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La storia della Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

Post n°35 pubblicato il 23 Ottobre 2007 da picilongo

A cento anni dalla prima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltasi a Pistoia dal 23 al 28 settembre 1907, si è svolta il 18 ottobre 2007 la 45ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani.
Promotore della prima Settimana Sociale fu Giuseppe Toniolo, un protagonista del Movimento cattolico a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Il tema del bene comune è ritornato più volte in questi travagliati cento anni ed è stato riproposto per la Settimana 2007. Mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore, rileva che "il tema è stato scelto tenendo conto della situazione del Paese e anche tenendo conto della maturazione del dibattito che è avvenuto nella Chiesa italiana".
Le Settimane Sociali sono uno strumento sorto all’inizio del secolo scorso per promuovere e partecipare l’elaborazione culturale dei cattolici su temi di rilevanza pubblica. Loro ispirazione costante è stata la Dottrina Sociale della Chiesa, con i suoi principi di fondo da incarnare nella diversità dei contesti. Ne è nata una lunga e feconda tradizione che ha visto i cattolici porre attenzione e farsi carico della trasformazione della società; dei processi e dei meccanismi in atto; del significato e dei fattori dello sviluppo; di un’etica sollecita del bene comune; di un’autentica partecipazione democratica.
All’inizio di questo secolo, nuovi problemi e nuove sfide ci interpellano. Non mancano attese e speranze, ma lo scenario è carico di tensioni e contraddizioni sul piano economico, culturale, politico, tecnologico. Tra i problemi emergenti, pare particolarmente urgente riflettere su come promuovere e garantire le condizioni della democrazia in un’epoca in cui i processi di globalizzazione sconvolgono i rapporti internazionali e all’interno degli Stati nazionali.
"Il pluralismo politico e partitico è un fatto assodato, e un’opportunità: quello in cui non ci ritroveremmo sarebbe un pluralismo etico, perché vorrebbe dire incitare a una visione della vita che non è più quella del Vangelo".

 
 
 
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