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post n.15

Post n°15 pubblicato il 23 Dicembre 2005 da romhaus
Foto di romhaus

La natività... 2003 anni dopo...
dalla parte del papà

Venerdì 10 ottobre 2003 sono stato in radio per l’ennesima trasmissione e siccome mia moglie, incinta con data presunta del parto 12 ottobre, non se la sentiva di venire con me e non voleva neanche stessi a casa con lei, rinunciando ad una cosa che sapeva piacermi, ci siamo organizzati (così com’era già successo gli ultimi venerdì precedenti) in modo che lei andasse dai suoi e si fermasse lì a dormire e ci si rivedesse a casa la mattina dopo. All’alba delle 6 circa squilla il telefono ed era lei che mi diceva che stava succedendole qualcosa perché sentiva le contrazioni a distanza più ravvicinata rispetto a quanto successo finora e soprattutto che aveva trovato una macchia di sangue sugli slip. Io completamente assonnato le ricordavo che due giorni prima il ginecologo visitandola le aveva detto che se nell’arco di 48 ore avesse trovato una macchia di sangue non avrebbe dovuto allarmarsi perché era stato lui… In sottofondo sentivo la suocera che brontolava perché le pareva prendessi con troppa leggerezza la cosa e pompava mia moglie affinché mi convincesse a portarla in ospedale. Per farla breve intorno alle 8 eravamo tutti in ospedale (suoceri compresi ed io col borsone che avevamo preparato nei giorni precedenti) per verificare il tutto. La ginecologa di turno tra la delusione generale (ed un mio ghigno opportunamente nascosto) sentenziava che mia moglie non era ancora in fase di travaglio ma che avendo un letto libero avrebbe potuto comunque ricoverarla anche se allo stato del momento il parto sarebbe potuto avvenire anche da lì a 3 giorni. A quel punto, salutati i suoceri, con mia moglie ci siamo diretti in auto verso casa… a metà percorso a mia moglie hanno iniziato a venire le nausee fino a vomitare (naturalmente è successo mentre stavo a centrostrada, con la corsia dell’autobus occupata, fermo ad un semaforo rosso, davanti ad un grosso incrocio). A casa ho lasciato mia moglie sdraiata sul divano che sembrava volesse riposare mentre io provvedevo a fare, nel minor tempo possibile per starle vicino, un "repulist" della portiera dell’auto (fuori e… dentro!) per evitare di ritrovarci odori strani per l’eternità… fatto sta che nel frattempo le contrazioni di mia moglie erano aumentate di intensità ed appena rientrato a casa ho dovuto cominciare a mettere in pratica l’insegnamento ricevuto nei corsi di preparazione al parto in tema di massaggi alla schiena. Poiché anche la nausea era ripresa abbiamo telefonato all’ospedale chiedendo se era possibile che le facessero una flebo per eliminare almeno questo disturbo. La stessa ginecologa ci diceva che se tornavamo tanto valeva che mia moglie si fermasse… ed infatti poi visitandola l’aveva trovata sempre non ancora in fase di travaglio, ma più avanti rispetto a com’era qualche ora prima (2 cm. di dilatazione) riducendo, quindi, la previsione di parto al giorno dopo. Naturalmente avevo riallertato la suocera (che si era presentata all’ospedale prima di noi) alla quale ho tirato qualche frecciatina sul fatto che se non avesse avuto fretta la mattina presto e si fosse fidata avremmo fatto tutti un viaggio solo… Comunque, per organizzare la mia permanenza da solo in casa nei giorni successivi (era sabato ed il giorno dopo, domenica, a parte i pochi negozi aperti ci sarebbe stato il parto!) mi sono allontanato un paio di ore e quando sono tornato il nostro ginecologo che aveva appena visitato mia moglie ci annunciava che era iniziata la fase di travaglio, che la dilatazione dell’utero era passata a 4 cm. e mezzo e che il parto sarebbe avvenuto in serata. Sono poi seguiti una serie di monitoraggi che indicavano che il bimbo stava bene e che le contrazioni erano regolari (naturalmente le mie mani ormai erano entrate in simbiosi con la schiena di mia moglie), però, ad ogni controllo, la dilatazione dell’utero continuava ad essere bloccata a 4 cm. e mezzo! E neanche averle rotto con una punta le acque sembrava servire a qualcosa. Intorno alle 20 all’ostetrica di turno è venuta l’idea di provare a fare a mia moglie una puntura che doveva servirle per ammorbidire l’utero che le sembrava come indurito… tutto inutile: le passeggiate nei corridoi per farci aiutare dalla forza di gravità con continue soste per le contrazioni (e relative mani sulla schiena che talvolta sembravano non servire a niente) non cambiavano il risultato. Il bimbo stava bene, la mamma soffriva, la dilatazione sempre allo stesso punto. Intorno alle 23 la stessa ostetrica decideva di provare con una flebo di ossitocina anticipando a mia moglie che avrebbe avuto contrazioni fortissime (e dolori maggiori) ma che forse sarebbe riuscita finalmente a dilatare. Quello che finora non ho detto è che mia moglie ha rifiutato fino all’ultimo di fare l’epidurale perché aveva deciso che avrebbe voluto partorire nel modo più naturale (dolori compresi) ed anche in quel momento, nonostante le premesse, aveva chiesto che non le venisse fatto niente… poverina! Devono essere stati i minuti più lunghi della sua vita: io ho ammirato