Creato da fenicenera1968 il 16/12/2006

RUNA DELLE STREGHE

.E venne il tempo in cui il Lupo accarezzò la Luna e nella magica notte levò a Lei il suo eterno canto d'Amore.. La Magia non ha tempo perpetua in eterno il Suo Incanto..

 

 

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Post N° 2513

Post n°2513 pubblicato il 13 Novembre 2007 da fenicenera1968
 
Tag: NAGAS

LE SFERE DEL FIUME ME KONG
E I NAGA: MISTERIOSI UOMINI-SERPENTE

DECINE DI SFERE DI LUCE SALGONO DAL FIUME ME KONG VERSO IL CIELO
DURANTE LA FESTA DELLA LUNA PIENA, A NONG KHAI, IN THAILANDIA

Il Mê Kông è il fiume più lungo e importante dell'Indocina, e uno dei maggiori di tutta l'Asia. Nasce in Tibet e dopo un percorso di circa 4500 Km sfocia nel Mar Cinese Meridionale. Le sue acque bagnano le rive di molti paesi, tra cui anche Nong Khai (615 Km da Bangkok). Qui, ogni anno, durante la Festa della Luna Piena, che cade verso la fine di ottobre, accade qualcosa di surreale: centinaia di sfere di luce fuoriescono dal fiume per salire al cielo.

Chiunque può assistere a tal fenomeno, di cui tra l’altro ha parlato anche il Dott. Roberto Giacobbo nella puntata del 16 aprile 2007 di Voyager, su Rai 2. La quaresima buddhista dura tre mesi e termina in un giorno di luna piena in ottobre, a memoria della notte nella quale morì Buddha. Il messia morì infatti in una notte di luna piena a Kusinara, proprio nel mese di Karttika (ottobre-novembre) del calendario buddhista. Ciò non può che rendere ancor più suggestivo il fenomeno.

La gente accorre da tutta la Thailandia per assistere al prodigio, il quale si manifesterebbe non solo a Nong Khai, ma anche di altre città situate lungo il fiume, come ad esempio a Phon Phisai. Secondo gli abitanti della zona, responsabili del fenomeno sarebbero i Naga, un mitico popolo rettiloide che secondo la leggenda vivrebbe tutt’ora nelle profondità del fiume (in sanscrito "nag-" significa proprio serpente). Si tratterebbe di un'antica razza di uomini-serpente presente nella mitologia induista vedica e nella tradizione orale risalente al V millennio a.C.; storie di Naga fanno ancora parte della tradizione popolare di molte regioni a predominanza indù (India, Nepal, Bali) e buddhista (Sri Lanka, Sud-Est asiatico). Essi vivrebbero nel Patala, il settimo regno degli Inferi. Un re naga protesse Buddha sotto un grande albero per sette giorni e sette notti. Spesso vengono raffigurati a sette teste, simboleggianti le sette razze costituenti la società dei Naga. Evidente è l’importanza del numero sette nelle tradizioni di quell’angolo del mondo. Ad Angkor Wat vi sono ancora molte statue raffiguranti Naga a sette teste. Essi sarebbero pacifici, ma possono diventare pericolosi nei riguardi di chi non rispetta la Terra, l’ambiente in cui vive. Vivrebbero ancora oggi in città sotterranee (una di queste si chiamerebbe Muang Badan), i quali accessi si troverebbero nascosti sul fondo di pozzi, laghi e profondi fiumi. Il Mê Kông è navigabile per buona parte del suo corso, essendo abbastanza profondo. Di conseguenza, potrebbe essere adatto a nascondere nelle sue profondità segreti di questo tipo.

