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introduzione caso sandro marcucci

Tutto quanto qui pubblicato è scritto da Laura Picchi che ne ha l'esclusiva responsabilità.

 

 

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Lavoro sulla strage di Ustica: quello che Laura Picchi ha ricostruito verificando la tesi del capitano Mario Ciancarella

Post n°2012 pubblicato il 16 Luglio 2018 da laura561

Lavoro di Ustica- riassumo punto per punto quanto ho ricostruito finora per fare il punto della situazione e della mia indagine:


Mario Ciancarella scrive che nel corso dell'inchiesta Priore tutte le altre tesi sono cadute.

Ho verificato che la tesi del cedimento strutturale, della bomba, del missile a testata armata, della quasi collisione o collisione, dell'ammaraggio sono risultate infondate.

 

Mario Ciancarella scrive nei primi tre mesi dopo la strage di Ustica io e Marcucci tramite colleghi del Movimento avevamo saputo da personale di Grosseto che l'ultimo F104 di Grosseto era atterrato la sera della strage di Ustica alle 1920, ci stava per sfuggire che gli orari sono tutti in zulu e quindi l'ultimo f104 era atterrato alle 2120 22 minuti dopo la strage


Ho verificato esiste la traccia LL013 che decolla da Grosseto, va verso sud sud ovest , la sicilia, viene passata in crosstel da Poggio ballone a Marsala, è un volo militare, è in atterraggio a Grosseto alle 19,19z quando Poggio Ballone vede la traccia per l'ultima volta

 

Mario Ciancarella scrive in volo c'era un Awacs


Ho verificato c'era in volo un Awacs ed era Usa decollato dalla Saratoga

 

Mario Ciancarella scrive in volo c'era un Pd808 potrebbe essere che faceva guerra elettronica


Ho verificato c'era in volo un Pd808 aveva 5 membri dell'equipaggio e faceva guerra elettronica, non radiomisure, altrimenti avrebbe avuto 3 membri dell'equipaggio

 

Mario Ciancarella scrive Gheddafi torna indietro avvisato dai servizi andreottiani mentre era in volo verso Varsavia


Ho ricostruito dalle dichiarazioni del Maresciallo radarista di Marsala Loi che c'era un volo vip da Tripoli che ai confini dello spazio aereo italiano vira verso Malta, andava a Varsavia

 

Mario Ciancarella ha scritto che fu il sios di Tascio ad autorizzare su ambra 13 in direzione opposta al dc9 il sorvolo del cielo italiano a Gheddafi

 

Si è verificato vero

 

Mario Ciancarella scrive che Sandro Marcucci gli dice che ha due testimoni pronti a dire al giudice che il Mig è decollato da Pratica di Mare


Ho ricostruito dalle carte del Sios di Tascio che il Mig in questione senza serbatoi supplementari aveva autonomia di carburante di 450 miglia nautiche, 833 km circa. La forcella in questione esclude sia decollato da Bengasi quasi 860 km e dal nord italia piu' di mille km. La forcella di 833 km è quella Pratica di Mare Castelsilano volando anche sul Tirreno ed è compatibile che sia caduto senza benzina il Mig se decollato da Pratica di Mare. E' fondata la Perizia Forshing che dice puo' essere solamente decollato da Pratica di Mare, Sigonella o Gioia del Colle

 

Mario Ciancarella ha scritto che le chiavi per leggere e interpretare i tracciati radar arrivate a Priore erano inattendibili


Si è verificato che è vero, che le strip sono scomparse, che i libretti di volo dei piloti sono solo in parte arrivati sul tavolo del giudice, che il registro di volo di Grosseto e Saratoga sono falsificati, che molti registri sono spariti, altri sono in bianco, altri alterati, che gli opord e oprep sono ancora sottoposti a segreto militare

 

Mario Ciancarella scrive che il Marcucci e il Dettori sono stati uccisi


Si è verificato che è vero che Marcucci e Dettori sono stati uccisi, i casi giudiziari sono riaperti

 

Mario Ciancarella smentisce seccamente il dottor Priore che scrive che Marcucci ha commesso gravi reati


Si è verificato che il Marcucci è stato assolto a livello penale

 

Mario Ciancarella ha sostenuto che la firma di Pertini sul suo atto di radiazione è falsa


Una sentenza passata in giudicato ha confermato che la firma di Pertini sull'atto di mai avvenuta radiazione di Ciancarella è falsa.

 

Mario Ciancarella ha scritto che una certa Rossella Ferrato attrice di teatro gli ha detto di aver accompagnato il Marcucci in via Sicilia 169 per andare in una società coperta dei servizi Aliprotex


 Il Marcucci si potrebbe essere fatto accompagnare a quell'indirizzo perchè bastava attraversare la strada e al n 162 di Via Sicilia a Roma c'è la società generale missilistica italiana dove potrebbe aver trovato le prove che il missile che ha abbattuto il dc9 è un aspide selenia a guida radar e a testata inerte.  Dalle carte i test del missile venivano fatti già nel 1979, anche se operativo il missile diventa dopo la strage. Nel flap del dc9 sono state trovate sferule metalliche e all'interno dei rottami del dc9 minime tracce di esplosivo incombusto. Il vicepresidente del Copasir Boso disse nel 1994 che era un missile inerte Selenia ad aver abbattuto il dc9. Sandro Marcucci diceva che era certo fosse un missile italiano ad aver abbattuto il dc9.

 

Mario Ciancarella ha scritto che non fu a causa di un temporale il ritardo del dc9.


Si è verificato che non c'erano temporali quando doveva decollare il dc9, la causa del ritardo resta ignota.

 
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DOCUMENTARIO SU USTICA: NOTA DI LAURA PICCHI

Post n°2011 pubblicato il 13 Luglio 2018 da laura561

gira questo documentario su Ustica e Bologna

https://www.facebook.com/Grecomassimo11/videos/1850660028333104/

, evidentemente la sottoscritta come dimostra il mio lavoro ha raggiunto ben altre conclusionI del giovane documentarista SU USTICA . al minuto 17 e ss si dice da parte del giornalista Giuliano Fontani che Sandro Marcucci morto ammazzato non forse ma certamente da una bomba avrebbe puntato il pollice a Nord per indicare il punto da dove è decollato IL MIG. Com'è noto a Mario Ciancarella Sandro Marcucci ha detto di avere due testimoni pronti a dire al giudice che il Mig decollo' da Pratica di Mare. Bene. allora bisogna guardare le varie forcelle. Dati sios am italia diretto da Tascio quel Mig aveva autonomia max senza serbatoi supplementari di 450 miglia 833 km circa. Si esclude bengasi che è distante da castelsilano quasi 860 km e quindi am italia ha mentito. Non aveva autonomia di carburante per venire da Bengasi quel Mig. Tantomeno da Nord Italia dove servono piu' di mille chilometri. Come dice la perizia di Forshing quel Mig poteva essere decollato da Sigonella, Gioia del Colle o da Pratica di Mare come sostengono i teste di Marcucci. Dati sios am italia di Tascio, non nostri. La sottoscritta quindi continua a credere nella fondatezza della perizia Forshing. DETTO QUESTO PREGO CHIUNQUE VOGLIA PARLARE DI MARCUCCI DI DIRE CHE LUI SOSTENEVA CHE QUEL MIG ERA DECOLLATO DA PRATICA DI MARE, DI AVERE RISPETTO DEL NOSTRO LAVORO DI RICERCA MIO DELL'ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA E DI MARIO CIANCARELLA, ALTRIMENTI SAREBBE BENE TACERE SULLA VICENDA MARCUCCI E LASCIARLO RIPOSARE IN PACE. GRAZIE. LAURA PICCHI

