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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

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l'Autrice del blog:) io     

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14/9/14 1^comunione di Matteo, ero ancora piena di sogni, avessi invece dato retta al sesto senso della mia delusione... ma oggi, mi dico, che tutto poi, viene da se'. E i sogni sono intatti :-)

 

LE SCALAI

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

CLASSIC BLUES

 

UNA POESIA PER ME.

                       A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - blogger)  

 

PERLE E ORO (VERI)

penso che il bene alla fine diventa ORO e le cicatrici possono rendere una superficie ricamata dall'esistenza autentica ... (DanySeveral, blogger)  


Perciò, Roberta, bisogna stare attenti a non deprimersi per la sconfitta, ma valutarla come un'opportunità comunque tentata nella buona fede della sua riuscita. Non avere rimpianti, è ciò che conta, come credere ancora ai miracoli, se desiderati.         (Gabriella, blogger)                                                       §

La solitudine è un drago che brucia tutto. Ma dovremmo considerare la legge della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge. Così anche nell’animo umano ciò che (ci) brucia sarà un diverso av-venire.  Am Archetypon (blogger)                                                 §

epimetea- la ricerca della realtà
la -sconfitta- è un nido adeguato 
per confortare l'attitudine della fenice,
l'aria il moto del suo volo potente. emma01 (blogger)

 

2015/2011 (MATEMATICHE)

Sogn(h)ippy    

 

{ Cerchi la felicità dappertutto. La trovi nel tuo sorriso che si riaccende. Anche nel buio, dove c'è sempre una piccola scintilla, una piccola lama di luce in contrasto. In questo mondo, dove tutto sembra crudele e doloroso, proprio là, nelle notti oscure, quando i giorni non sono gioiosi come vorremmo, nel nome di chi amiamo e nel modo in cui i tuoi occhi brillano. E sai una cosa? Questo porta altra luce, altra ed altra ancora. La più luminosa di tante stelle. }

Regalo di tantestelle (blogger)

 

ei fu...

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donare il bene, sempre. Sempre.

 

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Lampi di felicità     

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AREA PERSONALE

 

Messaggi di Dicembre 2020

31.12.2020

Post n°1360 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ultimo dell'anno. L'ultimo raggio di sole bacia il palazzo ed io l'ho fotografato. Il sole è sospeso, al meglio del suo colore, e questa ultima giornata di fine calendario, io la sento che non vuole andare via! - ho sempre avuto queste sensazioni alla fine dell'anno. SEMPRE. Come se, il tempo volesse fermarsi ed io con lui, rimanendo entrambi sospesi in una sorta di tempo 'fisso'. 

L'aria fuori odora di inverno. Anche se i colori sono ancora dolci dell'autunno da pochi giorni andato via. La luna meraviglia di ieri sera, ha regalato pioggia, e poi tanto sole. Io mi auguro si sbaglino per domani gli osservatori scientifici del cielo. nella variabile della natura imprevedibile.

Siamo andati a correre anche oggi, ed anche oggi un altro treno ha strombazzato. L'aria umida di inverno gelata e poi scaldata dal sole, rendeva fango la pioggia sul terreno, e tutto intorno, non c'era più una sola stagione, il parco era un acquarello dell'800 fermo e fisso senza stagione nel dipinto della vita. Mi dico che è una impressione sospensione della città eterna anche non nel pieno centro storico, che non ho potuto visitare, ma sono fortunata sono in un quartiere semicentrale, a piedi arrivo al Mausoleo di Costanza nel complesso di S. Agnese , sito d'arte meraviglioso, ed archeologico anche, nonchè tappa cristiana fondamentale.

Oggi i miei pensieri erano meno leggeri, ma appena arrivava 'la pesantezza' a premere sulla cervicale, o a rallentare le gambe, il respiro si faceva intenso, il cielo diventava mare, ed io nuotavo nell'aria, senza più pensieri. E mi dicevo che 'non pensarli'li faceva andare via..

Che nel momento stesso in cui non penso, tutto si dissolve, e il cielo se lo prende.

Quando finirò di scrivere e sistemare la playlist di capodanno, il sole sarà andato via..

non voglio essere triste. come sempre. Non voglio avere paura, del tempo che passa, ma  ringraziare. Ho avuto tanti capodanni, più  o meno belli, ho vissuto. E ho ancora tanti vagoni di sogni, come quelli del treno visto, - che ci pensavo stamattina, ... un capodanno in una spiaggia incontaminata, o in un sito termale, dove potrei chiudere gli occhi e togliere le lame che di tanto in tanto arrivano, per tutti gli anni e le difese, anche se poi, già mentre corro spariscono, e mi fortifico, ed anche la corsa serve, questo piano forte di tastiera sistema la scrittura, e ci sono botti, e mi pare di fermare il tempo, e non voglio nessuna nostalgia. Dolce caro anno 'vecchio' sei stanco... hai bisogno di andare a dormire, a raggiungere tutti gli altri anni.. lo scrivo ogni volta, mentre la solita ventosa del bagno, crolla (e mi sorrido da sola).

Una volta liberati i pensieri,mi sono detta, che capodanno rappresenta da sempre qualcosa di forte per me.. ma questo anno - che fra poco finirà e l'anno nuovo che fra poco arriverà, mi sostengono in bilico, e mi esercito all'equilibrio finalmente su ciò che questa giornata ha determinato nel mio destino. Ora vedo tutto bene. E non c'è più motivo di NON risoluzione, ora sento che va tutto al posto suo... il capodanno 1983-84 e il successivo 1984/85 e poi gli altri a seguire, ma questi due che soprattutto hanno determinato il mio destino, che non sapevo raccordare al mio sentire, non capivo.

Capisco OGGI. 

Il passato io non lo posso cambiare. Tutto ciò che successivamente è stato, e sono tanti e tanti e tanti anni, sono stati cmq una sorta di volenterosa sistemazione, ma erano 'le basi' ad essere sbagliate.

Quanto manchiamo alla nostra felicità. Ammetterlo è davvero doloroso e faticoso, ma poi, ammetterlo, e cambiare rotta, si può. lo dobbiamo a noi stessi!

questo è un auspicio meraviglioso, un regalo di questo giorno, un consolidamento che rende libertà e giustizia a tutti gli errori di cui è costellato il cammino. Forse questo bimbo nato da poco, è venuto anche per questo, per insegnare una via, una verità, e non farci perdere la vita.

Non ho cognizione dialettica nè sono bravissima a scrivere, mi arrangio come posso, nella messa a disposizione di questo spazio.

Sarà come sempre nell'immediato un 'ponte' per traghettarmi in un altrove che la guida dentro me, e la mia comprensione sapranno costruire!

l'anno è stanco si incammina e verso il sole più basso, se ne va.. ancora piano piano, ci racconta le ultime ore, io mi immagino un amore che si consuma in queste ore, tra due persone affini che trasformano e vivono in simbiosi il tempo. Poi ci sono altri amori, il mio ora per il mio scrivere, e la mia rinascita risalita consapevolezza. E il respiro di questa natura, il nostro essere ancora qui.

Di seguito mia play list variegata, così come sono variegata io!

Buon ascolto, buona fine buon principio.

 

https://youtu.be/WcSLb2phjDk

https://youtu.be/1t-gK-9EIq4

https://youtu.be/nqAvFx3NxUM

https://youtu.be/zpDX5HvC45s

https://youtu.be/qqMCO7rEoeM

https://youtu.be/_-QPvffO1gs

https://youtu.be/orHkDYNFwEg

https://youtu.be/QAo_Ycocl1E

https://youtu.be/swJOIjjW69U

 

https://youtu.be/4hPv6EuV7dM

 

è arrivata la sera ... , nel frattempo, ho superato l'ascolto!

ma ci vuole ora qualcosa di forte! ora !

buona fine e buon principio !

https://youtu.be/3mbvWn1EY6g

 
 
 

30, quasi 31.12.2020

Post n°1359 pubblicato il 30 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro foglio bianco come la splendida luna di stasera.

Questo è l'ultimo o penultimo scritto di quest'anno. Fuori ci sono già i 'botti' da ore.. in lontanza ma perenni, si ha voglia di festeggiare, in una sorta di vecchio consolidato rito, sebbene, non sia mai, uguale, mai.

Insieme alla corrente che alimenta il pc, e le parole che scorrono veloci sulla mia tastiera, mentre Matteo mi 'tormenta' con il suo soliloquio, provo a dargli attenzione: scrivi ! :-)

perdo il filo per riprenderlo mi aiuta questa corrente flusso di scrittura. Che mi fa bene. 

C'è una luna stupenda, fresca. bella. Prima nel colloquio con un caro amico, in cui ci si raccontava, dei nostri figli speciali, la sua amicizia mi pareva prova solidale, i nostri lividi 'tatuaggi' che lo sappiamo solo noi.. poi mentre c'era un richiamo a qualcosa, la luna il cielo diventato improvvisamente sereno a tratti, me la faceva fotografare, mi ci immergevo, come se, nella magia dell'amicizia di una telefonata improvvisa e vera, e la luna da testimone e l'aria fredda umida sincera, si fondessero insieme, ed io mi liberassi , ma più che liberarmi ero proprio ispirata, nemmeno, ero sollevata, leggerissima! 

ora piove. A tratti ha piovuto parecchio, poi il cielo si apriva, poi diventava nerissimo, il cielo piange di umidità le correnti qui, risentono in questo centro del nord, ed anche del sud.

Con Matteo stamattina siamo andati a correre, ad un certo punto il sole si  è proprio acceso. Io mi sono svegliata abbastanza presto, ho fatto tutto, con calma, tutto tutto. Poi Matteo è stato un poco più lento, altra telefonata, ch emi ha fatto un gran bene, e poi la corsa. abbiamo corso di meno, perchè le nuvole bassissime minacciose e scure, avevano oscurato il varco di sole, che era durato tutta la mattina (siamo andati alle 12,20) e ci siamo bagnati al ritorno, anche se avevamo le giacche a vento. Poi doccia, poi pranzo, poi ad ultimare un poco di spesa, lui con il suo operatore. Io vestita adeguata, senza sudare , non fa freddissimo anche se è molto umido, la sera, sopratutto, eccessivamene, - correnti alternate, imparo a governarle. Polacchetti lucidi, vestitino lungo, calze contenitrici ch eci ho messo due ore ad infilarle : le odio! però mi tenevano al caldo, ed anche il vestitino della foto, sebbene non sia perfettamente donante, io le cose attillate non le portavo nemmeno quando ero magra, figuriamoci ora, ho sempre prediletto le linee ad A, anche da ragazza, - ma è confortevole, comodissimo, e lo porto senza maglietta sotto, gradevole.

Mentre scrivo, la pioggia è una danza, e allora si fermano anche i botti, che non amo particolarmente.

Stamattina, durante la corsa, fermata treno val d'ala, ma ora chiusa, prima ristruttura poi chiusa (??) traghettava un grosso treno merci, che mentre correvamo annunciava con un clacson potentissimo il suo arrivo, io mi sono messa a salutarlo, e, ad ogni saluto, strombazzava, ho contato i suoi binari : 10 , come il decennio che se ne va.. come questo anno, a chiusura. E l'ho visto così questo anno, che si porta via tutti gli altri, come quel treno, seguito subito dopo, un po' di minuti, da un altro mercitalia, c'era proprio scritto così, a darmi dei segnali, che volevo codificare con la corsa mentre correvo con le gambe il cuore a pomparle e il cervello a pensare.., poi mi dicevo di liberare i pensieri, farli scorrere, come se fossero dei vagoni di quei treni..

Come tutti questi anni, e questo che sta per andarsene.. e mi piglia sempre un poco di 'pena' nostalgica perchè non voglio che 'muoia' mai niente, perchè mi pare poi mi manchi qualcosa, ma allora poi mandare via anche questo pensiero, qua.

penserò alla playlist che ci pensavo già stamattina, se riesco, la metterò , perchè con la musica possiamo fare molto, anche cucire in maniera bellissima la tela di tutti gli anni, in un bellissimo ricamo, e procedere, nel ricamare la nostra vita con dei fili preziosi che ci portino al meglio di noi stessi.

 

Ho fotografato la luna, ci legherò un brano, di quando quel cantante mi piaceva tanto, ero giovanissima, e non lo 'odiavo' così tanto come lo odio adesso: mi è insopportabile, talmente tanto da risultarmi ostico anche il suono della sua voce, e tutto ciò che cantasuona. 

Poi direi, che i miei ascolti sono altri. ben altri ! :-)  ma io amo tutta la musica :-)

Ma io nel pacificare questo decennio, cerco di pacificare anche tutta la mia vita, perchè devo alleggerire la mia zavorra. I miei sogni , le mie speranze.

E basta un piccolo gesto, come mettere un video anagraficamene datato ma attualissimo che pare restituirti un passato liberato ed un presente possibile, anzi, togliamo il pare, restituisce nel presente il passato liberato per camminare nel futuro.

Si.

