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Buffoni a confronto

Post n°15 pubblicato il 09 Febbraio 2018 da miper
 
Foto di miper

Ormai la gara a chi le spara piùgrosse è cominciata e alcune “bombe” sono già partite invitando allariflessione, perlomeno chi è dotato di un minimo di cervello, su un fattore cheaccomuna questi buffoni: tutte queste perle di saggezzanazional-popolare-qualunquista-populista provengono da coloro che da annibazzicano gli scranni del Senato e della Camera della Repubblica Italiana.

C’è chi è stato al governo per un“ventennio” (il secondo peggior ventennio della storia italica) con unalarghissima maggioranza ma che invece di pensare al bene dell’Italia ha pensato beneai propri interessi e a quelli dei suoi partner (politici e non)destreggiandosi tra escort, faccendieri, accordi mafiosi, appalti truccati,corruzione e varie amenità.

Il tutto spalleggiato, sempre inquesti anni, ora da quella “destra” ora da quella “lega” e ora da entrambe.

Peccato che i “corti di memoria”abbiano dimenticato come questi (quasi)amici, soprattutto quello in verde, solo qualche anno fa giuravano che nonavrebbero mai fatto accordi con un condannato.

Ma questo è solo un piccoloparticolare dato che anche il suo ex capo, genitore (condannato in primo grado a due anni e tre mesi con l’accusa di averusato i soldi del partito per esigenze familiari) di un “trota” (condannato ad un anno e mezzo di carcereper aver usato i fondi del partito a fini personali), è stato capace divoltafaccia clamorosi ed altrettanto clamorosi ritorni.


Non per niente i condannatosenior è stato candidato al Senato in un collegio blindato, quello di Varese,“per riconoscenza”.

Per quanto riguarda l’altrasponda politica sicuramente non avrà avuto a disposizione un ventennio e unamaggioranza larghissima ma il tempo per attuare quanto sta promettendo soloadesso l’ha avuto.

Invece si arrabbatta con il giocometti il canone togli il canone, dai gli 80 euro aumenta gli 80 euro, pensionedi garanzia a questo e pensione di garanzia a quell’altro.



A dire il vero molte propostesono interessanti, tranne la flat tax dove viene sempre fuori lo spiritoaltruista per aiutare i soliti (ricchi) noti, ma la domanda è una ed una sola:perché queste belle proposte non sono state fatte in tutti questi lunghi anni?Perché questo slancio di altruismo viene fuori solo adesso?

Una risposta io l’avrei: forseperché si stanno rendendo conto di aver tirato troppo la corda e si sentonomancare la terra da sotto i piedi incalzati da una schiera di (forse) onesti e(forse) incapaci?


Personalmente sceglierò secondola mia coscienza e la mia "fede" politica evitando di turarmi il nasoscegliendo il minore dei mali per non "disperdere" il voto. 









Meditate gente …. e ricordate….

 
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Anvedi .... ecco Marino

Post n°14 pubblicato il 10 Ottobre 2016 da miper
 
Foto di miper

Prima la storia della Panda Rossa, poi gli accessi vietati nella ZTL ed infine gliscontrini.
Ma come volevasi dimostrare il buon Ignazio è stato assolto in quanto, e molto semplicemente

il fatto non sussiste!!!

E come era altrettanto ipotizzabile si è trattato semplicemente di una manovra organizzata ai piani alti del PD per destabilizzare l'unico sindaco di Roma che, da quando ho memoria, stava effettivamente cercando di cambiare qualcosa nella Capitale cominciando a dare qualche spallata a quei poteri forti che da sempre governano Roma pur non stando al Campidoglio.
Evidentemente i commercianti, gli abusivi, i bancarellari, i centurioni, gli operatori ecologici dell'AMA, i macchinisti della metro, gli amministratori delle partecipate e tutti quelli che da anni facevano i loro porci comodi a Roma non hanno gradito l'inversione di rotta.
E cosa ha fatto il PD nella figura di Mr. Renzie? 
Ha preferito denigrare e sacrificare una "brava" persona a discapito degli interessi di "personaggi e personaggetti" che, nel loro piccolo (nel vero senso della parola) e con le loro cattive abitudini, non fanno altro che rendere Roma una città invivibile degna di un paese del 3° mondo.
Per la prossima campagna denigratoria suggerirei ai "capoccioni" del PD di controllare Marino quando scende con il cane per la passeggiatina: mi sa che non raccoglie la cacca maleodorante del quadrupede e lo si potrebbe beccare il "fragranza di reato".

