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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

La vera me stessa

i miei pensieri

 
 

IL PIŁ GRANDE DI TUTTI

Fabrizio De Andrè

 

LAMPI DI FELICITĄ

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CLASSIC BLUES

 

l'Autrice del blog:) io     

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/sml/1b62d1ce68_8237356_sml.jpgo

 

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

UNA POESIA PER ME.

                       A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - blogger)  

 

PERLE

Perciò, Roberta, bisogna stare attenti a non deprimersi per la sconfitta, ma valutarla come un'opportunità comunque tentata nella buona fede della sua riuscita. Non avere rimpianti, è ciò che conta, come credere ancora ai miracoli, se desiderati.         (Gabriella, blogger)                                                       §

La solitudine è un drago che brucia tutto. Ma dovremmo considerare la legge della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge. Così anche nell’animo umano ciò che (ci) brucia sarà un diverso av-venire.  Am Archetypon (blogger)                                                 §

epimetea- la ricerca della realtà
la -sconfitta- è un nido adeguato 
per confortare l'attitudine della fenice,
l'aria il moto del suo volo potente. emma01 (blogger)

 

CONFUCIO

Non importa quanto lontano possa andare lo spirito, non andrà mai più lontano del cuore.

 

luglio 1972 o 73

io e papà

 

:-)

 

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Post n°1252 pubblicato il 16 Maggio 2019 da Roberta_dgl8

Ho  i minuti contati, ma voglio sia un post calmo e sereno. Ho bisogno di scrivere, oggi sono molto felice. Sono viva e sto bene. Non sono sola. La primavera è una carezza calda E meravigliosa dopo le sue bizze precedenti da esplosione invernale tipo scenario  semiapocalittico alla blade runner. Dopo le sue variazioni che non dipendono, da lei. La primavera esplosa come la verità, temperata da un vento non traditore, ma onesto e perfetto fresco primaverile, come a bilanciare la natura la ricerca della sua bellezza più autentica a dispetto dei tempi, e soprattutto di noi. Carezza calda di un sole di maggio, di un cielo terso e limpido. Non sono ancora riuscita a scrivere del mio sogno di quella stella diamante improvvisamente apparsa dal cielo prima carico di nubi di due o tre notti fa. Lo farò.  Per ora c'è la stella splendente che che nasconde e protegge la notte, che regala carezze e compagnia alla mia vita, che mi accompagna nel mio andare. Nella comprensione delle cose, come un'Amica, la mia vita io e me.Non sono  sola. Due Amiche hanno risposto ai miei msg mi hanno dato la mano in un altro modo, come a colmare una umana mancanza, del momento, in due si soffre meno.. E poi perchè soffrire? La primavera oggi mi ha fatto un regalo immenso che continuava nell'esposizione delle cose, nel seguire il mio corpo, nell'ascoltarmi, nel non 'agitarmi'.   E mi sentivo bene, adeguata nel vestire, con la doccia senza stress, ma serena, con i capelli che resistono e si difendono dallo smog, guarendo ormai definitivamente da ogni forma di dermatite. Mi sorridevo e sorrido fuori e dentro:) E' una lavoro lungo... ma la ricerca mia interiore al mio ascolto è proficua.. I piccoli passi, l'accettazione di ciò che comprendo, il dialogo interiore, la comprensione anche di applicare un maggior autocontrollo SOPRATTUTTO PER AIUTARE MATTEO. Lui e 'noi' cosiddetti neurotipici non sempre ci capiamo.. e questo può provocare da parte sua una crisi che lui manifesta come può. E' questa per ora, la meta ed il mio sogno più grandi, di non perdere la testa MAI, in questo voglio il maggiore autocontrollo ed in questo lavorare BENE. Davvero.   Abbracciarlo, invece di 'reagire' d'impulso.   Certo che sono umana. Ma voglio essere un essere umano migliore. soprattutto con lui, perchè da Lui e con lui, io posso trovare e ritrovare anche me. La possibilità che tutto possa girare, e quella serenità che mi diceva mia madre, qualsiasi cosa accada, - è come se anche la natura delle cose l'avesse abbracciata, come se, fosse una prova stessa della natura il suo provare a non farci destabilizzare, - dalle sue reazioni. Ed anche Matteo, nel rispettare appunto io la sua natura, ed in questo sentire la presenza onesta e buona di chi mi sta vicino in altro modo, con la fiducia che  mi occorre, l'affetto e il bene profondo, ecco, io posso farcela, e ce la sto facendo. Sono felice, anche se è una strada in salita. Ma con un buon equilibrio fisico e mentale , e del mio cuore (bello vederlo battere :))))   Si può essere felici anche per una sciocchezza.. E per dell'altro anche che non voglio scrivere, per ora. E' scritto altrove.  Sorrido, per aver fatto tutto. Aver usato un solo biglietto. Montesacro Africano Trieste TagliamentoCoppedè... Non agitarmi di nulla, trovare sempre il posto, - vedere che Roma è sempre la stessa, forse anche più bella di prima, perchè cammina anche lei con me, e con tutte le anime da lassù e da quaggiù , fare pace col passato, non virare, stare centrata e vedere davvero tutta la bellezza di una primavera - che no - non è alterata, ma esce per farci vedere che sa essere più bella di sempre, e forse, anche di prima. Passo e chiudo !

Roberta

 

PS: ho oggi anche capito che sono una 'signora'; cioè rivendico certamente la mia parte più verace e a tratti anche un po' troppo a volte da 'camionista', (diciamo così), ma sono anche una signora:))))

 

 

                                               

 

 
 
 

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Post n°1251 pubblicato il 14 Maggio 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Anche da comportamenti inadeguati e profondamente offensivi possiamo trovare il modo il verso giusto per dipanare i nodi cucire gli strappi evitare il dolore, placarlo, crescere e guarire e imparare altre possibilità. Il modo c'è. Quando l'intento è la pace per la ricostruzione solida e poter di nuovo continuare a sognare e sperare e farcela e vivere.

Questo brano contenuto nel post ce l'ho avuto sul profilo per anni.

https://www.youtube.com/watch?v=Y8RZlIHYq6Y

 

E ho pure il cd che inaspettatamente,  e forse anche inconsciamente arriva a pacificare anche una fermata, d'autobus, perchè lo stavo ascoltando. Là. In quel tempo. Là             

Immagine correlata

 

Chi mi vuole bene e mi conosce, deve volermi ancora più bene. Certo che il bene non si chiede, ma non sarei io nemmeno in questo no? :-)

Sorrido al sole di maggio che si fa carezza sul mio viso e rende splendide anche le piccole cose della giornata, e sorrido a me stessa, per tutto il lavoro che ho ancora da fare, ma a piccoli passi e piano, con l'intento profondo tutto arriva. Sorrido ai miei occhiali velati di azzurro ai miei bellissimi colpi di sole, che illuminano il bruno col biondo. Perchè sono io.  Grazie specchio, nè ora nè mai mi interessa di essere la più bella del reame, mi interessa il sorriso che ri trovo e mi rimandi col sole e la consapevolezza, buona e felice, quella di cui ho bisogno. Come tutti.

Passo e chiudo, per ora,

a dopo, o a stasera per provare ancora a dipanare i miei sogni e provare a ricucirli come ago e filo a rinsaldare e sistemare le slabbrature dal tempo dall'usura e dalla vita. E provare a renderle forse ancora più belle, per farcela ancora e vivere.

Roberta

 
 
 

*

Post n°1250 pubblicato il 12 Maggio 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Io voglio dire, e lo scrivo, perchè ci credo, - che l'Amore è uno , che il mio ideale di amore è esso stesso amore, - che il mio aver potuto provare l'amore più grande che è quello di un figlio, e poi,di un figlio come il mio, - e l'idea stessa, che attraverso questo amore, - sebbene tutto questo dovrebbe funzionare al contrario, mi dico che il senso è orario ma anche antiorario, ti fa funzionare comunque questa idea come un meccanismo perfetto, perchè quando è l'amore che si muove, e muove tutto, - ti rimanda anche al fatto che quella Idea, che non hai tradito ma solo sperimentato perchè investita di tutta la tua speranza piena di amore, possibile, a cucire e a fondersi poi, non solo con quella idea, ma col tuo amore più grande quello di un figlio, ti dici e scrivi, che non importa se a te, non è riuscito, non perchè l'esperimento fosse andato a vuoto, ma perchè non collimante con il superamento e l'oltre quello stesso amore.. profondo e di fusione profusione strasfigurazione e abbandono completo e totale.. e poi, Vita.

E poi, naturalezza, come mangiare, bere, amare, parlare, senza più tabù paure errori lasciandosi il passato alle spalle, cucirlo con il presente, provare a camminare a piccoli passi nel futuro. spogliarsi liberarsi e ancora sperimentarsi e ricucirsi e superarsi.

L'amore si manifesta per me, nella mia Idea questo è il mio Amore - se non mi sarà dato di sperimentare ma soprattutto arrivare a tutto questo (grazie S. per avermi permesso di dirlo, - spero laddove ciò non potesse accadere nella mia ricostruzione, ma le vie del Signore sono infinitive nella mia idea di amore, - ) che nel momento stesso in cui torno da me, e rimetto a posto il pensiero e il cuore respira meglio e l'impianto si fa migliore, che amarmi così con la mia idea che cucio a piccoli puntini che si non possa strappare più (anche se certi strappi sono necessari probabilmente non erano ben cuciti o solo io, che volevo che si tenessero su, appena imbastiti...). 

Vola via nel cielo alto, un pensiero dolce , a dirmi che guardando veramente le cose per come sono e come sono state, vedere tutto il male, - vedere gli errori, vedere tutto quando veramente , da contraltare ti riporta a piccoli frammenti e tracce di amore, che hai seminato, e nulla quando si da amore va sprecato e ti torna addosso tra gli occhi il velo di sole e lacrime e nuvole e polline e canti di uccellini e sistemazioni della natura, e modifiche delle stagioni, - che quello che ti resta è il ricordo scremato di un piccolo bacio rubato, angolare, dell'apertura del tuo cuore adolescente che si apriva, e l'Amore più grande, che ti riporta alla Vita, alla trasfigurazione che tu ora vedi e senti in parti del corpo di quel figlio che ami di un amore che non puoi descrivere, e tu custodisci ancora il sogno, che si faccia tutto questo 'fusione' con tutti gli affetti provati, con tutto l'amore donato e da quello che provavi a costruire, - e con questo sogno, nuovo, ancora, vai avanti col tuo Amore più grande, e doloroso, ma che ti darà tutta la forza necessaria, quella di cui hai bisogno.

Si, lo so' che forse non si capirà...

e che forse questo luogo è diventato 'stretto' per me. Che devo cercare un posto solitario anche per questo mio scrivere, ma, ci sono anime qui, che vanno al di là di occhi e corpi che leggono, che si fanno piume e soffioni ed a mè arriva l'amore, quello di cui ho bisogno quello di cui tutti, abbiamo bisogno.

:-)

passo e chiudo.

E' il mio modo di festeggiare la festa di tutti. Perchè ognuno è figlio di una mamma, ...anche i figli di ...

eh, se non chiudevo 'in bellezza' non ero io no?

aripasso e chiudo. Il cielo trasfigura, si sistema gli uccellini cantano, lavo i denti la faccia e mi aspettano i miei panni da stirare.

non so' che cd metterò mentre stirerò.

qui, 

metto questa.

 

 

 

aggiunta per l'amico Gianluca :) e per me.

 
 
 

*

Post n°1249 pubblicato il 10 Maggio 2019 da Roberta_dgl8

Non ero più capace di riconoscere i miei campanelli di 'allarme'. Li ho travisati, travisando me stessa, o forse ed anche o soprattutto più forte e feroce il bisogno profondissimo che guarire finalmente quella ferita l'antica ferita la più profonda narcisistica e poi tutte le altre incardinatesi a seguire, - poteva essere il riconoscimento - o il sentirla attraverso qualcun altro, questo risveglio non potesse essere che l'avamposto dell'agognata guarigione. 

Mi rendo conto di essere stata presuntuosa, in questo. O meglio. L'istinto e il sesto senso mescolati alla ragione si sono scollati da questo bisogno e di conseguenza da questo scollamento, non potevo ogni volta reincollare tutto. Non stava in piedi la cosa. Semplicemente come ho scritto in premessa.

Ma non rinnego nulla. Mi rendo conto ora di tutto. Tutto si appalesa. Anche nel fatto di non riuscire a scrivere e a rendere giustizia ai fatti di cronaca, perchè paradossalmente diabolicamente, o solo divinamente nel computo della sistemazione delle cose, - tutto questo avviene, perchè la vita è una ed è in stretto contatto con tutto. Anche con gli incidenti (chiamiamoli così) di una vita, della mia vita.

Se fossi davvero brava (e non voglio darmi addosso, mi sono riletta in questo blog, lo sono stata e molto, sono andata indietro, parecchio, ho davvero scritto bene, e notevole, sì...) mi sono raccontata anche a me stessa in questa testimonianza di rilettura, e autolettura, terapeutica, ma per dire, davvero brava, avere la capacità di raccontare la mia storia. Certamente, io che sono abbastanza  spontanea ho dei pudori, nel narrare vicende familiari e dolorose. Ho cercato di tesserle con i sogni e con la speranza prima fra tutte, che attraverso il leggere (e non era premeditata la questione), la lettura la scrittura io potessi trovare dei referenti animici con cui ricucire i miei strappi. A vari livelli, li ho trovati.Non faccio i nomi. Loro lo sanno, e fanno parte della mia vita. Anche se la frequentazione è limitata, - e la mia vita piuttosto complessa.

Però mi accolgo anche in questo. Sono evoluzioni e cambiamenti. Ora sono così. Con le mie introspezioni. Con quello che riesce ad uscire da questa piccola vendemmia fuori stagione... la mia. La mia 'vite' - vite le mie - La mia Vita. 

Pensieri sparsi, come piccoli punti. Qualche perlina del mio passato. Cose solo mie, che faccio respirare  ... mia sorella con un vestitino la sua mascherina faceva presupporre un futuro buono e dolce, mio padre ancora vivo, la periferia variegata e multicolore, i canti comunisti e i miei genitori allibiti ma non intervenivano sui canti tra bambini, - perplessi dalle nuove didattiche. Poi gli schiaffi e calci di un destino a tratti troppo crudele spietato aberrante. Così come aberrante si manifestava il mondo fuori, insieme alle conquieste che si andavano muovendo, da là a poco.

Poi. indietro..

Mio padre preoccupato, e io che sognavo su quella trave un futuro di farfalla volante, di bambina con un corpo snodato che cercava un futuro in un mondo possibile, poi mi piegavo alla morte senza capire.

Poi altri schiaffi da quello stesso destino becero. Pugni per una preadolescente in anni pieni di piombo, che a mè sarebbe toccato diversamente. alla fine di quegli anni. L'ammirazione per una parente proclamata beata, - mi arriverà poi, in un moto di ingenuità una mezza specie di esorcismo (becero anche quello, quando la presunzione cattiva di una presunta intelligenza comica), ma fu colpa mia in quel caso, i campanelli distorti , io non li so poi rimettere a posto. Anni dopo, appunto voler rimettere a posto, i fili di questo destino, - con me, per cercare di capire, che appunto volevo ritrovare attraverso quella intelligenza mia e il mio sentire veramente me stessa. 