 
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lavoro ustica laura picchi luglio 2018

Post n°2010 pubblicato il 08 Luglio 2018 da laura561

https://1drv.ms/b/s!AtmwvN6pl0PhyyNSBuUfGyYHJ2cN

LAVORO STRAGE DI USTICA LAURA PICCHI ECCO A VOI I DOCUMENTI CHE PARLANO PER ME E L'ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE RITA ATRIA CHE OVVIAMENTE RINGRAZIO E RINGRAZIERO'A VITA PER IL SOSTEGNO
mi son studiata file per file 341 fascicoli degli atti generici per ritrovare quelli che mi sono serviti per il lavoro di ricerca sulla strage di Ustica. Ho selezionato e salvato 201 file piu' gli indici raccolti in 10 anni di ricerche. ora passo al volume 2 imputati e poi volume 3 testi:

onedrive.live.com

cartella volume 2 atti imputati allegati alla tesi
 
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sentenza caso Ciancarella

Post n°2009 pubblicato il 29 Giugno 2018 da laura561

SENTENZA CASO CIANCARELLA
Pubblicato il 29/06/2018
N. 00946/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00339/2017 REG.RIC.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 339 del 2017, proposto da
Mario Ciancarella, rappresentato e difeso dall'avvocato Mauro Casella, domiciliato presso la Segreteria T.A.R. in Firenze, via Ricasoli 40;

contro

Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliata ex lege in Firenze, via degli Arazzieri, 4;

per la dichiarazione di nullità,

del D.P.R. dato a Roma addì 11 ottobre 1983, con il quale è stata disposta la perdita del grado per rimozione, ai sensi dell'art. 70, n. 4 della legge 113/1954 a decorrere dalla data del decreto, e, conseguentemente, anche con la nomina di un commissario ad acta, per la reintegra in servizio del sig. Mario Ciancarella nel grado con la relativa ricostituzione piena della sua carriera giuridica ed economica nel ruolo di appartenenza, attraverso il riconoscimento dei vari gradi ed il pagamento degli emolumenti economici connessi nonché di ogni altra indennità che avrebbe percepito fino al raggiungimento della massima età pensionabile, oltre al riconoscimento della pensione da calcolarsi sulla base della ricostituita carriera con il pagamento degli arretrati a partire dal giorno del pensionamento e secondo il sistema retributivo all'epoca vigente. Oltre al riconoscimento di tutti i danni riportati e tra questi quello morale ed esistenziale nella misura del 50 per cento della somma spettante allo stesso a titolo di danno patrimoniale o in quella misura maggiore o minore che riterrà di giustizia. Il tutto con la rivalutazione monetaria ed interessi legali, annullando inoltre ogni altro atto connesso al D.P.R. del 11.10.1983 oggetto della querela di falso, presupposto e conseguente ancorché ignoto, con vittoria di spese, diritti e onorari.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 maggio 2018 il Consigliere Giovanni Ricchiuto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

Con il presente ricorso il Sig. Mario Ciancarella, in quanto ufficiale dell’Aeronautica Militare, ha proposto un’azione dichiarativa della nullità del D.P.R. dell’11 ottobre 1983, con il quale è stata disposta nei suoi confronti la perdita del grado per rimozione, ai sensi dell'art. 70, n. 4 della L. n. 113/1954 e a decorrere dalla data del decreto.

Il Sig. Ciancarella ha chiesto, altresì, la reintegra in servizio nel grado, con la relativa ricostituzione piena della sua carriera giuridica ed economica nel ruolo di appartenenza e, ciò, oltre al riconoscimento della pensione da calcolarsi sulla base della ricostituita carriera con il pagamento degli arretrati e di tutti i danni riportati.

Il ricorrente evidenzia di essere stato “destinatario di una sanzione di perdita del grado di capitano per rimozione ai sensi dell’art. 4 della L. 113/1954 (rectius art. 71 della citata legge)” e, ciò, a seguito della trasmissione di un telex con il quale si comunicava l’esistenza della sanzione sopra citata.

Sempre il ricorrente riferisce che, solo in data 11 marzo 1992, il Ministero della Difesa avrebbe rilasciato copia del decreto presidenziale che recava in calce la firma del Presidente “Pertini”, firma poi ritenuta dal sig. Ciancarella “falsa”, in quando difforme da tutte le firme presidenziali.

Il ricorrente ha, pertanto, proposto con atto notificato alle parti il 26 ottobre 2010, una causa civile per far accertare, con querela di falso, la falsità di detta firma.

Detto giudizio si è concluso con la sentenza del Tribunale di Firenze n. 2812/2016 del 30 luglio 2016 che ha accolto la querela di falso, dichiarando che la sottoscrizione “Pertini”, apposta in calce al documento DPR dell’11 ottobre 1983, era apocrifa e non riconducibile al Presidente della Repubblica pro tempore Sandro Pertini, sentenza quest’ultima poi passata in giudicato.

Con le note del 7 e del 24 ottobre 2016 il ricorrente ha chiesto di essere reintegrato nel servizio con il grado di capitano e mediante il pagamento degli emolumenti economici connessi, istanza in relazione alla quale il Ministero non si sarebbe pronunciato.

Con un unico motivo il Sig. Ciancarella, dopo aver evidenziato la gravità del danno subito in conseguenza della rimozione dal servizio, sostiene la nullità del DPR dell’11 ottobre 1983 ai sensi dell’art.21 septies della L. 241/90, in quanto detto decreto risulterebbe mancante della sottoscrizione del Presidente della Repubblica e, quindi, di un elemento essenziale di ogni provvedimento amministrativo.

Si è costituito il Ministero della Difesa che ha sostenuto l’inesistenza dei presupposti per qualificare come atto “nullo” il decreto presidenziale e, comunque, l’inammissibilità del ricorso, in quanto l’assenza della firma sarebbe suscettibile di integrare un vizio di invalidità dell’atto amministrativo che, pertanto, avrebbe dovuto essere impugnato entro il termine di decadenza di sessanta giorni di cui all’art. 29 cpa.

