Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

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Nessun dorma! Scopriamo la Turandot di Puccini

Post n°2019 pubblicato il 19 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

Se qualcuno dovesse chiedermi quale secondo me sia la storia d’amore più grande non avrei problemi a ignorare Romeo e Giulietta e Jack e Rose, e risponderei chiamando in causa Calaf e Turandot. Ma chi diavolo sono questi due tizi?, chiederete voi. Eppure Calaf lo conoscete, ne sono sicura. Lo avete sentito cantare la sua romanza d’amore centinaia di volte, solo che non lo sapete.
Nel primo atto assistiamo proprio al momento dell’esecuzione di uno di questi poveracci. Tra la folla c’è Timur (basso), un vecchio e cieco re tartaro spodestato, che per la confusione cade a terra; Liù (soprano), la sua fedele serva, chiede aiuto. Arriva Calaf (tenore), che riconosce nell’uomo suo padre e i due si abbracciano commossi. Calaf prega Liù e il padre di non rivelare il suo nome, perché potrebbe essere molto pericoloso. Nel frattempo arriva il condannato: la folla, vista la giovane età del tizio, invoca la grazia.
Il secondo atto si apre con Ping, Pong e Pang che si lamentano di dover seppellire ogni volta dei poveri scemi quando vorrebbero semplicemente starsene in panciolle nei loro possedimenti in campagna. Davanti alla reggia tutto è pronto per la cerimonia. Sono tutti presenti, anche Timur e Liù. L’imperatore dice di nuovo a Calaf di lasciar perdere, ma il principe è veramente testardo.
Entra in scena Turandot, che spiega perché non si lascia semplicemente corteggiare con una cena fuori e un mazzo di fiori: molti anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari, e una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero. In suo onore la principessa ha giurato che non si sarebbe mai fatta possedere da un uomo: per questo ha inventato i tre enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti.
Turandot e Calaf restano quindi da soli, e in un primo momento Calaf è arrabbiato con lei perché ha provocato troppo dolore, ma non riesce a liberarsi del suo amore per lei. Turandot dapprima lo respinge, ma poi ammette di aver avuto paura di lui la prima volta che l’aveva visto, e di essere ormai travolta dalla passione. I due, alla fine, si baciano. Turandot, molto orgogliosa, supplica il principe di non volerla umiliare, così Calaf le fa il dono della vita e le rivela il nome; saputolo, potrà perderlo, se vuole. Il giorno dopo, davanti al palazzo reale, davanti al trono imperiale è riunita una grande folla. Turandot dichiara pubblicamente di conoscere il nome dello straniero: «il suo nome è Amore». Così Calaf riesce ad ottenere l’amore della principessa.

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A noi il semplice piacere di avere rielaborato la romanza Nessun dorma col fantastico sax di Gaetano. Buona serata, un sorriso e...a presto, bye sal

 
 
 
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