E' un piccolo frammento. Non posso continuare, non mi riesce,e probabilmente a tratti non si capirà. 

Io sono felice lo stesso. Felice per trovare il coraggio di aprire la porta profonda del mio cuore, - per vedere oggi, proprio oggi illuminarsi il sole ed uscire fuori tutto per me.. ed io con lui, in un'esplosione di ricordo buono di un'istantanea a colori piena di luci in un settimo piano di una periferia (ma nemmeno tanto) variegata e oggi dipinta e piena di male, non estrema, affatto, ma semicentrale (maledetti giornalisti che male raccontano), - e di un male profondo mio che mi toccherà in eredità come ad altri toccano ben altre eredità. Non rinnego la mia vita, la rivendico. Vorrei avere avuto oggi stesso, la capacità di poterla raccontare diversa.... mi dicevo inghiottita oggi dal traffico tra altri ricordi, ai parioli, che mi ci hanno vista intrisa, l'avvocato per cui ho lavorato, le mie amicizie, le mie conoscenze, i miei percorsi. Mio padre, mio ex marito (l'origine pariolina è più la sua - rido - che certamente la mia (siamo di periferia entrambi così facciamo prima..), mi dicevo, mentre abbracciavo tutto il mezzo secolo che mi pesa fra la schiena i muscoli e i nervi, lo stomaco il cuore l'anima e le braccia, le gambe, il sesso, tutto, - mi dicevo che - dipanare come vorrei è un condizionale che non mi appartiene non riuscirei a scriverne nemmeno con una laurea in lettere certamente perchè emotivamente troppo coinvolta e perchè c'è un pudore solo mio, che ognuno ha nella scelta del proprio sentire di manifestare o meno anche nei moti di verità più manifesta e di migliore intenzione spontanea.

Tornando al campanello appunto... e a questo filo ingarbugliato,  mi dicevo nella mente, tra il traffico le domade reiterate del mio Matteo AMORE PIU' GRANDE ED IMMENSO, - che mentre lui mi domandava i suoi assilli io dipanavo il filo, come si fa con una catenina tutta intrecciata fina e la mente non mentiva, la dipanava. E non perdevo la pazienza, e il sole mi scaldava, e non perdevo la pazienza, - Roma - strangolata - violata - imbarbarita fino al cielo lassu' sapevo che stava da qualche parte negli squarci dei miei ricordi sotto i miei passi e nelle mie ossa. Facevo pace anche con le altre mie origini del sangue, a dirmi che Roma (che ho anche rifiutato a volte, ma non lei i suoi imbarbarimenti atroci e imbastardimenti dei più feroci e fuori controllo da sempre), - ha saputo e saprà farcela, come me.  Mi sono venuti in mente i miei nonni lombardi, ma ormai romani eterni, il loro essere sospesi a metà, in un piccolo posto in una città che li aveva accolti per cercare il loro posto nel mondo, a cavallo di due guerre, in mezzo a tante privazioni, e facevo pace anche con la loro ignoranza, non colpevole, colpevole i tempi che condanneranno una famiglia normalissima a qualcosa che in una vita più succedere e di cui non si può scrivere.

Eppure il sole di Roma, quello squarcio fra le nuvole. I colpi di sole improvvisati e decisi dal parrucchiere (maurizio hai fatto di testa tua, colpi di sole ad hoc) hanno squarciato insieme  - un profilo basso - di cirri neri in un lampo di pacificazione e rasserenazione, che ho bisogno di mettere nero su bianco qui. 

Non mi piace che al maneggio, insistano con Matteo se non vuole trattenersi di più - e quando le urla sono intolleranti per lui. Il sole mi scaldava, dopo la tecnica della chimica del professionista parrucchiere, la dolcezza di una mamma più grande di mè, che mi ascoltava - ascoltava la mia solitudine per far fronte ad una patologia più grande di mè.

Ieri sono stata in inps... non devo solo ricucire i miei strappi e guarire le mie ferite, antiche e pregresse e più nuove e traumi ultimi. Mi tocca anche di sopportare la burocrazia ormai allo sfascio. Chiamo debosciati gli ultimi governanti e il loro immondo teatro , - andate in inps una qualsiasi della capitale in questi giorni.   La dirigente era stordita... era la quarta volta che la vedevo? ebbene non si ricordava, e mi ha di nuovo cambiato le carte in tavola. Devo andare in direzione generale, deciderò stanotte, se andare domani.

Voglio stare calma.  Ricucire tutto, con questo contorno la fuori potrà da tutto il male che viene fuori dalle tv dall'aria schizofrenica cattiva e corto circuitale di questi tempi che mai avrei pensato di vedere così - inimagginabile, mi duore dirlo ma la realtà la supera sempre la fantasia... mi ha fatto brutto vedere la sindaca scortata dalla digos (era la digos no?), e tanto altro di cui non ho voglia di scrivere. Dilettanti allo sbaraglio hanno fatto ammalare ancora di più la mia città... condannata allo spolpamento dai nuovi maiali di turno (l'offesa è per i maiali animali che rispetto in quanto creature di questa natura e di Dio).  Fai gola bellissima Roma mia, splendido amore, unica eternità possibile.. fai gola. Ma voglio sorridere ad un ottimismo che illuminerà le menti anche delle persone meno colte, anche delle persone più semplici. Voglio pensare credere ancora a possibilità, Roma mi appare ancora con le sue magnifiche rose in ogni piazzola , con il suo sole caldo a contrastare la sua austerità quando improvvisa gioca la primavera qui a fare l'inverno, e a trovarmi immersa poi, nei suoi quartieri storici ed eleganti. A ricordare la preferenza della mia periferia bambina e alla mia mescolanza alla mescolanza di allora, che era molto diversa, e a questa di adesso, feroce cattiva, con cui faccio il conto (e il contro) anche con me stessa e le mie contraddizioni cercando di fare pace con tutto, portandomi appresso me stessa, cercando una sorta di leggerezza, e dirmi, che sistemo tutto come mi viene. Parlando col parrucchiere - che è meglio che parlare con qualcuno colto che parla e nulla dice. .. E con la dolcezza infinita del mio Ragazzo che mi fa dimenticare i suoi tilt comportamentali, non autocercati, non calcolati, - che in un mondo diverso avrei aiuto per poterli gestire.

Eppure essere felice, ed essere riuscita a scrivere.

Non credo che rileggerò.

Per ora, passo e chiudo.

buonanotte. Grazie a chi leggerà. E , Grazie a mè, alla vera me stessa, che finalmente capisce e capisco, tutto. Mi è rivenuto in mente un sms.. mi è rivenuto in mente il sesto senso di averlo ricevuto per sbaglio, non averci badato, mi sono rivenuti in mente dei biscotti (inadeguati per l'ora del the, facile per un te prendere qualsiasi tipo di biscotto), ma anche un cibo sa dire la Verità che si appalesa, anche se tu, poi, divorata dal coraggio mal speso del momento, non sei ancora pronta - non per vedere - ma perchè virando ancora speravi in qualcosa che di speranza aveva ben poco ma era - racchiudeva altro.

Ebbene, sono felice per questo. Non credevo (senza raccontarmela), - che la felicità si poteva manifestare anche così.   E ' una felicità di essere consapevole di quello che comprendo, - sempre con beneficio del dubbio e di smentita, che mai arriva, anzi, arrivano conferme a pioggia e a grappolo. Sì, se questo monitor è uno specchio e io mi sorrido davanti.

Non ho la pretesa che si possa comprendere tutto... sarei davvero una grande scrittrice ! (mi basterebbe essere una scrittrice che vive della sua opera ... seeeeeeeeeeeeeee), ma se già si capirà qualcosa sarò felice, - e sono già felice per avere scritto, cioè che era un peso...ora sono più leggera.

passo e chiudo, sento rumori e sento Matteo che sente...  i tasti.

 

serena notte.

Roberta

PS: per dovere sincero e vero (che si può esser sinceri anche nella menzogna), HO riletto.. e ringrazio mia madre per avermi dato trasmesso la capacità di discernimento nel senso più profondo del termine, ossia me lo ha donato ed insegnato con il suo esempio e il suo comportamento e credo sia quanto di più prezioso possa avere una Persona dal propro genitore. Grazie mamma... te lo devo dire, e te lo dirò. 

Inoltre ho capito anche altre cose, con le quali mi addormenterò, perchè credo che faccia parte della ruota della vita,in questo mese di maggio, perchè se sono qui è perchè sono una mamma, una donna, una Persona, un'essere pensante che sceglie ancora di farcela. Soprattutto per mio figlio, - e - per me stessa...piano piano.

Ce la voglio fare, e come dice Matteo 'gliela devi fare'.

 

serena notte. e sogni d'oro!

 

 

aggiunta per l'AmicoMax :-)

e ... non c'è due senza tre .. la musica sì è il meglio,

ti permette di fare pace damblè con quanto tu manco ti immaginavi...

si.

 

 

e di andare, oltre.

passo e chiudo.

 
 
 

*

Post n°1248 pubblicato il 03 Maggio 2019 da Roberta_dgl8

Ho poco tempo per scrivere, ma lo voglio fare ugualmente.

Non voglio avere paura, di dire che le cose, sembrano andare meglio :-) oggi Matteo tornato a scuola , è stato bravo ed ha lavorato !! Col suo prof, ho detto 'miracolo' !! si si per sdrammatizzare. : SONO FELICE. Il prof, mi ha anche mostrato delle foto con il suo cellulare bellissime!, è una piccola grande vittoria per non essermi 'abbattuta', e devo dire che Matteo sempre mi sorprende. Mi sorprende, la vita.

Tesoro mio, adorato. So' che non è il massimo... portarlo solo tre volte a settimana - devo farlo io - la scuola è lontana, MA, mi sono organizzata, con un libro, con svariate commissioni che da un mese a questa parte ho svolto, e stare immersa nella campagna confrontarmi col mio presente VERO senza nessuna illusione ma anzi proprio calata completamente nella Realtà, mi è stato di aiuto. in altri periodi mi sarei abbattuta. Ed invece, è tutto un allenamento : ROBERTA QUALSIASI COSA TI SUCCEDERA' NELLA VITA, LA MAMMA TI DICE CHE DEVI STARE ED ESSERE SERENA. TANTI AUGURI PER SEMPRE. MAMMA.

Ecco è una fortuna anche se piccola, tanto grande aver ricevuto un bigliettino così, ed a distanza di anni, ne colgo tutto il senso, che incollo, e cucio con puntini piccolissimi e col del filo prezioso , è questa l'alchimia del piombo in oro. Piombo quando capiamo solo con la testa, oppure non vogliamo capire, oppure siamo infantili, oppure non ci arriviamo ancora, oppure vogliamo fughe ed illusioni, oppure oppure... Basta ora pensarci.

E' una cosa bella, ed io me la voglio scrivere! il prof, era felice, e lo ero anche io. Stamattina prima di portarlo non sapevo come sarebbe andata. COn la coordinatrice avevamo deciso di accorpare le ore del sostegno (12) e fare con quelle. Evitare il pulmino che è stress per Matteo, - e dargli la sicurezza che io ci sarò , in entrata ed in uscita, gratificarlo, - e non stressarlo... Sta dando i suoi risultati. Non mi importa se sono solo tre volte, se è solo oggi una piccola grande vittoria, intanto va ... ed io sono FELICE. 

Dicevo prima di portarlo, ragionando tra me,e me, cercando la calma e non l'abbattimento, che come età ci siamo. Lui ha 18 anni, quindi la scuola dovrebbe essere finita. Lui sta due anni indietro per scelte familiari e scolastiche (si fa così) per aiutare. Ma anagraficamente, biologicamente, organicamente, e ormonalmente (non so se si può dire, ma chissene), - ci siamo!, e allora tutto quello che si riesce a fare di più... si fà. E penso allora al miracolo della vita, e alla moltiplicazione di pani e pesci... cioè di fare come si può, che Dio mi perdoni per la similitudine. 

ho tante altre (avrei) cose da raccontare, ma non voglio rischiare di perdermi tra le righe.

Arriverà il tempo anche dello scrivere la cronaca come facevo prima, salvare ciò che di bello è stato, è nel mio intento così come la foto Rivitalizzata :-)

Il primo maggio, è andata bene abbiamo partecipato ad una grigliata, con l'associazione con cui fa ippoterapia, ed  è venuto anche suo padre, e mi dicevo , che non voglio più pensare al fatto che sono disoccupata. Io per la prima volta nella mia vita, sto veramente lavorando per me stessa, ed anche per lo STATO. Si. che mi riconosce l'operato. Burocraticamente. Fino a quando sarà possibile. E fare anche qui, con quel che ho. E cercare di sistemare le risorse per cercare sempre di lavorare al meglio per Matteo, e per me. Se la nostra famiglia, si è 'divisa' non per questo non può ancora lavorare bene, per lui e poi noi stessi.

Sono felice, dei msg che mi avete lasciato, rispetto a questo. E' bello esser letti, veramente.

Da forza - quella forza necessaria a procedere. E dagli scritti onesti e sinceri, io traggo anche il modo per ricercare dentro me, quella linfa buona e giovane, che mi permette di accettare anche i miei limiti fisici e mentali. Perchè tutti li abbiamo. Presunsioni personali a parte. 

Ora devo chiudere. Voglio riposare un po' per tornare a scrivere.. ancora. Del libro durissimo che sto finendo di leggere... della cura che sto dando al mio apparato muscoloscheletrico, al rimettermi in gioco, decidendo e scegliendo ancora di sorridere alla vita, - e cercare tutta la positività :-) se non è lavoro questo !!!!!

voglio tornare a mettere foto e musica ... TUTTAquella che mi ha accompagnato in questi anni, - rispolverarla - perchè mi dico che da questa polvere potranno ancora venire fuori stelle e voli di rondinelle quelle stesse che ieri, mi hanno accarezzato gli occhi e l'anima al maneggio, dopo la lettura del libro.

Non riesco a scrivere come vorrei, non posso far tutto. 

Ci vuole molto tempo, e non ne ho.

Per ora, questo sento e questo faccio.

Passo e chiudo.

 

 

 
 
 

P.S. (al post) :-)

Post n°1247 pubblicato il 29 Aprile 2019 da Roberta_dgl8

Quel che volevo dire, è che sì, continuerò a scrivere della mia attualità... della mia difficile gestione dell'autismo di mio figlio, - rispetto alla società che ha deciso di ospitarlo (l'autismo), in un certo modo ... come difatti faccio, ma al contempo, voglio anche continuare le mie preziose (per me stessa) introspezioni.

