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Effetti psicologici della quarantena COVID-19

Post n°1604 pubblicato il 31 Marzo 2020 da prolocoserdiana
 

 

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In questi giorni il mio lavoro di psicologo si sta svolgendo esclusivamente nei vari reparti di due ospedali, al telefono o via -mail. Tra le richieste che ricevo, naturalmente la più frequente non può che essere la gestione dell’ansia da coronavirus. Alcune persone, soprattutto se inclini a qualche forma ansiosa o (soprattutto) ipocondriaca, stanno attraversando questo periodo di lunga domiciliazione con molta più apprensione di quanto non lo facciano altre, che hanno maggiore capacità di adattamento e sono più inclini a guardare al futuro con ragionevole fiducia.
Capita piuttosto frequentemente che ci possa essere chiesto un parere o un consiglio sulle più disparate questioni della vita, che possono interessare un amico, un parente o qualche conoscente. Quando si tratta però di questioni che toccano la sfera psichica personale, in particolar modo quando hanno un grande impatto sulla sfera emozionale, offrire un consiglio con sufficiente saggezza e da un punto di vista autenticamente empatico non è sempre semplice.
Un ottimo modo per perdere la capacità di essere “padroni” delle proprie emozioni, diventando “schiavi” di quelle altrui, è quello di trascorrere lunghi periodi di tempo a controllare le notizie su tutti i canali di informazione disponibili.
Non si tratta di evitare di informarsi. In questo momento è di fondamentale importanza essere informati, ma è necessario farlo nella maniera corretta, prendendo atto della situazione ma rimanendo ragionevolmente ancorati alla realtà dei fatti ed evitando allarmismi eccessivi.
Rimanere per troppo tempo immersi in una realtà problematica non da il giusto tempo alle nostre emozioni di poter “respirare” e liberare spazio nella mente ad un atteggiamento maggiormente costruttivo, responsabile e propositivo.
Se in questi giorni non possiamo incontrare le persone a noi care, non significa che dobbiamo rinunciare a mantenere un significativo contatto con loro. I moderni mezzi tecnologici offrono oggi straordinarie opportunità per superare questo limite.
Ad alcune persone in stato di ansia da coronavirus che mi hanno consultato in questi giorni ho proposto un semplice esercizio di visualizzazione creativa: “immagina te stessa/o al termine di questo periodo. Quale suggerimento avresti da offrirti per sfruttare al meglio il tempo da trascorrere in questo momento?”.
E’ stato molto interessante notare come, sorprendentemente, le persone più sensibili rimproveravano addirittura loro stesse per il tempo perso trascorso intrappolate in emozioni eccessivamente negative e pessimistiche, formulando quindi poi con decisione il sincero proposito di utilizzare il tempo trascorso a casa nel modo più costruttivo e produttivo possibile.
Per affrontare l’ansia da coronavirus è possibile dunque utilizzare piccoli spazi di riflessione e meditazione.

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CREDETEMI...In questo particolare momento è sufficiente pensare al senso di abnegazione del personale medico e di tutte le persone che sono impegnate a garantire i servizi essenziali.  Datevi, quindi,  la possibilità anche di vedere in tutto questo un’opportunità per rivedere i valori in cui credete, il senso delle cose e i propositi per l’immediato futuro. Buona giornata, bye Sal

 
 
 

Coronavirus, perché le donne sono meno esposte degli uomini

Post n°1603 pubblicato il 30 Marzo 2020 da prolocoserdiana
 

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Dai dati che emergono ogni giorno sull'epidemia da coronavirus in Italia sembrerebbe che gli uomini siano la fascia "debole" nella risposta al Covid-19. Tra le donne infatti ci sono meno contagi e vittime e più guarigioni, come accade per giovani e bambini. Come scrive il Corriere della Sera, sono varie le ipotesi al vaglio degli scienziati in merito: dalla risposta immunitaria al fattore genetico al fumo.
Un fattore che sembra incidere sulla differente risposta immunitaria tra uomini e donne è quello ormonale. Le donne infatti producono molti più estrogeni. Gli ormoni femminili hanno un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario e sono in grado di stimolare maggiormente la risposta contro i virus, rispetto a quanto avviene nell’organismo maschile. Inoltre il virus penetra nel nostro corpo attraverso l'Ace 2, una proteina che riveste un ruolo importante nella protezione dei polmoni. Nelle donne l'Ace 2 viene espresso in maggiore quantità grazie agli estrogeni.
Il recettore del virus è sul cromosoma X, le donne ne hanno due Anche la genetica potrebbe avere un ruolo importante nell'influenzare le differenze di genere poiché secondo recenti studi il recettore principale del virus è localizzato sul cromosoma X. Come dice Giuseppe Novelli, genetista dell'Università Tor Vergata, "le donne ne hanno due quindi potrebbero avere una maggiore resistenza all'infezione perché dispongono di una maggiore variabilità di risposta".
Nonostante tutto, purtroppo, i contagi sono di pochissimo risaliti mentre sono leggermente calati i decessi. Numeri ancora tutti da verificare giacchè mancano tutti i dati della settimana precedente...Speriamo bene.