A seguito della camera di consiglio del 6 aprile 2017 e con ordinanza n. 180/2017 questo Tribunale ha respinto l’istanza cautelare, rilevando la necessità di “acquisire una documentata relazione sui fatti di causa (con particolare riguardo agli atti del procedimento disciplinare)”, adempimento posto in essere dal Ministero della Difesa con il deposito del 21 dicembre 2017.

Con ordinanza collegiale n. 180/2018 e a seguito dell’udienza del 14 febbraio 2018 questo Tribunale ha eccepito ai sensi dell’art. 73 comma 3 del cpa che “sussistono seri dubbi in ordine alla tardività del ricorso con riferimento sia, al termine di cui all’art. 31 cpa in materia di proponimento dell’azione di nullità sia, ancora, per quanto concerne il comportamento complessivo tenuto dal ricorrente a partire da quanto quest’ultimo ha avuto notizia dell’esistenza del provvedimento di rimozione oggetto del presente ricorso, comportamento che appare comunque incompatibile con la volontà di opporsi al procedimento disciplinare di cui il ricorrente è risultato destinatario”.

A seguito del termine di trenta giorni assegnato da questo Tribunale con la sopra citata ordinanza tutte le parti in causa hanno avuto modo di replicare in merito alle eccezioni così proposte.

All’udienza del 16 maggio 2018, uditi i procuratori delle parti costituite il ricorso è stato trattenuto per la decisione.

DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile ai sensi dell’art. 35 comma 1 lett. b) del cpa, in quanto il ricorrente ha prestato acquiescenza al procedimento disciplinare, senza impugnare alcun provvedimento e ponendo in essere un comportamento incompatibile con la volontà di opporsi alla sanzione di rimozione del grado e, più in generale, al procedimento disciplinare.

Il ricorrente chiede di essere reintegrato, decorsi oltre trenta anni dall’allontanamento, nei ruoli dell’Aviazione Militare nonché la ricostruzione della carriera, il pagamento delle differenze stipendiali e la ricostituzione della posizione contributiva.

Le domande del ricorrente non possono essere accolte, in base alle considerazioni che seguono, avendo egli posto in essere un comportamento incompatibile con la volontà di opporsi alla sanzione di rimozione del grado e, più in generale, al procedimento disciplinare.

1.1. E’ necessario premettere che il Sig. Ciancarella ha proposto un’azione dichiarativa della nullità ai sensi dell’art. 31 comma 4° del cpa nei confronti del decreto del Presidente della Repubblica dell’11 ottobre 1983, provvedimento quest’ultimo con il quale gli è stata comminata la perdita del grado per rimozione; l’azione si basa sulla sentenza del Tribunale di Firenze che ha statuito come la sottoscrizione “Pertini”, apposta in calce al decreto sopra citato, fosse apocrifa, in quanto non riconducibile al Presidente della Repubblica pro tempore Sandro Pertini.

1.2 Dalla documentazione depositata dall’Amministrazione il 21 dicembre 2017, a seguito dell’ordinanza istruttoria di questo Tribunale, è possibile desumere che il decreto dell’11 ottobre 1983 ha costituito l’ultimo atto di un procedimento disciplinare che ha coinvolto il ricorrente, tra l’anno 1979 e il 1980 e, ciò, per aver posto in essere comportamenti che sono stati ritenuti dall’Amministrazione di appartenenza lesivi dell’onore, del prestigio e della reputazione di alcuni dei suoi diretti superiori.

1.3 In particolare al Sig. Ciancarella (si veda l’allegato 2 dalla relazione predisposta dal Ministero della Difesa e depositata il 21 dicembre 2017) era stato contestato: di avere il 12 settembre 1980 offeso l'onore, il prestigio e la reputazione di un Superiore Ufficiale; di avere rifiutato l'ordine di raggiungere il posto di servizio; di avere, con missiva del 13 settembre 1980, offeso l'onore di un diverso Ufficiale; di avere offeso a mezzo stampa (con lettera al giornale "l'Unità" del 29 maggio 1980) la reputazione di un ulteriore ufficiale e di un gruppo indeterminato di Superiori Ufficiali.

1.4 A seguito di detti episodi il sig. Ciancarella era stato sospeso precauzionalmente e a tempo indeterminato con il DM del 4 ottobre 1980, dopo essere stato arrestato per insubordinazione in data 30 settembre 1980 e posto in libertà provvisoria in data 3 ottobre 1980.

Detta sospensione era stata confermata con il DM del 28 gennaio 1983 in conseguenza dell'instaurazione del procedimento disciplinare, a conclusione del quale il Consiglio di Disciplina, nella seduta del 12 maggio 1983, aveva ritenuto l’attuale ricorrente "non meritevole di conservare il grado".

1.5 Era seguita la proposta al Ministro della Difesa dell'adozione della sanzione disciplinare della perdita del grado per rimozione e, quindi, il Dpr dell’11 ottobre 1983 (registrato alla Corte dei Conti l'11 gennaio 1984) con il quale detta sanzione è stata disposta.

1.6 E’, altresì, necessario premettere che il decreto presidenziale sopra citato insisteva in un periodo in cui risultava vigente l’art. 71 della L. 10 aprile 1954, n. 113, nella parte in cui prevedeva che la sanzione disciplinare della “perdita del grado”, fosse disposta con decreto del Presidente della Repubblica.

1.7 Detta disposizione, come è noto, è stata abrogata dal D.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, con una disciplina che prevede che le sanzioni disciplinari, e in particolare la sanzione della perdita del grado, sia disposta mediante l’emanazione di un decreto ministeriale.

1.8 Il ricorrente, ottenuta la sentenza del Tribunale di Firenze che ha accertato la “falsità” della firma del Presidente della Repubblica (sentenza depositata il 2 agosto 2016) ha chiesto a questo Tribunale l’emanazione di una pronuncia idonea ad accertare la nullità del provvedimento di rimozione del grado, chiedendo la reintegra in servizio e la ricostituzione della sua carriera giuridica ed economica e, ciò, oltre al riconoscimento della pensione e di tutti i danni asseritamente subiti.

Riassunti così i termini della vicenda è evidente l’inammissibilità del presente ricorso.

1.9 In considerazione di quanto sopra ricordato costituisce circostanza accertata che il ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto impugnato che ha disposto “la perdita del grado”, in un periodo molto risalente nel tempo, ponendo in essere un comportamento incompatibile con la volontà di opporsi al procedimento disciplinare.