Ecco, dovevo specificarlo :-)

 
 
 

Post N° 1246

Post n°1246 pubblicato il 29 Aprile 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ho pochissimo tempo. Ma voglio abbracciare questo inizio di giornata per darmi quel coraggio che mi serve per affrontarla.   Voglio tornare a scrivere, così come volava la rondine, voglio conservare il bello e buono che ho avuto e creduto da me stessa ed oltre, abbracciare tutto il mio bene inesauribile, tornare a credere - senza illudermi - e far pace con le mie illusioni - le volevo incollare ai miei sogni, credevo si fondessero, così come i fiori quando vengono impollinati e da là la natura semplice e splendida fa il suo corso. 

Voglio tornare a cucire tutti gli strappi, - voglio - che questa rondinella della scrittura, siano questi post it, come cibo da portare ai suoi cuccioli per farli volare, che le lettere non sono uccellini che cinguettano, - ed io non sono una bambina,  - ma lo spirito riesce a cucire tutto questo e mi dico, e voglio con questo provare a farcela ancora. Perchè la scrittura mi ha portato oltre... non fa niente se mi sono illusa.. se non l'avessi accantonata e ben incollata al mio impianto, non avrei 'sbagliato'. 

Devo ricominciare, piano e con la stessa voglia. Che sento. Cucire tutto. Di mè. 

ora affronterò la giornata. Proverò a portare Matteo a scuola. Non importa che sembra una scampagnata, - i colori della primavera saranno compagnia per i miei occhi, ancora velati di sonno. Vorrei che la mia scrittura limasse le mie paure, le mie ansie, ogni incrinatura - e poter continuare a leggermi dentro, a leggere il mio passato, senza rancori senza rabbia senza rivendicazioni - che la parte di mè, più severa ma nemmeno troppo più rancorosa ma nemmeno tanto, si placasse, - e comprendesse che tutto non può avere una spiegazione... c'è un mistero che avvolge tutto quanto che ci avvolge, che ci fa dire che quando non volevamo vedere in quell'attimo c'era magari l'eterno e non è una presa in giro verso se stessi... c'era un Eternità a sperare ... che un Miracolo d'amore potesse attingere a quella fonte e  a quello stato di grazia... - poi sono subentrare le consapevolezze e le paure, - e invece anche da quelle potevamo imparare a volare. Magari un volo storto e non tanto alto, magari un volo piccolo ma pieno di forza nella decisione ferma della nostra pienezza. Non importa esser caduti e non avercela fatta.  Anche gli uccellini non cantano quando fa freddo, quando sono sovrastati da qualcosa di più grande, - ma poi tornano a cantare. Per poi tornare nel circolo della vita.. E questa metafora che si incolla a queste mie righe strampalate, sarà un nuovo inizio ancora per me. Ho tanti pezzi diversi da cucire. Tanto da scrivere. E così come ho già fatto, tornerò a farlo. Per stare meglio. e per raccontarmi. Questo non è solo un blog, non sono solo i miei pensieri... o meglio sì sono i miei pensieri, la vera me, il mio diario, le mie foto, il mio cuore, la mia anima, il libro della mia vita, di tutto quello che sono stata e che sono e che sarò ancora.

 

Buon inizio settimana.

 

Roberta                                      

 

 

 

nel riquadro la fotina del mio vecchio permis de conduire :-) 

l'ho donata e sono finita in qualche libro.. spero un buon libro, ma ho ritrovato la fotocopia e l'ho spillata nel mio vecchio permesso, rosa.

Ed ho restaurato una mia foto che mi avevano restituito piegata in due. Hanno fatto un buon lavoro. ora è sul mio specchio, mi sorride, ed io sorrido allo specchio. Ritrovo parole, ritrovo me.

 

 
 
 

Pasqua 2019

Post n°1245 pubblicato il 21 Aprile 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Auguri di Buona Pasqua a TUTTI Voi: Pace e Serenità, con i Vostri affetti e i Vostri cari, le vostre scelte, le scelte del Vostro bene e le vostre decisioni, di amore e pacificazione.   

A presto! (e non mangiate troppo) !  :-)       

 

Roberta e Matteo                         

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=70dvXuxTtFQ

 

https://www.youtube.com/watch?v=_bbWGnGib8M

 
 
 

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Post n°1243 pubblicato il 07 Aprile 2019 da Roberta_dgl8

In questa domenica di primavera autunnata, - mi godo il tepore della sala, mentre scrivo. Non è da accendere i termosifoni, ma, come al solito è steso un piccolo 'bucato', e quindi si deve asciugare nel minore tempo. Possibile. Fuori gli uccellini sembrano cinguettare alla pioggia e manifestare che è primavera certamente e non solo 'anagraficamente'. 

La primavera autunnale e a tratti anche invernale, - sì - la mattina fa freddissimo, - si manifesta oggi, in un grigiore sornione. In un tepore di termosifoni ancora accesi di domenica pigra e addormentata, fuori un rumore di autobus, c'è un silenzio irreale. Certo è ancora presto. Nel mio corpo solo un caffè casalingo macchiato. Lavato il viso, sistemate le unghie, - è durato poco lo smalto colorato, ma almeno ora, le unghie a riposo non hanno più quel colore 'giallino', - checchè ne dicano i produttori di 'smalti'. Accadrà in qualche altra occasione, forse e ancora. Non è certo il problema dello smalto, ora.. il mio. Sebbene, debbo dire consapevolemente che io no, non ho ancora perso il mio. Nonostante tutto stia cambiando nel mio fisico, causa nuova età.. Nessun declino, assolutamente. Solo una vitale trasformazione. Naturale.   Di cui non ho voglia di parlare,di altro voglio parlare con una leggera fretta e un poco di fremito, perchè il mio pc non funziona bene, e si mangia ciò scrivo (speriamo sia sazio, ora).

 

Sento il bisogno di cambiare aria a questa finestra. Non la voglio tenere troppo chiusa. Come se, nella metafora che cerco in aiuto, - tutto questo dovesse servirmi per 'ossigenare'. Ossigenarmi e respirare, per poter ragionare, sistemare, trovare un senso, a tutto quello che sto vivendo. Mentre scrivo, mi dico, appunto, che mi resta solo da scrivere, per raccontare e raccontarmi, nessuna favola, ma solo la mia realtà.

Ormai è dal 3 marzo che mio figlio Matteo non va a scuola.

Di punto in bianco non è voluto andare più. Voglio essere sintetica, ho anche l'alimentazione con una breve durata quella autonoma del pc, e non ho voglia di cambiare posto, nè dei fili.

Dicevo, lui non va più a scuola. La scuola ha fallito. Il suo sistema con Matteo ha fallito.

Mi rendo conto mentre scrivo che è difficile 'raccontare', per iscritto. Ed io uso troppe parole. Per arrivare al punto. Per arrivarci e per far capire. Lui è sempre andato a scuola, ha sempre accettato quello che avevamo deciso per lui. Certo la situazione non era delle migliori, lo è stato mai? Quando questi ragazzi crescono, se non si è fatto un buon lavoro precedentemente - e con il mix della loro patologia e delle regressioni sempre dietro l'angolo, non si può lavorare bene. Ma mi dico che questo accade per tutti. Non solo per loro.

Andava a scuola. Sapevo, che un poco 'pativa' la questione. A volte tornava agitato. Troppi stimoli mal convogliati, troppo caotica la sua gestione, - da parte di chi avrebbe dovuto garantirgli calma e pacatezza, un lavoro ben strutturato e personalizzato. Ora non ce la faccio a raccontare la storia scolastica tutta di Matteo. Ma insomma, almeno delle superiori, ci voglio provare.  Quando andai a parlare con la scuola - il liceo agrarario che lo avrebbe accolto dopo le medie, feci presente, se si poteva mantenere almeno per il primo anno, uno degli 'assistenti' che lo seguiva alle medie, per poter fare da ponte, con gli insegnanti, con la classe, con i nuovi assistenti. Poichè alle superiori, l'assistenza non  è mai prevista con un rapporto uno ad uno, ma poi a seconda dell'autonomia della scuola, con un rapporto di alternanza tra vari assistenti. Mi fu detto di no, per problemi burocratici, e per problemi organizzativi tra cooperative, quando ben sapevo e so' che ciò sarebbe stato superabile dal mio impegno, che mi vede sempre vincente in tal senso, è un campo in cui so' muovermi e conosco i miei diritti sanciti dalla legge. 

L'anno scorso, altresì, mi fu invece detto dalla stessa persona che all'epoca rispose NO - che invece sarebbe stato possibile.

Ecco, già tutto questo la dice lunga, sull'organizzazione su ciò che viene detto disatteso rimangiato rimaneggiato e poi chi ne paga le conseguenze è l'alunno con h.

La sua prima insegnante di ruolo del primo anno, si  era ben agganciata con lui. Non era preparata per l'autismo, questo no. E mi chiamava al cell e mandava msg circa una decina di volte al giorno. Pretendendo inoltre, che io rifacessi fare un percorso ospedaliero a Matteo, affermando che Matteo capiva di fisica, - e - non capendo, invece, che la ASL di appartenenza, non poteva essere presente come lei auspicava. Non dimenticherò mai, nel corso di una riunione, - la neuropsichiatra chiamata al telefono, glielo attaccò letteralmente in faccia. A questo dovemmo arrivare affinchè la prof. capisse. Inoltre, la stessa entrò in feroce conflitto con le altre maestranze, vicepreside, colleghi, eccetera. Tutto questo la porterà a lasciare l'istituto e l'incarico su mio figlio.

Al secondo anno, a Matteo fu assegnato un insegnate dopo Natale, dietro mia richiesta e cazziatone alla scuola. Per un caso fortuito venni a sapere che in una gita teatrale Matteo era stato estromesso, e mi presentai a scuola.... Mi furono fatte le scuse, mi fu offerto il pagamento del teatro, - e in quell'occasione manifestai la mia perplessità sulla mancata convocazione (eravamo quasi a natale!!), di un insegnante. Fini tutto a tarallucci e vino, e l'insegnante arrivò. Senza formazione ovviamente, poichè se la prima insegnante era di Diritto (cioè la sua materia è diritto), il secondo è laureato in farmacia.

Riprendo un attimo il filo. La prima insegnante, era sì carente, ma comunque lo ripeto,con Matteo si era ben agganciata, a parte i problemi su descritti. Riusciva a farlo stare in classe , per quanto poteva, riusciva a fare un po' da ponte fra lui e gli alunni. Ma si era purtroppo già innescato un meccanismo di vedute differente con la coordinatrice del sostegno, altra professoressa, che prediligeva per i ragazzi H, un lavoro laboratoriale, - in poche parole, lo stanzone dove stanno tutti insieme. Io manifestai in tal senso, il lavoro misto, ossia che Matteo sarebbe dovuto stare a seconda della circostanza e di un progetto di lavoro ad hoc, - dove preferiva,- in una sorta preparazione di questo lavoro che avesse messo al centro lui, e non il lavoro. Come fare a spiegare bene?

Quando arrivò il nuovo professore, tutto cambiò. All'epoca, ci fu un corso che l'ANGSA metteva a disposisione di tutti, e gratuito, in un liceo artistico. Non troppo lontano, dal mio quartiere e che io ho fatto. Nessuno della scuola di Matteo è venuto, nè tantomeno il professore nuovo, che dietro mia richiesta alla sua partecipazione si sentì 'piccato', e toccato sul vivo, perchè lui stava frequentando un corso altrettanto valido, messo a disposizione dal ministero e che gli avrebbe dato del punteggio a lui occorrente. 

Ok. in tutto questo, Matteo fu affiancato da altre due insegnanti, o tre? non lo ricordo, che col professore, dovevano coadiuvare la sua didattica, e mantenere le ore che avevo fatto ottenere a Matteo: 12  contro le 18 di legge, che però vengono assegnate solo se fai causa al provveditorato che vincerai sì al 100% ma che ovviamente ha dei tempi tecnici e dei costi. Non è poi per la sottoscritta una questione di costi ma di principio... Ma perchè tu provveditorato agli studi che mi devi garantire le 18 ore di legge come previsto, su una disabilità come quella di mio figlio, me le dai solo se ti faccio la causa, che poi per legge appunto vincerò?  ?? ...

Anche qui, mi fu detto, in una sorta di partita di ping pong che le ore che aveva Matteo erano sì 18 ma poi di fatto 12. Avevano capito, che avevo una certa forza, che in un momento di 'botta da matta' avrei potuto creare un precedente,  e quindi mi mettevano 'buona', e mi davano 12 ore. Ed io infatti buona ci stavo, chiudendo a volte anche tutte e due gli occhi. Perchè nonostante tutto, Matteo era sereno. Andava a scuola, prendeva il pulmino, i suoi lavori didattici li svolgeva, alla bella e meglio, - partecipava come poteva ai laboratori (andava a fare la spesa, eccetera). Naturalmente io non ero presente a scuola, ma lo vedevo abbastanza sereno, in una sorta di serenità nostra ritrovata, nel corso dei due anni trascorsi dalla mia separazione da suo padre, e nonostante il cambio di insegnanti, i continui problemi sempre presenti (gli spariva la roba, colori, penne, il diario era intonso, mi veniva chiesto di comprare altro zaino, che poi non userà, insomma tutta una serie di problematiche, che comunque cercavo di superare, in una sorta di serenità, che ci vedeva di nuovo protagonisti, anche con tutti i problemi correlati all'impreparazione che credo si capisca leggendomi, da parte della scuola.)

Col professore nonostante tutto lui si trovava benissimo, era una sorta di amico, e così l'anno finì.

Passammo l'estate bene, lui cresceva, la foto nella sua bella stanza, qui accanto è testimonianza valida. Usava anche il cellulare questa estate col papà. Io mi riposavo, leggevo, cercavo, una sorta di respiro per ricominciare il nuovo anno. Anno in cui gli cambiavamo il maneggio, - e quindi una piccola novità nella sua vita, che comunque accettava bene. Almeno così è stato fino al 3 marzo.

Quella data. In cui, di punto in bianco, non ha voluto più salire sul pulmino che lo portava a scuola. Ha interrotto la piscina non è andato per 4 volte a  cavallo.

Ora, io capisco che è una sua prova di forza e carattere. L'handicap non è che esclude il carattere. E secondo me, da mamma 'ignorante' e che brancola nel buio, ci può pure stare che lui lo manifesti, per affermarlo.

Peraltro questa è anche la dimostrazione del fallimento della scuola.

Sono stata chiamata più volte, prima che ciò divenisse 'recrudescenza della patologia' ma quanto è brava la scuola ad usare la terminologia e a fare uno più uno eh? peraltro la coordinatrice del sostegno è ex insegnante di matematica, e molto preparata teoricamente (e verbalmente) su un certo tipo di autismo, ossia, quello che non da problemi, quello che fa fico, quando l'elemento soggetto in questione, è sì bizzarro ma non problematico.

Matteo riusciva a frequentare, nonostante il suo diario di bordo fosse scritto sempre più male, ci fossero delle note, in cui si diceva che il ragazzo dava calci e non voleva lavorare.

Non voglio difenderlo, ma provate voi a fare qualcosa ogni giorno contro la vostra volontà.