il suo coraggio e non so se al suo posto avrei fatto uguale… ha iniziato a vedere le stelle, a gridare più forte con le mie mani che non servivano a niente anche perché aveva cominciato a contorcersi e non riuscivo più a mettercele come dovevo… ma quel che era peggio è che ad un certo punto il battito del bambino che fino a quel momento era assestato a 130-150 è sceso a 80-90! L’ostetrica le ha tolto di corsa la flebo sostituendola con un’altra "pulente" mentre chiedeva a mia moglie di respirare nel modo che le avevano insegnato nel corso pre-parto… il battito saliva a 100-110 per poi tornare quando non riusciva a 80-90… mentre la dilatazione non ne voleva sapere di proseguire… di corsa veniva richiamato il ginecologo di turno (ormai eravamo intorno alle 23:30): finora, quando l’ostetrica la visitava, dal mio punto di osservazione a fianco di mia moglie, dalla parte della testa, vedevo le dita sparire… quando l’ha fatto il ginecologo di turno ho visto sparire solo l’unghia dell’indice. "Cesareo" ha subito sentenziato "non dilata più…" In quel momento, io che avevo timore di svenire assistendo al parto ho provato un fortissimo senso di delusione: ormai dopo tutte quelle ore mi sentivo pronto e avrei visto volentieri nascere mio figlio. La mancata dilatazione mi toglieva questa possibilità: il cesareo è un’operazione e vedere una pancia aperta non è uno spettacolo che si può proporre ad un neo-papà. Quel che è peggio (e questo l’ho realizzato subito) è che oltre al fatto che il bambino stava soffrendo c’era mia moglie che aveva patito fino a quel momento per niente. Capire dall’inizio che non avrebbe dilatato le avrebbe risparmiato tutti i dolori che aveva dovuto (e voluto) sopportare. Un attimo prima che dal lettino della sala travaglio la trasferissero sulla lettiga, mentre lei mi chiedeva conferma del fatto che le facessero il cesareo, l’ho baciata in fronte dicendole che mi dispiaceva tantissimo fosse andata così perché non lo meritava rassicurandola che il bambino sarebbe stato bene… subito dopo le ho baciato la pancia sussurrando al bimbo che gli volevo bene e che gli auguravo buona fortuna… mia moglie a quel punto ha chiesto che le facessero l’epidurale per poterlo vedere nascere ma si è poi saputo che a causa delle forti contrazioni non era stato più possibile ed avevano dovuto anestetizzarla completamente… poi l’attesa nell’atrio con i suoceri ed un gruppo di rumeni che aspettavano notizie di una ragazza di 17 anni incinta, mentre poco dopo la mezzanotte arrivava una coppia dove la lei era una ragazza che era stata dipendente, nel 2000, per un breve periodo, dell’altra società per cui lavoro. Subito non ero sicuro fosse lei e questa deviazione di pensiero ha contribuito ad allentare un po’ la tensione… poco prima dell’una meno un quarto finalmente quella porta da cui ero uscito per accomodarmi nell’atrio si apriva e un’infermiera del nido annunciava che il bimbo era nato, stava bene ed era lì con lei. Ci siamo alzati di corsa ed abbiamo visto dentro un’incubatrice sbucare la testina di un bimbo che dormiva: mio figlio! Non so perché ma avevo avuto timore che pur essendo sano poteva essere uno sgorbietto: l’ho visto bellissimo (vedere foto del post)… ho chiesto come stesse mia moglie che stavano ricucendo e poi ho seguito l’infermiera per assistere al primo bagnetto passando un attimo dalla camera che era stata assegnata a mia moglie dove avevo lasciato la mia cappa verde (obbligatoria per stare vicini ai bimbi in ospedale). Mentre stavo raggiungendo il nido ho incrociato quella ragazza col pancione che dicevo prima che mi aveva riconosciuto e mi chiedeva conferma mentre io, che non stavo più nella pelle, le annunciavo con gioia che era nato mio figlio che lei forse aveva visto se aveva incrociato un’incubatrice. Ho davanti a me ancora tutte le immagini del bagnetto, della pesata, della misurazione, goccine negli occhi, punturina sul sederino, ecc. che gli hanno fatto mentre lui accennava qualche timido pianto e del momento in cui l’infermiera, che si era dovuta allontanare, mi aveva chiesto di avvicinarmi per stare attento che il bimbo, che aveva appoggiato sul fasciatoio, non cadesse. Fabrizio, tutto nudo, appena nato, a pochi centimetri, ancora con braccine e gambine in posizione fetale, penso sia stato uno dei minuti più belli della mia vita ed in quel momento mi è dispiaciuto che mia moglie non avesse potuto condividerlo con me… Sono rimasto lì fino a che non hanno portato il bimbo dove non potevo accedere e sono ritornato dai suoceri portando le novità che mi avevano dato al nido ora di nascita 0:20, quindi ormai 12 ottobre, peso kg. 3,1, lunghezza cm.50 e il fatto che avevano dovuto aspirargli il meconio (la cacca) che aveva ingoiato nascendo. Intorno alle 2 hanno portato mia moglie in stanza a letto che, a causa dell’anestesia dava i numeri e mi chiedeva se il bimbo stava bene ed era sano, pregandomi di non mentirle perché la vedevo in quello stato. La mattina mi sono recato in ospedale di buonora per stare vicino a mia moglie, rivedere Fabrizio e ricevere l’ondata di amici e parenti che veniva a farci visita per vedere il bimbo…

 
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