 

buon anno ancora, a domani forse, o play list, o altro brano ancora.

seguono foto luna nel suo ultimo splendido prenilunio (nel mio segno, bel regalo grazie Universo :-)) dell'anno 2020. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Ri(conciliazioni)

Post n°1358 pubblicato il 29 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

A volte, scrivere, diventa necessario.

Lo sanno bene gli scrittori di professione. Lo sappiamo bene forse anche noi, che scriviamo in questi diari blog finestre dell'anima.

Poi ognuno ne fa l'uso che crede. Che nel mondo del libero arbitrio donatoci, c'è posto per tutti. 

A volte scrivere, è necessario, e vitale. E' una salvezza, una via mediana, alla soccombenza. Altrimenti.

A volte, il verbo, sa uccidere. Come lama, pugnale, coltello, sciabola. A volte, come pistola, proiettile. 

A volte il verbo è pugno, calcio, di nuovo sparatoria, crocifissione. 

 

Io preferisco sia balsamo.

Io preferisco mi aiuti, nella mia emotività, nella mia ipersensibilità. 

 

Sono giorni confusi e confusionari. Giorni 'impiastricciati', di tutto il delirio del mondo.

Giorni, in cui, bisogna liberarsi dei pensieri, anche quando martellano cuore e cervello, anima e spirito.

In cui, sentiamo nel raccoglimento di noi, la lama, fuoriuscire dalla schiena. (e meno male)

Alle spalle, dove l'avevamo conficcata. Dove ce l'avevano conficcata.

Mi viene in mente una frase, non dico di chi, che mi dissero anni, fa, in una vicissitudine altra... aho' ma che ciai paura che te sparano?? perchè non ci vieni più qui?   in questa via?   ....

 

in vino sagrantino veritas. Vino umbro, onesto. Mentre il mio Matteo mi chiede altro olio sulla sua insalata.

 

Mamma, traffichi? - non mi va più Matteo, non voglio scrivere, più.

MAMMA SCRIVI. ma è solo una routine autistica, io sono una penna bislacca, eppure nelle mie pagine, ci scorgo esercizio buono alla mia ricostruzione personale, al mio traghetto, personale, alla mia introspezione, alla mia psicoanalisi, che in molti che mi hanno dato la mano hanno riconosciuto.

Ci si riconosce, si fa un poco di strada insieme, e poi, talvolta si continua, talvolta, si prendono strade differenti, sovente, anche parallele. Certo.

Ci si ritrova,anche in piccoli gesti, in piccoli accenni di cuore. Nella natura delle cose, anche quando la crudeltà di questi tempi orrendi ti pare ti abbia lobotomizzato assolutamente.

 

Poi però ti accorgi che non è così. Affidi all'etere, a queste pagine,la risoluzione di ciò che potrà dissolversi nella pacificazione tanto agognata ricercata, e ti dici, che anche l'ultima delle speranze, che non volevi 'fasulle', crolla e muore dal fondo del dirupo dove è precipitata.

Ma poi, è giusto così, poichè ti dici che la speranza vera, non quella del cesso (licenza poetica francese) quella non crolla, nè cadrà mai, anzi è lei che ti sostiene santa più che mai.

In vino veritas. Vino buono ancora più veritas. 

Mi sono scavata una piccola nicchiettina, e mi ci sono infilata qui con le mie parole, ci ho volato pure più in alto di un'aquila reale.   CI ho planato ci ho sorvolato oceani, e anche di più. ci sono arrivata fino in australia e ho visto aurore boreali così come sono stata nei deserti americani, passando pure sul tappeto magico estremo di quelli del medio oriente.

La scrittura, le parole, sanno farsi piume leggere, ma non per solleticare, nè illudere, nè affabulare, nè prurigine prigione, ma possono liberare, senza condurre al gioco di una partita che non ha ragione di esistere. e che comunque non giochi perchè non la sai giocare. non la puoi giocare, non giochi, fai sul serio, tu.

le parole.

Possono essere salvezza. Possono rimettere a posto l'impossibile, possono arrivare profonde, più delle lame e dei proiettili, arrivando nel profondo, ti riportano a te stessa.

Lo scotto pubblico si paga, nella autocelebrazione ed esibizione del meglio e del di più, ma non mi è mai appartenuto tutto questo, ho sempre inteso di stare insieme, non al di sopra nè al di sotto, sempre insieme. oppure ognuno per par suo per la strada sua,laddove il vero incontro non era condiviso nella profondità di intenti, senza ingerenze, senza sofferenze, senza ingiustizie, senza cattiveria, senza infiltrazioni malevole, di sorta,alcuna.

Non è così che funziona. Nel mondo marcio che tenta di salvare se stesso. E ci riesce! altrimenti, basta un niente, per mandarlo all'aria. C'è una forza misteriosa, inspiegabile, che ha una parola abusata, idealizzata, spolpata, derisa, annientata... vilipesa, eppure ancora è la forza prioritaria, quella che ti dai, senza illuderti, quella del tuo sogno più grande.

 

 

finisce in bozze per ora.

Poi sparecchio, poi preparo foto, per te, mio dolce amore. Bimbo bellissimo di una bellezza stratosferia da ammutolire gli angeli, ed ora, uomo protettivo, autistico  e violento, a volte, tuo malgrado ma dolcissimo fino all'anima, che solo tu, sai senza cattiveria alcuna, come le anime come la tua .

'violento' quando non riesci a dire quel che provi. Che un poco ti capisco. Quando l'emozione di stare in questo mondo (e l'ho studiato per anni) è talmente forte che non la sai riconoscere. Io forse ti ho trasmesso questo? la timidezza ancestrale atavica di tuo padre. Ce lo devo mettere in mezzo non è prezzemolo... Io nelle mie emozioni più forti e vere, non ho mai saputo tirarmi fuori le parole giuste. MAI. ne usciva qualche cosa di completamente alterato, anche quando la spinta sincera del sentimento c'era tutta, ma ora, mentre scorrono parole su questa pagina bianca, mi dico, che era perchè non c'era l'intento condiviso ( e io lo sentivo). Mi dico oggi nella mia età matura, che quando l'alchimia è vera ed è d'oro essa trasforma il piombo dell'insicurezza, in oro. Puro. E tutto si dipana. E quel genio amoroso descritto dai veri scrittori, uno o due in un secolo, circa, sa farsi famoso, nella sua semplicità mai raccontata, o pure in mille rigagnoli di possibilità di un'acqua cristallina che si fa fiume vero, pulito in cui ci si purifica, veramente. Alla nostra fonte più grande, che non è un esercizio alla scrittura nè alla bravura dell'intelletto...  è molto di più, mio sogno più grande di tutti. Mille volte riconosciuto nell'illusione percepita in cui, si potevano sposare insieme sogno illusione simbiosi empatia totali. 

io ci credo.

Continuerò a farlo.

ora ho bisogno di rilassarmi sul divano.

Ce l'ho un po' con me, perchè sono tornata alle mie 1 o 2 sigarette al giorno. E non devo e non voglio.

Sono stata brava sempre andata a correre un'ora al giorno, 

e il lavaggio del cervello a tappeto (come la goccia che scava il vaso, di mia mamma), ha dato i suoi effetti, ricorrerò a dei massaggi estetici. 

Sono stata brava, anche di organizzare il rinfresco di Matteo, e il Natale, con la mamma, e suo padre. 

Il giorno di natale, ho fatto una pasta e fagioli coi frutti di mare, buona, anche se, non era cotta alla perfezione, ma mamma miha fatto i complimenti! ha un buonissimo sapore!. Poi totanetti e piselli, e poi orate e spigole al forno, insalata.

Dolci vari, troppi. Troppo prosecco troppo franciacorta :-)

e poi il giorno dopo rinfresco. a casa. Buonissimo, ma troppo in questi giorni è stato difficile smaltirlo... mi ha creato un po' di confusione alimentare, ma come non festeggiare, questo amore mio che è nato il 26 dicembre? mi sono sistemata carina, conla linea non al top, ma farò del mio meglio, truccata, sistemata, per lui, per me. Per la mia famiglia imperfetta, per i miei affettimperfetti, ma non per questo non veri. E sentiti. In cui i ricordi si fondono al presente, e ti fai carico di tutta l'emotività di questo periodo, ma poi, piccola grande conquista, Matteo chegioca a tombola... e si ride, si beve, si scherza con questo presente, tinto di passato che non ci riesce di archiviare. Compreso quello che non arriva alla memoria ma ce lo abbiamo attaccato addosso, nelle membra nelle note dell'anima nella musica silenziosa che ci fa fuoriuscire le nostre azioni migliori. Il compagno di mamma, persona semplicissima, mi ha riempita di complimenti! stai bene, sei brava, ti trovo molto meglio, brava, Roberta.

 

 

pausa

 

Sono giorni difficili , caotici, giorni insonni di bilanci e di crescita... un anno se ne va, vola portandosi appresso la storia che non credo sarà solo un trafiletto, noi, invece piccoli pulviscoli testimoni muti, che crediamo e affidiamo all'etere, una sorta di sentimento che saprà traghettarci ancora senza paura, più-

Oggi è un giorno meraviglioso, per me. DI nuovo un miracolo. DI nuovo. Matteo che cavalca da quando ha 6 anni,non era mai riuscito a dare la carota al suo cavallo. C'era umidità nel maneggio aristocratico, sulle mie ginocchia con lo stesso vestitino elegante il 26 e sportivo oggi. Portato coi calzettoni. Quanto faccio in una giornata e mi pare di non fare nulla! stamattina alle 8 ero in asl a snocciolare il peso delle feste, e i progressi di Matteo, gli effetti collaterali del  medicinale stanno scemando, le sue ossessioni leggermente amplificate, i picchi di stress alle stelle, e un livido, che saprà diventare carezza, non fa male, un male buono, un livido di scelta come tutto questo sangue che diventa vino, e non sento nessun dolore.

Ho deciso assolutamente di riprendere shatsu oltre ai massaggi. Voglio farmi del bene, mi dico che me lo merito.

Non so' se il blog, starà un poco in pausa, non lo so francamente! la luna ieri sera era meravigliosa, mentre io fusa con l'aria a piedi sull'asfalto bagnato, e dopo la pulizia del viso e ceretta che mi sono regalata, ritornavo a casa, dopo la scelta di MATTEO di dormire da suo padre, di nuovo, come la sera prima. La bilancia del bene, era perfetta nella luna stupenda lassù, la stessa che il giorno, prima, splendeva col freddo intenso dell'inverno (ero uscita il 27 a cercare l'alimentatore del pc che si era bruciato il 25 senza successo), a dirmi mia dolce luna che se le pigliava lei le mie parole, dopo il sole la mattina nella corsa, e il meritato riposo dopo due giorni intensi.

Ed invece ieri di nuovo caldo. Stamattina ancora di più. Pioggia battente e sole mentre l'inverno vicino al piccolo monumento del giudice Amato, ad impigrirsi, e scomparire in un marzo improbabile e un autunno alle spalle. 

Bello perdersi per ritrovarsi nel vino della scrittura prima della frutta sbucciata e del meritato rilassamento, mi auguro di riuscire a dormire, è solo ancora l'ennesimo cambio di stagione e tu che vuoi riconoscerti.  Anche in questi tempi impiastricciati. Confusi, allucinanti, ma la bussola non la vuoi perdere. non l'hai persa mai alla fine.

Queste parole ti accompagneranno. Sincere, dolci, ed altre più segrete, si infileranno nelle pieghe del tuo tempo, sperando donarti, per mitigare le tue insicurezze e la tua severità.

Si cresce, si va avanti, si vedono cose, che non avremmo voluto che ne sarebbero bastate la metà, ma poi si va avanti nella scelta e nello scrivere. Ciao 2020, hai davvero le ore contate, farai parte di anni imporanti per me, e nonsolo per il covid.

L'ho già scritto finisce un decennio. 

magari farò una play list il 31, vedremo.

 

Per intanto buoni auguri a tutti. 

ciao 2020...

 

 

ciao decennio... addio...

https://youtu.be/8T46z5I3atY (sacroMetal) 

 

 

in alto la copertina di un libro letto nel 2009.

 
 
 

26.12.2000

Post n°1357 pubblicato il 29 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

26.12.2020     COMPLEANNO DI MATTEO 20 anni !!!!!    

AUGURI, unica gioia della Vita Mia.

 

 

 

 

 

 

 

imperfetta come tutto ciò che è vivo 

(citaz. ditantestelleblogger), grazie.







 
 
 

Vigilianomala

Post n°1356 pubblicato il 24 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Ma non per questo meno sentita. Anzi.

Io e Matteo non andremo nè al vaticano, nè a Santa Maria Maggiore, stanotte. 

 

Santa Maria Maggiore     

 

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(la sotto ci sono i frammenti della culla di Gesù Bambino, e sulla ds, la tomba di Bernini)

 

 

sarebbe stato il terzo anno di seguito. Bellissima la messa di mezzanotte. Matteo sereno, ascoltava in silenzio. io pure.

 

Viglianomala, ma non per questo meno sentita, ANZI.

 

C'è un silenzio ovattato, fuori. Bellissimo. Fra poco ascolterò le novene. Ho un modo tutto mio di vivere la cristianità. Mi farà bene, come difatti me lo sta facendo.