Sarebbero proprio i Naga, secondo la tradizione, i responsabili del sorprendente fenomeno dei globi infuocati visibili nel giorno della Luna Piena lungo il corso d’acqua. "Le palle di fuoco” dice un turista “non sono ferme a mezz'aria, esse nascono davvero dal fiume e si muovono verso di noi". I colori di queste varierebbero, dal rosso, al verde e al giallo.
Qui di seguito, riportiamo un paio di interessanti testimonianze:

"Le meraviglie naturali consistono in fiammate provenienti da sott'acqua dal fiume Mê Kông che improvvisamente si slanciano verso l'alto e continuano a muoversi verso il cielo prima di scomparire nella notte. Le fiamme non hanno fumo, né odore, né suono. Le palle sono piccole e la loro dimensione varia da quella di un pollice a quella di un uovo. Possono essere di colore rosa, rosa-rosso e verde".

"Se avete dimestichezza con i fuochi d'artificio conoscerete i tubi che sparano un numero definito di globuli di fuochi d'artificio dopo essere stati accesi. Circa una dozzina. Queste palle sono simili, eccetto che sono più larghe delle palle di fuoco, sono circa della dimensione di una arancia e sono di diverso colore. Tutte le palle di fuoco che vedemmo noi sul Mê Kông erano rosse e non ci fu mai un'esplosione. Sembra che esse nascano proprio dall'acqua e poi salgono verso il cielo per circa 100 piedi, ma potrei sbagliarmi del tutto in considerazione del fatto che quando le osservammo ero stupefatto e non stavo pensando propriamente a questo".

Una sera, in due ore, vennero viste più di 170 sfere fuoriuscire dal fiume e dirigersi verso il cielo, sotto gli occhi di centinaia di turisti. Sembrerebbe che il fenomeno si stia espandendo anche in altre zone, sempre lungo il corso dello stesso fiume. Ancora oggi, nessuno è riuscito a venire a capo del mistero. Gli scienziati credono che possa trattarsi di un fenomeno naturale, ma ammettono di non aver mai visto niente di simile.

Secondo i marinai malesi, i Naga hanno l'aspetto di draghi con molte teste; in Thailandia e Giava, sono divinità della prosperità; in Laos sono enormi serpenti acquatici. Nel 1968 alcuni membri delle Forze Armate Statunitensi pescarono un insolito serpente acquatico proprio nelle acque del fiume Mê Kông e lo battezzarono “Re dei Naga”. Si trattava di un vero fenomeno della natura: lungo 7 metri e 80 centimetri, venne inviato in America ed esaminato in un laboratorio. Gli scienziati dichiararono l’assoluta unicità del “mostro”, il quale tra le altre cose aveva sangue verde. Ben presto, tuttavia, proprio come accadde per il ritrovamento della tomba di Tutankhamon, si iniziò a parlare di una maledizione: di tutti gli uomini che issavano quell'enorme pesce nella foto scattata poco dopo il ritrovamento, solamente otto o nove sopravvivono ancora oggi. Ma parlare di una maledizione ci sembra troppo, dato che i decessi avvennero nel corso di trent’anni dallo spettacolare rinvenimento e solo tre di essi morirono in maniera orribile.

Per concludere, sarà utile parlare del Fuoco di Sant’Elmo, fenomeno che forse potremmo associare a quello delle sfere di fuoco del fiume Mê Kông. Esso prende il nome da Erasmo da Formia (detto anche Sant'Elmo), il santo patrono dei naviganti (che consideravano la sua comparsa di buon auspicio). Una leggenda narra che quando il santo venne arso vivo, forse sotto Diocleziano, sulla cima della pira del rogo si vide comparire una fiamma bluastra, ritenuta dai presenti l'anima del Santo che si innalzava al cielo.

