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Come Funziona l'Estratto Conto Equitalia

Post n°15 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da risorserete

Da qualche tempo, su tutto il territorio nazionale, Equitalia ha attivato il servizio dell’estratto conto online che permette al cittadino di monitorare, rilevare e consultare la propria posizione tributaria senza bisogno di doversi recare presso lo sportello fisico dell’Agente per la riscossione. Ma come si accede a questo servizio? Ebbene, per poter accedere comodamente da casa al proprio check up fiscale ci sono più soluzioni e sono le seguenti: si può accedere con le credenziali del cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, con quelle dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps), oppure in ultimo, per chi la possiede, con la Carta nazionale dei servizi.

L’Estratto conto online Equitalia permette di consultare la propria posizione debitoria dall’anno 2000 e fino ad oggi inserendo le credenziali sopra indicate dal sito del proprio Agente per la riscossione o accedendo direttamente al sito Internet di Equitalia, www.equitaliaspa.it.

Per ottenere le credenziali dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, avendone i requisiti per farlo, basta andare sul sito, accedere alla sezione “Servizi online – Richiesta pin online” e seguire la procedura, mentre per acquisire le credenziali del “Cassetto fiscale” occorre collegarsi al sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.

Equitalia, intanto, ha reso noto che l’introduzione su tutto il territorio nazionale del servizio dell’estratto conto online ha ulteriormente migliorato il rapporto tra il fisco ed il contribuente; basti pensare che dal 7 luglio scorso a oggi sono stati ben 600 mila i cittadini che hanno controllato la propria posizione debitoria su Internet piuttosto che recarsi allo sportello così come obbligatoriamente doveva avvenire sempre in passato.

 
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Italiani e Lettura Estratto Conto

Post n°14 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da risorserete

Un terzo degli italiani non sarebbe in grado di leggere l’estratto conto. Lo rivela una indagine della Banca d’Italia su quello che si chiama analfabetismo finanziario. Le difficoltà maggiori le incontrano i correntisti residenti al Sud e con istruzione inferiore.

In passato ci siamo occupati dell’analfabetismo informatico, nonostante molti italiani decidano di fare acquisti online. Oggi invece è la volta delle carenze che dimostriamo in materie bancarie, anche se riguardano il nostro estratto conto. La Banca d’Italia parla chiaro: chi ha la laurea risponde meglio (62% di risposte esatte nell’indagine predisposta), mentre chi ha la licenza media fatica ovviamente di più. Sarà solo un fatto di istruzione?

Premesso che non è davvero così semplice destreggiarsi in questo genere di letture, è importante saperlo comunque fare: se si controlla bene l’estratto conto si possono individuare anche eventuali errori contro i quali si può ricorrere alla banca entro 60 giorni. E in tempi di caro – conto corrente, analizzare bene i propri movimenti e le commissioni applicate, può rivelarsi utile per decidere se tenere il proprio conto o se optare per uno più congeniale.

Scendendo nel dettaglio dell’indagine, Bankitalia rileva che un terzo delle famiglie “intervistate” manifestava difficoltà nella lettura di un estratto conto o a distinguere le caratteristiche delle diverse tipologie di mutuo. Ancora più difficile, poi, orientarsi nei mercati azionari o nei temi legati alla previdenza complementare. Per questo, anche, gli esperti consigliano: prima di operare investimenti, valutare la propria attitudine: a spendere tempo e pazienza, prima di spendere denaro.

 
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Estinzione Anticipata Prestiti e Costi

Post n°13 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da risorserete

in base alla normativa sul credito al consumo, lei può procedere all’estinzione anticipata del prestito in qualunque momento. Si tratta, in effetti, di un’ottima opportunità per liberarsi del debito con la banca risparmiando sugli interessi residui.

Dal giugno 2011 sono entrate in vigore nuove regole sull’estinzione anticipata dei prestiti personali e sulle relative penali. Se il suo debito residuo è inferiore a 10 mila euro, la banca non potrà richiederle alcuna penale in caso di estinzione totale del debito.

Se invece la somma che deve restituire è superiore a 10 mila euro, l’istituto potrebbe richiederle le seguenti penali: l’1% massimo del debito residuo se alla scadenza del contratto manca più di un anno; lo 0,5% massimo se il contratto scadrà entro un anno, o meno. In qualunque caso, l’importo della penale non potrà superare la somma totale degli interessi residui fino alla scadenza del contratto di prestito.

Se desidera sapere a quanto ammonta la somma che dovrà restituire alla banca per l’estinzione anticipata può procedere in questo modo: suddivida il suo debito residuo in quote capitale e quote interessi (il suo contratto di prestito personale dovrebbe contenere un prospetto con queste informazioni, che mostra la situazione del finanziamento allo scadere di ogni rata); prenda in considerazione soltanto le quote capitale: a queste andrà sommata l’eventuale penale prevista dalla banca.