Prima di cena Matteo ha avuto una crisi comportamentale, violenta. Mi si è bruciato l'aglio del soffritto. La novita? la novità è che non ho pianto, Non ho lividi, ma ho inteso di applicare, ciò che che dice la 'medicina', non gli ho più risposto, pregando tra me e me, in maniera non canonica ma affidando a tutta me stessa la calma imperturbabile, che lui CAPISSE, e non se la prendesse, dopo me, con gli oggetti. Un'amica del cuore, mi è stata vicina, seppur lontana in km. Si sentiva nel microfono di quest'aggeggio che da 'infernale' diviene fatato e santo, il rumore dei passi, mentre mi parlava, mentre parlava a Matteo, ignara, suo malgrado, della crisi sopraggiunta. 

Gli stessi passi, uguali, nel msg ad altra amica, del cuore. 

Poi tutto è passato. Si è calmato. Come se, questa ovatta strana e bella, l'avesse imbevuto di un balsamo calmo.

E' un piccolo miracolo mi dico. Non ho pianto inutilmente autocommiserazione di me stessa, - non mi sono fatta prendere dall'ansia. Ho buttato l'aglio bruciato. Ho fatto calmare quell'olio, senza buttarlo. L'ho fatto 'riposare', del resto, non era bruciato, soffritto bruciato tossico, ma abrustolito brunitissimo. Calmato. e poi ho fatto il sughetto. Con pomodorini pelati e tonno, e capperi. E' venuta una cremina  buonissima. Di tonno. Senza altro sale nell'acqua della pasta. Pennette integrali.  Meraviglia all'assaggio!! ma- le ho fatte io? Matteo che elogiava... prima ancora nel letto grande, Ma,  troppo piccolo ormai... ma non vuole cambiarlo, MATTEO PERCHE' MI HAI DATO I CALCI? 'NON LO SO'... di raymaniana memoria..

ok, ti perdono, non farlo più!!

hai fame,  ? si .

Pasta ottima, non troppa. Secondo:tranci di salmone fresco ai ferri, squisiti nella loro semplicità. Radicchio, poco pane. Pandoro torrone frutta . vino io, acqua lui. Vermentino squisito che vai giù come acqua. Ma non sono nè brilla nè ciucca. Lucida e veritas.

Domani ci sarà un meniu' un poco più elaborato... 

 

E' il primo anno che cucino normale per la vigilia, anche se, il pandoro, mica è tanto normale, e tutta la cioccolata, nemmeno! e il vermentino al posto dell'acqua, pure. :-)

Mi sento stranamente felice. In uno stato di grazia perpetuo natalizioanomalo che non so' descrivere come vorrei!
Sono felice? felice. Si. Di una felicità altra, mentre voci del vicinato rompono il silenzio e i gorgheggi del mio Matteo accompagnano il mio scrivere.

 

Saremmo potuti andare agli angeli custodi in quel di montesacro sempione città giardino alle 20, ma sono distrutta. Ieri e oggi corsa di un'ora. Ho il piede del maratoneta, mi fanno male le unghie addirittura temo una metatarsalgia! 

Lui invece è forte e vispo. Dal ritorno dal supermercato (mi mancavano le ultime cose, gli ultimi pensierini di natale e il ritoccorinforzo in pasticceria per il rinfesco, ) , l'ho incontrato con l'operatore. Calmo e sereno, BELLISSIMO... A questo lo conosco mi son detta :-))   era lui BELLISSIMO.



 

Prima di ciò un crepuscolo rossiccio vellutato mi appariva all'orizzonte, dopo che Gesù bambino si manifestava a me, in altro modo, con la ragazza della pasticceria, 'ciao signora cara', e l'altra signora, una delle padrone forse, dallo scintillio dei brillanti che non offuscavano i miei che brillavano in altro modo...

e poi, anche la ragazza del supermercato la cassiera, sveglia e sorridente, auguri signora!!

gli occhi felici, con quel crepuscolo, che purtrooppo non appariva veritiero allo zoom del mio smartophone da 99 euro comprato in offerta a ridosso di un ferragosto lontano... ma perchè non ho portato con me la macchinetta!!!!!!!!!!!! perchè ho riesumato una borsa bellissima, di quando i natali erano ricchi di regali, a tutta callara, bellissima, semivintage, ma nuova, particolare ed Unica, non c'entrava, o meglio, sarebbe pesata troppo? forse.  

il crepuscolo appare viola all'obiettivo, e un poco mi spiace. Ma non fa niente, ora su google foto cerco e poi magari, farà pendant con il colore del blog.

Vigialianomala... ma non per questo meno sentita,  -- ora chiudo tutto, il brano già lo so', sono davvero felice. 

Di quello che ho di quello che sono, di ORA, ADESSO.

 

Buona Vigilia a tutti voi, 

Buon Natale a tutti voi.

 

Roberta

 

dalla cattedrale di Canterbury 

 

                               

 

 

 

 

 

 

da casa mia :-)

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Post n°1355 pubblicato il 23 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro Di.ar.io andata e ritorno :) in questa raccomandata virtuale, mi raccomando di non bruciarmi il post! ieri sera, ne avevo fatto uno bellissimo. Ma del resto, ciò che perdiamo non so perchè ci risulta sempre più bello, forse proprio perchè lo perdiamo. Vabbeh, dai, l'acqua calda di sto periodo, fa pure bene :-) fa piacere.

Caro diario mio. E caro 2020. Fra poco finisce. Fra poco arriva Natale, il compleanno del mio Matteo il 26 e l'anno adesso, caro 2020 ci mancano solo 8 giorni, circa, e finirà un decennio..

Per me, questo 2020 non è stato funesto. L'ho già scritto, non si può imputare la colpa ad un anno. Comunque, per me, questo anno, che è durato pochissimo ed è passato troppo in fretta, mi ha fatto dei grandi regali. Mia madre è ancora viva. Il mio Matteo ha fatto passi da gigante. Ed anche per me, è stato importante, essermi superata ed avere superato prove, che ancora supero nel quotidiano.

La casa è troppo calda , il freddo già si mitiga. Qui, arriva superbo, e severo, gelido ed umido , ma poi, pare assopirsi nel volere fare stanziare ancora le ultime gocce d'oro dell'autunno cantate dagli uccellini nonostante i 3 gradi della mattina presto, che già saliranno complici le nuvole, e un inverno, che qui, anche quando decidesse di nevicare ancora (non sia mai!!) non è mai troppo rigido. Le sue tracce di tramontana insistente perdute nel tempo, - ripeto - saranno sempre mitigate dalle tracce di un autunno che resterà disegnato nel tempo... lasciando tracce pure nelle estati successive, quando la primavera sboccerà e fiorirà e il tripudio estivo, ci farà di nuovo sudare, e scaldare la pelle. Coi nuovi sogni e possibilità estive.

Stagioni che corrono, e in questo periodo, complice anche il sole meraviglioso e un cielo turchino, hanno davvero lasciato tracce di meraviglia di questa natura che riesce sempre a regalare esempi di struggente bellezza.  Le stelle la sera, sembrano pulsare di vita nuova. Ai miei occhi non fanno rimpiangere e fanno anzi dimenticare anche quelle estive. E' una ri.nascita di questo affetto dell'universo di un bambino venuto per salvare il mondo, in questa ricorrenza, che evidentemente non ci si stanca di festeggiare.

 Ogni anno, mi ammalavo in questo periodo. Il carico emotivo che ne conseguiva non lo reggevo. Ora sono un po' di anni, che non mi ammalo, ho avuto incidenti di percorso, e problemi familiari gravi, con le malattie. Ma la nascita di Matteo, il suo festeggiamento non sono più motivi di dolore, nascosto come spada nel cuore. 

Questo per me, è il regalo più grande che l'Universo e Dio potessero farmi, un vero miracolo, che accolgo, perchè manifesto. E che mi spinge, e mi da forza, per affrontare tutto quello che devo. La mia stanchezza, il momento storico che sto vivendo, le mie paure, la mia mancanza di una persona di riferimento altra ed esterna a me. Ma mi da forza anche la speranza. quella di conoscermi attraverso gli eventi e rinsaldare finalmente le mie convinzioni, che sbocciano come queste rose, invernali, nascoste e che ti appaiono, nei posti più impensati.

Ieri avevo fatto un post bellissimo, in cui ogni lettera ogni sillaba era intrisa di calma ovattata. 

DI serenità. Di cose semplici scritte benissimo. Dopo il maneggio, in cui ero morta di freddo! a dirmi e ricordarmi tutti gli anni e anni e anni, in cui ora Matteo è un giovane Uomo. Ed io stare ferma nel presente sopportare quella umidità vedere la sua attività, senza ansie, senza aspettative impossibili, senza stress che mi divora, ma solo con la umidità gelata dei maneggi, che me li sono girati tutti. Dal circolo del polo, da quello della lazio, a quello della farnesina ora. E poi scaldarmi a casa, con lui, occhi negli occhi, il cibo e ringraziare per ciò che si ha.

 

Dicevo il post scritto benissimo.. uno dei miei migliori. Anzi il migliore :-) mentre lo rileggevano gli occhi soddisfatti. Scritto in un baleno, insieme parole e corpo.

Ed invece... è saltato! 

 

§§§

 

Era sabato, che avevo scritto, ed è già mercoledì. Giorni che passano velocissimi, l'anno vuole andarsene. E a me, succede, come ogni anno, che nella fretta delle feste, nel passaggio all'inverno, riesca a scovare ancora, le tracce di autunno che si porta via l'anno restituendolo tutto, comprese le sue gocce di oro, all'inverno, per farne concime per la terra. Si sente l'odore. GLi uccellini non avranno paura del freddo, e tutto si porta in un circolo infinito.

Ho percepito gli odori dell'inverno che stava per arrivare, nel suo datario cronologico, sabato quando ho finito di scrivere, sono andata a finire  di fare la spesa, e poi abbiamo corso un'ora. Ho respirato l'aria fredda. Siamo tornati a casa, e poi non siamo usciti. Ho dovuto preparare e poi farmi la tinta. Non l'ho fatta quando lo avevo scritto, l'ho fatta sabato,e mi  è venuta bene. Mi centro meglio il colore e sono soddisfatta. Ero stanca della corsa, stanca della spesa, non ho potuto accontentare Matteo per uscire. Mi sono goduta il calore della casa, le lucine del mio albero, la musica.

Domenica succesiva, il20 siamo andati da mamma. La sto aiutando e voleva ripagarmi con un invito a pranzo, che sono sempre più diradati; preferisco rimanere a casa mia, dilatare il mio tempo, oziare, leggiucchiare, scrivere.  In tv le vie dello shopping apparivano stracolme e cariche. Allora, ho accontentato Matteo in altro modo, siamo andati, in altro percorso. Un centro meno battuto ma lo stesso affascinante e bellissimo, tra il viminale e l'esquilino, si stagliava s.maria maggiore. Bellissima. Che ormai sono due anni, che ci andiamo, come l'anno scorso alla messa di mezzanotte, e due anni, fa idem. CI sono legata, e non potendoci andare il 24 notte, come ogni notte di Natale, ormai da tre anni, l'ho fatto domenica 20. Già dalla mattina quindi, e forse anche nel sogno notturno che sistemava la memoria anche se non lo ricordavo al risveglio, qualcosa di fatato e misterioso, mi faceva rivedere le fotografie di un anno e mezzo fa. La via del pasticciaccio, la mia foto autoscatto con Matteo, non avevo ancora lo smartphone, - le vie del romanzo che avevo appena letto, noi due sorridenti.  Lo stesso cielo, notturno rimetteva a posto quella memoria. Quella chiesta, anche. La stessa madonnina che ad agosto mi appariva tra i monti del sublacense, io che ero sempre andata al sacro speco in macchina, non l'avevo vista. Ma quella volta ero andata con la corriera,avevo percorso la via francigena, e al ritorno, avevo visto questa madonnina sospesa nel cielo. dare la mano ogni frammento al presente. 

 

l'illuminazione era spettacolare. Non so' se avevano pulito a fondo la chiesa se l'avevano illuminata a giorno, se i miei occhi erano più sgranati e ricettivi. Sembrava ogni passo, sistemarsi nel presente. Nella restituzione di una memoria trasfigurata e pulita in una sorta di altro miracolo, che io non so bene descrivere. Ci ero riuscita ieri con semplicità. Ma si vede, che doveva dissolversi nell'etere come polvere di stella, magica, come le stelle del cielo, che in una bella poesia, letta qui, si traformano in stelle 'marine'. Che ne trovai una nel 2017. mi riprometto sempre di farci un ciondolo. Stringerla tra due piccole lamine ovali di vetro, con un cordonetto. Una stella me la sono anche regalata, bellissima e particolare, in argento. La sera guardo ogni sera, lassù e ogni stella pulsando a suo modo, mi regala una comprensione. pare specchiarsi nel mio ciondolo al collo attraverso gli occhi, anche quando è chiusa nella sua scatolina. Unire il giorno e la notte. Le stagioni, il tempo.

 

Affido le mie parole, a biglietti volanti in casa, quando non ho possibilità di scrivere.