Provate voi a vedere un mondo fuori, che chiama a mille stimoli, e voi non avere gli strumenti per parteciparvi, provate voi, a stare ghettizzati in una sala si grande e ben strutturata, ma in cui c'è un calderone di patologie, malattie, invalidità, con cui sentite di non sapervi potervi rapportare.

Che fareste? senza un discernimento neurotipico? non vi sgancereste anche voi, e stareste invece dove vi sentite sicuri?

dopo essere stata chiamata più volte, tre, in tutto dalla scuola, sono stata invitata a portare via il ragazzo come sorta di punizione, perchè i calci non si devono dare. Così è stato e quando ho provato a riportarlo, mi è stato subito detto, per mettere le mani avanti (altro che scuola che aiuta, !! scuola che fa la paracula), - mi è stato detto, virando in un'altra direzione, tipico di chi non ha veri mezzi intellettuali per contrastare o per affermare onestamente le sue disfatte, che ora, io, da sola come avrei fatto? e che era il caso di pensare ad una struttura residenziale per Matteo.

Una craniula di colpi, da più parti, della serie, proviamo a crivellarla, tanto o è una zombi, o è una incassatrice, o una povera disgraziata (cosa che io non sono), o sennò siccome è ancora giovane e noi impreparati le possiamo dare il destro, per portare via un figlio problematico.

La sottoscritta, è una pugile che incassa. Cerca di (come i pugili) non incassare, cerca di sviare i pugni che vengono dati con un sorriso, di non farsi prendere in bambola, di riuscire lei ad infilare qualche punto, diciamo così. Senza pugilato, senza guerre, senza altro, che il cuore e il cervello per quello che questi organi sono deputati. Attraverso onestà ragionamento possibilità.

Ho provato a fare con quel che avevo. Ho 12 ore? bene porterò Matteo ora, io, anche solo per 12 ore,e lavoreremo con quelle. Si rifiuta di fare qualsiasi cosa? in classe no, in laboratorio no? fate una piccola classe solo per lui, sganciamolo da questo loop che si è creato.

Purtroppo è stato un fallimento. Nulla. Niente.

Nel frattempo, la asl e la scuola si sono volute vedere estromettendomi. Il nuovo psichiatra, un giovane palestrato che ti accoglie coi riscaldamenti accesi 'a manetta", deve esibire i muscoli sotto il maglioncino leggero a pelle, con gli occhi azzurri belloccio, e' ovvio che li deve tenere a tutta callara. (pensiero mio perchè ti colleghi, elabori, scrivi?) - E ovvio (come da copione prevedibile) - che ti dica pure, dopo che il primo incontro è andato bene,  - che io mi devo fare aiutare (e daje), e che da sola non ce la posso fare. Ma cacchio sto a casa del dottore!, eh ma io non sono psicologo. Ah no? cioè tu sei uno psichiatra di un servizio (sanitario nazionale) disabili adulti, fra cui anche AUTISTICI, e non ha la specializzazione in psicologia? ... non oso chiedere, sull'autismo (ho francamente paura delle risposte), che però arrivavano, a mia memoria, nel ns primo incontro, che proprio per i due miei occhi chiusi, e per il mio atavico ottimismo, non avevo raccontato per iscritto qui, limitandomi a raccontare di totti, e del fatto che cmq non era andato tanto male e a Matteo era piaciuto. ... probabilmente il medico in questione non aveva avuto un autistico atipico (parola scorretta lo so), non aveva visto una variabile autistica come quella di Matteo, ossia il contatto oculare, il botta e riposta, una sorta di margine e luce diciamo così, ed avevo pertanto e quindi omesso di raccontare, che formulò comunque la rituale ed orrenda frase, ossia se Matteo sentisse le voci (a me, ovviamente). Fortuna ha voluto, che, la precedente dottoressa, di neuropsichiatria infantile, per quanto carente (fu lei, come sopra ho scritto che attaccò il telefono in faccia all'allora docente del sostegno), mi mise in guarda sulla scuola di pensiero, del suo collega... mi taccio. Non vorrei che per vie traverse, il suddetto medico, venisse su queste pagine. Creeremmo giurisprudenza? forse. Sorrido. Non ho mica paura. No, dottore, Matteo le voci non le sente, non è schizofrenico. L'ho freddato io subito. Complimenti. Quindi di che parliamo? di un medico così, che ha visto due sole volte mio figlio, e che chiede un incontro con la scuola estromettendomi.

mentre mi rileggo, faccio presente ed aggiungo, che mi hanno offerto un supporto psicologico (diciamo così, ) gratuito a mè .  Si si. Una volta a settimana, c'è una psicologa, che mi ascolta. E siccome, io ho fatto psicoterapia in passato, e so' di cosa si tratta ho accettato volentieri e con successo. Raccontando la mia storia. Tutta. Parlando bene, calma e serena. E, la dottoressa, non poteva che constatare, ed essere d'accordo con me su tutta la linea (sic).   Ma io dico. DICO, ma il supporto psicologico lo dovrebbe avere Matteo !!!! non io !, io sto benone, anzi, mai stata meglio. Come anche a detta della professionista, - che ha trovato dinanzi una persona lucida e centrata, che - non è affatto agitata, ma si agita solamente, quando, deve far fronte contemporaneamente al triplo e quadruplo di cose, a cui una persona 'normale' generalmente dovrebbe far fronte. Una che la vita l'ha conosciuta molto presto, con un vissuto, che per raccontarlo ci vorrebbe un blog a parte.

 

quindi, il medico suddetto, mi affianca una psicologa a me, per vedere e tastare il terreno e al contempo, mi estromette dall'incontro con la scuola. 

Ho dovuto quindi giocare d'intelligenza, cuore ed astuzia, io 'gioco' così. E non è gioco  è la mia vita. Gli altri giocano io faccio sul serio, è il mio sangue, la mia carne mio  figlio. 

Mando quindi un sms alla coordinatrice del sostegno, prima che i due si incontrino. E glielo mando in un modo, che non può rifiutare, facendo appello a tutta la mia preparazione (qualche libro ho letto anche io, ho lavorato per 27 anni, e conosco la strada).  Ed infatti, la suddetta accetta di venire invitata a casa mia, di domenica.

Avevo nel contempo, qualora non avesse accettato, SCRITTO una lettera, che sì l'avrebbe creata giurisprudenza, perchè sarei poi andata anche al provveditorato, dopo essere andata pure dalla vicepreside a chiedere come mai, mi avesse preso per i fondelli, visto che ad inizio anno, mi fu da lei medesima assicurato, che Matteo avrebbe avuto un insegnante ad hoc qualificato per la sua patologia. Nel frattempo, è chiaro che non sono intervenuta solo perchè è tornato il suo prof (quello dello scorso anno,) e nonostante tutto, Matteo un pochino lavorava. C'è una foto bellissima di loro due, scattata questo inverno a scuola,in cui Matteo è felice e sorridente.  Cosa avreste fatto voi?

 

La mia casa, quel giorno era piena di luce, gli ultimi giorni di marzo mi regalavano cinguettii di uccellini, sole splendente di fine primavera, e tutto il mio lavoro fatto per garantire a Matteo una serenità casalinga, in cui lui difficilmente manifesta 'disagio'. Ho fatto rimbiancare tutta la casa, due anni fa, ho tappato tutte le voragini del suo disagio familiare, - ed è un appartamento molto carino. Ho cercato la normalità, e l'ho costruita laddove, regnavano il caos il dolore la patina di qualcosa di nefasto e che era legato ad un passato doloroso. In una sorta di trampolino in un futuro rasserenante. ho cambiato la disposizione dei mobili, ho buttato tanta roba, tanto dolore, ci siamo io e Matteo finalmente qui. e la casa è bella.

La vecchia volpe della prof. è rimasta ovviamente imperturbabile, ma non ha potuto non constatare la serenità. La bellezza di un amore tra me e mio figlio, di cui anche i mobili e le pareti parlavano. E tutto è stato possibile grazie anche a Matteo.

 

Che oggi patisce, il mio stress per la burocrazia violenta e volgare, ometterò di raccontare la freddezza e l'approssimazione delle udienze e dei giudici (donne, che non è mai una questione di sesso l'insensibilità), per avere in tempi brevi e canonici ciò che è un nostro diritto, ossia che sia io la sua amministratrice, per poter incassare la sua pensione e permettergli una vita dignitosa. E quello che poi dovrò produrre, sempre burocraticamente parlando. fortuna vuole, che io sia ex segretaria di avvocati, e che per i vari avvocati che ho lavorato, abbia anche frequentato i tribunali, civili e penali. Ma questo dal punto di vista organizzativo nonostante mi abbia vista vincente, ho avuto in tempi più che brevi, sia il giuramento, e l'incasso immediato della pensione,sia il mantenimento e non revedibilità della L. 104, non dal punto di vista emotivo, lo stesso successo. Abbiamo patito entrambi, sia io che Matteo tutto questo amba aradam, che non è ancora finito, poichè ancora non gli è stata accreditata l'inabilità lavorativa. E' in lavorazione c'è scritto sul sito inps.

Insomma, alla coordinatrice scolastica, ho provato a spiegare, che io e lui siamo sereni,  che fino a quando avrò fiato e forze, non lo metto in una struttura residenziale, anche perchè non è necessario affatto. Anche nella sua 'regressione' comportamentale, io riesco a gestirlo. E ho cercato di spiegarle, quanto ha patito, anche lui, a ridosso dei suoi 18 anni, tutta questa sequela di episodi. Ed inoltre, ho anche detto, in maniera semplice, che ognuno, si assumesse le sue responsabilità, sia noi (io e suo padre) come famiglia, sia la scuola, sia la ASL. Ma di fatto, purtroppo, nessuno se le è assunte, tranne la famiglia. 

Appunto.

Quindi siamo così sospesi. E siamo rimaste d'accordo che avrei cmq portato Matteo a scuola. Poi è arrivato aprile... che ha provato ad aprire le porte... cercavo conforto ed ho trovato calci ... al maneggio, il giorno della riunione coi genitori sono stata 'cazziata' da una madre, - che mi invitava a sganciarmi da Matteo.. che mi dice, che sbaglio, che non posso vivere in sua funzione. A nulla valevano le mie spiegazioni, Matteo prende il pulmino da due anni, da solo, esce con gli assistenti, sono sei anni che va ai soggiorni estivi di una settimana. Ma di che parliamo? e quindi parlavo e cercavo conforto nell'immediato, appunto quella non mi sentiva.

Questo maneggio, mi costa  parecchio. Così come costerebbe l'attività che fanno durante la settimana (è privato), e mi è stato detto, che devo mandarlo là. E' plausibile la questione, ma io preferirei finisse la scuola o no? e poi ma tu mamma che ne sai di me? di noi, della mia vita, delle mie cose e storie? ma perchè si parla e si spara? io non lo faccio mai, io nelle mie defaillance, nei miei difetti e limiti, non ho mai sparato a zero su chi nemmeno conosco. nella fattispecie una madre di cui non so' la storia. e che ho visto in vita mia una o due volte al max.

 

questa è la mia vita. Mi dico, ma cosa c'è di male, se mio figlio non vuole andare a scuola per un periodo? certo la scuola non può accettare troppe assenze, e dovrà tornare, per essere inserito in un progetto, che lo aiuti ad imparare a fare qualcosa, ma se lui non volesse più? se lui vivesse bene, così, con la sua casa, con le sue cose, le sue abitudini, e che e se avesse garantito un minimo di futuro, in cui poter essere affiancato, da qualcuno, che ne curi i suoi handicap? Siamo fortunati, ha una casa di proprietà,la sua pensione, ed io e suo padre, rinunciamo a tutto, a macchine, viaggi, lussi, per lasciarlo ben coperto, ed autosufficente dal punto di vista economico.

Dove stanno le difficoltà? ci sarà di che pagare, un assistente che potrà accompagnarlo a far la spesa. Deve solo il comune assegnarmi più ore per l'assistenza. Che di fatto, nonostante i requisiti,non mi ha dato. Ed anzi, si preannucia a breve un incontro con la ASL che lo ha preso in carico da soli 3 mesi, e i suoi assistenti e la diregenza del comune di roma. Ecco in quella sede, manifesterò tutto questo a viva voce. Ed inoltre, chiederò che questo incontro venga altresì fatto con la scuola invece che con la asl.

Le cose che odio? una sola, e cioè l'approsimazione, impreparazione, pressapochismo degli organi istituzionali!!!! 

 

Matteo dorme ancora, io lo sveglio non più tardi di questa ora.

C'è una tavola da stiro che mi aspetta. Una colazione sana.

Domattina saremo a scuola, io farò il tentativo di 'lasciarlo'. per poi tornare dopo tre ore. Andrò ad ikea, credo.

Visto che la scuola è lontana e non mi conviene tornare a casa.

Venerdì scorso Matteo per manifestare il suo disappunto, che l'avevo portato a scuola (a mo di scampagnata), ha preso la rincorsa e m'ha dato un calcio. Il suo professore, aveva quasi le lacrime, ed era scioccato (ma non dovrebbe conoscere l'autismo?), - Matteo è ossessionato dal tono di noi normodotati cosiddetti, dal nostro tono di voce, dal nostro modo di fare (lui vorrebbe solo calma e serenità intorno), e non come diceva lo psichiatra. Matteo non sa gestire le sue emozioni, e allora 'si inventa ' il presupposto per manifestare il suo disagio, e colpire chi gli capita a tiro (e non è un violento, non lo è stato mai, non fa parte della sua storia clinica, nonostante nella stessa ci siano stati episodi sporadici, verso terzi, quasi sempre i genitori).

 

ora stirerò con la musica, o in silenzio, ho scritto per mettere a posto, per affrontare domani, con una serenità e un'imperturbabilità che so' la seconda soprattutto molto lontana da mè.

Chiudo con un episodio increscioso, che lascio qui per liberarmene... mentre venerdì, nascondevo le lacrime del dolore per il calcio ricevuto fisicamente (oltre a quelli metaforici del giorno prima), e la totale chiusura di mio figlio, in una scuola al massimo dell'anarchia, chi magnava, chi fumava, chi urlava, chi giocava a pallone, chi lavorava, chi si rivolgeva al  professore di Matteo chiamandolo 'er carota', anche il bidello lo chiamava così, (perchè pianta sempre rape e carote)...  ecco, e mentre vedevo tutti gli assistenti, venire si a salutare Matteo , ma poi dedicarsi agli altri disabili (voi come avreste reagito)?, allora viene da me, un ectoplasma di professore, che avrò visto un paio di volte in vita mia, là nella scuola dicendomi : 'signora la vedo sempre, non so se arrabbiata, disperata, preoccupata"...

ho scoperto, e dirò solo questo, di essere una signora. senza stelle ma una signora. Grazie anche ad un'amica, a cui ho raccontato tutto, e che me l'ha confermato. Ero vestita carina, - bene, capelli fluenti, di parrucchiere, naturali, ho sorriso.. dicendo solo che mio figlio non va a scuola da un mese, e che non sono nulla di tutto quello che lui ha detto e visto con i suoi occhi 'ciechi' pur non essendolo. Certo, avrei dovuto rispondere per le rime, ma ho solo due palle, non sono un flipper...

l'ectoplasma in questione, non si è nemmeno scusato, si è solo giustificato dicendo che lui non conosce il ragazzo (ah no?; e allora perchè ti rivolgi così a sua madre?), e che lui non fa parte del suo corpo docenti. 

era presente il suo insegnante di sostegno... che rimaneva senza parole.

