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Come sopravvivere alla Prima Comunione (seconda parte)

Post n°186 pubblicato il 05 Maggio 2013 da meninasallospecchio

Ora voi  mi chiederete: quante canne ti sei fatta nella tua vita?

La risposta esatta è: nessuna.

Quanti tiri hai fatto da una canna? Due, in tutta la mia vita. Tanto per dire che trasgressiva della domenica sono io. Altro che abisso: tutte stronzate che scrivo sul blog.

Il primo tiro da una canna l'ho fatto a 16-17 anni. La mia classe di liceo aveva la nomea di "classe dei drogati". In effetti, da un mio conteggio fatto a ragion veduta, 14 su 22 si facevano le canne. Io non ero fra questi. Perché? Mah, fondamentalmente c'erano due ragioni. La prima è che i miei mi davano pochissimi soldi. Fumavo. Non le Marlboro che ho poi fumato nella mia vita da yuppie; non le Camel dei fighetti radical-chic; bensì le proletarie MS. I soldi mi bastavano a malapena per le sigarette, altro che canne. La seconda ragione è che io sono quello che in Piemonte si chiama un bastian contrario. Se una cosa la fanno tutti, io non la faccio.

Però non potevo non provare. Quel giorno eravamo a casa di un mio compagno: una festicciola o un semplice raduno senza motivo. Uno stronzetto più giovane portò questo hashish. Il padrone di casa mi tenne una piccola lezione. Forse mi misero in mezzo come una cretina perché ricordo distintamente che mi fecero pagare 1.000 lire: un'enormità, con la quale mi sarei comprata 3 pacchetti di MS. Insomma, alla fine, nel giro di questa canna, feci un solo tiro. Nessun effetto. Non faceva per me. Troppo caro, poco efficace: meglio il vino.

Ma il bello è che il secondo tiro da una canna l'ho fatto l'estate scorsa, alla veneranda età di 49 anni. Festa nella casa di campagna della mia amica 28enne, con suoi amici coetanei. La mia presenza era apprezzata più che altro come portatrice sana di vino di qualità. Dopo parecchio bere mi sono imbarcata in una discussione sul conflitto arabo-israeliano, un evergreen. E' uno dei miei pezzi forti, perché sono stata in Israele diverse volte e conosco la storia abbastanza bene da poter fare entrambe le parti :-) Nel mezzo della discussione, a un certo punto mi è arrivato un cannone. Non era il classico fatto con le cartine, bensì un oggetto di artigianato etnico di dimensioni ragguardevoli, presumibilmente caricato con prodotto da agricoltura biologica a kilometri zero. Ho fatto quindi un tiro di canna, fra l'ilarità generale dei convenuti che plaudivano all'amica babbiona. Sull'effetto non posso dire niente, perché ho bevuto tanto prima e dopo che non saprei distinguere l'apporto specifico.

E ora... vedete perché la gente si droga? Tutta colpa della Prima Comunione. Comunque amica2 ha degli amici che hanno degli amici che mi procurano l'occorrente. Mi serve canna già confezionata perché io non sono capace e non dispongo del materiale, oltretutto non fumo nemmeno. Prima di andare in chiesa, dirò a mio figlio che vado in cortile dai cani e mi imboscherò a farmi la mia canna per predispormi ad affrontare la giornata. 

(continua)

 
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