2. E’ lo stesso Sig. Ciancarella ad aver dichiarato di essere stato notiziato della sanzione di perdita del stato del grado a mezzo della trasmissione di un telex in data 20 ottobre 1983 (si veda pag. 2 del ricorso).

2.1 Si consideri che detto telex conteneva tutti gli estremi di un atto conclusivo del procedimento disciplinare, facendo riferimento ai precedenti provvedimenti di sospensione e alla valutazione del consiglio di disciplina che, a sua volta, aveva disposto l’applicazione della sanzione della perdita del grado per rimozione.

2.2 Nello stesso telex si faceva menzione anche della decorrenza della sanzione (a partire dell’11 Ottobre 1983), comunicando che il provvedimento era in corso di perfezionamento.

2.3 E’ sempre il ricorrente a confermare che il provvedimento definitivo di cui si tratta gli era stato comunque rilasciato (seppur in copia) in data 10 marzo 1992, mentre l’impugnazione (peraltro presso il Tribunale di Firenze e mediante il proponimento di un’azione per querela di falso) è stata proposta solo il 26 ottobre 2010 e, quindi, dopo oltre 18 anni dalla data in cui ha ricevuto copia del provvedimento di rimozione e, ancora, dopo 27 anni dalla comunicazione del telex che fissava all’11 ottobre 1983 la decorrenza della stessa rimozione.

2.4 Il ricorrente implicitamente fa decorrere il termine di centottanta giorni di cui all’art. 31, quarto comma, del codice del processo amministrativo dal passaggio in giudicato della sentenza che ha accertato la falsità della firma del provvedimento recante la sua destituzione ma tale impostazione – impregiudicata ogni discussione circa l’individuazione del dies a quo dal quale decorre il termine decadenziale di cui si tratta – non si attaglia alla presente fattispecie.

Il decorso di un periodo di tempo così lungo, come quello appena riportato, unitamente al fatto che è lo stesso ricorrente a dichiarare di aver intrapreso diverse attività lavorative (allegati 27 e 29 di parte ricorrente), dimostra l’esplicarsi di un comportamento inequivocabile, che non può che integrare i presupposti dell’acquiescenza alle determinazioni assunte a seguito del procedimento disciplinare e della rinuncia a far valere i propri diritti.

2.5 Si consideri, infatti, che secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale perché sia configurabile un comportamento suscettibile di essere interpretato come rinuncia ad impugnare il licenziamento è necessario che sussistano i seguenti presupposti: a) la disponibilità del diritto; b) la piena conoscenza dell'atto o degli atti lesivi della situazione giuridica soggettiva; c) un comportamento di adesione alle altrui determinazioni che non sia equivoco; d) la spontaneità dell’adesione (Cass. civ. Sez. lavoro, 20 gennaio 2005, n. 1123; Cass. 4 giugno 2003, n. 8893; 6 novembre 2002, n. 15593; 12 luglio 2002, n. 10199; 3 ottobre 2000, n. 13134).

2.6 Anche la giurisprudenza amministrativa, seppur in fattispecie parzialmente differenti, ha confermato che l’acquiescenza, da intendersi quale accettazione espressa o tacita del provvedimento lesivo, ha l’effetto di determinare l’estinzione del diritto di azione, con conseguente inammissibilità del ricorso giurisdizionale avverso il provvedimento medesimo.

2.7 Si è affermato, infatti, che si ha l’inammissibilità del ricorso per intervenuta acquiescenza al provvedimento impugnato, quando ci si trovi in presenza di atti, comportamenti o dichiarazioni univoche, posti in essere dal destinatario dell’atto, che dimostrano l’evidente volontà di questo di accettarne gli effetti e l’operatività (T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. IV, 9 gennaio 2015, n. 24; T.A.R Veneto, Sez. 1,27 settembre 2017, n. 859, T.A.R. Toscana, Sez. II, 16 febbraio 2015, n. 278; cfr., altresì, T.A.R. Campania, Salerno, Sez. II, 7 febbraio 2017, n. 48; C.d.S., Sez. IV, 12 giugno 2014, n. 2998).

2.8 Alla data del 20 ottobre 1983, non solo erano già intervenuti i provvedimenti di sospensione dal servizio (provvedimento pacificamente lesivo e impugnabile, si veda Cons. Stato Sez. VI, 23-06-2006, n. 4007), ma il ricorrente aveva avuto contezza della conclusione del procedimento disciplinare, avendo peraltro partecipato al Consiglio di disciplina del l2 maggio 1983 che aveva ritenuto l’attuale ricorrente "non meritevole di conservare il grado".

2.9 A decorrere dall’ottobre 1983, o quanto meno dalla comunicazione della copia del Dpr che ha disposto la rimozione avvenuta in data 10 marzo 1992, il ricorrente, non solo non ha posto in essere alcuna attività diretta a contestare le conclusioni del procedimento disciplinare, ma ha iniziato ulteriori e differenti attività lavorative e, ciò, fino al proponimento dell’azione civile (con atto di citazione notificato alle parti il 26.10.2010) e sino alla richiesta di reintegrazione in servizio del 7 ottobre 2016.

3. E’ evidente che un tale comportamento integra tutti i presupposti dell’acquiescenza, così come sopra citati, sussistendo la disponibilità del diritto, la piena conoscenza dell'atto o degli atti lesivi della situazione giuridica soggettiva e un comportamento spontaneo e di adesione alle altrui determinazioni.

3.1 L’intervenuta acquiescenza ha l’effetto di prevalere anche sull’asserita imprescrittibilità dell’azione di nullità (secondo il regime ante art. 31 comma 4 del cpa), in assenza dell’impugnazione degli atti conclusivi del relativo procedimento e, ciò, in ragione della necessità di tutelare la certezza del procedimento amministrativo e della intangibilità degli atti non contestati.

3.2 L’immediata impugnazione innanzi a questo Tribunale, nei termini di legge, del decreto presidenziale o degli atti che comunicavano la sospensione o la rimozione dal servizio, avrebbe permesso a questo Giudice di valutare immediatamente le modalità e la correttezza del procedimento disciplinare e, ciò, unitamente ai presupposti per la concessione dell’eventuale tutela cautelare, sino a disporre la sospensione del giudizio ai sensi dell’art. 295 cpc nell’eventualità del proponimento di un’azione per querela di falso e, tutto ciò, con salvezza degli effetti processuali.

3.3 Si consideri inoltre che, anche a seguito delle questioni proposte ai sensi dell’art. 73 comma 3° del cpa e con l’ordinanza n. collegiale n. 180/2018 da parte di questo Tribunale, il ricorrente non ha dedotto alcunché in merito allo svolgimento di comportamenti giuridicamente rilevanti, idonei ad opporsi al procedimento disciplinare sopra citato, limitandosi a depositare dichiarazioni di soggetti “terzi“ di testimonianza e di vicinanza alle sue vicissitudini.