 

 

Questo è uno sfogo. Di una mamma, a cui è toccata non una vita difficile, ma uno specchio di mondo alterato e deformante.

solo il sole che ora prova ad uscire fra le nuvole, si fa carezza per gli occhi, così come ieri, in una mattina severa e gelida che mi vedeva in un ospedale per un controllo medico di routine, - in un altrettanto severo quartiere che mi aveva vista  protagonista e compagna della mia gioventù e della mia impalcatura strutturale ed animica,  e appunto ieri, carezza sul cuore trapassando il mio troppo leggero traputino nuovo nero.

 

Buona domenica a chi avrà la pazienza, (non avendo di meglio da fare,) che leggere queste pagine.

 
 
 

Post N° 1242

Post n°1242 pubblicato il 31 Marzo 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Mi piacerebbe che la giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo - fosse modificata come la giornata della consapevolezza sugli Autismi. Perchè l'autismo non è uno. Non racchiude solo la letteratura della patologia.

Mi piacerebbe che questo giorno, non fosse solo l'accensione blu dei monumenti e di una sensibilizzazione fine a se stessa, e, poi tutto resta uguale.

Mi piacerebbe dare voce a chi resta in silenzio, a chi si chiude perchè non vede più vie di uscita.

Io ho deciso di partecipare domani tramite una delle associazioni a cui sono iscritta ad un servizio per il tg. Sebbene so'che Matteo non ama tutto questo, e nemmeno io.

Le associazioni si fanno la guerra tra di loro. Come se ognuna fosse relegata ed arroccata sull'autismo proprio e del proprio figlio.

Ho scelto di partecipare, nonostante la dicotomia schizofrenica sulla sensibilizzazione pubblica e quello che poi di fatto è una quotidianità difficile. Nella fattispecie il mio Matteo non frequenta più la scuola. Quindi cosa festeggio? la consapevolezza del fallimento delle istutuzioni? Certo ed anche. Questo festeggio io. 

Del resto, la mia decisione, è una decisione sofferta, ma non mi posso chiamare fuori dalla realtà. Inizialmente avevo deciso di andare al mare, io e lui soli. Sebbene avevo già fissato un'appuntamento con la dirigente del comune per aiutarmi a dipanare il groviglio scaturico dalla documentazione assurda che dovrò produrre come amministratore di sostegno di mio figlio. Sono già tre mesi di scontrini che ancora non ho sistemato, nonostante mi sia attrezzata di stampante e scanner.  Vorrei provare a fare un'istanza tramite la dirigente del Comune, di evitamento e snellimento di questa procedura. Sono ex moglie separata di un impiegato. Hanno tutto di me, il mio ISEE, tutte le mie carte. E' tutto documentato, cosa devo esibire? la prima nota solo per legge? ma  è possibile che la legge sia così cieca ed ignorante? A cosa serve questa produzione inutile se è presto contabilizzato il tutto - tramite la documentazione fiscale mia e di suo padre? Carta canta. Basta guardare l'isee, e la denuncia dei redditi di suo padre. Le ns proprietà, ma di che parliamo? questo mi piacerebbe dire , in un servizio giornalistico degno di nota, e non solo haimè, - l'esibizione dei ns figli tanto per sensibilizzare una giornata che mi vede oltremodo urticata dai comportamenti degli stessi genitori, che parlano male uno dell'altro - delle altre associazioni, in virtù e scelta della propria. (io sono iscritta a tre infatti domani sera saremo al suo adorato Quirinale illuminato di blu, con l'ANGSA.) Domattina saremo all'Emozione non ha voce, - dove mi sono dovuta iscrivere per poter fare l'ippoterapia, - che lui - sta rifiutando purtroppo insieme alla piscina. Come ho scritto nei commenti, - il prezzo mio da pagare e stare là con lui tutte e tre le ore, - e poi portarlo al Quirinale (mi viene da ridere, che il 'quirinale torna' e mi dico pure, che a suo modo il mio Matteo è un genio dei casi fortuiti? ).

E mi sono sentita pure riprendere da altri genitori, perchè sono io che sbaglio. Ah si? e che faccio allora, niente scuola e niente ippoterapia? E anche alla ASL mi hanno detto che è improduttivo, che io lo faccia uscire con gli operatori del Comune il pomeriggio, solo perchè ha come premio il gelato. E che faccio? a scuola non va più, in piscina non vuole andare più, che faccio? 

ora capite bene, che i festeggiamenti sono abbastanza inutili da un certo punto di vista.

Eppure, ho deciso lo stesso di partecipare, perchè questo oggi c'è e questo io mi prendo.

Non c'è nulla da festeggiare, ma faremo con quel che ci è concesso, muovendoci nel ginepraio caotico che passa il convento di questa società attuale. Come per la parità di genere, ci vorrà un secolo, e l'autismo non è materia facile. La scuola fallisce,  impreparata. Il servizio sanitario nazionale è carente e senza mezzi, cosa c'è da festeggiare?

Io vorrei che la società tutta facesse davvero ogni giorno la dovuta informazione ad hoc, sulle variabili autistiche, sulla comorbilità della patologia, sulle varie sfaccettature, sulla vera presa in carico ed anche respiro delle famiglie.

di più non so scrivere, non riesco.

Non riesco più a scrivere, perchè la consapevolezza è anche che queste persone autistiche non sono tutte uguali, e non si può pretendere che la stimolazione per uno vada poi bene per tutti. Che hanno il loro carattere, la loro anima, i loro bisogni, che non corrispondono a quello che vogliamo noi.

Sono così preoccupata, - ma al contempo - anche di una serenità che non sapevo di possedere. Mi dico che non devo preoccuparmi da una parte, e dall'altra che cerco di fare, come se la guida interiore fosse non solo l'amore immenso che ho per lui, ma al contempo, anche una consapevolezza nuova senza fatalismi o rinunce ma muovendomi giorno per giorno, con un senso estremo verso la vita, verso il suo ascolto e la nostra quotidianità.

di più non riesco a dire.

ai miei lettori amici chiedo laddove è possibile la visione di un film. Tommy e gli altri. E' veramente bello, io l'ho visto lo scorso anno, e ho pianto delle lacrime consapevoli.

non sono totalmente d'accordo con l'integralismo pro vaccini portato avanti dal giornalista famoso. Suo figlio frequenta la scuola di Matteo, riesce ancora a frequentarla nonostante il suo autismo sia più severo ed invalidante del mio Matteo.

Ma non ho ancora perso la capacità di discernimento, e so' che ogni genitore seppure sbagliando cerca il meglio per il proprio figlio. Dovremo unirci tra di noi, e non è escluso, che i semi che lanciamo oggi, non possano dare i frutti a chi come noi, ha dovuto sopportare quello che oggi sopportiamo. Io al futuro non posso pensare. La 'sfortuna' del mio Matteo non è il suo autismo, paradossalmente, ma sono questi tempi, ancora bui.

Ma non perdo la speranza più alta.  Quello squarcio al contrario, che stavolta non mi vede disperata, ma consapevole. Fosse anche di una consapevolezza crudele ma dalla quale riparto facendo con quello che ho.

convogliate i vostri pensieri per me. E su me. Volevo scrivere tante cose belle di questa primavera metafisica per me. Del cielo che si apre come in un sogno reale. Dei profumi dei fiori, e di tanto altro, tanto altro, troppo forse... e quando sono troppe le cose da dire, si rischia di non riuscire a dire niente.

Ma avevo bisogno di scrivere, seppur malamente.

E ora mi sento meglio.

grazie di leggermi.

Roberta

 
 
 

19.03.2019

Post n°1241 pubblicato il 19 Marzo 2019 da Roberta_dgl8

Stasera la luna è apparsa immensa e gigante enorme, eppure piccola, come un'ostia e io ci facevo la comunione.  Pacificando la giornata, finita, andata.

La luna è il mio pianeta. Che gioca col sole del mattino, anche quando è lei la regina, - regalo del sole e regalo di lei. Che stasera appariva in tutto il suo splendore, piena, anche se non lo so' se è piena.

La luna è il pianeta del mio sole. Si si. Ho il sole nella luna :-)

l'equilibrio tra le due forze. L'equilibrio che mi trasmetteva stasera come a pacificare la giornatamara, primavera amara per me. ma l'equilibrio trasmesso, tra la sua vastità immensità e il suo sapersi fare piccola ai miei occhi appunto tanto da sembrarmi anzi no, essere proprio l'ostia della comunione con la natura, sopra quel cielo stellato. In cui lo stralcio di umidità invernale, non penetrava dentro me, avvolta da calore buono e da un cappuccio scuro. Mia luna bilancina, e bilanciata.  ... che complice con le stelline appese lassù sapeva farsi carezza e non farmi sentire, sola. E invitavo anche il mio Matteo a guardarla. Compagna del nostro viaggio in questa Vita. Regina della notte, altruista.  Non può competere con lo splendore della stella del mattino - fulgida, ma la forma geometrica le consente un paragone bambino. Che di quello stupore che non fa male, allora, saprà ancora bilanciare.

 

Non riesco a scrivere di più.  Il dolore si fa prezioso e si nasconde, fra pieghe di consapevolezza. di più non posso e non riesco  a scrivere.  Per ora. O forse, mai più.

Stamattina ho fatto un post senza pubblicarlo, per mancanza di tempo. L'ho salvato e lo incollerò a questo.

Non riesco a dire altro. Non riesco a scrivere altro.

Non è un obbligo. Forse la luna che sblocca con il calore nuovo improvviso nelle pieghe del mio apparato muscoloscheletrico e linfatico , a livello cerebrale e di cuore, poi, si fa equilibrio e mi da quell'equilibrio, che mi fa scrivere i pensieri che devono uscire, e gli altri restare, dove devono restare.

§ § §

 

Auguri papà.

Non c'è giorno che io non ti pensi, anche quando non ti penso, ti penso.

Non c'è stato giorno, che tu non mi sei stato vicino. Anche quando andavo contro tutta la mia impalcatura, quella che tu, seppur nella tua brevissima vita, hai tentato di trasmettermi, nei fili della mia intelligenza, - strumento anche di comprensione degli errori e delle incomprensioni tue personali che ti portavi appresso.

Tracce di te, a starmi accanto improvvisamente anche quando ti mandavo, via.

Ora, in uno dei momenti più bui e duri della mia vita, i raggi di sole, scaldano e so che vegli su di me, perchè tu scaldi, me. E in questi giorni per la mia strada, invoco il tuo nome.

Come ho spesso fatto , in ogni mio giorno, anche quando sapevo che non usavo quell'intelligenza che nel letto troppo grande della tua morte, tu invocavi per me, e nel bosco magico e fatato i ricordi si mescolano con un sogno di amore, assoluto, in cui c'eravamo solo io e te, in un amore Alto e immenso, lo stesso che sento quando abbraccio mio figlio, e ti invoco chiamandoti solo : papà. e non dicendo altro.

Tu che amavi la montagna, e non il mare, tu terra, io acqua. La passione e l'amore di mamma, e che tu sorriso buono e felicità di noi tre nei ricordi della mia infanzia che si affievoliscono e resta solo il ricordo, - vivo e vero, anche attraverso questi fili di questa tecnologia che tu non hai potuto vedere. In queste righe elettriche e strampalate in cui sei più vivo che mai.

Tanti auguri papà. Che il tuo ricordo mi dia la forza per la ricerca sempre di quell'onestà che mi hai insegnato, in ogni piccola cosa. E la giustizia che io posso trovare e cercare dentro di mè, nel moto di connessione, di trasformare il male che sento in bene.

chiedo al padre eterno, come lo chiamavi tu e mamma, e a te, la forza di farcela. ancora. Il tuo ricordo è più forte, perchè l'amore è l'anima e l'anima non muore. AUGURI, papà.

Auguri a tutti i papà. Anche al padre di mio figlio, che il suo di papà, di cui porto un ricordo buono, possa vegliare su di lui. E su Matteo.

https://www.youtube.com/watch?v=LIPc1cfS-oQ

https://www.youtube.com/watch?v=fSZjJuJ22nQ

 

 

 
 
 

h. 14.09

Post n°1240 pubblicato il 03 Febbraio 2019 da Roberta_dgl8

Per quanto io cerchi di 'sistemare' devo comunque anche accettare il piccolo caos, un po' di piccolo caos interiore; del resto, anche dal caos nasce l'ordine. L'ordine buono di cui ho bisogno. 

Mi sto concedendo una sorta di ozio puro. ... Che mentre lo pratico, - il disordine che sento dentro è un caos che non mi piace, perchè fa scattare, da questo ozio mio, un senso di colpa che non ha modo di esistere e che sviscero, qui. 

Mi concedo una sorta di ozio, che poi ozio non è ma vera sistemazione, presa di coscienza, condizione del se'.    Sono parecchi giorni che ho voglia di rimettermi qui davanti a scrivere. Ma è scomoda la questione, vorrei una tecnologia che in tempo reale, trasferisse i pensieri e il mio sentire direttamente qui, per poterli condividere: solo così sarebbero completi. Questo sento, e l'ho scritto tante e tante volte!, - sebbene - ci si stia arrivando, ma io in questo ci leggo una distorsione; la mia condivisione non è un moto a chiudersi dietro un pc, anzi, ad usare il pc proprio come apertura. Credo di essermi spiegata. Così come l'ala della scrittura è un'ala si ferita, ma che guarirà, e spiccherà di nuovo il volo..

Questo io sento. E vorrei tanto scriverli i miei buoni propositi,ma mi dico, che anche la scrittura può essere,come tutte le cose, un'arma a doppio taglio, una sorta di immobilismo a non fare, ed invece, io voglio un binario parallelo che si unisca.. ed arrivi insieme alla stazione, della vita, la mia.

Scrivo di getto senza un'apparente capo che invece c'è - e senza la coda, quella non c'è, anche se di paglia, - a volte tutti l'abbiamo... piccoli esseri che a volte ci crediamo così potenti... ma di paglia non mi piace nulla.. non i fuochi, di paglia appunto,nè quelli fatui, ancor peggio quelli amici e le vendette incrociate.

La vita, mi ha freddata più volte, anche se sembra contraddittorio. Ha sferragliato pallottole che mi hanno vista soccombere parecchie volte, . arrivarci davvero vicina alla morte, ma poi sempre rialzarmi.

