comunque, è stata condotta con notevole rispetto storico-architettonico e,per fortuna, con grande attenzione ai particolari dell’ambientazione rinascimentale.
A confermarcelo è la presenza costante di uno spettro femminile che ben si è adattato a quello che, potremmo definire, un “nuovo habitat” e che nella piccola comunità di Grazzano viene considerato una sorta di nume tutelare.
Classico il comportamento di questo fantasma che, oltre a spaventare con la sua eterea presenza abitanti e visitatori, quando viene stuzzicato all’interno del castello sa diventare assai manesco e dispettoso, spingendosi, oltre a far volare coperte e sprimacciare cuscini, anche a schiaffeggiare e a pizzicare quegli ospiti che non abbiano soddisfatto la sua vanità femminile, meglio se con piccoli doni od omaggi floreali appropriati.
La natura muliebre di quest’ombra ultraterrena è ulteriormente sottolineata dalla preferenza che dà a collane, monili e piccoli gioielli che (solo se effettivamente graditi…) finiranno per adornare il simulacro che si trova vicino alla piazza principale.
Qualcuno addirittura afferma che, in questo caso, la Castellana fantasma si trasformerebbe, per via del gesto propiziatorio, da presenza inquietante a spirito benevolo e protettivo, favorendo in particolare la buona sorte di dame e fanciulle innamorate: "Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti"; una specie di San Valentino in gonnella insomma, cui vengono recapitati messaggi e omaggi floreali da tutta Italia.
Suggestiva e, come sempre assai drammatica, la vicenda dalla quale prende spunto la storia di quest’anima inquieta.
Andata in sposa ad un Capitano di Milizia, Madonna Aloisa, non appena scoperto il tradimento del marito, si tolse la vita per gelosia e da allora il suo fantasma aleggia tra gli spalti del castello e, non di rado, si manifesta anche nel parco antistante, dove però sembra comportarsi in maniera decisamente meno offensiva.
Di questo fantasma birichino, negli anni Cinquanta la stampa si occupò spesso, sia in Italia che all’estero, e ci furono articoli sui quotidiani La Stampa e Il Corriere della Sera, poi ripresi dai giornali inglesi. Per citarne uno, il Sunday Express in particolare, dopo un servizio sull’argomento, incaricò il suo corrispondente italiano perché svolgesse una ricerca più approfondita.
Questo reporter, coadiuvato da parapsicologi e da esperti del settore (tra i quali un sensitivo piuttosto famoso), sottopose la statua, raffigurante la sfortunata Aloisa, ad una serie di esperimenti, prevalentemente basati sulla radioestesia e riuscì a dimostrare non solo l’esistenza di una misteriosa energia radiante ma mise anche in evidenza come le oscillazioni del pendolino indicassero che doveva trattarsi dell’effige di qualcuno “che aveva davvero molto amato, ma anche molto sofferto”.
Caratteristiche che certo non traspaiono dalla semplice osservazione della statua di Aloisa, le cui fattezze (che si dice siano state fedelmente riprodotte su indicazione del medium che la contattò per via spiritica…), ce la presentano come una dama paffutella e piccoletta, poco espressiva, ma nell’insieme con quel che d’inquietante e malevolo che ce la rende subito poco simpatica.
Nonostante non sia facile trovare in Grazzano qualcuno disposto a testimoniare di aver avuto a che fare con questo bizzarro fantasma femminile, ad interessarsi del caso di Aloisa sono stati anche, in tempi più recenti, un operatore televisivo di un’emittente privata ed un giornalista di un quotidiano locale che, con calcolato scetticismo, hanno tentato di ridicolizzarne la leggenda.
Il risultato del loro reportage è per certi versi davvero singolare. Mentre al primo riuscì assai difficoltoso riprendere, con una fotocamera, l’effige marmorea (si inceppò ripetutamente la macchina fotografica e più di una volta non funzionò il lampeggiatore…); all’altro capitò una cosa ancora più curiosa: dopo aver registrato su un nastro magnetico una serie di interviste a proposito del fantasma, ci si rese conto riascoltandole, che, si coglievano distintamente solo le affermazioni e le dichiarazioni che ne parlavano in modo positivo, proprio come se qualcosa avesse cancellato o disturbato tutto il resto.
Sul fantasma di Aloisa, donzella sfortunata, non resta molto altro da scrivere: nonostante ciò, un senso d’inquietudine, aleggia ancora tra quelle mura secolari e conferisce al simulacro della sfortunata Eloisa un’aria un po’ sinistra, da gnomo malevolo: monito silenzioso per chi osa sfidare il segreto di Grazzano, una semplice storia d’amore finita in tragedia…

Giampaolo Saccomano

LA PORTA DI RE ARTU'

        Su una delle  porte del Duomo di Modena (inizio XI secolo) vi è una curiosa decorazione in cui sono raffigurate alcune imprese della saga dei cavalieri di re Artù. Inoltre è riportato il suo nome, quello di Ginevra e di Carados, un cavaliere suo nemico. Il fatto strano è che tali rilievi risalgono al 1120/1130, cioè ad almeno cent'anni prima la diffusione del romanzo in Europa. Sono rilievi anacronistici. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che già nell'alto medioevo abbiamo tracce di re Artù. Se le sue vicende furono date alle scritture solo nel XIII secolo, questo non significa che già da secoli non venissero tramandate oralmente, ma noi non potremo mai saperlo. Il mistero rimane.