3.4 Fare proprie le argomentazioni del ricorrente, pur nella consapevolezza dell’esistenza di un procedimento disciplinare che presenta aspetti palesemente criticabili, avrebbe l’effetto di minare la certezza e l’intangibilità di un procedimento concluso da lungo tempo e mai effettivamente contestato i cui effetti, anzi sono stati univocamente accettati, per un lunghissimo periodo, dal ricorrente.

Proprio in ragione di detta esigenza di certezza i provvedimenti amministrativi sono assistiti da una presunzione di validità (che oggi vale anche per l’azione di nullità ai sensi dell’art. 31 comma 4 del cpa), superabile solo ove la contestazione intervenga nei ristretti termini decadenziali previsti dalla legge e che, nel contempo, sussista, quale condizione dell’azione, un effettivo e perdurante interesse che, a sua volta, non sia venuto meno in conseguenza di comportamenti contrastanti e risalenti nel tempo.

3,.5 Non può, infine, essere sottaciuto che il ricorrente omette totalmente di fornire elementi circa il reddito percepito negli oltre trenta anni dal suo allontanamento dall’Aeronautica.

E’ pacifico in giurisprudenza il principio secondo il quale “nell'ipotesi di ricostruzione ex tunc del rapporto lavorativo la reintegrazione patrimoniale deve essere diminuita dal c.d. "aliunde perceptum", cioè di quanto "percepito altrove", vale a dire di guadagni per retribuzioni erogate da altri o per attività comunque lucrative” (in termini da ultimo C. di S., III, 29 gennaio 2018, n. 616).

Nel caso di specie, lo stesso ricorrente riferisce di avere svolto, in questi anni, attività di libraio dalla quale, evidentemente, ha tratto i guadagni necessari per il suo sostentamento.

Lo svolgimento di diversa attività lavorativa è quindi dimostrato.

In tale situazione, spetta al ricorrente fornire gli elementi per quantificare il reddito conseguito, dei quali egli solo può disporre.

Il mancato assolvimento di tale onere impedirebbe l’accoglimento della principale domanda dedotta in ricorso, anche volendo superare le argomentazioni svolte nei paragrafi precedenti.

3.6 Tutto quanto sopra premesso è necessario comunque rilevare l’esistenza un comportamento dell’Amministrazione certo non esente da critiche, circostanza quest’ultima che impone lo svolgimento di accertamenti ulteriori, diretti a evidenziare l’esistenza di eventuali responsabilità e la commissione di eventuali reati.

3.7 Si dispone, pertanto, la trasmissione della presente sentenza, unitamente all’intero fascicolo, alla Procura della Repubblica territorialmente competente.

3.8 In conclusione il ricorso è inammissibile nei termini sopra citati.

La novità della fattispecie esaminata, unitamente alle peculiarità della stessa, consente di compensare le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile ai sensi dell’art. 35 comma 1 lett. b) cpa.

Compensa le spese del presente giudizio.

Dispone la trasmissione del fascicolo relativo al presente ricorso alla Procura della Repubblica territorialmente competente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 16 maggio 2018 con l'intervento dei magistrati:

Manfredo Atzeni, Presidente

Raffaello Gisondi, Consigliere

Giovanni Ricchiuto, Primo Referendario, Estensore

 

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giovanni Ricchiuto Manfredo Atzeni

 

 


IL SEGRETARIO

 

Analisi critica Laura Picchi

Non c'è la minima smentita che le firme di Pertini e Spadolini siano false.

Non c'è la minima smentita che l'atto sia nullo e inesistente.

Non c'è la minima smentita che l'azione di richiesta di nullità sia imprescrittibile visto che il caso è del 1983, prima dell'entrata in vigore del cpa.

Si parla di acquiescenza di Ciancarella, l'unica cosa che ci viene imputata, insieme al fatto di non avere scritto quant'è il totale degli stipendi percepiti da libraio in tutti questi anni da sottrarre ai risarcimenti.

Ecco io per acquiescenza conosco questa descritta su wikipedia:

 

Per la giurisprudenza amministrativa, non ogni comportamento adesivo equivale ad acquiescenza, ma solo quello caratterizzato dai seguenti requisiti:

  • conoscenza piena del provvedimento da parte del soggetto acquiescente;
  • comportamento (consistente in atti, dichiarazioni, ecc.) spontaneo e non imposto, tenuto liberamente dal destinatario dell'atto, che dimostri la chiara ed univoca volontà di accettarne gli effetti anche se pregiudizievoli. Di conseguenza, è esclusa la possibilità di affermare l'acquiescenza "per mera presunzione", perché in tal caso viene a mancare l'univoco riscontro della volontà dell'interessato.
  • sussistenza concreta di un atto amministrativo e attualità della lesione; non è configurabile l'acquiescenza se l'atto non sia stato ancora adottato dalla p.a. perché non è concepibile una rinuncia preventiva alla tutela giurisdizionale dell'interesse legittimo, effettuata prima della concreta lesione di quest'ultimo (non essendo attuale la lesione, lo strumento di tutela non è ancora azionabile).
Non si puo'  affermare l'acquiescenza per mera presunzione. Cercarsi un lavoro per sfamare la famiglia non è acquiescenza intanto.

Ripercorriamo questi 35 anni e vediamo che essendo false le firme di Pertini e Spadolini l'atto di radiazione è ancora in corso di perfezionamento, dunque non è ancora stato adottato dalla pubblica amministrazione, dunque non è configurabile l'acquiescenza.


Siccome come ha scritto  l'avvocato di Ciancarella Casella il caso è del 1983 quindi prima dell'entrata in vigore del cpa è chiaro che bisogna guardare a che normativa c'era prima, la normativa di prima dice che l'azione di richiesta di nullità è imprescrittibile. L'atto per la firma falsa di Pertini è nullo. Ha ragione Casella. Nulla c'entra nemmeno non aver comunicato gli stipendi percepiti per sottrarli al risarcimento perchè non essendoci stata mai la radiazione comunque vanno corrisposti tutti gli stipendi arretrati, dato il grado attuale, congedo e pensione adeguata al grado attuale a Ciancarella.


Si puo' cercare tutti i cavilli che si vuole se non si vuole dare giustizia a Ciancarella, ma almeno quelli che ad una verifica non risultino infondati. Tutto quello scritto nella sentenza del collegio è invece infondato, totalmente infondato.  Diceva mia nonna morta che mi manca tanto non la digerisco questa nemmeno con l'alkaselzer, infatti nemmeno io questa sentenza.