Li riporterò qui. 

 

§§

Mi sono liberata di un vecchio piumino blu, ci erano attaccate, tutte le disfatte di quella che ero, durante le elementari di Matteo (e poi le medie), le mie messe in piega perfette, tutta l'ipocrisia che dovevo sopportare, e che male sopportavo, in una sorta di squilibrio tra un'eleganza impeccabile, e un integralismo grunge, in cui chiedevo aiuto al vino, per poter sopportare ogni giorno, tutta l'ipocrisia del mondo. E guardarmi invece oggi, più equilibrata, molto più equilibrata e centrata, Unita. Non divisa nè separata nei due estremismi: mi do la mano abbracciandomi e curandomi, insegnandomi imparando nei miei stessi passi. A volte il peso è estremo. Come l'altro ieri,  lunedì, quando nel pomeriggio sono andata a comprare le prime cose per il compleanno di Matteo, con un carrello carico da scoppiare, una spesa gigantesca, mi sentivo portare ogni peso, nel sudore del giacchetto leggero che quando vado a fare la spesa sudo da morire, il velluto umido della sera, e il mio raccoglimento a farmi dire, ma perchè non ho preso la macchina! ma non c'entra il carrello, insomma.. e dopo avere speso tantissimo, avere sforato i buoni, e la imprecazione che fa ridere di gusto la cassiera.

e non pensarci, perchè il carico  è grande, e vorresti essere più leggera, almeno allegerire i pensieri.

 

Nella mia via, incontro Valentina e Giulia, ed il peso fisico (e non solo ), allora sì,  diventa improvvisamente leggero. Valentina e Giulia fuori da un mondo, che non sa aiutare tutti. Giulia, gravissima averbale autistica, mi si stringe il cuore, Valentina, giovane donna fine e sincera, le nostre strade si incontrano, ci incontriamo negli occhi non possiamo parlare, ci ripromettiamo di incontrarci, ancora. Da sole.

 

 

Il divino, si fa uomo, si fa umano, si fa passo nel mio passo, il carico diventa leggero, mi stringo ancora di più nel giacchetto leggero e nel sudore. Metto a posto la spesa, cerco di non farmi confondere dalle letture di una legge scritta in fretta e furia che alimenta ancora di più la confusione in cui invece questi tempi chiamano alla ricerca di una calma spirituale tra gli occhi e l'inverno, tra il cuore e la pace, tra il miracolo e una serenità che sa fondersi con la passione più bella e calda e vera. 

 

Cerco di non farmi inondare dai tarlipensieri, che a proposito di legge, mi vedranno fra poco entro febbraio prossimo, presentare il nuovo piano di riparto per la gestione patrimoniale di mio figlio. Ero così preoccupata lo scorso anno. Una cara amica, mi diceva che ce l'avrei fatta. Che non dovevo preoccuparmi. Ed infatti, avevo stilato uno scritto che a rileggerlo oggi, pare l'abbia fatto una ragioniera provetta professoressa di italiano delle scuole medie. :-) Ma l'ho fatto io? mi sono superata col mio pilota automatico che ha lavorato egregiamente per l'obbligo dello stato. 

Ora non ci voglio pensare. Sarà un lavoro di un pomeriggio. E sarà la seconda volta, quindi a maggior ragione, non voglio preoccuparmene.

 

 

Mi manca moltissimo lo shatsu. Il mio corpo reclama quei massaggi . Ho ricontattato S. che già due mesi fa mi ha detto che posso farli con lui, dietro compenso di un 'obolo' minimo. Non mi sono potuta ancora organizzare, ma col nuovo anno, sarà la prima cosa che farò. Gli manderò auguri registrati, e la promessa a me stessa, anche, di riprendere questa cosa che mi fa bene. Un anno sano di rendita, ho vissuto, un anno in questi giorni, che ho dovuto interrompere questa cosa benefica.  Le tracce per riallacciare ci sono, devo sfruttarle.

Vorrei comprare un pc nuovo. Forse la mia collega befanuccia, mi aiuterà a decidermi a prenderlo. La chitarra a Matteo dovrò rimandarla. Ma conto di farlo. Assolutamente. anzi, oggi pomeriggio, ce lo faccio un giretto al centro musicale. Qui vicino. Un negozio gigantesco ora rimpicciolito, in cui, mi sento come alice nel paese delle meraviglie, piena di stupore e come una bambina piccola piccola amichetta di pinocchio nel paese dei balocchi. ora il negozio è più piccolo, ha cambiato sede, ha rischiato un fallimento. Molti musicisti importanti si servivano là.

 

La scrittura mi ha traghettata altrove, i pensieri belli di ieri non sono più quelli di oggi, qualcuno sono riuscita a riprenderlo, qualcun altro è volato via. Non c'è lo stesso tepore della sera in questa mattina, umida ma onesta, - il sole tirata via la tenda spunta regale, tra un cielo diviso in due,  terso da una parte, turchino grigio dall'altra. Il tramestio della città, sembra avere inghiottito il canto degli uccellini. La temperatura ambiente del mio pigiama senza vestaglia, nello scrivere, mi aveva fatto sentire qualche brivido. Devo spegnere i caloriferi, lavare il viso, fare una commissione, alzare Matteo, tornare e poi la corsa. Oggi lui sarà con il suo assistente ed io ultimerò le mie incombenze per il suo rinfresco. Domani è la vigilia di Natale! saremo io e lui. Pranzetto dopo la corsa come oggi, e poi domani sera piccolo cenone semplice. Il giorno di natale, inviterò la mamma e il padre di Matteo. Menù già definito. Il 26 piccolo rinfresco. Sforiamo solo di una persona. ... 

Nella semplicità di questi strani giorni, c'è la magia diversa e vera di queste feste, che vorrei trattenere. Vorrei potere dilatare il tempo fermarlo. E difatti , provo a farlo scrivendo, provo a cogliere la magia, che ho colto domenica in chiesa, e l'ho davvero avuto un miracolo che i miracoli non sono come li pensiamo noi,e questi giorni, nuovi, in cui ci si stacca dal passato per entrare in un nuovo presente. In cui le congiunzioni astrali, bellissime, lasciano anche loro, ognuno come può e sa interpretarlo, il loro segno. Io non so' scrivere nella mia ignoranza consapevole, di questa congiunzione che non appariva da 4 secoli... Giove, che è il mio pianeta in esaltazione nel mio segno (cancro) , che si congiunge con Saturno. Questa cosa magica, io la leggo, a mio modo. Io ho giove pianeta in esaltazione nel mio segno natale (cancro), nel segno dei gemelli. E di questo segno erano entrambe le mie nonne. Maria la materna, ed Elisabetta la paterna. (e i nomi?) :)) Entrambe dei gemelli, appunto. (segno dove ho giove, che è esaltato dal mio segno natale e quindi rafforzato dalla luna), e Saturno, che ho nei pesci (insieme all'ascendente, regalo del nonno materno, che era di questo segno).

colgo tutto questo come un segno, come un riaggiustamento, come un raccordamento, come una cosa di una magia buona. Come una introspezione personale che trova espressione in queste pagine, in cui cammino insieme in questi giorni, natalizi, in cui l'aria frizzante di un inverno giovanissimo, da la mano all'autunno che ha lasciato l'oro e l'esaltazione dei colori della terra. Tutto il mio passato si mescola col presente, nei segni più aspri delle rughe intorno agli occhi, che mitigo con un sorriso, e l'insicurezza che sa trasformarsi anche lei.

 

La consapevolezza non consola nè vendica, libera.

E la luce del sole di questi giorni mi fa bene sperare che ci sarà anche per me una bellissima penombra. in cui, la luce e l'ombra di un buio dolce si fonderanno, e sapranno creare nuova luce, altra luce, diversa. La libertà vera del corpo e dello spirito, insieme.

Riuscirò a fare ordine in ciò che oggi appare estremamente confuso. 

Seguendo questa via, non mi smarrirò

 

Per ora passo e chiudo. Non so' se domani scriverò,ma conto di farlo in tempo reale, per gli auguri di buon Natale proprio alla Vigilia, nel frattempo, li faccio anche adesso .

Buon Natale a tutti!

Roberta

 

nel video l'ultimo concerto al teatro brancaccio che sta sulla via fra l'esquilino e il viminale

 

https://youtu.be/qXEAvoKd6hk    ... guidato da Dio. 

 
 
 

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Post n°1354 pubblicato il 19 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Mi sono svegliata con la vena della scrittura che pulsava, piano. che fluiva, piano, dentro. Anche l'appetito mattutino, uso alla minima colazione (che sto in piccola dieta), si placava, col bisogno prioritario allo scrivere. Mi svegliavo, insieme al moto del calore dei caloriferi, e l'aria ancora fitta e bruna di notte vellutata. Mi sono svegliata col pensiero, che io non sono nè vendicativa, nè rancorosa. Non dimentico, perchè il mio corpo non può farlo, sebbene il tempo, può e sà cancellare anche il dolore, dissolvendo la sua memoria con la quotidianità delle cose. Mi sono svegliata, pensando a dei box laterali, che avevo inserito, qui, nel mio blog, come previsto dalla funzione, che ho conservato in bozze. E mi dico, che come sentinelle invece avrei dovuto lasciarli a testimonianza della ragione sentita e vissuta anche poi evidentemente sul tempo lungo. Toglierli ha significato ancora una volta sperare. In una dissoluzione di tutto il male. Nel lasciarselo alle spalle. Anche se questo arrivava presente perchè anche di male è fatta la nostra vita. 

 

L'inverno sta arrivando. Mancano pochi giorni alla chiusura di questo anno, volato.  Mancano pochi giorni, il calendario camminerà ancora, nelle sue pagine. Come io stamattina con le mie pulviscolo telematico dell'universo, cerco di dare un senso a questi nuovi e strani giorni.

Ieri sera ho sentito il proclama governativo. L'esperienza dell'anno scorso è tornata improvvisa come un pugno schivato dapprima, malamente, poi, incassato. Non fa malissimo siamo allenati, ma riempie di tristezza, questo ring, che voleva essere una pista di pattinaggio. Che ci fa ripiombare in una realtà più nera e buia che ci fa rendere conto di essere testimoni storici di qualcosa che ci saremmo volentieri evitati. Perchè anche se analizziamo la storia, razionalmente e lucidamente, poi, vivere dei tempi come i nostri è un'altra cosa, starci dentro. Per quanto l'analisi aiuta al discernimento e alla conservazione di un minimo di normalità, ci resta addosso quel senso di smarrimento confuso, di impossibilità di bellezza che pur si muove e continua in questa natura che ci regala l'immenso nonostante le nostre disfatte disumane. Abbiamo tutti gli strumenti per il regolamento giusto di questo nostro passaggio sulla terra, ma abbiamo disatteso il compito. 

Su queste pagine bianche mi preparo a chiudere anche questo anno, volato via, troppo in fretta, anche se a volte, sembra davvero addormentato, e fermo. Pochi giorni ancora, a lasciarli scritti qui, ad andare ad assemblare altra memoria. Su queste pagine bianche descrivo il mio presente, il ponte, consapevole e solido, di una nuova stagione, che sta per arrivare. Nella nebbia dell'ultimo stralcio di autunno, che è già partito, ne restano solo i colori testimoni che quando spunterà il sole lasceranno ancora la fotografia tra gli occhi e lo splendore, e il freddo che penetra a ricordare lo svolgimento delle stagioni, nel tramestio che vuole già rincorrere l'ennesima primavera nell'estate liberatoria dei bagni di sale di sole e calore.

Non ho ancora lavato il viso. E'presto. Fra poco, andremo ad ultimare la spesa. Macelleria di fiducia con la mamma. Poi mi organizzerò per il pomeriggio.

Nei post precedenti e la descrizione delle mie passeggiate, avevo già dimenticato (forse volutamente ma inconsciamente) , le mie passeggiate di 15 giorni fa, al centro. Forse perchè Roma era triste e severissima. Ma ciò nonostante bella da fare male.

Abbiamo parcheggiato a largo di santa susanna, e la scrittura arriva a bilanciare, ciò che nell'immediato di ieri avevo omesso nel ricordo, triste ma onesto.

Abbiamo parcheggiato a largo di santa susanna. IN una roma semideserta, con l'aria tersa e turchina. roma semideserta. Severa. Di un tempo perduto, di quando ero bambina. Abbiamo fatto via barberini tutta, per ritrovarci al largo della piazza, la splendida fontana fotografata più volte, zampillava senza la potenza dell'ammirazione, in quella grande conchiglia, nei pochissimi turisti, e in un tempo indietro perduto. Il grande cinema chiuso, via veneto, che si perdeva nel buio dei suoi stessi alberi. inghiottita dal cielo della sera. e dalla salita, bruna.

Poi scendevamo giù per via del tritone, con tante boutique della mia giovinezza serrate, e con un po' di gente, troppa in verità, ma composta. Mi apparivo segretaria ancora, nei completi della mia gioventù. Quando i miei denti non si erano storti un po' e non avevo segni sul viso, ma un bel lampo di luce e la dolcezza possibile dell'età.