 
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c'è chi dice NO .... al referendum

Post n°13 pubblicato il 07 Ottobre 2016 da miper
 
Foto di miper

A questo referendum voterò no e non perché Maria Elena Boschi ha promesso, come il suo boss Renzie, che "se vince il No lascia la politica", ma per una scelta oculata fatta in questi mesi leggendo e ascoltando entrambi gli schieramenti.

Francamente le motivazioni del SI non mi hanno convinto anche perché sento la solita puzza di truffa, di spreco di denaro pubblico, di limitazioni al diritto di voto del cittadino e, last but not least, nuove immunità parlamentari a pioggia per i futuri sindaci/consiglieri regionali in odore di inquisizione.

Comunque sia lo farò malvolentieri perchè, per la prima volta nella mia vita sarò, allineato con gente di bassa lega come il nano Brunettolo, il padano portatore di felpel’harem del Berluska e altre mezze calzette prestate alla politica solo ed esclusivamente per un tornaconto (vitalizio) personale.

Le ragioni del NO sono tante ma alcune sono davvero una presa per i fondelli per il Popolo Italiano soprattutto quando si parla di abbassare i costi della politica: per far questo basterebbe ridurre i ricchissimi stipendi dei “nostri cari” parlamentari e dare una “sforbiciata” alle loro rendite che non sono proporzionali ai contributi versati e che vengono oggi percepite da ex-deputati e senatori che hanno anche altri redditi personali….

questa si che sarebbe una gran bella riforma!

Ma vediamo le 15 ragioni più importanti per dire NO!

1. I risparmi del nuovo Senato dimagrito e non più retribuito sono irrisori (una quarantina di milioni all’anno, senza contare i rimborsi spese per sindaci e consiglieri regionali provenienti da ogni parte d’Italia). Comunque non giustificano minimamente la riscrittura di 47 articoli su 139 della Carta. Per risparmiare la stessa cifra, sarebbe bastato decurtare del 10% lo stipendio di deputati e senatori…

2. Il nuovo Parlamento sarà formato da membri in gran parte non eletti dai cittadini, ma nominati dalla casta (i 2/3 dei deputati, col meccanismo dei capilista bloccati; e tutti i senatori scelti dai Consigli regionali e dal capo dello Stato).

3. Alla Camera si prevede un abnorme premio di maggioranza al partito più votato. Anche se rappresenta il 25% dei votanti, si accaparra il 54% dei seggi. Premio non di maggioranza, ma di minoranza…

4. Alla Camera ogni capolista bloccato potrà candidarsi in 10 circoscrizioni come specchietto per le allodole, ben sapendo che verrà eletto automaticamente in tutte e 10 senza prendere un voto… Poi sceglierà una circoscrizione per sé e ingannerà gli elettori delle altre 9, dove al suo posto uscirà il candidato più votato della lista. Così sarà lui, col gioco delle rinunce, a decidere chi far eleggere e chi sacrificare, a seconda del livello di fedeltà al capo partito.

5. Il premier avrà uno strapotere incontrastato e incontrastabile: come “capo” del primo partito, sarà di fatto eletto dal popolo (all’insaputa del popolo). E diventerà il padrone assoluto del governo e del Parlamento. Potrà scegliersi il presidente della Repubblica, ma anche i membri della Consulta e del Csm di nomina parlamentare, i componenti delle Autorità “indipendenti”, l’amministratore delegato e il Cda della Rai. E cambiare la Costituzione a suo piacimento ogni volta che vorrà. Un premierato assoluto…

6. Nel nuovo Parlamento, il premier non si ritroverà di fronte alcun contropotere. Nessun controllo “esterno”: il Senato è ridotto a una larva e non può certo controbilanciare la Camera asservita al capo del governo. E nessun controllo “interno”: i diritti delle minoranze parlamentari non sono codificati esplicitamente…

7. La “riforma” regala l’immunità parlamentare a 100 fra sindaci (21), consiglieri regionali (74) e rappresentanti del Quirinale (5) che, non essendo stati eletti per fare i senatori o non essendo proprio stati eletti tout court, non hanno diritto a un simile privilegio… Il che fa prevedere che si candideranno a Palazzo Madama i primi cittadini e i consiglieri con la coscienza sporca oppure già inquisiti che rischiano arresti, intercettazioni e perquisizioni e aspirano allo scudo per mettersi al riparo.