Laura Picchi

Comunicato Associazione Antimafie Rita Atria

 
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IL BILANCIO DEL 38o ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA DI LAURA PICCHI

Post n°2008 pubblicato il 28 Giugno 2018 da laura561

è finito l'anniversario di Ustica. l'ennesimo con chi dai grandi media di regime ripete questo o quel depistaggio, con in mezzo Mattarella che produce messaggi retorici che piu' retorici non possono essere. Abbiamo saputo che la magistratura di Roma la fanno andare in Usa almeno chiedesse un interrogatorio di un certo Michael Ledeen . ne sa piu' anche se non dice dei due teste di Purgatori messi insieme. Poi il nuovo che v'avanza sui social tace su Ustica Conte, salvini e ape maio. il presidente della camera è per il missile straniero, casellati non ha ritenuto nemmeno di dire due parole su ustica aveva da fare come il ministro della difesa trenta dal padrone americano. IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DIFESA FA GENERICI POST SU FB DOVE DICE VUOLE ABBATTERE LE OMERTA'. CON QUALI STRUMENTI, PERCORSI POLITICI E CON CHI NON LO DICE, COME NON DICE SE SI VUOLE OCCUPARE SOLO DEGLI 81 MORTI O ANCHE DELLE VITTIME CONNESSE A USTICA VIVE E MORTE AMMAZZATE. IO RINGRAZIO QUEI POCHI MEDIA CHE SI SONO RICORDATI ESISTE CIANCARELLA E LA TESI DELLA RESPONSABILITA' ITALIANA. ALMENO QUESTO ANNIVERSARIO ABBIAMO PRESO UN'ORA D'ARIA DALL'ERGASTOLO DELLA MANCATA VERITA' GRAZIE AI SUDDETTI POCHI MEDIA LIBERI. GRAZIE DI CUORE. LAURA PICCHI

 

ARTICOLI

https://www.iene.mediaset.it/2018/news/ustica-anniversario-strage-dc9-itavia-battaglia-aerea-mario-ciancarella_139591.shtml

http://palermo.meridionews.it/articolo/67059/strage-di-ustica-38-anni-dopo-ancora-nessuna-verita-quel-muro-di-gomma-si-e-trasformato-in-basalto/

 
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casablanca n 54 diretto da graziella proto

 

lavoro ustica laura picchi giugno 2018

Post n°2006 pubblicato il 19 Giugno 2018 da laura561

ho ripristinato il file gennaio 2018 del mio lavoro su ustica con la doppia ipotesi eventuale abbattimento usa o italiano. tutte le successive modifiche sono eliminate

https://1drv.ms/b/s!AtmwvN6pl0PhyyKB-5S7a1kNjc4X

 
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Morte di Dettori, ascoltati tutti i testimoni

Post n°2005 pubblicato il 11 Giugno 2018 da laura561

IL TIRRENO DI GROSSETO 10 GIUGNO 2018
Sospetti sul suicidio del maresciallo che era di turno la notte della tragedia, indagini della Procura

Morte di Dettori, ascoltati tutti i testimoni

GROSSETOC'è ancora un fascicolo aperto in via Monterosa: sul frontespizio c'è scritto il nome di Mario Alberto Dettori, il maresciallo che la notte del 27 giugno 1980 era di guardia al radar di Poggio Ballone. Dettori è morto, è stato trovato impiccato a un albero in un terreno lungo la strada della Sante Mariae. Era il 1987 e il caso fu frettolosamente archiviato come suicidio anche se i familiari del maresciallo, a quella ipotesi, non credettero allora e non ci credono nemmeno oggi. La figlia Barbara, insieme all'associazione antimafia Rita Atria, ha presentato un esposto alla Procura di Grosseto che un anno e mezzo fa ha deciso di aprire un nuovo fascicolo su questo caso, ordinando l'esumazione del corpo di Dettori e chiamando tutti i testimoni che allora potevano essere a conoscenza di quello che era accaduto al maresciallo. O almeno, quelli che sono ancora in vita.Ripescare nei ricordi di trenta o quarant'anni fa non è facile. Soprattutto non lo è per chi ha deciso di tacere già allora. «Io mi auguro che si vada avanti con l'indagine - dice Barbara Dettori - Noi aspettiamo giustizia e verità. Mio padre è morto quando io ero ancora molto giovane lasciando un vuoto incolmabile. Però tutto quello che è successo prima di allora e anche dopo, non può e non deve essere taciuto». Chiunque parli, chiunque conosca qualcosa sulla strage di Ustica, ha un'urgenza sola, quella di ristabilire la verità. «È necessario continuare a parlare di questa vicenda - aggiunge Dettori - è necessario che in Italia si arrivi a un punto di rottura con quello che è stato il passato: ci sono tante cose che non sono mai tornate nella vicenda della morte di mio padre e troppe persone che non hanno voluto squarciare quel velo di silenzio e bugie che si è alzato quando è cominciata questa vicenda». Sulla salma di Dettori è stata fatta l'autopsia, a trent'anni dalla morte. Il radarista di Poggio Ballone aveva parlato con un collega di quella notte. E anche a casa aveva accennato a quello che era successo in cielo, mentre lui era alla sua postazione. Furono anni difficili, quelli successivi alla strage di ustica. Anni che si fermarono, per Dettori, nel 1987. «Non lo avrebbe mai fatto - dice la figlia Barbara - Amava la vita, amava la sua famiglia. Eravamo la luce dei suoi occhi, non si sarebbe mai ucciso da solo in quel modo». (f.g.)

 
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caso Ciancarella: una riflessione in attesa della sentenza a breve di laura picchi

Post n°2004 pubblicato il 07 Giugno 2018 da laura561

caso ciancarella i gialloverdi non hanno nessun motivo di non dare giustizia a ciancarella. stavo pensando e se accadesse che accolgono il ricorso al tar? e se non fosse tutto già deciso ma la sentenza ci desse ragione oppure la ministra Trenta rinunciasse? sarebbe bellissimo rinunciasse. poi mi dico c'è un collegio con un ex consulente di renzi e allora forse si potrebbe andare a una ctu della firma di spadolini facendo decidere al perito. sarebbe un'ottima soluzione per il collegio che evita di decidere e fa decidere alla ctu. chissà...manca poco...e poi suonerà la campana ancora una volta...TUTTI IN PIEDI SIGNORI E SIGNORE A DIRE QUEL CHE DISSE SANDRO MARCUCCI CHI LOTTA PER LE VITTIME DELLA STRAGE DI USTICA E' TRA I GIUSTI E I GIUSTI SI SA HANNO DALLA LORO L'ETERNITA', NON E' MAI TARDI PER LA VERITA'-laura picchi

 
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a giovanni falcone di laura picchi