Poi di nuovo, la  severità di Roma che mi appariva nel presente, non la ricordavo, ma si stampava nel cuore, insieme ai ricordi, di qualcosa che non c'è più eppure appariva. Non avevo nè la macchinetta, nè il telefono. Lasciati volutamente a casa. Le mie tonnellate di foto, ormai è impossibile metterle. Anche se poi non è detto. Potrò farlo, ancora? vedremo.

Siamo arrivati, a piazza colonna, sulla destra palazzo chigi illuminato a tricolore, si fondeva col blu, del velluto della sera, zaffiro magico, insieme alla potenza dell'architettura, appariva la grande bellezza, ma composta, di nuovo, severa. Tutti gli anni indietro, nel corso andando verso piazza venezia, a sinistra una chiesa san marcello al corso ci entriamo a mescolarci le lacrime e la richiesta di conclusione di tanto male, a tutti i livelli, che il male, si esprime come in una scala che non porta in alto, ma più in basso che mai.  Matteo si girava, amore dolcissimo, colpito da me che l'ho portato dentro, carne e sangue mio. Poi passava tutto, nel profumo dell'igienizzante che si confondeva con l'incenso. Uscivamo, entravamo in un negozio per uscirne subito. DI nuovo piazza venezia, circumnavigando il noto 'palazzo' dove il ricordo ora ricorda i concerti di musica barocca bellissimi, e gli interni e le decorazioni. Ma due sabati fa, no. C'era l'albero tutto giallo, che ancora non era finito, lo stavano preparando in diretta, per noi. Pochi fotografi, l'aria non gelida ancora, di autunno pitturato alla preparazione di un inverno di speranza, disattesa, ieri dal proclama. Ma noi ci muoveremo ancora, per il centro, preparerò oggi stesso una nuova dichiarazione. La macchina da scrivere, svettava, pareva guardare l'albero. La fontana col leone, all'andata muta, ci faceva poi girare, invece, a guardarla. Roma appariva, nel troppo buio (a virgì ma quanto devi risparmiare con le luci? - rutelli sindaco dei parioli, un po' ti rimpiango, quanto meno per le luci...) chiudo questa piccola parentesi, - pareva farsi luce in modo diverso, insieme all'aria che sapeva di un rarefatto intriso di tutti i secoli, dei secoli. L'Ara Celi da sotto, mi faceva sentire più piccola che mai , ma la scalinata, mi accoglieva, andiamo Matteo. Saliamo, con un vento fortissimo, onesto, di tramontana, ad inseverire l'aria non gelida, ancora. Contrasto di clima e vento, come accade, nel preludio di un inverno che sembrava ancora tanto lontano. Una bellezza che ti rapiva. Arrivati su, colla statua di Marco Aurelio che ti dice, vieni ti accolgo, poi scendere, giù per monte caprino, e col vento fortissimo e più potente, ecco il senato, romano. Illuminato solo il colonnato del senato. Per il resto, solo piccole fioche lucette. Roma addormentata, e tu con gli occhi affamati e l'unica sigaretta concessa che fumi insieme al vento. Hai bisogno di respirare l'immenso l'eternità, che ti da pace, che ti scorre, dentro. Fotografarla negli occhi tuoi, e nell'anima. Il cuore ne ha bisogno: qui c'è tutto, ti dici. Le chiese mute insieme alle rovine. Pagano e sacro, insieme, ti giri, tracce di medioevo, altissimo, sulle stelle rovine, romane. mentre il barocco tace, nel buio, là sotto.

 Ti giri, poche anime sparute, qualche matrimonio civile nella splendida sala rossa nella piazza michelangiolesca, che c'è l'apoteosi dei secoli dei secoli, e a dispetto del vento , sposi particolari si scattano foto. Torni indietro, e ti fai abbracciare, da Roma, da questa romasilente e severa come non mai. meravigliosa e bellissima come la sua aria da cui ti fai curare, meglio di qualsiasi crema. ora è tua madre, è tua zia, sorella, lupa che ti allatta in altro modo. Lei supera la tua tristezza, non te lo puoi permettere, il suo vento feroce ti riporta all'ordine delle cose, e rimette a posto, salvandolo e risistemandolo, ogni ricordo. tutti i ricordi.

§§§§

 

Il giorno si è acceso mentre scrivevo. Ad ovest, l'orizzonte si accende di quel rosa, che solo questo crepuscolo di autunno agli sgoccioli, sa dipingere. Ieri sera, lo squarcio del cielo, con le nuvole che si amavano nel rosa e nel celeste, faceva scorgere DIO. LA creazione è avvenuta nella bellezza di questo stupore,e siamo nati così, mi dico. 

La lampada del sole, conferisce a questi crepuscoli un orizzonte di una bellezza assoluta. Io mi ricordo, le mie foto, decennali, in cui un sole rosso di crepuscolo della fine anno, nell'abbraccio con il nuovo, si tingeva insieme alle mie speranze di allora, che oggi non scorgo 'vane' ma consapevoli, di averne vissuto la possibilità trasognata e trasfigurata. DI averlo voluto con tutta me stessa. Perchè come ho letto da qualche parte, si vede che a me erano destinate: ci credevo immensamente. Così come immensamente cadevano rovinosamente nel viaggio nel mio tempo. Nella consapevolezza dello svolgersi amaro delle cose.

 

gli uccellini sfidano il gelo: come fanno? con quelle zampine fine fine, quelle piumine leggere leggere. Eppure liberi, il cinguettio il loro sugello. testimonianza potente. ancora una volta del creato. e della bellezza.

 

Devo cercare un brano ed organizzarmi la giornata. Andrò a correre. Dopo il macellaio. Magari mangiamo un pezzettino di pizza. Forse ho comprato, troppi surgelati, ho ancora un arrosto di maiale da fare, regalo della signora delle uova, devo ancora comprare i fagioli, e la pasta. Il menu di 24 e 25 e 26 è già deciso. Ho preferito comprare il pesce ieri, freschissimo e congelarlo. Nelle innumerevoli frutterie sotto casa, comprerò la frutta e la verdura per quei giorni. Mi servono ancora piccole cose, comprerò lunedì , ultimo giorno di scuola di Matteo.

Forse oggi, andrò ai parioli a trovare il negozio per il giubbino nuovo dell'equitazione. Manco un po' da quel bellissimo quartiere, Matteo ora cavalca al maneggio della farnesina, due anni fa a villa glori. Meglio così, mi dico. L'anno scorso al circolo del polo, me li sono girati tutti i maneggi!.

Vorrei conservare insieme al mio sbattito di ciglia tutto il ricordo buono del mio investimento nel cielo e nella possibilità. Di amore e di amicizia. Mi si aggrappa al cuore e mi ci conservo insieme.

passo e chiudo , per ora.

https://youtu.be/nMUMDNpab_o

 
 
 

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Post n°1353 pubblicato il 18 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Il dolore di una sana guarigione ci permette poi di essere felici nonostante l'amarezza di ciò che abbiamo dolorosamente compreso. 

La sofferenza è la spinta all'agonismo della rinascita e guarigione.

L'amore non è mai sprecato, non è mai invano. 

E la consapevolezza delle cose è essa stessa Amore.

https://youtu.be/yGsaN6fAFSY

 

 

 
 
 

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Post n°1352 pubblicato il 17 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

L'autunno volge al termine e splende in questi sgoccioli di giorni, facendosi un varco nell'inverno che sta mostrando la sua forza e potenza, in questo freddo umidissimo, qui nell'ombelico del mondo, qui a caput mundi, che la mattina, c'è un nord gelato, e poi, un sud caldo e accogliente, i due mitigano, senza litigare, sfociando nell'umidità più penetrante. Scorsa settimana ha piovuto tantissimo, la pioggiatlandite, di qui, descritta nei film e nella bellezzaeterna anche con l'acqua dirompente, resta nel suolo, nel cielo che sembra mare.

Ieri mattina camminando in un autunno trasfigurato al top dei suoi colori magici e splendenti, si sentiva il mare, io sentivo il mare. Roma ha il porto, è lontano è vero (che se romaciavesseilmarenapolisarebben'orto), ma ce l'ha Si sente nel cielo turchino limpido, lontano , nei passi degli avi figli della lupacapitolina si sente, per me, anima ipersensibile e ultrasuggestionabile, questo anche vuole dire, essere nati qui. Non sono una mattacchiona, questo E' Roma. La mia città natale. Città natale mia e di mio padre. Che è romano anche lui. Anche se i miei nonni sono del sublacense, l'ho già scritto, provincia di roma, sempre, c'era la villa di nerone. Certo le mescolanze. Ma a roma c'è mescolato tutto, caput mundi ombelico. A tratti talmente sporca non dico da sembrare calcutta, ma sporca. Con le foglie dei decenni che nuotano nell'aria insieme allo smog e fanno compagnia ai vecchi cartelli rincantapecoriti e dimenticati. Che se rimpenso alla desolazione del tevere st'estate, e al deserto di san pietro, non dico che mi sento male ma quasi, romadormiva, mentre questo pennello va da solo, perchè è da qua che io scrivo. E' qua che io vivo, è qua che io sono nata, ed è nato mio padre. 

Ieri, nella mia strada a piedi, ripeto, c'era il mare, lo sentivo. Non è la prima volta, è il cielo, che lo trasporta, perchè romaè vasta e grande. Poi salendo una salitella per raggiungere un negozio, si sentiva l'800.  In un quadro romantico, sospeso nel tempo, in una periferia del fascio, un po' diroccata ma di pregio, si sentiva, si sentivano i tempi, rustici, i tempi,romantici, quando tutta l'europa e gli artisti venivano qui, a respirare questa magia, di questa aria. Che qui c'è. Accolta e mescolata, con tutto. Multirazziale, multiitalica, sporchissima, popolana ma imperatriceterna. 

Volevo scrivere di altro. Che mi mancano le passeggiata, al centro, divento sempre più stanca, in questi giorni, strani. In cui sarà in forse anche il festeggiamento del Natale, in cui si chiede uno sforzo a pretendere un poco di futuro. Possibile.

L'albero l'ho fatto domenica. E' venuto carino come da due anni a sta parte, quest'anno mi pare anche meglio. Già ci sono tanti regali sotto, tutti per Matteo che fa natale e compleanno, pure.

Sono stata brava a non aprire il pacco aziendale dell'ex marito che non può mangiarlo. Mi è rimasto da comprare solo un pandoro, per la scuola, un altro paio di bottiglie per regali, e fare la spesona per i tre giorni in forse. Che avevamo deciso di concederceli fuori, contingentati, per riposo e per un minimo di risollevamento economico, stiamo tutti sulla stessa barca. 

Sabato con Matteo siamo riandati a correre, poi da suo padre. Ed e' già giovedì! Domenica, riposo e poi mercatino, albero, di nuovo mercatino. Matteo mi ha chiesto una pistola... La psicologa  mi ha detto di accontentarlo... Povera stella mia. In seconda o terza media gli ripulii completamente la stanza dai suoi giocattoli. Matty cosa ci fai con la pistola? Ci gioco. Ma sei grande! Eh ci gioco poco faccio finta di sparare. 

Amore mio.    Ne ho trovata una usata tipo far west, carina. Ci sono anche i piombini, non credo li scoppierà è ipersensibilissimo ai rumori. 

Ha chiesto anche una chitarra. Vedremo. Chiederò alla mia amica befanuccia.. Vedremo.

Mi spiace per la messa di mezzanotte. Mi spiace per questo natale assai anomalo. 

I giorni corrono velocissimi, gli ultimi anni, anche. Ringrazio Dio, mia mamma, un anno fa c'era un sospetto atroce, ha superato l'ennesima operazione. Un miracolo. Così come questo anno appena passato, in mezzo alla nuova peste moderna in cui siamo testimoni nostro malgrado. La bimba della nuova vicina, piange,  è nata lo scorso anno la vita è più forte.

Di tanto altro volevo scrivere, e la tastiera sembra muoversi da sola, in una sorta di musica morse di una musicista mancata.

 

Ripenso e cerco di mettermi a posto. Il danno, non fu, non avere ascoltato papà sul letto di morte, di una bambina di anni 9. Il fatto è che nessuno poi, mi spiegò la morte. Mi misero in mano il santino di sant'agostino : se mi ami non piangere. Bellissimo e struggente, compagno dell'infanzia finita troppo in fretta, ma non riuscivo a capirlo quel freddo, quel vuoto, gli guardi morbosi, la mancanza violenta, troppo forte per me, e mia sorella.

Nessuno me la spiegava. Per anni, ho aspettato il suo ritorno. A volte, mi pareva di sentirmi chiamare, altre volte, di sentire le chiavi nella toppa. Se quel bagnino belloccio l'estate seguente non mi avesse ripreso per i capelli ci saremmo già presto incontrati, ma lo abbiamo fatto quando è nato Matteo, lui e la nonna insieme prima di quel dolore atroce per dare la vita in un buio totale, che non c'è sofferenza umana più grande. Che si dimentica perchè troppo bello il dopo. Anche se, la mia variabile è stata oltremodo crudele.