8. Mentre nasce il cosiddetto “Senato delle Autonomie e dei Territori”, le autonomie territoriali scompaiono. Nel rapporto Stato-Regioni si prevede la “clausola di supremazia” dello Stato centrale, attivabile dal governo onnipotente… Si ripristina il famigerato “interesse nazionale” che, prima della riforma del 2001, veniva usato discrezionalmente da Roma per vampirizzare le autonomie. Le Regioni ordinarie conteranno molto meno, mentre le 5 a statuto speciale (spesso folli centri di spesa e spreco) saranno più forti di prima.

9. Avremo Regioni piccole e poco popolose con più senatori rispetto ad altre molto più grandi. Il Trentino Alto Adige avrà due sindaci-senatori contro uno solo della Lombardia, dieci volte più popolosa. Con tanti saluti ai principi costituzionali di ragionevolezza, di eguaglianza e di proporzionalità del voto.

10. La “riforma” non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi col classico sistema bicamerale… Sono ben 22 le categorie di norme che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda della materia che trattano. E con i prevedibili ricorsi, conflitti e dubbi interpretativi, visto che moltissime leggi riguardano più materie differenti fra loro…

11. Non si accorciano i tempi, in media molto brevi, dell’iter legislativo, che al contrario si complica e allunga.

12. I possibili procedimenti legislativi, che oggi sono soltanto 2 (quello ordinario e quello costituzionale) diventerebbero addirittura 10.

13. I senatori part-time dividono il loro lavoro settimanale tra alcuni giorni dedicati alle funzioni legislative e altri riservati agli impegni nei rispettivi Comuni o Regioni. Così svolgeranno male entrambi i compiti.

14. Il Senato diventa un albergo a ore con porte girevoli, in cui entrano ed escono sindaci e consiglieri eletti e scaduti in tempi diversi… Alla faccia della “stabilità”.

15. Il Senato, sedicente rappresentante delle autonomie regionali, è escluso da gran parte delle deliberazioni in materia regionale.

16. Il presidente della Repubblica sarà quasi sempre eletto dalla settima votazione in poi, quando il quorum iniziale si abbassa. E lì saranno sufficienti i 3/5 dei partecipanti al voto. Cioè: anche soltanto 220 elettori su 366 (quorum minimo). E così il rappresentante dell’unità nazionale potrà essere eletto con molto meno della maggioranza assoluta del Parlamento!

17. Oggi per presentare una legge di iniziativa popolare bastano 50 mila firme; in futuro ne occorreranno 150 mila (il triplo). Idem per i referendum abrogativi: in cambio di un modesto abbassamento del quorum (dal 50% più uno degli aventi diritto alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni per la Camera), le firme da raccogliere salgono da 500 mila a 800 mila.

(da Marco Travaglio e Silvia Truzzi autori del libro “Perché No – Tutto quello che bisogna sapere sul Referenzum d’autunno contro la riforma Boschi-Verdini” edito da Paper First)

 
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Meglio Jeeg Robot

Post n°12 pubblicato il 17 Maggio 2016 da miper
 

Ormai ci siamo, le amministrative romane più chiacchierate di sempre stanno arrivando e tutti i candidati “sparano” i soliti slogan buonisti e trasudanti onestà come in ogni campagna politica che si rispetti.

Peccato che la parola “rispetto” venga poi, più o meno, sistematicamente dimenticata ad elezione avvenuta dato che l’onestà non paga e l’ex sindaco Marino ne è un esempio lampante: lui è stato incastrato da due scontrini (dopo la Panda Rossa e gli accessi alla ZTL) mentre un tal Alemanno non è stato scalfito, oltre che dal “magna magna” perpetuato e sotto gli occhi di tutti, neanche da una simpatica cena con amici (Casamonica).