Post n°2003 pubblicato il 23 Maggio 2018 da laura561

A GIOVANNI FALCONE DI LAURA PICCHI
a te che non hai voluto figli per non lasciarli orfani, vorrei dire Giovanni che hai persone semplici senza mezzi che ti considerano come un Padre, che si battono per la verità da 26 anni, che mai si sono arrese e mai si arrenderanno perchè sarebbe come tradirti.
io sono stanca giovanni, il mio corpo mi da segnali che va bene pagare prezzi ma c'è un limite a tutto.
sono stanca delle bugie, dei silenzi, delle omissioni e delle complicità con la mafia politicomilitare,
forse sono stanca della solitudine e dell'isolamento,
forse sono stanca anche degli anniversari dove si sprecano fiumi di parole e poi la verità non arriva mai, perchè spazzerebbe via lo status quo.
sono stanca giovanni ma non di guardare i vostri corpi martoriati e trarne energia per andarli a prendere. si perchè io li so I NOMI E COGNOMI , IO LI CONOSCO TUTTI e non la potranno fare per sempre franca e sporca.
Tu io lo so eri stanco come Paolo, nessuno di noi è un eroe dei fumetti ma anche voi non potevate fermarvi in memoria dei vostri morti ammazzati, siete andati fino in fondo e Giovanni che lo vogliano o no SAI CARISSIMO HA VINTO L'AMORE, IN QUESTI 26 ANNI HA VINTO L'AMORE. LORO SONO IMPUNITI MA L'AMORE VIVE COME LA VERITA', L'AMORE TRA DI NOI E CON GLI ULTIMI, L'AMORE PER LA GIUSTIZIA, L'AMORE PER LA VITA. CIAO GIOVANNI.

 

 
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Ustica cassazione civile il governo italiano risarcisca itavia

Post n°2002 pubblicato il 22 Maggio 2018 da laura561

dopo 38 anni la cassazione civile ha stabilito che il governo italiano deve risarcire Itavia....rimando al mio lavoro su Ustica il perchè non mi convincono le motivazioni della stessa Cassazione civile: https://1drv.ms/b/s!AtmwvN6pl0PhyyHHJNDuAp1oKHGQ

La decisione della Suprema Corte, il Ministero della Difesa e quello delle Infrastrutture condannati
corriere.it

USTICA DETTORI DISSE SIAMO STATI NOI GRAZIE ALL'AVVOCATO SCAPELLATO 38 ANNI DOPO PER RIBADIRLO SUL SUO TWITTER
GRAZIE AVVOCATO
scrive l'avvocato gianni scapellato
Gianni Scapellato
Advisor aeroporti e aviazione civile, Direttore Aeroporto, Avvocato, autore di Missione Scudo Bianco un thriller su Ustica e Bologna e di altri racconti
🇮🇹
‏ @GianniScapellat
1 h1 ora fa

Continuate pure a cercare Inglesi, Americani, Francesi, Marziani e Venusiani. #Ustica è responsabilità tutta nostra e finche non avremo il coraggio di dire: Siamo stati Noi, continueremo ancora a parlare, parlare, parlare ....... Complimenti a voi, @noidellitavia per la costanza.

 
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CASO CIANCARELLA DOPO L'UDIENZA DI IERI....

Post n°2001 pubblicato il 17 Maggio 2018 da laura561

caso ciancarella io torno a invitare il collegio all'onestà professionale e a non lasciarsi condizionare da chi si presenta come amico del collegio e chi è presentato come nemico da chi si presenta come amico del collegio LA VERITA' VIVE !

QUAL'E' LA VERITA'? LA VERITA' E' CHE LA FIRMA DI PERTINI E' FALSA, CHE LA CONTROFIRMA DI SPADOLINI E' FALSA, CHE  LA RADIAZIONE DI CIANCARELLA NON E' MAI AVVENUTA, CHE IL CASO CIANCARELLA E' DEL 1983 E QUINDI L'AZIONE DI RICHIESTA DI NULLITA' DELL'ATTO E' IMPRESCRITTIBILE, CHE E' IRRILEVANTE SE CIANCARELLA HA FATTO O NO UN'ISTANZA AL BUIO PER DECIDERE CHE HA TORTO, EGLI HA RAGIONE IN QUANTO L'AZIONE DI RICHIESTA DI NULLITA' DELL'ATTO SULLA BASE DEL FALSO DELLA FIRMA DI PERTINI E' IMPRESCRITTIBILE.

CIANCARELLA E NOI ABBIAMO SEMPRE CREDUTO NEI GIUDICI E NEI TRIBUNALI. NOI CREDIAMO ANCORA POSSA TRIONFARE LA VERITA' PER LA GIUSTIZIA NONOSTANTE TUTTO E TROPPI SOPRATTUTTO POLITICI E VERTICI MILITARI CHE NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI SON STATI PONZIO PILATO NELLA PEGGIORE COMPLICI DELLA MAFIA POLITICO MILITARE ITALO-USA CHE HA UCCISO A USTICA, CHE HA UCCISO MARCUCCI LORENZINI E DETTORI, CHE HA ROVINATO LA VITA DI CIANCARELLA E DEI SUOI, PER ALTRO INUTILMENTE PERCHE' POI LASCIA IN GIRO INDIZI DI SUA COLPEVOLEZZA EVIDENTISSIMI.

E' tempo di chiudere le ostilità e di sedersi a un tavolo dando giustizia a tutte le vittime di Ustica, a cominciare dai Ciancarella.

Grazie per l'attenzione. Laura Picchi

 

 
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caso ciancarella articolo di angelo ciancarella su fatto quotidiano di ieri

 

9 maggio 2018 la giornata della smemoratezza dei politici e non solo...

Post n°1999 pubblicato il 09 Maggio 2018 da laura561

IL MIO PEZZO DI SATIRA. SON DEMOCRATICA E DO VOCE ALLA CONTROPARTE EH EH....LAURA PICCHI

2 dicembre 1969 Piazza Fontana è una bomba anarchica
15 dicembre 1969 Pinelli si è suicidato
1970 il golpe Borghese non è mai esistito
1971-1978 le stragi sono un mistero
9 maggio 1978 Peppino Impastato si è suicidato
9 maggio 1978 Moro è stato ucciso solo dalle Br
27 giugno 1980 ma perchè c'è stata una strage a Ustica?
2 agosto 1980 è stato un errore dei palestinesi
1981-1992 le morti sono un mistero
1992 Marcucci non sapeva pilotare il piper e c'era vento che altro poteva succedere se non che morisse con Lorenzini?
1992 1993 le stragi sono solo di mafia
1992 1994 la trattativa non è mai esistita
1995 2001 i morti sono un mistero
2001 2018 tutti i morti sono colpa di Saddam, Gheddafi, Bin Ladin, Isis
FIRMATO IL DEPISTAGGIO
p.s o comunque se niente di quello che dico fosse vero, siete voi che avete chiesto verità troppo tardi. il DEPISTAGGIO



oggi è il 9 maggio giornata cd della memoria che pero' non c'è le vittime della mafia politicomilitare sono senza verità e giustizia . sono 40 anni dall'omicidio di peppino impastato. subranni depisto' nessuno lo tocco' ed è tra quelli condannati per la trattativa stato mafia. ci sono strane amnesie in questo Paese su chi a livello politico ha permesso a se stessi e al livello militare impuntà di decenni che durano ancora. OGGI sarà la giornata dei politici che dimenticano i renziani i berlusconiani e il resto che abbiamo dal 1974 ospite il consulente Usa di renzi ora e cossiga prima che vuole il fascismo universale e la guerra globale, che ha piazzato OLLie north suo amico e collega nello scandalo Iran contra a capo della lobbie delle armi. Noi abbiamo permesso che il consulente Usa piantasse tende come amico a Roma e i morti ammazzati non si contano. evviva la memoria. se solo la recuperassimo. laura picchi