Sicchè, una parte,  di mè, è cresciuta così e troppo in fretta, e un'altra è rimasta molto indietro, troppo indietro. Questo è stato un danno. Che non ho inteso di riconoscere e guarire. Aspettavo, quel sogno nel bosco, che non era certo quello delle favolette melense, ma il riconoscimento di cui mi aveva sempre parlato papà, una volta alla rocca quando eravamo andati a cercare i funghi. A volte, ho anche pensato di essermelo sognato, poi ho letto da qualche parte, che anche ciò che sognamo è vero, forse l'ha detto Proust. Forse.  Ma io me lo ricordo perfettamente. Lui lo disse. Lo riconoscerai negli occhi. E tante volte, ho creduto ciò possibile. Ed erano solo illusioni, così come l'intelligenza illusoria di farmelo credere, che non volevo capire, per via della parte rimasta indietro.

 

Volevo scrivere diverso!

ok. Non c'è stato tempo e modo di scrivere nei giorni scorsi. I miei incipit più belli e affascinanti si sono dissolti nelle azioni del quotidiano, nei miei occhi segnati, da tutto quello che hanno visto e compreso. Testimone di questi tempi. Miei e globali. Totali.

Lunedì ho perso tutta la mattina ad un altro mercato. Me ne sono andata scorsa settimana a guardare le boutique di zona. 'copiando ' i manichini, e sistemandomi il guardaroba,  che a poco a poco, sto rifacendo come più mi piace consapevole con le mie nuove forme, sempre uguali, ma diverse. E risparmiando, per non permettere allo shopping compulsivo, di comprare ciò che non mi serve, nè farmi peccare di una superbia che non mi è mai appartenuta, ed ora, ancora meno. 

Poi alla posta, ho finito di sistemare tutto. O l'avevo già fatto sabato? poi sono tornata a casa, il lunedì, stanchissima. Di notte, un dolore nuovo è arrivato ,  a sugellare ciò che avevo sempre saputo, e rivendicato, solo per averlo sempre capito.

Si è rinsaldato il martedì successivo, : il freddo improvviso, era forse  un deterrente alla comprensione ancora? 

ho finito di leggere il libro che mi ha regalato Caterina: un caso letterario, bellissimo, grazie. :)

 

al nuovo maneggio di Matteo mi sono fatta dire, dove pigliano le divise blu. Bellissime. CI andremo sabato. Ai parioli (già tremo) :-) Così altri regali, avrà Matteo, ha il guardaroba di un principe! poi abbiamo dormito nel pomeriggio, per via della mia notte semi insonne. Mangiato il giusto, e poi eccolo l'indomani, che adesso è già ieri. Di nuovo il mercatino, di nuovo altre cose. Poi lunedì prossimo voglio anche andarmi a prendere quello smanicato di lana bordò. Non si trova in giro, sono dei pezzi unici. Poi di nuovo altro regalo a Matteo. Sia mamma che mia sorella mi hanno commissionato i regali per lui. Mia sorella non ha tempo, ha comprato casa fuori, ed è impegnata. Ieri pomeriggio lungo giro per Montesacro con Matteo. Fino a città giardino. E Roma, che sapeva di mare ed ottocento la mattina, il  pomeriggio profumava di legna, di paese e di castagne. Un'umidità che si tagliava con il coltello in un crepuscolo che profumava di eterno e di immenso, via nomentana vecchia, ti faceva sentire i monumenti, pure se sono lontani, ma non in linea d'aria. Piazza sempione, con la via che da sul corso verso ponte tazio, e la chiesa degli anni 20 ispirata all'800 , davano a tutto un fascino vivo e vero. Reale, e familiare, pacificatorio. Bellissimo. Colori di acciao e arancio si stagliavano all'orizzonte a fare da anticipo alle stelle pulsanti della sera, nel velluto magico e carezzervole, - dello spicchio di luna - che timida appariva: dalle parole di Matteo spicchiolino con la vocina di bimbo, ad imitare e mimare ciò che dolcemente si porta ancora dentro. Poi tornavamo a casa. E poi a casa,la cena, e poi la tv, concludeva con Caravaggio.

La crisi comportamentale,  è sempre dietro all'angolo. E sapevo, che togliere i farmaci l'avrebbe intensificata. Mi escono male parole. L'autismo, e le sue ossessioni, sono una morsa nel cuore, una freccia nei lombi, una morsa violenta tra cuore e stomaco, il cervello rimbalza. E tu che vorresti  sentire per capirla meglio la bellezza dell'arte, non puoi.

Poi però ti ricordi, quante e quante volte, hai visto quei dipinti. Li hai anche messi sul blog. Quella luce, quella meraviglia, ti fanno dire: Caravaggio ti amo. Genio tra i Geni, mano di Dio, più di quanto, si possa narrare, anche chi titolato a farlo,e non certo blogger da strapazzo come me.

San luigi dei francesi. QUI sul blog. Due anni fa, e poi di nuovo anche lo scorso anno e questa estate. E la chiesa delle meraviglie del mio passato a piazza del popolo dove , prima di andare in ufficio percorrendo ponte margherita, avevo deciso di mollare la macchina per andare ogni giorno, a vedere i due dipinti meravigliosi, che una volta mi fecero sdraiare sulla panca; e poi sopraggiungere il prete, che venne a dirmi se mi sentivo bene. Ed anche quelli messi ormai tanti anni fa qui sul blog. troppo indietro dovrei andare per il link. Magari lo farò durante le vancanze da scuola di Matteo. 

 

Se il governo deciderà di non farci muovere, andremo a correre. Ci andremo comunque. Domattina, farò la spesa e surgelerò non voglio ridurmi all'ultimo. E ultimerò anche i regalini per gli assistenti, e la festicciola a scuola.

Ora vado a farmi la tinta. Anche se vorrei tornare da Debora, la mia vecchia parrucchiera, che non è vecchia, ma insomma ci andavo tanto tempo fa. Vedremo.

La scrittura sembra avere fermato il tempo. Sono contenta di avere scritto! mi fa bene è la mia via mediana, è il mio equilibrio finalmente ed anche la mia salita.

Certo ho ancora tantissimo da sistemare. Ma alla fine, se non scrivo, sto peggio ed io voglio stare bene.

Cerco il brano e poi pubblico. 

4 dal cappello a cilindro dei ricordi, per sistemarli. purificarli, vivificarli.

 

 

 

https://youtu.be/DdMKjzx6fPc      ho il disco

https://youtu.be/RJX7sgFZbCE     ho il DVD

https://youtu.be/AnFzpYy_3vE     ho il disco

https://youtu.be/A3adFWKE9JE    ho il CD

 
 
 

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Post n°1351 pubblicato il 17 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

La natura regala a quello che comprendo un mattino rosa e celeste. Piccole macchioline bianche di nuvola, e la giornata sembra tingersi, di rosa, è rosa. Rosa e celestre, insieme.  Colori nuovi per le pagine di questi giorni, regalo alla mia comprensione e consapevolezza definitive senza appello in questa cass(a)zione definitiva.

In quel rosa acceso dalla 'lampada' più potente naturale c'è il mio perdono. Il perdono di me stessa. Il risveglio insieme, acceso l'uno - di rosa l'altra. Rosa e celeste la firma nel cielo. Il perdono, per aver preteso, il tentativo. Da ciò che era già definito e trattato, in una vera impossibilità, che scriveva altre pagine, con un inchiostro destinato a sciogliersi, dagli ettolitri di lacrime salatissime, ma non era ancora tempo. Arriva un tempo speciale, in cui tutto si raccorda, va al suo posto. 

Tu che cercavi, quanto di più semplice, ti accorgi, che esserti scelta da controfigura era già una sconfitta, che diventa vittoria, superando anche queste matematiche  portandosi al di sopra, con quel perdono, che ti ha fatto attraversare trapassando e trapassandoti, ciò che avevi chiesto in tutti i lustri di quella semplicità, anelata, e ti accorgi che la meritavi, senza cercarla rivelata, che già lo era, comprenderla ora, leggerla ora, in risposta postuma, ma non per questo meno vera e illuminante. Come un libro, che già sai, che nasconde un codice nascosto, e che si rivela col tuo perdono, nel tempo ,  con ciò che hai voluto decifrare.

Ti assolvi. 

ciò che imploravi, implorasti, sognasti , ti si dipana oggi maturo. Come una formula perfetta, nella natura delle cose, - anche quelle tue - in quel rosa di quel vestito, in quell'attesa, che già aveva risposte, in quel frammento dissoltosi in se stesso, nella capacità, di leggere ora definitivamente i segni inequivocabili di questi giorni. Preziosi. 

 
 
 

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Post n°1350 pubblicato il 17 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

 

                                           

 

01.10.2019   Roma, Collina Fleming.

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Post n°1349 pubblicato il 12 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Sabato dolce e pieno di luce.

Dalla finestra la nebbia magica avvolge il parco sotto casa. Sono in cucina, sulla sedia, testimoni della mia memoria, di ferro. Qualche colpo si perde con tempo e nel tempo, immediato, recondito, ma la memoria resta ferrea. Sono in cucina, al posto di Matteo, sono in cucina, sulla sedia, testimone di un tempo nel batticuore, che fu. Memoria anche quella a ricordare.

Voglio guidare io stessa il 'pennello' della scrittura, insieme, non in sovrapposizione. Impronto un controllo giusto, naturale, importante. Non ovvio.  Non nel senso 'dispregiativo', banale.

 

Scrivevo, le parole, sapranno fare quell'ordine buono di cui ho bisogno, per potere andare avanti. Queste parole, sono remi, traghetto, barchetta, fune per l'equilibrio e la salita. 

Scrivevo, - che tanto vorrei scrivere, ma senza ansie, con le parole che sapranno accompagnarmi, nell'ordine di una replica, nuova, per me stessa. Replica nuova sembra una contraddizione, un ossimoro, forse. Ma siamo anche questo, non importa il ginepraio, proprio imparando a starci e conviverci, lo si  può dipanare.

Andando avanti. 

Proseguendo. Una sirena si fa varco nel silenzio ovattato della cucina abitabile calda, pulita. Fra poco abluzione dentale, poi sveglia di Matteo. Poi con calma prepararsi e poi la corsa, di nuovo.

 

Una corsa ritrovata, un allenamento alla vita, per la prova che essa mi ha chiamata a fare. Mi ha guidata insieme al corpo, mentre io, sovente andavo altrove. Disperato bisogno di amore mancato strappato dalla vita stessa e lei che voleva dirmi che il bene più prezioso era ciò che sentivo dentro, NON i bisogni disperati (e nemmeno quelli degli altri) e saperci convivere al meglio con le antiche paure, sane.

Basta, passato. Una vampa di calore arriva, improvvisa. Dolce nuova età, di nuovi segni e trasformazioni.

Pensavo ai miei due cappottini. Uno rosso, l'altro blu. Fedeli compagni di inverni di sogno di un passato meno remoto, ma pur sempre 'passato, ormai e quindi pur sempre lontani.

Mi dicevo che potranno diventare, nel prossimo preludio di primavera dei soprabiti 'nuovi', con una spazzola solo a togliere il pulviscolo cosmico, già freschi di tintoria e di profumo buono, di azioni misurate, dell'inizio dell'autunnno. Che forse, sarò un poco più asciutta, almeno nei punti di trasformazione, a sistemarli con la corsa e la richiesta del corpo all'equilibrio insito.

La luna dell'altra mattina, due o tre giorni fa, compagna di una scrittura , asciutta, quotidiana, possibile,  mi suggerisce , oggi, coi nuovi e vecchi pensieri, che piano piano, avverrà anche questo. L'ho fotograta. Svegliata senza peso, me ne andavo alla finestra, ed appariva uno spicchio fatato e dolce. Poi mentre andavo a prendere la macchinetta, e sorridevo, una foto più foto scattate, la facevano diventare ancora più magica. Come davvero a parlarmi in una immaginazione 'bambina' , ritrovata, forse mai persa, e chiusa a chiave in uno scrigno più prezioso dell'oro.

A tratti, lo specchio addolcisce altri segni leggerissimi. Mi sembra o forse è anche così, che un'ansia misurata e adolescente, ancora mi resti addosso, aggrappata a dei segni impercettibili attorno agli occhi, regalo, di lacrime brucianti appena sussurrate dal cuore e dai suoi colpi, dal corpo che capendo cresce ancora, senza 'invecchiare', ma crescendo. Naturalmente, ritrovandosi nei suoi segni. Buoni. Il risveglio la mattina, rende l'oggi più consapevole ancora, di tutta una vita intorno agli occhi. Della tenerezza infinita anche per i colpi inferti dalla Vita stessa. Comunque bella. 

L'autunno ha pianto tante lacrime, molte più delle mie. Che ci si sono mescolate insieme in questa coda, di un dolore che sa farsi e diventare buono. Nel computo del suo dispiegamento, per volare più in alto senza paura. Il volo alto, non deve essere necessariamente una gara, nè un distacco. Ma una certezza verso altri tipi, di volo. 