Si tratta di scariche elettro-luminescenti provocate dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, all'interno di un forte campo elettrico. Anche se viene chiamato "fuoco", quello di Sant'Elmo è in effetti una specie di plasma, causato dalla massiccia differenza di potenziale atmosferico, combinata all'effetto punta. Il fenomeno sarebbe stato già osservato in tempi antichi. Nell'antica Roma, l'apparire di un fuoco singolo era chiamata Elena, se doppio invece era detto Castore e Polluce. Non abbiamo la certezza che il fuoco di Sant’Elmo abbia a che fare con le sfere del fiume Mê Kông, tant’è che tale fenomeno scaturisce unicamente da strutture alte e appuntite, come guglie, ciminiere e alberi maestri delle navi (comunque sia, oggetti fuori dall’acqua).
Sopra: Il cosiddetto "Re dei Naga".

Per il momento, rimangono ancora molti dubbi. Speriamo di saperne di più in un prossimo futuro.

Dott. GIORGIO PASTORE

http://www.croponline.org/nagas.htm


 
 
 
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Tetra notte e splendente luna

delle streghe udite la runa

Est e poi sud nord e occidente

Ecco ,vi chiamo,immantinente.

Aria e fuoco,acqua e terra

esaudite la mia preghiera.

Bacchetta,spada,stella a cinque punte

queste parole vi siano giunte...

Frusta e coltello,corde e incensiere,

svegliatevi e vita possiate avere.

E dell'Athame la forza invocata

giunga a noi se la magia è avverata..

Regina degli Inferi e del cielo sovrano

per l'incantesimo dammi una mano

E della notte Cacciatore Cornuto,

per il mio rito dammi un aiuto...

Per tutto il potere di terra e di mare

come Io dico così possa stare.

Per la potenza di Sole e di Luna

possa accadere cantando la Runa....

                                                                      tratto da " Morgana strega delle mele"immagine

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(mairi)

Arde, brucia, consuma
risplende la pietra tra le fiamme
e il fuoco che si contorce
sulle braccia
sulla danza di mani, gambe
e corpi flessuosi.
Rilievi che s'inarcano vivi
i tuoi occhi scuri, avidi
seni carichi di frutti e promesse
pelle levigata, calda di secoli
che ruotano e tornano.
Sei sempre tu che canti
sotto la madre luna.
Note di cetra, animali consunti
che spiano tra tronchi ormai vecchi
nella nebbia.
Fumo d'incenso avvolge
i sari di seta e d'oro
ma il suono di un'arpa
prorompe dolce dagli scogli
sferzati da un altro vento.
La danza è sempre quella
intorno ai falò della vita
a Beltane.
Nella giungla templi indiani,
li vedo se mi avvicino a respirare
la tua essenza.
L'estasi rapisce i miei pensieri.
Nella fine la cenere impalpabile
sfiora la superficie del fiume.
Dalla riva s'innalza ancora un canto
e chiede
di una donna delle terre fredde.
Nessuno risponde
ma è lei che ti sussurra:
hai dimenticato...
 

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(Anonimo)



La luce smorzata della lampada riflette il tuo volto.
Occhi teneri e sognanti..
Silenzio violato da dolci melodie..
Abbandono dei sensi:
fotogrammi della tua vita scorrono veloci,
anima immobile come acqua stagnante.
Gocce di luce accarezzano il viso
Sguardo che si posa sulle mani
Mani che hanno stretto,
mani adesso vuote.
Cuore che brucia…
Echeggia la sua voce nel silenzio,
risplende il sorriso,
gli occhi brillano come una stella sul tuo viso.
 

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E DELLA STREGA

Il Mago e la Stega agiscono sulla realtà e la modificano, uniscono o dividono o spezzano definitivamente, vedono nel passato ciò che è già avvenuto e leggono nel futuro ciò che ancora deve avvenire utilizzando strumenti senza tempo.
Essi studiano i meccanismi per gestire l'esistenza e per conoscere la natura oltre la natura stessa dell'uomo e lavorano su loro stessi per giungere a quella comprensione della vita che trascenda la vita materiale.

Il Mago e la Stega sono come filosofi che guardano con occhi di bambino il mondo attorno ad essi per apprendere quelle oscure leggi che regolano l'universo intero

 
 

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