 

L'autismo è un peso sul cuore inverosimile. Impossibile spiegarlo. Toglie l'aria. Esso stesso è uno sferragliare di spifferi gelidi, come quel 24 gennaio del 2004... una broncopolmonite acuta senza febbre dopo la diagnosi... li ricordo quegli spifferi nell'ospedale lillipuziano.. ricordo quell'ascensore, non per il patibolo ma per un fondo senza fondo, e lacrime bollenti che lasciarono nell'ustione quella che fui. Un ricciolino con un biscottino, mia madre muta, mio ex marito abbattuto e dissolto insieme alla sua ombra. Scomparsi tutto e tutti. Non tutte le famiglie sono preparate, ed ancora io sono qui a scriverne, perchè mi fa bene.

Molte volte, quando il soliloquio ossessivo di Matteo, diventa provocazione a colpire la mia sopportazione umana, - ed infati la colpisce, si crea dentro di mè un'esplosione deflagrante che  mi fa esplodere il cuore nello stomaco, contrarre il corpo al contrario, uscire fuori di mè, sparire.

Come si fa a descrivere? Ci ho provato l'altro giorno in maniera asettica, a dirlo al nuovo medico del servizio 'ASL'.. dove ci hanno preso in carico.   'Matteo ha molte potenzialità, - nonostante tutto".   - "ciao Matteo, chi è quello?" -  ""TOTTI"", - """ ah! e di che squadra sei? - """"" della Roma""""" - benissimo, - ---- 

si. Potenzialità, che il mio senso di colpa sadico - usa la frusta per dirmi, che non ho fatto abbastanza, e la parte vigliacca di me, si dice, ah certo usi il senso di colpa, per oziare e darti per vinta. Complimenti. 

 

Ebbene, nero su bianco, la mia ala dispiega, tutto questo e lo accetta, in tutte e due i sensi. sono umana, fragile e impreparata, ma al contempo, accetto con la sciabola della signora che ho tolto dal profilo. Si. Con quella sciabola là, accetto tutto questo, e lo getto dietro, lo taglio e zac. 

Mi hanno detto che con la spada sono un po' una pippa. Ok, ottima incassatrice, collega di Rocky balboa , ma un po' pippa con la spada. Non importa, lo so', e magari è solo una questione di lame più leggere.. tutto qui. sorrido da sola,mentre lo scrivere è la mia guida in questo giorno trasfigurato.

Il mio corpo indolenzito e la mia anima cosciente, si incollano - e scollano . nelle pieghe dei miei nervi, dei blocchi scheletrici, dovuti alle contrazioni alla fatica.. immane.. ammazata di fatica, mi sono.. già.

Ulteriore accetta, e scriverò di getto se leggerete, ... ok.

Quindi, ho ritolto quella immagine dal profilo... non ho pace, così come i mobili di casa, ma non faccio male a nessuno e cerco solo un benessere interiore fatto sì anche di piccole cose possibili. 

Ricordo con estremo amore e piacere, quella gita a Siena, anche se è stata una fatica immane, ma gli anni erano ancora 49 pesavo 52 kg, e Matteo che si affacciava alla sua adolescenza, non aveva ancora lasciato le sue adorate lentiggini e il suo musetto che ricordava il sogno di bimbo che non c'era già più... ero ancora piena di sogni ricamati col platino di illusioni buone (che erano buone solo per me), ma ero già delusa - se solo avessi mantenuto fede diggià a quella mia delusione, ma si sà che non tutte le parti combaciavano, ed io, purtroppo nel bene e nel male, il capello lo devo sempre spaccare ...

già. 

Però mentre accetto tutto, anche il passato dietro di mè, lascio e faccio tesoro dei passi belli e della divina bellezza che incontrai... è come un modo di , mescolare quei passi leggeri ai passi di oggi, - di una nuova solitudine che è si pesante, - ma buona e fa bene. Come questo corpo indolenzito che si risveglia, anche se, - contraddizione del tempo, - non può come presuntuosamente volevo fare io, fargli riabbracciare tutti i tempi, - ma non importa: ottimisticamente mi dico che la vita potrà e sapra' essere regalo ancora, in mezzo a tanta paccottiglia, perchè quella paccottiglia gettata nel mio fiume tevere saprà restituirmi in modo altro il mio karma.

Scrivo alla rinfusa, pensieri che sembrano discordanti tra di loro, mi faccio guidare dal pilota automatico del mio spirito anima mia unendolo al cuore e alla mente, per poter combinare qualcosa e chiedere al mio corpo e all'anima ancora di farcela nella pace. ... Di chiedere bene,e fare bene, nel mio tempo. Di non andare in escalation ansiosa più e mai.. di sopportare tutto l'orrido che mi circonda..

fare ed imparare da questi uccellini che cantano solo perchè come me sono sopravvissuti con le loro piumine e con quelle zampettine alle botte di freddo e a tutta l'acqua del mondo che pioveva e non sembrava avere fine più.

Voglio perdonare cupido per avere sbagliato più volte la mira, e me stessa, per avere strappato quella freccia facendo finta che non c'erano ferite, quando lo squarcio invece diventava sempre più profondo, perchè - ciò ch'io sognavo, - la totale immediata guarigione d'amore di quella ferita profondissima riconosciuta in un attimo di medesimo dolore, - invece di sanarsi - sprofondava in una voragine.. dalla quale ho imparato, che per malfunzionamento distorto , 'forziamo' - e ci immettiamo al contrario come per andare a ripetere coativamente in una sorta di agonismo sbagliato e improduttivo, gli antichi errori perchè solo in quelli ci riconosciamo. Forse perchè abbiamo bisogno di sbagliare talmente tanto per capirci e dirci quanto e quanto siamo incapaci, quanto e quanto ci è mancato quanto e quanto non siamo stati capiti, ed allora, siccome non ci capivano, solo l'incomprensione, e la rinuncia a più parti di noi, era la chiave giusta, perchè quell'altra, avevamo deciso che siccome non la volevano, l'abbiamo gettata anche noi...

con la speranza assurda ed ingannatrice, che poi qualcun altro l'avrebbe trovata.

Mi correggo...non si tratta di inganni... e che non siamo capaci, e ci aspettiamo che lo facciano gli altri ...forse.   Ma è una questione anche di fortuna, di geografia, di sincronismo, di leatà.. tutte da mettere in conto, in questa vita. 

Ora mi rileggerò...

faccio mille carezze alla roberta bambina, alla roberta nascosta, che un'amica cara qui ha visto ed ha riconosciuto, alla roberta che a siena sognava ancora la luna e le stelle e la sua parte tenebrosa voleva tingere di rosa anche lei, in un mistero segreto da svolgersi solo nella liberazione fra lenzuola magiche appese al cielo..

forse accadrà, forse - se non accadrà, accadrà che conviverò con questa mia beata solitudine dalla quale prenderò la forza per accettare e cauterizzare quello squarcio feroce nel petto e nell'anima, e nella mente le cose che tutta me comprende ora,  ed allora come ora, respirerò bene e non avrò paura più di niente, tantomeno di essermi sbagliata e non mi adombrerò ... non resterò muta, dirò che si chiama vita, che ciò che di meglio possiamo fare, e' esserci fedeli e provare a decifrarla decifrandoci senza avere paura di ciò che siamo, - anche quando ci pare di non essere abbastanza.

Per ora, passo e chiudo.

 

E buona domenica!

 

https://youtu.be/1ppC7xAbFJ4

 

 
 
 

preghiera di gennaio

Post n°1239 pubblicato il 31 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8

e di tutte le stagioni che ancora spero di vivere..

Buon Dio buono, degli ultimi senza i primi. Buon Dio che ci hai fatto credere che ti abbiamo inventato e poi ci hai fatto credere che ti abbiamo ucciso, che 'giochi' coi nostri pensieri solo per farci credere di più al cuore e liberarci dal nostro male, - che - abbiamo scelto perchè siamo talmente inutili e piccoli senza amore, ebbene, mio buon dio che accetti anche il mio minuscolo pulviscolo di esistenza, fà ch'io possa evaporare il più tardi possibile da questa vita per l'altra che non  mi è dato di sapere, a chè, io possa accompagnare Matteo verso la sua libertà possibile.

 

https://youtu.be/AWqKECytyeU

 
 
 

21.01.2019

Post n°1238 pubblicato il 21 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8

 

Risultati immagini per luna rossa gennaio 2019

 

piove a dirotto... non so' se riuscirò a vederla e quindi  a fotografarla.

--------------------->           https://youtu.be/g5pkM6xabdU  

----------------------->            https://youtu.be/t35b3RCbvmI

 
 
 

Post N° 1237

Post n°1237 pubblicato il 20 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ho bisogno di scrivere, prima di stirare. Reduce da una notte semiinsonne. Ho bisogno di scrivere, per riprendere il filo. Ho bisogno di scrivere per non sentire inquietudine e cercare di metterla nero su bianco posarla, qui, insieme ai miei pensieri, una forma di aiuto, quello che quando decisi di scrivere un blog, aprire un blog , avevo fatto a suo tempo.

Il cielo è plumbeo. Semiplumbeo. La luna meravigliosa della notte appena passata ha portato tanta di quell'acqua qui - che appunto si dice 'un giorno che non piove tanto' perchè sebbene qui ci sia sempre il sole eterno, è sempre - par esserlo anche la pioggia. Che cercavo la luna verso le 4 stamattina, alzando gli occhi su dalla mia finestra ed invece pieno di nuvole. Ma non erano crudeli, bensì amiche a farmi dire dal cielo nell'asfalto zuppo che avevamo pianto tanto e insieme.  Le nuvole lacrime, del cielo. Sembra passato un secolo dall'altra sera, - quando un brillante incastonato lassu' serenissimo, me la faceva vedere proprio la cuspide al contrario di quella stella incastonata, nel cielo.  ma era due notti fa. 

Stanotte, il cielo piangeva insieme a me. Nessun vittimismo, alla fine è tutto così semplice, una banalissima meteropatia accompagnata da un gelido senso di solitudine che ogni tanto accompagna la consapevolezza delle scelte. Anche qui, nessun senso disperante, per favore, non è nei miei intenti - chi ci vede questo specchio.. deve solo vedersi forse meglio , dentro. Forse colpa mia (del mio scrivere), ma lo specifico e rivendico. Nessuna disperazione: forse angoscia. Forse male, perchè l'autismo del proprio figlio, può arrivare anche a spaccare il cuore. Farti morire in vita. Quando pagine altissime di letteratura, scritte con umiltà - a raccontare la storia di un nostro grande cantautore - che sposa la letteratura americana, ci cogliamo, il pensiero non espresso - ce l'ho colto io, di mio figlio.  (specifica : sto leggendo un libro su De Andrè,  scritto splendidamente da Cesare G. Romana suo amico e giornalista, e il brano in esame è un matto tratto dalla famosa antologia di Spoon Rever, che ho anche letto, a suo tempo, e più volte).

Vorrei scrivere, e lo farò , di lui. Delle sue crisi che si riaffacciano, quasi ad affermarsi ad autoaffermarsi in un mondo che non lo sa capire, nè riconoscere. Amore mio. Voglio che questa scrittura fermi le lacrime, perchè lungi da mè il compatimento alcuno. Non ne ho voglia, nè bisogno nè tempo. Il tempo altresì io è utile alla codifica e alla presa di coscienza che è una sofferenza ininterrotta, alla quale io non ero pronta, nessuno lo è mai. Certamente. Che a braccetto, ha dovuto poi camminare con le scelte, ma non v'è confusione, no. C'è il fatto che sempre da quel dolore immenso, si riparte, e ci si riscopre, noi.   Per il mio amore di mamma, ho fatto scelte che posso sopportare in nome di quell'amore. Grande ed immenso. Che a volte mi vede impotente e piccola più piccola della mia età. Resto una figlia, che , non avuto carezze paterne. Resto una figlia, a sua volta figlia di una figlia, mia mamma, anche lei carente di carezze. Tutto questo ha un nome che non riesco a memorizzare, ora ci vorrebbe Monica, querida mia. Ma lei c'è qui accanto nel mio cuore.

Quel di cui parlo è una cosa cosmica sulle generazioni che ci hanno preceduto e che io non so' dire.

Il filo dei miei pensieri, a volte mi parla, si ricongiunge con il sogno della scrittura che racchiudeva tutto l'amore dei miei sogni, il mio sogno d'amore, i miei innamoramenti cocenti e non corrispondenti. Non corrisposti. Sognavo tra le righe, anche quando arrivavano tra quelle righe, consapevolezze che non volevo vedere, e a cui non sapevo tenere testa. Perchè il cuore bambino e addormentato reclamava insieme ad un'anima affamata , - che il tutto, mente cuore cervello e zona pelvica si riagganciassero tutti insieme. Ma è tutto oltremodo semplice, : o accade, o no.  Io non smetto di credere ai miracoli. Un miracolo di amore, è la consapevolezza assoluta, ad esempio. Non che io non creda ancora ad un miracolo di amore sentimentale per me. Ma il miracolo più grande - che corrisponde anche con il risveglio di mio figlio (diciamo così), - almeno o quantomeno - nel corso degli anni  - che possa camminare di pari passo con il risveglio mio per così dire, diciamo così... Il risveglio mio ad agire, anche laddove, non ce la faccio per stanchezza, mentale.   Diciamo che diventa tutto muto, dentro me. Muta io e paralizzata. Poi mi ripiglio, in un guizzo. Poi scompaio di nuovo. Come a fare le prove. Come queste dita un po fredde ora sulla tastiera, nonostante il calore della casa, il caffè forse troppo forte, la consapevolezza di nuovo a vederla scritta.

Riprendere i miei pensieri, - limpidi , appena increspati, tornare da me, con la consapevolezza. Ritrovare piccole immagini, togliere pezzi di arredo troppo ingrombranti che forse non mi servono più intorno a queste finestre, - ritrovare il mio colore dolce, forse, oppure tenere questo. Come l'asfalto dei miei passi e anelare di nuovo al cielo caso mai tutto sarà pronto di nuovo. Ed ancora pronta io.

Riprendere i miei pezzi. Così come quel delizioso uccellino che qualche giorno fa, solo, ha zampettato sul mio terrazzo. Una visione così dolce. sembrava dirmi di essere là per me. Stanotte, nel breve sonno, poi , veglia, poi dormiveglia, la mia anima diceva.. scrivi con l'anima e il cuore sui tasti. E questa frase mi rimaneva in testa. Riavvolgevo i pensieri nella mente, pensavo a quello che tanto male mi ha fatto, che lo sentivo nel mio corpo, - poi mi sono alzata sempre con questa frase ... scrivi con tutta l'anima e il cuore nei tasti.  Ma non l'ho fatto subito. Ho sparecchiato. Mio figlio ieri ha pranzato alle 18. Questi non sono panni da lavare nè stendere. Mio figlio è un giovane bellissimo. Io sono solo stanca, un poco. Un calice onesto mi accompagnava. Ma non ce la facevo a sparecchiare. Ho visto con immenso piacere - a cena fuori - mia sorella e mia cugina, che ha voluto sapere il titolo del blog. Sono riuscita a dirglielo. A volte, - raccontandole la mia vita, - che mia sorella invece sà e che lei era uscita fuori a fumare,  la mia voce era interrotta dal pianto, quando tentavo di spiegarle, - le mie pene per Matteo. Altre volte ritrovavo me. Erano solo stanchezza e consapevolezza. E tutti i miei fronti su cui intervenire. Ma riuscirò di nuovo, a ricucire i sogni, a raccontare la realtà, a sognare ancora, a fare pace con tutto quello che mi ha fatto male ed anche a trasformarlo, in ali di rondine ancora. Pensavo e mi dico che questo lo potrà fare la scrittura. Che amo. Che sarà lei a guidarmi, solo lei, solo questa pagina bianca. Che non devo pensare, a ciò che ho smarrito. Non l'ho smarrito l'ho donato. Ho provato, tentanto, amato tanto. Come potevo e sapevo anche più di mè, più grande di mè, perchè forse lo dovevo anche dimostrare a me stessa, e da qui, nessun rimpianto affatto. Smussa anche la rabbia. Smussa anche il dolore. Il mio spirito prende vita qui. supera anche le parole.