L'autunno, meraviglioso, si piega piano, nel cristallo dell'inverno che proteggerà nella natura tutti gli anni e le testimonianze mute, che hanno reso questi colori più intensi, più vivi, più veri, più belli. Andando nel cielo turchino a confondersi con tutte le vite precedenti, le nostre, quelle dei secoli dei secoli, in questo quadro divino avvolto dal mistero più profondo, che nessuna scienza o coscienza fredda e cinica potranno risolvere, nemmeno con una corazza agnostica ed individuale.

Forse bisogna arrivare al punto, di considerare questa vita stessa una grande 'favola', piena anche di crudeltà, poichè anche questo fa parte del mistero. Della Vita, che abbiamo il dovere di pensare e maturare che un giorno avrà la risposta non solo alle nostre disfatte, ai nostri piccoli e grandi misfatti, alle nostre tenerezze ai nostri grandi e piccoli sbagli, ma proprio credendoci ognuno a suo modo. 

Anche chi, come diceva lo zio svedese, crede e pensa che sarà solo la lampadina a spegnersi definitivamente. Non potrà spegnersi mai nulla, sarà vita infinita in altro modo, in altri modi, in una co.scienza sana che diventerà santa di un'altra santità. Nel giro infinito del mondo.

 

 

 

 

Dai muri cittadini, foto di una manciata di giorni, orsono...

( FONTE: movimento per l'emancipazione della Poesia)

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splendido brano di accompagno degli E.L.&P.  

 

nel piccolo riquadro in altro foto mia del 10.12., un poco smossa. 

 

passo e chiudo. Per ora.

 

Roberta

 
 
 

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Post n°1348 pubblicato il 10 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

10 dicembre 2020

scrivo nel mio blog, è tutta la mattina che ci provo, senza successo. Il corpo capisce sempre la mente a volte mente, quando non segue il corpo.

Questo mi dicevo l'altro ieri, quando sono andata a correre. Questo mi sono ridetta, quando sono riandata a correre di nuovo. Ormai riesco a correre un'ora. E sono già dimagrita 3 kg.

Ora non è che voglio dimagrire troppo o fissarmi. Sarà il mio corpo a guidarmi.

L'albero poi non l'ho fatto. Non ce ne è stato il tempo. L'autunno giocava a nascondersi tra nuvole nerissime raffiche di vento, e poi spuntava nel sole metallico a farsi un varco tra nuvole azzurrognole e poi ancora, illuminava di giallo tutta la natura... dalle stelle al mare sono finita passando per la terra. Una terra rigogliosa e bellissima che mi riempiva di stupore mi sentivo un misto tra la copertina di un disco di L.B. e Rocky : adrianaaaa, e ridevo da sola, a pestare pozzanghere insieme a Matteo incredulo, rompendo il fiato coi pensieri mai più fluidi di così a mia memoria.

Questo l'8, giornata stranissima. Praticamente, ci siamo vestiti, ero già vestita. Poi una pioggia torrenziale, poi di nuovo un varco, poi di nuovo pioggia. Spogliati, apparecchio, e poi, il cielo si apre e Matteo mi guarda: ANDIAMO.

Bravo Matteo!  corsa di un'ora, tornati, docciati, mangiato alle 16,30 , mi viene da ridere, che a volte, ceniamo alle 19, a volte pranziamo alle 16. In ogni caso, le scarpe da ginnastica giacciono sul terrazzo ancora piene di acqua, era da illo tempore che non mi allenavo così. Sono contenta. Sebbene, poi, ieri, accusavo un po' il colpo, un dolore avanti la gamba di un muscolo che non mi ricordo come si chiama. E, al trapezio, idem, mentre tornavo dal supermercato con le bottiglie per gli operatori di casa e scuola regalini di natale,insomma regalini: 100 euro! e rotti. Ed anche un po' di spesa. Poco male, ho trovato l'unguento che mi aveva fatto comprare il fisiatra due anni fa. : artiglio del diavolo e altre erbe e altri medicamenti. E' passato.

Domenica è stato però bellissimo. Non pensavo dopo avere corso un'ora il giorno prima IL sabato di farcela pure il giorno dopo. Mi rivengono in mente le maratone, e la mia passione, non filata da nessuno come tante altre cose. Come capita a tanti. 

Poi ho cucinato, una pasta e fagioli, buonissima. Con una calma di quella corsa SANTA. Con quella natura, mai a mia memoria nel ricordo cercavo ma non trovavo una bellezza del genere, l'autunno mi diceva tutta la sua bellezza per farmi essere felice, mille colori il cielo a confondersi con la terra, e l'acqua sotto i piedi inzuppati, in una musica che richiamava il mare in una maniera più dolce. Bello potrebbe essere ora potere partire, ma già era un problema prima figuriamoci adesso, me lo appunto, me lo segno, perchè poi non voglio smentirmi da sola. Ventotene è stata 'la rottura', questo riacutizzarsi di questa pandemia, peggio del suo inizio... passerà... finirà.

 

Scrittura terapeutica, che hai bisogno di silenzio, perchè se c'è Matteo non  è più possibile.. che quando era piccino, era tutto diverso, si vedeva i suoi DVD e io scrivevo.

 

Ora devo trovarmi dei ritagli, e tenerlo a bada questo desiderio, di scrivere, - che non è certo colpa di Matteo! nè mia... si può quando si può.

Con la corsa, trovo forza, sono già un poco dimagrita, e devo fare sacrificio, e ancora.

Stamattina, il freddo gelido è stato molto cattivo,... ero come scossa, anche se, i vestiti li avevo già preparati, sveglia alle 6 senza riscaldamenti. Correnti mitigate, non  resistono a raffiche gelate che si insinuano. Poi mi dico, macchè cattive... è la natura che si muove nelle proprie 'geometrie' - che basta la calma quella sana davvero , e sarei dovuta andare a correre anche stamattina, non ce l'ho fatta. Ma il corpo aveva un freddo strano. Non trovava pace. Poi la trova. Si raccorda, perchè il suo intento, si bilancia. Dopo la pasta e fagioli, di nuovo lo strudel salato con altri ingredienti, e poi, un sugo buono, il mio migliore. Lavata tanta insalata. Così mi porto avanti il lavoro. : fino ad oggi vivendo di 'rendita', e 'lavorando' il meno possibile, - poca spesa, quando vado alle 8 a prendere la pizza a Matteo. Il resto già fatto.

 

Non riesco però a fare andare Matteo puntuale a scuola. Nonostante io mi svegli alle 6. E' dura avere interrotto il farmaco. Sono ripiombati tutti i vecchi manierismi. Ma ora so' che non posso assolutamente ostacolarli. Nel fare questo tutta l'energia è TOTALMENTE SU DI LUI.

Per quello il medico mi diceva 'valutiamo' il da farsi.  Se solo io, riuscissi ad essere più equilibrata.

E' una promessa che faccio a me stessa, qui.

 

Per ora, passo e chiudo.

Scrittura mia guida, mia medicina.

 

https://www.youtube.com/watch?v=xik-y0xlpZ0  visti dal vivo nel 1985.

 

passo e chiudo, per ora.

 

 

 

Aggiunta al post, h.00.06, mentre ascolto italia brasile un viaggio nel tempo, nel presente, e sono ancora qui, viva. Non è poco.

Forse e dico forse, sono stata troppo precipitosa a voler togliere il neurolettico al mio Matteo,... è davvero durissima, sono distrutta, altro che la corsa. Avevo rimosso un poco taluni comportamenti, però mi dico, che non voglio mollare, forse è solo un assestamento, il medico non mi ha lasciato il suo telefono personale, sebbene domani vedrò la psicologa. Alla quale dovrò dire importantissimo me lo appunto per ricordarmene, oltre al fatto che i comportamenti sono diventati più ossessivi e che faccio tanta fatica...che devono fare il possibile per trattenere Matteo a scuola almeno altri due anni. La coordinatrice del sostegno mi ha chiamata a casa, stasera, non è più quella di prima, è un'altra... vecchia conoscenza, che appunto già conoscevo perchè lavoravamo nello stesso grande studio professionale. Meglio così. Anche se inizialmente per problematiche che si erano verificate, lei si sentiva a disagio, con me, ed io altrettanto. Ma Ventotene ha fatto la magia, ed anche la possibilità faticosa l'anno scorso di poter fare le lezioni via web, sebbene fallimentari, non abbiamo perso il filo con la scuola. I laboratori da quando sono ricominciati, funzionano bene, e spero di poter mettere altre foto, riguardanti Matteo.

Sono molto stanca. Mentre correvo, mi pareva di portare tutto il peso del mondo... e il mio..

però ora cammino un pochino più leggera. Voglio che le mie palpebre siano cullate da uno dei miei sogni più belli, .. con una colonna sonora che lascio qui---- e che mi liberino anche questo dolore al cuore, perchè chi convive con l'autismo sa, che a volte prende una sorta di 'morsa' una serrata, la nel petto indescrivibile, oltre alla fatica del cervello.

Eppure ce la posso e voglio fare. 

passo e chiudo, ciao diaRio.

 
 
 

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Post n°1346 pubblicato il 07 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Ho deciso di non pubblicare più post in bacheca. Li ho cancellati.

Ho deciso che i miei pensieri li voglio scrivere qui. Anche se brevi.

Ho messo le foto, che avevo nella vecchia fotogallery.

Stamattina con Matteo abbiamo corso per un'ora! Una conquista.

L'altra notte ho sognato una mia vecchia compagna di scuola con cui studiavo insieme E.B., genitori di Trieste il padre era doppiatore ed attore di teatro, lei e il fratello doppiatori dei cartoni giapponesi. Abitava qui vicino. poi ci siamo perse di vista. Mi ricordo anche che un giorno mi scipparono, portavo io il motorino ed andammo fino al tufello a riprendere le mie catenine d'oro. Abbiamo fatto un inseguimento.

Si vede proprio che il mio destino doveva svolgersi qui, a volte, vorrei cambiare quartiere, lo ammetto.

Volevo scrivere un'altra cosa, anche ma me la sono scordata. 

Ah, che stamattina, presto, mi sono ricordata (in risposta ad un gentile Signore qui sul blog) che di Sartre ho letto anche 'il muro'. oltre alla Nausea. La Nausea lo ricordo , l'ho letto due volte, il muro, non lo ricordo.

Ho letto moltissimo in questi ultimi anni, e mi dico, che certe letture, me le sarei anche risparmiate. Eppure poi mi dico anche, che poi tutto torna utile. Tutto.

Sono stanca. Non mi va di scrivere, ora abluzione dentale, di entrambi, e poi, se non crollo prima, un poco di tv. Sarà un'impresa trovare qualcosa, ma poi qualcosa la trovo sempre.

Non ho i canali a pagamento, non mi interessa. 

Ciò che mi interessa più di tutto, è la serenità. Domattina, tempo permettendo, altra corsetta, - sono così contenta di avere corso un'ora, è un piccolo grande premio per essermi allenata tutta l'estate!

Mi sono accorta di avere la pellaccia dura. Che il mio cuore, sì , si è indurito per protezione, ma non cambio il mio carattere. E' solo un'evoluzione. 

Ho ancora tanta e tanta strada da fare.

 

Domani farò l'albero di Natale. Il mio presepe naif, non c'è più da un po' di anni, mi manca, ma ho un presepe stilizzato a forma di palla di natale da appendere all'alberello, e mi viene carino.

Qui, è autunno pieno e splendido. nonostante RomAtlantide, il cielo si squarcia insieme ai miei pensieri che si allegeriscono grazie al sole, che porta via le nuvole nere, abbiamo corso nel fango, stamattina, mi dicevo, che gli allenamenti con i megaTV insieme alla realtà virtuale non fanno per me. Io sono da realtà e basta, virtualmente cullo i miei pensieri, per alleggerirli e farli passare via come nuvole nere e minacciose, che  poi tirano giù pioggia come lacrime, e poi il vento porta via tutto... un'ora di corsa nel fango a ritrovare me stessa con l'Atletica per cui ero portata, : il mio SPORT.

Lo squarcio di sole stasera era di un giallo metallico, una roba meravigliosa, che avrei voluto fotografare con una macchinetta professionale. Ma stavo andando a fare la spesa.

Vestita adeguata. Roba di detersivi, non supermercato alimentare. Col carrello al seguito.

Stamattina, dopo l'ora di corsa (abbiamo corso dalle 12 alle 13) mi sono presentata al supermercato in tenuta ginnica, spartana e il cappuccio tirato su, con la mascherina, ma se ce lo avessero raccontato? ... la realtà supera ogni fantasia.. sempre.

Qui è un autunno che a tratti e nei colori e nel canto degli uccellini sembra dire che vuole restare, come un'eterna primavera al contrario, ma non può ... correnti gelide arrivano, anche se saranno mitigate dalle geografie,e, da un momento all'altro queste stagioni sembrano parlarsi, fra di loro...

io cerco di seguirle, in tutto e per tutto come gli anni miei.

Come questi anni miei. Sono dimagrita, già tre Kg.  Ora non è che non voglio mangiare, ma mi posso imporre proprio nel periodo che stiamo per affrontare feste in semireclusione di mangiare di meno.   Con le vacanze di natale, potremmo andare a correre sempre, con Matteo. A lui piace, a me, anche. E' una conquista, correre con lui.