FANTASMI DEL CASTELLO DI GROPPARELLO

- Luogo: CASTELLO
- Località: GROPPARELLO (Piacenza)

Breve Storia:
Nel 1200, fu teatro di un tragico evento. Pietrone da Cagnano fece murare viva in una cella sotterranea la moglie Rossania Fulgosio, perché riteneva avesse un amante (Lancillotto Anguissola).

- Fenomeno di interesse:
Testimoni come turisti e gente del luogo affermano che nelle notti di vento si possono ascoltare delle grida femminili provenire dalla torre
del castello. Queste urla a detta di chi le ha "vissute" sono strazianti e infondono un senso di paura-angoscia ma anche pena. Altri affermano di aver avuto un contatto "diretto" con una figura femminile che si aggira per il maniero, triste e sconsolata che si sofferma specialmente nella sala d'armi. In ogni caso c'è chi è pronto a giurare che in generale tutto il castello sia interessato da fenomeni "strani".

- Esperienza Personale:
Purtroppo ho avuto modo soltanto di vedere il castello dall'esterno essendo di passaggio e di parlare con il titolare di un tabaccaio del luogo che mi ha confermato le "voci" riguardo il maniero.

- Per chi volesse avere maggiori info riguardo la storia di questo castello:

Castello di Gropparello:
Informazioni: Ass. Castelli del Ducato di Parma e Piacenza
Tel. 0521 829055
sito web:
http://www.castellodigropparello.it/
come raggiungerlo:
http://www.castellodigropparello.it/info/come_raggiungerci.htm

                                                                                                                                                                                Angelo "Wes" M.

http://www.croponline.org/emiliaromagna.htm#LA%20PORTA%20DI%20RE%20ARTÙ

 
 
 
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Nightwish "Sleeping Sun"immagineimmagine

 

 

 
       
 

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immagineLA RUNA DELLE STREGHE

Tetra notte e splendente luna

delle streghe udite la runa

Est e poi sud nord e occidente

Ecco ,vi chiamo,immantinente.

Aria e fuoco,acqua e terra

esaudite la mia preghiera.

Bacchetta,spada,stella a cinque punte

queste parole vi siano giunte...

Frusta e coltello,corde e incensiere,

svegliatevi e vita possiate avere.

E dell'Athame la forza invocata

giunga a noi se la magia è avverata..

Regina degli Inferi e del cielo sovrano

per l'incantesimo dammi una mano

E della notte Cacciatore Cornuto,

per il mio rito dammi un aiuto...

Per tutto il potere di terra e di mare

come Io dico così possa stare.

Per la potenza di Sole e di Luna

possa accadere cantando la Runa....

                                                                      tratto da " Morgana strega delle mele"immagine

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La vita è un gioco di maschere che l'essere umano cambia ogni qualvolta ne sente il bisogno..

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Le poesie potranno anche non essere belle , ma sono MIE, chi le preleva è pregato di AVVISARMI, GRAZIE!

 
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(mairi)

Arde, brucia, consuma
risplende la pietra tra le fiamme
e il fuoco che si contorce
sulle braccia
sulla danza di mani, gambe
e corpi flessuosi.
Rilievi che s'inarcano vivi
i tuoi occhi scuri, avidi
seni carichi di frutti e promesse
pelle levigata, calda di secoli
che ruotano e tornano.
Sei sempre tu che canti
sotto la madre luna.
Note di cetra, animali consunti
che spiano tra tronchi ormai vecchi
nella nebbia.
Fumo d'incenso avvolge
i sari di seta e d'oro
ma il suono di un'arpa
prorompe dolce dagli scogli
sferzati da un altro vento.
La danza è sempre quella
intorno ai falò della vita
a Beltane.
Nella giungla templi indiani,
li vedo se mi avvicino a respirare
la tua essenza.
L'estasi rapisce i miei pensieri.
Nella fine la cenere impalpabile
sfiora la superficie del fiume.
Dalla riva s'innalza ancora un canto
e chiede
di una donna delle terre fredde.
Nessuno risponde
ma è lei che ti sussurra:
hai dimenticato...
 

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 immagine immagine  Gocce di luce
(Anonimo)



La luce smorzata della lampada riflette il tuo volto.
Occhi teneri e sognanti..
Silenzio violato da dolci melodie..
Abbandono dei sensi:
fotogrammi della tua vita scorrono veloci,
anima immobile come acqua stagnante.
Gocce di luce accarezzano il viso
Sguardo che si posa sulle mani
Mani che hanno stretto,
mani adesso vuote.
Cuore che brucia…
Echeggia la sua voce nel silenzio,
risplende il sorriso,
gli occhi brillano come una stella sul tuo viso.
 

LE FIGURE DEL MAGO
E DELLA STREGA

Il Mago e la Stega agiscono sulla realtà e la modificano, uniscono o dividono o spezzano definitivamente, vedono nel passato ciò che è già avvenuto e leggono nel futuro ciò che ancora deve avvenire utilizzando strumenti senza tempo.
Essi studiano i meccanismi per gestire l'esistenza e per conoscere la natura oltre la natura stessa dell'uomo e lavorano su loro stessi per giungere a quella comprensione della vita che trascenda la vita materiale.

Il Mago e la Stega sono come filosofi che guardano con occhi di bambino il mondo attorno ad essi per apprendere quelle oscure leggi che regolano l'universo intero

 
 

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