 
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16 maggio 2018 si riunira' il Tar per fare l'appassionante discussione per gli altri se il ricorso di ciancarella è tardivo o no

Post n°1998 pubblicato il 05 Maggio 2018 da laura561

il 16 maggio 2018 si riunira' il Tar per fare l'appassionante discussione per gli altri se il ricorso di ciancarella è tardivo o no. dopo 35 anni di lotte prima per trovare un avvocato, poi per arrivare alla sentenza passata in giudicato della firma falsa di pertini, dopo per avere una risposta dal ministero difesa mai arrivata di giustizia, il tar se la canterà e suonerà da solo noi non siamo complici di quel che verrà sentenziato NO IN NOSTRO NOME DICESSERO IL RICORSO E' TARDIVO. quanto è nauseante quello che avverrà il 16 maggio 2018 lo capite da soli. laura picchi

Laura Picchi ha aggiornato la sua immagine di copertina.

il 14 febbraio il tar si è riunito. la causa Ciancarella contro Ministero della Difesa è stata dibattuta. E' stata emessa un'ordinanza che trovate qui http://blog.libero.it/sandromarcucci/13640869.html… qui trovate una petizione per Ciancarella http://blog.libero.it/sandromarcucci/13650367.html Il prossimo Ministro della difesa ascolterà l'indignazione popolare oppure già ora da un collegio con un ex consulente renzi è deciso che vince la controparte ovvero il ministro della difesa del governo renzi e poi gentiloni ? qui laura picchi smonta il teorema del tar http://blog.libero.it/sandromarcucci/13650364.html qui tutta la documentazione sul caso Ciancarella http://www.ritaatria.it/RadiazioneCiancarella.aspx

 
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LAVORO USTICA LAURA PICCHI aggiornato a aprile 2018

 

in occasione del mio compleanno di Laura Picchi

Post n°1996 pubblicato il 27 Aprile 2018 da laura561

vi ringrazio per gli auguri di buon compleanno. io ho molti problemi e piu' che alle feste penso a ricostruirmi una vita da zero a 43 anni. ho pagato cara la mia ricerca della verità su Ustica ...nessuno pensi che io fosse anche da sola smettero' mai di accusare i golpisti e stragisti italousa che non solo hanno ammazzato le 81 vittime di Ustica, hanno ammazzato i nostri morti. il mio pensiero va a sandro marcucci, silvio lorenzini, mario alberto dettori tutti senza giustizia, va all'associazione antimafie rita atria che cammina sempre su sentieri minati, va a mario ciancarella che quando non hanno potuto piu' negare il falso della firma di Pertini, s'è visto da parte di Pinotti un diluvio di fregnacce contro ultima signor ciancarella lei ha dormito per 35 anni, lei giustizia non puo' piu' chiederla è troppo tardi. il mio pensiero va ai 4 familiari che ho perso in 5 anni, va a Goffredo d'antona che nonostante tutto quello che gli capita non lascia la resistenza, va a mia madre che si deve districare tra mille problemi. ecco grazie allora per il buon compleanno ma piu' che festeggiare io mattone per mattone devo ricrearmi una possibilità di futuro. dopo quando avro' un futuro tornerà il momento di festeggiare la VITA COMUNQUE LA MIA A CUI HO DATO PIENO SENSO. LAURA PICCHI

 
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25 aprile ennesimo di retorica

Post n°1995 pubblicato il 25 Aprile 2018 da laura561

25 aprile ennesimo di retorica
Ormai è un ricordo vuoto stanco della resistenza mentre si tollerano o si è complici dei neofascisti, si accettano le negazioni dei diritti a italiani e migranti da parte del governo di turno, si accetta che i nuovi partigiani siano isolati, infangati, minacciati, senza verità e giustizia come i loro morti ammazzati.
Questo Paese ha accettato il consulente Usa di Renzi pur sapendo che è per il fascismo universale, la guerra globale.
Questo Paese ha accettato che un signore Mattarella il Presidente della Repubblica concorresse a screditare Rita Atria e Berlusconi gli paga cambiali per 20 anni del suo potere.
In maggioranza i nostri connazionali sono stati zitti per il Muos abusivo di Niscemi, per le guerre preventive, per la guerra alle ONG che salvano i migranti dalle torture e uccisioni a cominciare dalla Libia.
Ma oggi sarà un fiorire di commemorazioni della resistenza che in maggioranza il popolo italiano non ha mai fatto perchè resistere ha un costo alto per i resistenti, la commemorazione ci fa scaricare la coscienza. come siamo braviiiiiii ! laura picchi

 
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processo trattativa ultime udienze gennaio aprile 2018

Post n°1994 pubblicato il 16 Aprile 2018 da laura561

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MUOS TUTTI ASSOLTI AL RITO ABBREVIATO A CALTAGIRONE NOTA

Post n°1993 pubblicato il 05 Aprile 2018 da laura561

Muos tutti assolti a caltagirone ma resta come ha sempre detto il dott. Verzera il Muos abusivo che va abbattuto. le sentenze sono importanti ma spesso non scrivono la verità.
La scriviamo NOI . ringraziamo comunque il movimento no muos, l'associazione antimafie rita atria, l'avvocato d'antona, gli altri legali no muos e il dott. verzera della procura di caltagirone. resta la lotta comune indimenticabile contro il muos abusivo . la verità è che noi SIAMO DALLA PARTE DEL GIUSTO E SIAMO GIUSTI, AL DI LA' DI QUEL CHE PUO' DIRE UNA SENTENZA PENALE LAURA PICCHI

 

L'impegno continua anche se la soluzione del MUOS deve essere politica
https://www.youtube.com/watch?v=tqwUWiCF0BU&feature=youtu.be

youtube.com

MUOS: Sentenza dal sapore amaro... ma aspettiamo... e nel frattempo continuiamo a lottare per la Giustizia Giusta

 
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