Spero di finire il bel libro donatomi, un giallo. Poi finirò anche quello sulle paure. E poi, anche la biografia di M. Curie.  

Mi ero ripromessa di comprare tutta la collana delle donne famose. Ed invece mi sono fermata a lei.   Bellissimo quello di frida kalo ma ancora più bello quello su Maria Montessori (mi sono commossa), a Ventotene ho letto anche un libro di poesie.. di M. Gualtieri. Avevo già letto di lei, anni fa, Bestia di Gioia. Ma i libri cambiano con noi.. forse.

E poi io sono una pessima lettrice. Dimentico molto , anche se poi, mi dico, ch etutto quello che uno legge (anche a volte senza capire,) rimane impresso, serve, comunque.

Poi ci sono libri che si lasciano... altri che si buttano, anche, altri che vorremmo qualcuno ci regalasse, - ma poi, mi dico, ch eil libro più importante è quello che scriviamo nella vita, e questi blog questi nostri blog, ne sono la testimonianza.

Avrei potuto scriverlo meglio, ok, ma ha viaggiato con me.

Non so' se traslocherò. 

Non lo so davvero. Per intanto, scrivo.

Per ora passo e chiudo..

cercando prima un bel brano.

 

 

incredibile.. anche i brani, come cambiano, con noi...

bellissimo, strepitoso...

 
 
 

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Post n°1345 pubblicato il 05 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Ore 8,02 ho appena scritto sulla bacheca che il portale ha messo a disposizione (a tal proposito chissà se si stanno attivando per la falla segnalata?), che il mio cuore si è 'indurito'. 

Per salvarsi, non perchè io sia diventata diversa. Come un allenamento anche il cuore deve superare degli ostacoli.
Mi sono svegliata molto presto. Reduce da un'abbuffata di broccoletti e salsicce, buonissime perchè casarecce donate dalla signora che mi vende le uova, ciociara, quindi ruspanti e genuine non industriali. Però ho mangiato troppo e ho alzato un po' troppo il gomito. Non bevo amarone tutti i giorni, e devo limitarmi. Ero reduce da un pomeriggio orribile. Mi consolavo col cibo. Laddove altra consolazione non c'era. Nulla di grave in realtà. Insomma non di così grave. Sono caduta per l'ennesima volta dalla padella alla brace. Sono proprio un pesciolino che tenta di tornare in acqua e finisce sul fuoco.  Lo stesso fuoco poi violento di altri elementi alternanti (miei) che mi fanno 'scoppiare'. Perchè non riesco a convogliarli e diventano un'arma a doppio taglio, nella difficile gestione di me. Sono imperfetta. 
Insomma ho dovuto cambiare l'ufficio che gestisce le mie risorse finanziarie (mie e di Matteo), perchè ho subito degli 'abusi' (d'ufficio appunto), e dopo tanti anni, il tappo è saltato.   Le mie energie, sono tutte concentrate su Matteo, ... forse i miei similil antagonisti (i cosiddetti 'esseri umani' che incrocio sul mio cammiino), lo percepiscono e scatta l'abuso. Viviamo in un mondo, da sempre, famelico di fragilità. Io non sono così. Ma non è questo il punto. Io sono un caso davvero anomalo, di idealismo puro. Inverosimile,utopico. Ma cmq robe di normale amministrazione. Decido finalmente di cambiare ufficio. Mi porto ad un altro, poco più lontano, quindi sempre comodo, illustro la mia richiesta, i miei movimenti economici, eccetera, mi viene detto senza alcun problema si può fare tutto. 
Così non è stato. Problemi su problemi, stress peggio che nell'altro, e maledetti proverbi, di saggezza zero, perchè non dirlo? non è il momento signora, facciamo l'anno nuovo.
Insomma, dopo questa padella, infuocata il pesciolino io, sono finita sul fuoco.
Muta, me ne andavo silente, in un negozio per cercare di placare l'ennesimo incasso di pressapochismo disonestà approssimazione .... a nulla serviva il dirmi di averlo fatto in buona fede e che ora indietro non potevo tornare.
Io ho bisogno di poche certezze e di un ordine buono, nel poter svolgere le mie cose.
Niente. Dovrò aspettare, che tutto si sistemi, dovrò camminare su questo filo di lana 'liso' e sempre più sottile,non fa niente mi dico.
E' la mia vita, quella vera. Quella che nessuno ha spianato. Forse sono nata per imparare questo equilibrio e poi continuare a salire. Tutta in salita, la vita mia.
Un cerchio alla testa, dovuto all'alcol introdotto nel serbatoio di questo mio corpo, che ora ha detto basta. Basta al troppo cibo. Sono digiuna con un te. Ora me ne farò un altro, voglio VOGLIO OGGI NON MANGIARE. 
Oltre al cerchio alla testa, ho dolori al collo. Ieri, l'autunno che ora si accende perchè qui è ancora acceso e bellissimo, ha piegato la sua testa all'inverno che incombe. Correnti gelide (ha nevicato al terminillo), arrivavano improvvise, sul collo. A nulla serviva lo sciarpone di cachemir e il cappotto, nè il maglione di lana. Nemmeno il cappuccio, ero solo indebolita? Da un'ansia improvvisa, che voglio guarire qui, con le parole, anzichè con medicine , appunto. L'ansia di non sentirmi sicura, di avere paura di non farcela di temere per il mio ragazzo, amore unico della mia inutile vita. Che solo lui stella mia ha reso utile e degna.
Arriva a volte l'ansia, la stempero qui, dopo aver temperato questa matita, che vorrei fosse una penna, e purtroppo non lo è.
Nel mio armadio semichiuso, non si aggira nessuno scheletro, solo vaga la ex segretaria che sono stata, e che non riesco a riporre, o meglio, non riesco a farla al meglio per me... non riesco a rilassarmi a trovare degli spazi - per me - non è la mia stagione? non è colpa delle stagioni. Certamente. Ma del mio equilibrio messo a dura prova dalle circostanze, dalle variabili della vita, da esperienze che hanno indurito il mio cuore, e dalle quali forse non mi riprenderò mai totalmente , sebbene io creda ancora nei miracoli, e, devo dire, li ho avuti! li ho toccati con mano.
Il medico, martedì, il neuropsichiatra che ci ha visti, insieme alla psicologa e Matteo ha detto di aver trovato bene Matteo!, A me, ha fatto complimenti. Esagerava forse? ha voluto sapere se ciò fosse dovuto a qualcuno nella mia vita!! Assolutamente NO. 
Assolutamente no... (magari non gliel'ho detto). Non mi è nemmeno venuto forse, lo scrivo ora, perchè non vorrei sembrasse una preclusione, ma è difficile. 
Al di là dei complimenti sul mio aspetto sereno rilassato (sebbene io gli abbia detto che le cose sono difficili, complicate, faticosissime), - lui ha insistito, sulla mia serenità, sulla mia calma, su come sto gestendo il mio ragazzo, mi ha fatto i complimenti come mamma come persona, mi ha detto che sono stata brava, anzi bravissima. A fare tutto quello che ho fatto, a placare il mio integralismo improduttivo, e a prendere il buono che le istituzioni sanno darmi. Non è poco per chi come me, vedeva sempre tutto nero, ora ho trovato tanti spiragli di luce. Sebbene, la metafora del pesciolino è sempre con me, perchè questo è anche la vita. Non è rassegnazione è consapevolezza, quella del bigliettino di Mamma: ricordati di essere serena in qualsiasi circostanza della Vita. Circo.stanza. 
Ecco. Stamattina, ho dovuto fare un'operazione molto dolorosa. Dolorosissima. Ci sono dolori strani, diversi. Che non si sentono in un punto preciso e nemmeno li puoi catalogare come 'fisici'.
Sono necessari, anche quelli al reggere la tua sopravvivenza, perchè è un attimo che si può morire, e a chi frega poi?
Ed io la vita, l'ho votata e non per sacrificio, a questo essere dolcissimo che è mio figlio. Ecco, vorrei bene dirlo, che il dottore pubblico mi ha fatto i complimenti. Dicendomi al di là di una corte e cortesia gentili, e forse anche di simpatia per un vero apprezzamento della mia persona, che i suoi complimenti sono stati sinceri SUL MIO OPERATO CON MIO FIGLIO.   Signora si renda conto, di quanto ha lavorato bene. Certo la psicologa lo shatsu, la separazione, ma lei è stata davvero brava.
Sono anche riuscita a spiegargli che ogni energia (poche in verità), ora è spesa esclusivamente per Matteo.
Mi ricollego anche al fatto degli abusi, negli uffici, a scuola, nella vita, che mi sono accaduti, insomma, non ho potuto avere energie per quello. Nel momento della mia soccombenza a fronte di eventi di vario tipo, ho scelto la via Maestra, quella per MATTEO perchè in quella ci sono anche io, - la mia vera strada maestra appunto. 
Ed anche quella che sono.
Abbiamo deciso insieme di ridurre il farmaco a Matteo mi ha dato un foglietto per l'osservazione. E mi ha confermato che lui è contrario ai farmaci (e già lo sapevo) sono solo degli stabilizzanti per le stereotipie, per le ossessioni, per il regolamento del sonno. Per non farli andare nel loop del loro stesso disturbo. Matteo ha un buon sonno, ed io mi dico, che parlare con lui, anche se il suo dialogo è 'povero', è meglio di tanti altri sterili dialoghi. E non me lo dico per consolazione. Ho solo paura della stanchezza, della stagione fredda, delle consapevolezze, di questo mutismo e vuoto, che riporto qui, perchè questa è la mia finestra, prima di decidere se chiuderla definitivamente, lasciarla aperta. 'congelarla, o traslocare , emigrare.
Mi fa un poco male lo stomaco. Ora. Mi farò un altro the caldo. Bollente. Forse una fetta biscottata. E poi andiamo a correre.
Fa freddo, lo vedo dalla tramontana gelida, ma ci copriremo bene. 
BenissImo.
La giornata  è spettacolare.
Forse anche in centro andremo oggi. Sul presto. Vedremo. 
Ora è già tardi. devo rileggere per rispetto di chi legge, e poi chiudo.
Mentre rileggevo, mi è passato il mal di stomaco. Imparo il controllo, anzi, re-imparo il controllo.
Troppe tegole sulla mia vita, troppi calci, pugni, troppe consapevolezze, che abbassano la vista improvvisamente, fanno bruciare gli occhi, ma poi, forse la forza e la tramontana e la salute totale riporteranno al meglio.
Alla fine, aggiungo tutto sommato proprio perchè alla fine, si vive per sopportare quello che si capisce, poi per superarlo. Sono sensibile più di quello che io stessa posso sopportare, ma dentro me, ho anche le risorse necessarie, per trovare la strada. Questo è il mio compito. Lo è sempre stato. Incidenti a parte. Ho pagato un prezzo altissimo per determinate scelte ma per un figlio, questo si fa, questo ripaga, non lo sapevo nemmeno io, tutto questo. Ma è così. Ne sono testimone, di me stessa.
Passo e chiudo.
     
Aggiunta al post. Mentre aspetto che si scaldi il cornetto di Matteo, nel primo video a sinistra (per chi lo vuole vedere) alla fine si vede il pesciolino, che tolto dall'acqua si dimena, e muore. Ieri qui a Roma ha piovuto l'impossibie, ed anche il possibile. Dopo tutta la brace, me ne sono andata sotto la pioggia battente, che batteva su di me, insieme all'umidità che si insinuava dentro me. Rimanevo muta e saltellante, come quel pesciolino, nonostante tutta quell'acqua intorno a me. Si chiama vita ed è fatta anche di questi pensieri.Poi si risorge, come ri-sorge il sole meraviglioso. E il ventOnesto che soffia fra questi rami.

Aggiunta n. 2 al post. L'immagine cambiata sopra al blog, è l'alba fotografata da me il 24 settembre scorso, a Ventotene.
 
 
 
 

MARZO 2011

 

NOVEMBRE 2018

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VITA MIA (E SALVEZZA MIA)

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Mamma, qui posso toccare tutti, vero?

MAXXI (Roma) 2 APRILE 2015

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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE :

“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi.” ( Jim Sinclair, 1998, autistico ad alto funzionamento)

 

SEMPRE CON ME

MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E' CARO...

MA L'AMORE E' L'ANIMA E L'ANIMA NON MUORE

io e papà

PER SEMPRE CON ME 

 

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Pulisci e pensi, ascolti il soliloquio ed entri in una giostra difficile  da starci sopra... cara Roby, il tuo cammino è così difficile ... Per quello il blog è una valvola di sfogo: perchè porta coi piedi a terra quelli che se ne stanno a fare troppi voli pindarici ... Tu sei la testimonianza fragile e potente di una realtà di tante altre donne che se ne stanno zitte e non hanno voce ... se torni è sempre da te che torni, mica in un posto inospitale, bensì nel tuo piccolo nido di parole difficili ma piene di amore e compassione. 

(Daniela . Several1 blogger) 

 

GRAZIE!

Firenze, 24/10/2020

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