L’onestà non fa vincere le elezioni ma probabilmente la paura si: la paura che alcuni candidati stanno inculcando negli elettori anche solo con gli slogan (Roma tornerà Italiana o Roma libera) puntando il dito soprattutto contro gli immigrati, che siano clandestini o meno.

C’è poi chi è senza vergogna come BB che potrebbe essere Banda Bassotti ma loro sono più onesti. Stiamo parlando di Berlusconi-Bertolaso: fino alla fine c’ha provato, fino alla morte civile del buon gusto ma poi ha avuto il sopravvento NON il buon senso ma i sondaggi negativi su tale (losco) figuro.

 

 

 

 

Senza vergogna è anche Storace che a seconda dei cicli lunari ama e odia Berlusconi: questo deve essere il periodo di innamoramento, anche perché è stato decisamente scaricato a destra.

I senza vergogna non sono finiti: come era lo slogan iniziale del belloccio Marchini? Liberi dai partiti? E ora con chi si è accasato, dato che i sondaggi erano negativi anche per lui? A voi i commenti.

Ma anche i pentastellati mi fanno meditare: non ho mai troppo apprezzato il loro modo di criticare tutti e tutto ma senza prendere provvedimenti. Opinione personale: uscire da un’aula parlamentare e non votare non significa fare opposizione ma …. “galleggiare”.

A Roma sembra che stiano facendo lo stesso: in una città così importante dove poter dare un tangibile segno di cambiamento, un trampolino di lancio per un probabile futuro governo nazionale chi vanno a candidare? Ovviamente i pezzi da 90 del Movimento: un Di Maio o meglio un Di battista romano doc che da sempre critica TUTTE le giunte comunali dai tempi di Nerone.

Invece no;  viene candidata la perfetta sconosciuta Virginia Raggi che esordisce con l’appello al voto dicendo “La legalità e la trasparenza dovranno essere il nostro faro”. L’aver fatto pratica nello studio legale Previti può aiutare?

Alla fine il PD con il povero Giachetti, altro agnello sacrificale di Renzie, che però ha dalla sua il fatto di essere incensurato (cosa non da poco di questi tempi nel PD) e di avere esperienza nelle ultime giunte capitoline.

Una volta si votava il migliore, da un po’ di anni si vota il “meno peggio”…. io voterò per Jeeg Robot

 
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Vizi e vitalizi

Post n°11 pubblicato il 06 Maggio 2016 da miper
 
Foto di miper

... fermo restando che personalmente eliminerei i vitalizi del 90% dei parlamentari e taglierei lo stipendio a tutti i deputati/senatori "legaioli" che da Roma Ladrona attingono a piene mani dopo averne però detto peste e corna.

Ma per quanto riguarda i vitalizi ne parla, e con cognizione di causa, chi ne sa sicuramente più di me e cioè il presidente dell'Inps, Tito Boeri Il Presidente dell'INPS Tito Boeri.

Gli ex parlamentari prendono di pensione quasi il doppio di quanto spetterebbe loro se si considerassero soltanto i contributi versati e dato che attualmente ci sono 2.600 vitalizi di ex onorevoli e senatori all'INPS hanno fatto due calcoli.

Questi figuri di cui la maggior parte non ha mai fatto niente per meritarsi tutto questo ben di Dio, costano 193 milioni di euro; un costo superiore di 150 milioni rispetto ai contributi versati .... e sono tutti soldi nostri!!!

Applicando - ha spiegato Boeri - le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all'intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l'anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)".

E se il calcolo venisse applicato anche per i consiglieri regionali? Detto Fatto!!! Il risparmio sarebbe di, udite udite, 148 milioni di euro circa per il solo 2016 e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni!!!!

Tali misure non sono solo simboliche ma potrebbero contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali di cui nella nostra piccola Italietta c'è tanto bisogno.

Ma ovviamente queste resteranno solo belle parole: l'importante in Italia è salvare le banche, ristrutturare attici ai vescovi, fare favori ai petrolieri mentre il popolo pecorone fa la fila per accaparrarsi l'utimo modello di iphone.

Razzi, Renzi & C. vi ringraziano

 

 
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