Ora devo andare, un clacson suona. C'è un silenzio irreale. Qui l'inverno sembra autunno, ora. Solo la sua nebbia, ieri arrivata improvvisa e livida, gli faceva calare la maschera. Ma non è una maschera crudele.. è il gioco delle stagioni che si intrecciano. Ed io lo scrivevo sul notes per non perderlo. l'inverno qui si maschera d'autunno e si prova anche una veste di primavera ma la sua nebbia severa lo tradisce perchè tutt'aun tratto spunta quell'amore tra i due e lui sogna l'estate infinita che ora gli amanti tra coltri calde e anche qualche povero nel gelo raggiungono e scaldano in un fuoco nè di paglia nè di vacuità o fatuità ma più caldo del sole stesso. E certamente era quel castone della stella diamante incastonata nel cielo due sere prime.

 

Ho sparecchiato una tavola bukowskiana, chiuso l'immondizia. Fatto un caffè forte, che mi faceva pensare, al decaffeinato del dopo cena , dell'aver parlato troppo, per aver concentrato tutto troppo in poche ore, in cui comunque sono stata bene. E felice.  Ma non è mai colpa di qualcosa e anche rimanere svegli con la propria consapevolezza è indice di crescita interiore. Costa molta fatica farsi la psicoanalisi da soli. Ma la scrittura sa essere cura. Ed io lo scelgo, anche questo, per lenire il mio dolore. E farlo volare via.

E riprendermi una nuova forma di bellezza. Dolce e buona. E darmi la forza necessaria attingere da dove so di possederne ancora tanta e tanto amore, come una fonte miracolosa, che ognuno possiede dentro di se. Basta cercarla.

Basta avere la volontà di continuare a farlo.

 

Buona domenica, a chi avrà la pazienza di leggere. A chi non avrà di meglio da fare. A chi sono simpatica e a chi no.

Abbiate tutti/e indistintamente cura, di voi.

 

Roberta

 

https://www.youtube.com/watch?v=AkPcNCnQU70

 
 
 

Post mattutino

Post n°1236 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8

Fisso qui un pensiero del mio cuore (che è grande) : usare la testa significa non farsi avviluppare dai labirinti del cervello, anche se sembra una contraddizione non lo è.

 

Inutile scriverlo, (ma lo faccio ugualmente) anche se è chiaro che lo scrivo per me stessa, e per le scelte del mio sentire. 

 

 

 

Ho ancora moltissima strada da fare, - ma come si dice? E' il viaggio, la meta.

 

https://youtu.be/cxJQmvZt5X0

 

 
 
 

post notturno

Post n°1235 pubblicato il 15 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8

La notte scura benchè carica di stelle pulsanti contrasta con il bianco della pagina. E' da tanto che non scrivo di notte. Forse prima quando c'era il color indaco qui anche la pagina sembrava con meno contrasto, ed ora non mi va certo di ripristinare il colore (celeste.. poichè questo  è un blog romanista rivendico l'appartenenza cit. F.d.G.), e nemmeno cercare il contrasto della luminosità.. magari è solo quello che rende la luce così forte davanti ai miei occhi. Cerco di fare piano con la tastiera perchè mio figlio 'sente' tutto - è andato a letto da poco, - a volte l'autismo crea disordine anche nelle situazioni più semplici. Ho fissato, cercato di fissare i miei pensieri, in fogli di carta disordinati, sulla rubrica telefonica, il taccuino per la lista della spesa. E' diventato un lusso tutto. Leggere scrivere, la vita è diventata di una 'pesantezza assoluta assorbente', non mi lamento, è la mia vita, - e corre mi pare almeno sembra correre veloce o sono solo io che a volte 'mi blocco' perchè cerco un moto interiore di fermezza (sembra contraddittorio scritto così), oppure proprio mi sforzo di ritrovare il mio equilibrio. Magari ce l'ho e ne sorrido, ora, in notturna. Qui. Mi dico, che picchiettare su questa tastiera nel buio della notte, nel silenzio coi pochi rumori attorno, solo la paranoia che mio figlio 'senta'. Ora mi alzo per spegnere il termosifone e chiuderò la porta.

Il termosifone era già spento, la porta è chiusa. Spero di non perdere il post.. anche se sarà lungo, anche se forse farà la fine degli altri.. via nell'etere. Vedremo.

Ho ricontrollato il cielo, mentre chiudevo la porta, - ho pensato alla luna. Che mi accompagna in queste sere un pochino più lunghe tinte di zaffiro di imbrunireterno, che faccio talmente tante e tante cose, - che mi dimentico pure, e lei è sempre là. Così come il sole, che stamattina è spuntato improvviso insieme a mè. Ne sorrido ripensandoci. Ogni giorno mi sembra un viaggio che faccio, mi sono ritrovata di nuovo a sorridere in un'ascensore, più volte, senza pensare a niente ma vivendo solo ogni piccolo istante, di questa giornata faticosa, come quelle indietro, - che sembrava cominciata male, avevo freddo, e l'uggia non faceva presagire nulla di buono. Poi ci si è messo il mio spirito compassionevole nell'aiutare chi chiedeva aiuto, anche senza meritarlo, ma sarebbe ben troppo facile, e poi la giornata ha aperto le sue porte.. certo sembrava quasi parlarmi il sole in una suggestione bambina, perchè le bollette accumulate del condominio mi facevano sorridere di una cosa che avevo letto, qui in un blog. (ho sorriso parecchio con me stessa, in un moto di ottimismo perpetuo) Di quello che avrei voluto fare da ragazza. Da giovane giovane. Che lo sono ancora:-)   quindi. .. forse e lo scrivo per dirmelo la pesantezza che sento è perchè decido di portare appresso ogni parte di mè, ogni anno di mè, ogni cosa, di mè.  abbraccio tutto. E voglio scrivere tutto. Non fa niente se sarà un quadro riuscito meno bene. Lo sento e lo faccio.  Quindi, il sole filtrava tra i palazzi tra gli alberi, in una sorta di gioco nei miei occhi senza gli occhiali lasciati a casa, perchè c'era pioggia nuvole, - e tutto di nuovo cambiava. Camminata sveltissima in un quartiere troppo grande e variegato, ma fare a meno della macchina mi fa bene in tutti i sensi. E poi Lucio Battisti che mi canta da sotto un portico che siccome è facile incontrarsi in una grande città.. Eh lucio, io continuo a reincontrare solo te! , che mi fai riflettere sul tuo 'omonimo' e a scorrere tutti gli anni indietro. Ma non posso scriverne, mi sto trattenendo anche troppo.. ma ne ho bisogno e non voglio cancellare. Scrivo veramente per me stanotte, l'ho sempre fatto, certamente, - ma preoccupandomi allegerendomi per chi leggeva.. ora no. O forse lo faccio, lo stesso, anche se mi sento cambiata pur restando sempre io.  Ho fatto le mie incombenze stanchissima. Una microcolazione, che una ne avevo fatta troppo presto... E il tempo che scorreva più veloce di me nonostante le scarpe da ginnastica ma il mio peso e la falcata non sono più quelle, e poi forse sì, sarebbe stata meglio la macchina, troppa e troppa strada a piedi, e troppa fatica sono andata sopra me stessa.. ma, nonostante questo, mi dico, che l'agonismo a questa palestra di vita, mi mette alla prova e mi fa diventare più forte. 

Ho scritto su un foglio che i miei sogni si sono nascosti e rifugiati in un posto segreto, così come i miei pensieri. Quel che scrivo qui è una sorta di sfogo.. magari riusciranno anche loro più belli e splendenti di prima, magari ora mi scorrono nel viso più rilassato, nelle gote sorridendi, in queste rughe intorno agli occhi che sono molto meno aspre, nella dolcezza e tenerezza della mia accettazione con me, me stessa. Nel mio computo di conti che faccio, che non tornano mai come vorrei farli tornare io ma alla fine tornano.

La veste dei fantasmi del passato cadendo lascia il quadro immacolato.. non importa se non è successo con qualcuno con la mia anima gemella, forse come dicevo a patrizia tanto tempo fa, sono io stessa la mia anima gemella.. , incontro mè. Abbraccio mè. E forse è questa la scoperta più grande. Più bella. Tutte le mie parti che non suonano come orchestra, ma dipingono la nuova me, completa di tutto.. come sono io. Errori compresi, eccetera. La musica c'è la danza anche. Porto con me, tutto quello che ho attraversato in questo mezzo secolo :-)  quello che ho tentato di studiare da giovane, quello che credevo, le mie varie fasi, i miei 'periodi' , proprio come un pittore :-) una pittrice, che invece dei colori usa la scrittura. Anche quando cammino mi pare di scrivere, ogni passo , scrivo col pensiero col respiro del cuore, guardando quanto il mondo si sforza di essere ancora meraviglioso nonostante gli orrori, perchè si porta appresso come noi, le contraddizioni, che noi gli abbiamo impiantato non capendo nulla, o non affidandoci solo alla semplicità del nostro esistere, perchè tanto semplici alla fine, non siamo. Sebbene.. è là che bisogna veramente anelare. Durante la mia giornata, coi miei pensieri a volte sembravano tela, a volte puzzle, non mi arrabbiavo, se non combaciavano i pezzi, ci vuole tempo e pazienza. A volte la tela mi dicevo della vita, poteva essere meglio, mi ritrovo senza trucco, con pochi vezzi, se non un paio di piccoli orecchini d'oro, lo smalto sulle unghie, null'altro, non c'è tempo per questo, io che ho bisogno di tempo per essere una signora, anche se, il gioco mio personale, sarà quello di riuscire ad abbracciare anche la signora, farla camminare con la donna che va di fretta e non ha tempo per i vezzi, e magari invece non chiedono altro che camminare insieme. La pesantezza della nuove cose della mia vita, - contrastano un poco con i miei kg acquisiti, non molti in verità, ma mi manca quella leggerezza ! , scrivo, alla notte, a me che scrivo a me stessa, a chi si poserà sulla mia anima provando a decifrarla, solo per farla sentire meno 'sola'. Il mio cuore è contento, io , ho alti e bassi come tutte le creature. A volte sono talmente stanca, che vorrei fare una cura del sonno, a volte mi sento più forte di un gladiatore, altre volte, macino la vita come se fossi una maratoneta. Una maratoneta che dipinge pagine virtuali, con la speranza che nessuno le cancelli mai. 

Vorrei tanto scrivere ancora, ma è tardi, e la sintesi, è la mia meta. 

Domattina devo svegliarmi presto, preparare la borsa della piscina, l'autismo è complicato, e Matteo ha imparato bene a fare il 'paragnosta'. Ed io sono pur sempre una mamma che 'subisce'.  Poi devo buttare una marea di carta, poi la plastica, poi andare a fare la spesa. Il frigo è pieno cioè il congelatore, ma manca sempre qualcosa, e poi, devo finire di ultimare le cose per il suo rinfresco, la scuola non aveva niente di meglio che da chiedermi di fargli festeggiare i suoi 18 anni a scuola. E' una cosa carina, ma insomma organizzarla è una gran fatica! Inoltre, diciamo CHE sono un po' provata da tutto quello che ho passato. Sebbene, l'avvocata mancata, cioè io, insomma i risultati sono arrivati. Ho adempiuto alla burocrazia in tempo record e senza ammalarmi: sono stata veramente brava, ho fatto tutto da sola. Ora lo scoglio più grande il giro di boa di spire peggiore, sarà , quello della presa in carico del nuovo medico, ma ora, no. non ci voglio pensare.. devo pensare a smaltire quello che ho dovuto vedere in tribunale, e tutto quello che dovrò fare !! praticamente i conti della serva della serva.  Caro F.d.Andrè, caro che ritorni (battisti e de andrè si danno la mano nelle mie giornate), si, lo stato il più possibile fuori dai cosiddetti ... ma purtroppo mi è toccato un altro destino, un pò crudele, come dice Monica,.. un giorno riuscirò a pubblicare, tutti i msg delle mie amiche, come facevo una volta, un giorno, che non pioverà tanto, e in cui avrò più tempo.. E' un cerchio diverso questo che chiudo, non è un girotondo di anime è qualcosa di più, è come portare al braccio un braccialetto prezioso, - una quadratura importante, un gioiello un circolo che torna in ogni cosa, come se ogni anno si riannodasse, riabbracciasse nel presente in una sorta di 'amuleto' prezioso a mo' di serpente non tossico ma di saggezza a dirmi e suggerirmi che tutto ha un senso, - basta che mi ci lascio guidare. E così faccio pace costante con tutto quello che ho capito, con il mio accanimento, con le mie paranoie che hanno scavato ferite profondissime, andando ad insistere su quella più antica, e ci si sono incardinate dentro, profondamente. Solo incontri fortuiti e una forza intellettuale ciclopica avrebbero potuto sanare allora ciò, ma io a questo ora non voglio pensare. Mi basta oggi poter ritrovare, e mi ritrovo nella meravigliosa canzone di De Andrè, che mi ha tirato per i capelli come l'istinto di sopravvivenza fuori dall'acqua, mi ritrovo nella sua se ti tagliassero a pezzetti.. si. là mi ritrovo, e mi dico, che tanto e bene avrei voluto, potuto, saputo scrivere,- ma - non c'è più 'quel tavolo che ci fu poco tempo fa', anche se i sogni restano intatti. E va bene così. Il suo pezzo più bello.. come se queste pagine diventassero il tetto della mia casa che è mancato. ma ora devo fermarmi, altrimenti arriva mattina, e io voglio chiudere gli occhi e voglio essere trasporatata in un posto bellissimo dove poter rivivere stanotte, tutte le mie età, e domattina dedicarmi a ciò a cui devo, e poi , il pomeriggio a ritagliarmi il mio spazio miracoloso che mi è stato donato - e di cui non voglio parlare. 

chiudo, il mio post bislacco, lasciando dentro me i pensieri più belli.. nel posto segreto dove è giusto che stiano.

