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I gambaletti

Post n°386 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da meninasallospecchio

Ebbene sì, faccio outing: io porto i gambaletti.

Ma prima lasciatemi fare un breve inciso serio. Per chi non lo sapesse i gambaletti sono quelle calze di nylon tipo i collant, che però arrivano soltanto fino al ginocchio. Qualcuno scherzosamente li definisce "gambaletti antistupro", l'ho sentito anche da una persona al di sopra di ogni sospetto come la Littizzetto. Ora, io capisco che la gente scherza, però a me questo tipo di politically incorrect dà molto fastidio. Vengono stuprate donne giovani e vecchie, belle e brutte, vestite in qualsiasi modo. Subiscono violenza anche donne di 70 anni e più, figuriamoci se qualcuno si ferma davanti a un gambaletto. Lo so che è una locuzione scherzosa, ma sembra sottintendere che esista un abbigliamento anti-stupro, e di conseguenza ce ne sarà pure uno pro-stupro, magari la minigonna. La violenza è nella testa di chi la pratica, non ha nessun legame con come ci vestiamo: sarebbe bene che tutti lo dessero per scontato evitando, anche con l'umorismo, di alimentare falsi miti.

Bon, fine del pistolotto, torno faceta.

Dicevo dei gambaletti. Visto che tutti ne parlano come fosse la massima iattura, chiedo: ma cosa si mettono le donne fighe con i pantaloni? Mi rispondono: i collant, o meglio ancora le autoreggenti. Ma figuriamoci! Porto pantaloni aderenti, se sotto ci metto dei collant mi faccio bollire le gambe, tra l'altro 'sta roba di nylon non è neanche il massimo dell'igiene, per dirla tutta.

Fosse per me porterei pure i calzini, e infatti li porto quando sono in casa. Ora non fa ancora freddo, ma fra un po' metterò i calzettoni di lana. Sì, in casa sto così, con la tuta e i calzettoni, sembro la nonna di Mastrolindo. Embé? I gambaletti sono già grasso che cola, servono per quelle scarpe che lasciano intravvedere le calze: quello che si vede è uguale, gambaletti o collant non fa differenza.

Certo se so che devo avere un incontro potenzialmente hot mi metto le autoreggenti anch'io; anzi, in quel caso metto pure la gonna invece dei pantaloni. Ma non è che faccio incontri di sesso ogni 3 per 2. Nella maggior parte dei casi esco per fare la spesa, per accompagnare mio figlio da qualche parte, per andare a un cinema o un aperitivo con un'amica. La lunghezza delle calze è del tutto irrilevante.

Sì, è vero quello che dicono: lo fai per te. Se tu sai che stai indossando il tanga e le autoreggenti ti senti automaticamente più figa. E questo ti porta a essere più affascinante e lanciare sguardi occhieggianti qua e là, spesso ricambiata. Ok, ma anche se non occhieggio fa lo stesso, neh, tanto sono al supermercato perché mi manca il latte, mica ... ci siamo capiti.

Adesso l'ultima moda per le donne giovani e fighe è andare addirittura senza calze. Non ci penso nemmeno, a parte un paio di mesi estivi in cui esco con indosso soltanto un velo di Autan. Che poi dico: queste che mettono gli stivali senza calze... mah... forse non hanno neanche bisogno dell'Autan per scacciare le zanzare.

Comunque volevo tornare semi-seria. Va bene, i gambaletti non saranno sexy, normalmente evito di metterli in determinate occasioni. Ma, tanto per fare un esempio, anche a me piace di più vedere un uomo senza canottiera. Se ce l'ha quando sta con me, me lo faccio andar bene lo stesso, di sicuro non vado in giro a cagare il cazzo agli uomini dicendo che non la devono portare. Perché i gambaletti devono essere considerati una roba tremenda? Se voglio essere sexy non li metto, ma perché devo sentirmi obbligata a essere sexy in ogni istante della mia vita?

C'è un'odiosa pubblicità che parla del "fastidio dei tacchi alti", per poi arrivare a dire che, così come si può eliminare questo fastidio, allo stesso modo ci si può liberare anche da quello dell'assorbente nei giorni del ciclo. Ma che cazzo dici, pubblicitario coglione e maschilista? Manco i tacchi alti fossero una condizione di natura insita nell'essere una femmina di mammifero, così come le mestruazioni. Per eliminare il fastidio dei tacchi alti basta non metterseli, mica c'è scritto nel DNA. Le mestruazioni, se permetti, sono una roba un po' diversa. Come si possono paragonare?

Eppure è sintomatico di un modo di pensare. Come se la cosiddetta femminilità, ovvero una cura del corpo e dell'abbigliamento intesa ad apparire attraente o provocante, appartenesse o dovesse appartenere naturalmente a ogni donna. Altrimenti sei trascurata o sciatta o non so che altro. Se mi lavo e indosso abiti puliti e decorosi, non sono né trascurata né sciatta: sono come mi pare, come ho voglia di essere quel giorno lì. Un altro giorno avrò voglia di mettere il tacco 12, le autoreggenti, la minigonna, ecc. Ma non è una condizione di natura. E' una scelta. Non una scelta di modo di essere, no, una scelta banale, temporanea, occasionale, come quella del vestito che prendo dall'armadio.

O del post che scrivo, anche il blog indossa un abito: e oggi porta i gambaletti.

Gambaletti

 
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