 
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Carte di Credito Contro l'Evasione

Post n°12 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da risorserete

Utilizzare le carte di credito e bancomat più intensamente potrebbe ridurre sensibilmente l’economia sommersa, consentendo al nostro Paese di trovare un pò di spinta per affrontare più serenamente lo sviluppo futuro. A dirlo non siamo noi, ma è l’Abi, che in questi giorni sta riflettendo su alcune iniziative che potrebbero essere supportate in ambito italiano, al fine di recuperare punti di produzione interna lorda e consentire all’economia italiana di potersi rigenerare, pure in tempi di profonda crisi quale quelli attuali.

Più nel dettaglio, l’Associazione Bancaria Italiana sostiene che grazie a un maggior utilizzo di carte di credito e bancomat nel nostro Paese, sarebbe possibile recuperare un volume economico tra i 10 e i 40 miliardi di euro, pari a una percentuale di Pil che oscilla tra un minimo di 0,5 a un massimo di 3 punti percentuali.

Attualmente, al quota di pagamenti effettuati in Italia con le carte è salita a oltre il 40% e il trend è in continua crescita.

Tuttavia, nel corso di un intero anno, il numero di operazioni effettuate in Italia è stato mediamente pari a 24,5 unità, contro le oltre 57 dei cittadini dell’area euro e le oltre 190 unità dei cittadini statunitensi. I margini per un miglioramento, pertanto, sembrano esserci tutti.

 
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Tipi di Obbligazioni - Guida

Post n°11 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da risorserete

Non tutte le obbligazioni prevedono uguali condizioni.
Premesso che la loro ragion d'essere è insita nella necessità fisiologica di liquidità di società ed enti, e che esse rappresentano un canale di approvvigionamento parallelo alle banche, le condizioni alle quali queste sono emesse possono variare, offrendo opportunità di guadagno (per il possessore) o di risparmio (per l'emittente) secondo diversi schemi precostituiti che possiamo riassumere nelle categorie seguenti 
Obbligazioni a tasso fisso prevedono il pagamento di un tasso d'interesse fisso per tutta la loro durata e il rimborso del capitale alla pari al termine della vita dell'obbligazione.
Obbligazioni a tasso variabile le quali prevedono, analogamente a quanto sopra descritto, la variazione dell'interesse riconosciuto sull'investimento ma non secondo una griglia prefissata, bensì in considerazione di circostanze “esterne” quali l'andamento del mercato.
Obbligazioni step up prevedono un aumento prestabilito dell'interesse riconosciuto all'obbligazionista.
Obbligazioni step down sono obbligazioni a tasso fisso che prevedono che l'interesse subisca una riduzione nel corso del periodo di durata dell'obbligazione.
Obbligazioni strutturate a differenza delle precedenti tipologie, esse sono collegate ad un determinato paramentro. Contrariamente a quelle a tasso variabile, il rendimento varierà, ma non in base al mercato, bensì all'andamento di un particolare strumento finanziario. Per maggiori dettagli è possibile vedere il sito Leobbligazioni.com che pubblica una guida completa in questa pagina.
Obbligazioni a zero coupon prevedono che non ci sia il pagamento di interessi (il “coupon” è l'equivalente della “cedola”, attraverso la cui presentazione venivano pagati gli interessi) per tutta la vita dell'obbligazione, ma di un rendimento versato in un'unica soluazione insieme alla restituzione del capitale investito.
Obbligazioni perpetue al contrario di quelle precedenti, prevedono un continuo pagamento degli interessi senza nessun termine per la restituzione del capitale. Questo tipo di obbligazioni non sono quotate sul mercato italiano, ma sono trattate nell'euromercato (cioè quello degli scambi tra operatori). 
Obbligazioni convertibili sono obbligazioni con cedola fissa o variabile e prevedono la possibilità di convertire il titolo di credito che rappresentano nei confronti della società o ente emittente in azioni di questi ultimi. L'investitore può decidere se dare seguito a questa opzione o se mantenere il titolo così com'è. 
Obbligazioni a doppia valuta vengono trattate sui mercati internazionali e prevedono l'investimento ed il pagamento degli interessi in una determinata valuta, mentre la restituzione eventuale finale del capitale investito avviene in una seconda diversa valuta.
10. Obbligazioni con garanzia prevedono una garanzia di adempimento rappresentata genericamente dai titoli della società emittente.
Obbligazioni ipotecarie sono caratterizzate dalla garanzia consistente in ipoteca su specifici beni immobili della società emittente.
Obbligazioni drop lock prevedono una soglia minima di rendimento; se essa non viene raggiunta, questo tipo di obbligazione si trasforma in una a tasso fisso.
Obbligazioni reverse convertible prevedono un interesse molto elevato, ma non la sicurezza di recuperare l'intero capitale alla fine della durata dell'obbligazione.
Obbligazioni fixed reverse floater prevedono inizialmente cedole a tasso fisso e poi vengono convertite in obbligazioni reverse, cioè collegate ad un parametro preciso. Il tasso passa quindi, nel corso della vita dell'obbligazione, da fisso a variabile.
Obbligazioni subordinate laddove la società emittente diventi insolvente sono le ultime ad essere ripagate.
Obbligazioni estere esse vengono trattate sul mercato italiano ma emesse da soggetti esteri e prevedono sia il pagamento delle “cedole” che la restituzione del capitale nella valuta dell'emittente.

 
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