Durante la mia giornata, le mie variegate musiche si sono alternate.. niente radio, anche se ho ritrovato radioondarossa in macchina!, le mie musiche si sono alternate tra il punk casareccio, e il metal estremo, ma alla fine il balsamo migliore resta l'equilibrio del blues. Del cibo che mangio, di film che trovo e che commuovono quella ragazza imbevuta di sole che sono stata, e tutti i sogni che mi compongono che mi costituiscono e che mi sono sempre portata appresso ch emi hanno sempre abbracciata e che ancora oggi mi hanno salvata. Sono loro il mio quadro migliore il mio vestito migliore sono la mia pelle ed il mio sangue. E paradosso estremo sono gli stessi che mi fanno stare coi piedi per terra, pur elevandomi e facendomi arrivare alle stelle.

passo e chiudo

 

https://youtu.be/EzYagLze_Y4

 
 
 

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Post n°1234 pubblicato il 05 Gennaio 2019 da Roberta_dgl8

Non è così facile come si scrive. E questo si sà. Sebbene, la mia cara scrittura mi abbia accompagnato senza mai tradirmi. E' stata un vestito di lana la più preziosa e seta, è stata lino egiziano, è stata disegno bellissimo, come quando alla lunga fila di lavagne a scuola mi illudevo col gesso colorato di disegnare fiori grandi e  bellissimi con la tecnica del puntinato.. picchiavo, forte e intanto mi divertivo, - perchè alla fine la miscela dei colori e la prof o prof che passavano mettevano voti più che buoni. Era un attimo di 'sfogo' colorato, come quasi a reincontrare quella bambina precoce libera e anarchica così come lo sono tutti i bambini, - che - un cambio di scuola (e non solo) , obbligavano a disegnare con le parole. Solo perchè uscivano fuori pensierini diversi da quelli degli altri bambini forse scritti meglio.. 

No. Non è così facile come si scrive, - ma tanto ho scritto finora, cambiando anche modo, nel corso degli anni, perchè la scrittura sempre ha camminato con me. Non tra le righe , ma proprio in ogni lettera digitata, - perchè era ossigeno per respirare e per camminare così come lo è quello degli alberi. Ma non ci riesco più. Ogni bell'incipit, mi esplode dentro, o forse fa solo in modo di starsene al sicuro per aiutarmi ancora a liberarmi senza spezzarle queste catene d'oro, perchè se ci stanno fanno pure loro parte di mè, e senza starmi a fare avviluppare, stavolta la chiave la trovo sul serio, per aprire senza distruggere, ma anzi ricordarmi proprio di tutto e completamente. Come una sorta di catarsi - per lasciare in una sorta di brillio prezioso anche ciò che mi ha fatto tanto male, io stessa per prima. Per guardare non la perversione masochistica, non l'autolesionismo, o i 'cattivi funzionamenti', ma come moto alla liberazione totale mescolata bene con le convinzioni nuove del nuovo disincanto. Tornare a scrivere in maniera diversa, centrata solo sulle pagine mie, stare serena - fare in modo che di nuovo questa mia scrittura, - possa trarre forza e beneficio da me ed io da lei. Sebbene, la mia vita,come mi scrive un 'anima affine incontrata qui, sebbene anche la mia vita si sia ridotta all'essenziale,- cercare con la scrittura che altre volte mi ha accompagnato senza mai tradirmi, il motivo e il modo per non soccombere delle cose che capisco.  Sì la mia vita si è ridotta all'essenziale e non mi si lascia in pace in questo essenziale, - il mondo circostante sembra essere diventato un mare dove solo gli squali vogliono affermare il loro dominio, un mondo che disgusta anche nel boccone che si mangia talvolta e che non lascia spazio a nessuna bellezza. Ecco io questo intendo riprendere. Perchè nel mio disincanto totale, una stella pulsare io non l'avevo vista mai. O almeno non così. Perchè con la scrittura tutto si può. Fare una guerra o fare l'amore nel senso più alto del termine, - non legato solo a perversioni effimere, o a trampolini erotici e sessuali, ma poi innalzare anche a che' questa vita sia meno crudele, e quell'amore sia anche quando ci sentiamo soli, e non ci bastiamo, e la scrittura allora può diventare quel modo naturale e passionale di amare per amarsi perchè anche a questo serve, perchè anche questo E'. Risorsa come filo sospeso nel cielo, in una connessione tra quella moralità interiore che ti fa tutto di un pezzo e anche quando la vita stessa ti fa a brandelli, poi basta uno sguardo al cielo per dirti che sei viva e pulsante, nonostante dentro te, tu senta un silenzio interiore che ti fa paura, - e la solitudine non sembra una compagna buona, perchè forse non ti sai bastare, oppure e forse hai capito troppo e non lo sai coniugare, con te.

Allora, cerchi la luna, - che il sole del giorno troppo acceca e stringe un patto con il gelo che si fa 'sberla', e nemmeno lei ci sta.. perchè si nasconde, perchè deve lasciare lo spettacolo a quella stella, che la guardi e riguardi, e anche se la notte è nera e scura, e vuoi solo guarire presto dalla congiuntivite che il gelo improvviso ti ha colpita, (ma non è certamente solo questo non lo è mai), - allora - ti dici, che puoi continuare che devi.. basta che cerchi il punto di contatto,l'equilibrio, - e ti dai ancora un motivo importante per andare avanti. Fosse anche che la scrittura sia il tuo portafortuna vero e prezioso per poter procedere, - per lasciarsi indietro ciò che non serve più- per tentare una nuova forza di pace interiore e riprendere i sogni bellissimi, infrangibili, così come infrangibile dovrà e potrà e sapra essere il quotidiano.

di più non riesco a scrivere, .. mi serve tutto questo per dipanare. Per fare pace, per restare a vegliare su me e questa finestra, libro, diario, passione di vita, dolore, cronaca, e molte volte delirio, sogno, quotidianità, sconfitte, consapevolezze che finora è stata la mia vita. Voglio solo te, pagina bianca, - voglio mettere nero su bianco anche il filo da dipanare.. sbrogliarlo e poi come un gomitolo di volta in volta colorato riposizionarlo al suo posto.  Questa finestra è qui. La scrittura guida e pilota. Fiori amici che credevo amici, con le parole ingannatrici non saranno mai veleno, saprò discernere i pensieri onesti da foglie marce , oh si, l'ho sempre saputo fare, anche se non sono una contadina. Anche se, sì, e prendo a prestito parole d'altri mi hanno calpestato le metafore (grazie Alessandra) e non solo. Voglio e spero, in un tempo che sono io che non avrà una quotidianità fissa ( nè tantomeno fessa), di riprendermi ogni parte di me, senza presunzione, senza fretta, ma reimparando ad usare ed aprire correttamente questa finestra.. centrata e posizionata, bene.

Passo e chiudo.

https://youtu.be/T6XSWQXduAk

 
 
 

26.12.2018

Post n°1233 pubblicato il 26 Dicembre 2018 da Roberta_dgl8

Auguri Amore mio.

Mamma in passato ha scritto troppo (forse) e ora non sa scrivere più.

Ma il passato non lo voglio guardare, fa già parte di mè. Al limite lo accarezziamo, ci scorre, dentro. Ci aiuta. Come nel cartone animato del reLeone, che ho messo, qui accanto in queste finestre mie.

Procederemo ancora in questa vita insieme sottobraccio, come l'immagine di Chaplin che ho messo sempre qua sotto.

Auguri amore mio, auguri per tutti i tuoi cambiamenti, per i tuoi capelli lisci le tue lentiggini che non si sono più, i tuoi sorrisi timidi che sono diventati rarità, se non nella tua solitudine in cui ti senti sicuro.

Auguro ad entrambi di farcela sempre, - nelle vicissitudini che ancora ci aspettano.

Non mi va oggi di scrivere, delle vicende burocratiche che ancora ci  hanno visti testimoni, e stavolta muti e attoniti, tu contrariato, io.. amareggiata. Oggi è festa e non ne voglio scrivere. Tanto ancora dovremo affrontare, ma lo faremo. Siamo stati anche felici, - io e te, ed ancora lo saremo.

DI più non riesco a scrivere.

Se non che Roma ci ha fatto il suo regalo... non solo i natali rispettivi ha saputo regalarci ma anche oggi un sole da bere, di un inverno che si inchina - nonostante la severità ad un autunno sospeso... che già sembrerebbe primavera.. avevi ragione da sempre bello di mamma "è un inverno autunnato, un inverno primaverato!", bravo Matteo, vispo bimbo e ora adolescente ombrosetto, ma che ride sotto quei baffi, e quella barba quasi da uomo adulto. 

Siamo io e te, insieme, mano nella mano sempre. A dimostrarmi nella tua venuta al mondo l'amore più grande, che non è rinuncia ad altro che ancora sogno, ma invece cucitura a ciò che è davvero importante, a ciò che saprò leggere veramente (e leggo), se avverrà e verrà.

I miei pensieri si sono fatti timidi oppure si autoproteggono, stanno calmi e sereni, dove devono stare, arriverà tutto al momento giusto, o altrimenti, questa avventura da "scrivana de' noantri :-))" - finirà, - o continuerà, lo scopriremo pagina dopo pagina, di Vita.

Se potessi, inviterei tutte le Anime belle a fare un pranzo con me.. a vedere come è la mia vita, la nostra vita, come è difficile ma al contempo, anche speciale, e a tratti pure comica, la vita insieme...

tipo io e te, amore mio, che a S. Maria Maggiore la notte di Natale, stiamo inginocchiati (io inginocchiata e tu seduto) sulla tomba del Bernini (che manco lo sapevo io, che stava sepolto là sotto)!!! - non avevo mai sentito la messa in latino, e quella chiesa buia e austera, sebbene basilica, illuminata a giorno e caldissima, e gente in pompa magna... veniamo invitati - o meglio, veniamo redarguiti : lei non può stare qui.. e poi se nè va, quel tipo vestito da cerimonia diplomatica, e poi i prelati con la veste dorata non li avevo visti mai !  poi ne viene un altro vicino, sempre con una sorta di coccarda e un abito strano,scuro, che mi dice, che posso restare (eh ti credo!!), - ma scusi gli faccio in mezzo ai cori, a parte il fatto che bernini sarebbe pure contento che ci stiamo noi qua sopra, e poi, abbia pazienza, ma quel signore che è nato stanotte, è nato in una grotta... eh? ... e lui.. si .. ma ormai c'è rimasto solo questo. (?)- eh non capisco... e non tutto si può capire.

Allora, mi alzo, facciamo la comunione. E fuori Roma, con una luna autunnale, perchè l'inverno qui sa essere anche generoso.. le rovine dormono il cielo è pieno di stelle, io sono completamente incollata alla mia vita. Non è importante, se sono in tuta, se ho i capelli arruffati se non li ho lavati. se abbiamo fatto ieri tanti di quei km a piedi, e siamo crollatti addormentati sul tuo lettino.. ne vuoi uno più grande? no , voglio questo!, e poi sentire tutto il tuo calore, e dirsi e dirmi che questa è la felicità. 

E POI Doccia bollente, profumi e lavatrici... a dirci, che un poco di fortuna ce l'abbiamo anche noi. e poi, fra poco saremo bellissimi :-)

Forse straparlo, ma sono una mamma buffa e anomala, ma di un'anomali buona che sa farsi coraggio, a procedere.

auguri amore mio.. non riesco a scrivere di più non riesco a scrivere meglio..

Lascio il concerto dei Metallica che ieri, - hai voluto sentire per intero.  Non volevi la televisione, ed allora, insieme ai ramones di spiderm man, ai clash di new brand the cadillac e agli afterhours di varanasi baby (sarai pure autistico, ma hai un orecchio dorato), - hai voluto ascoltare il concerto. Per intero. Ti interrogavo, mentre mettevo i pink floyd (chi sono questi?) e poi i Metallica, chi sono questi? :-)  

Di seguito , quindi i brani , selezionati rigorosamente dal mio Matteo.

Brindate alla nostra e alla vostra salute.

 

 

 

                                       

 

 

 

 

                                         

 

 

A

G

U

R

I    Diamante Pazzo mio!!

 

Di seguito, voglio anche mettere un commento della mia querida Monica, CarAmica, che non è riuscita a scrivere per non ha più l'account qui, e mi ha mandato una mail, e poi ancora, un brano che ho scelto io. ... la vigilia di Natale, mi vedeva arruffata spettinata e sudata in braccio alla burocrazia a girovagare nel quartiere e scoprire un negozietto di dischi di nicchia, CHE, ha una marea di dischi, improponibili per le mie tasche mi sarei comprata tutto !!! e allora, mi sono messa a parlare col proprietario che gentilmente mi faceva sbirciare, E, nel mentre sentivo una cover strepitosa di un gruppo che si chiama vixen hawai che ha avuto vita brevissima. Da non confondere con un altro omonimo formato da sole donne, come appunto mi ha detto il tenutario del negozio. Sebbene, lui non mi ha detto che la cantante poi però, farà parte della produzione del gruppo omonimo, - sempre che wikipedia poi dica il vero. Comunque, a parte la copertina superlativa, di un altro loro disco che lascio qui, - lascio anche il pezzo che Matteo ha voluto lasciassi (io con lui faccio prove, lascio? se è si, vuole dire che il pezzo è buono :-) orecchie fatate e stratosferiche di mamma... di nuovo auguri - !! e cento di questi giorni, amore mio.

Mamma Roberta :)

               

 

 

Dal profondo di me ti giunga la mia ammirazione e tutta la stima che merita la tua dolorosa battaglia. E tutto questo senza perdere un briciolo di umanità: capirai anche tu che si tratta di una condizione vicina al Cielo, che molti non possono nemmeno cercare d'immaginare. Leggerti sapendo quel che c'è dietro è stata un'esperienza forte, e fai bene a condividerla: almeno quel teatrino immondo apparirà in tutta la sua futilità, a fronte del tuo coraggio e della 'consistenza' delle vostre vite. (Monica)

 

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VITA MIA (E SALVEZZA MIA)

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/med/1b62d1ce68_8748280_med.jpg

 

                                  

 

Mamma, qui posso toccare tutti, vero?

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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE :

“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi.” ( Jim Sinclair, 1998, autistico ad alto funzionamento)

 

"la pittura è una poesia muta". Leonardo Da Vinci

 

Leonardo Da Vinci

 

 

Domenico Zipoli

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https://youtu.be/bQfClF6MoG8

 

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Monica Cara e Io a Bologna

 

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grazie...       

Pulisci e pensi, ascolti il soliloquio ed entri in una giostra difficile  da starci sopra... cara Roby, il tuo cammino è così difficile ... Per quello il blog è una valvola di sfogo: perchè porta coi piedi a terra quelli che se ne stanno a fare troppi voli pindarici ... Tu sei la testimonianza fragile e potente di una realtà di tante altre donne che se ne stanno zitte e non hanno voce ... se torni è sempre da te che torni, mica in un posto inospitale, bensì nel tuo piccolo nido di parole difficili ma piene di amore e compassione.  (Daniela . Several1 blogger) 

 

 

 

Io e Danielino

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La soggettività nella sua interiorità più profonda è la verità e la realtà.

S.K.