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Ore 4,50 di Lunedi 30 Aprile. Un nuovo giorno di speranze si spalanca e noi siamo pronti a ricominciare il nostro lavoro: quel maldetto virus lo dobbiamo distruggere, costi quel che costi...Buon inizio settimana con sorriso, bye Sal

 
 
 

Discrezione, il migliore rimedio naturale contro narcisismo e frenesia di apparire

Post n°1602 pubblicato il 29 Marzo 2020 da prolocoserdiana
 

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Essere più che apparire. Tacere quando è necessario, e non parlare sempre. Fare un passo indietro e non affannarsi nella solita ricerca dei primi posti. Mostrare una naturale delicatezza, anticipazione del rispetto, nei confronti degli altri. La discrezione è una virtù dimenticata nell’era contemporanea dei  selfie, del narcisismo di massa, della voglia sfrenata e compulsiva di sentirsi sempre un protagonista. Anche del nulla. Ed è una virtù che mostra, nei fatti, una forma di ribellione a una tendenza sempre più ricorrente di sgomitare pur di conquistare le prime posizioni, di calpestare gli altri quando è in gioco la propria visibilità.
La persona discreta conosce bene la differenza tra la dissimulazione e la simulazione, due sinonimi della bugia, e la prudenza, il respirare prima di parlare,  il non emettere continuamente giudizi dall’alto di un pulpito inesistente. Plutarco diceva che non a caso abbiamo una bocca e due orecchie: ciò significa che l’uomo è stato fatto più per ascoltare che per parlare, e dunque il contegno di chi non sta sempre a cercare di dire qualcosa è la cifra di un uomo che conosce bene la sua natura.
La discrezione è discernimento. È la capacità di non vivere mai barricati nelle proprie certezza, ma piuttosto di praticare con semplicità l’arte del dubbio, del mettersi in discussione, del non dare mai nulla per scontato. Il dubbio non come incertezza, ma come capacità, attraverso appunto il discreto discernimento, di coltivare la propria conoscenza con la mente sgombra dal pregiudizio. E rafforzarla.

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E adesso, ora legale entrata in vigore o meno, a nanna almeno fino all'ora di pranzo. Da stasera alle 19, altra nottata. Buona domenica e tutti/e e non fate casino perchè vi sento!!! Bye, Sal

 
 
 

PAPA FRANCESCO E LA PANDEMIA CORONAVIRUS

Post n°1601 pubblicato il 28 Marzo 2020 da prolocoserdiana
 

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Tutti/e conoscete la mia posizione riguardo il " credo " e la " fede ", ma ieri quando nei vari reparti si sono accesi tutti i televisori ed ho assistito in diretta alla benedizione di Papa Francesco e ho visto, forse per la prima volta, non un Papa, ma un uomo stanco che a malapena camminava; pensieroso, buio in volto, assorto come non mai; mi sono fermato ad osservare e sentire la sua omelia. Cruda, ma forte allo stesso tempo mi ha per qualche minuto commosso.
Ed ecco che le sue parole:"..."Dio onnipotente e misericordioso guarda la nostra dolorosa condizione e non lasciarci in balia della tempesta ", mi hanno riportato alla mente la nostra condizione umana simile a quella di tanti altri che oggi soffrono per un male invisibile, ma sostenuti da una fede incrollabile, quella che io ho perso molti, ma molti anni fa...
"Da settimane sembra che sia scesa la sera", ha proseguito Bergoglio. "Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante e ci siamo ritrovati impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme".
Nella mia mente non sono potute non scorrere le immagini dei camion militari con le tante bare dentro, i volti di tante, troppe persone che cercano certezze o sicurezze, le strade vuote, qualche volto scarnificato dal dolore.
Sono andato via, ma entrando in una camera dove erano ricoverati 5 anziani, mi sono reso conto dell'inutilità di talune nostre manifestazini di odio e rancori personali per cui il più delle volte siamo convinti che avere la coscienza pulita significhi  esserci  solo nei momenti delle grandi tragedie...Sorriso per un sereno weekend ed un domani migliore, bye Sal

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Oggi superlavoro con turni raddoppiati: dalle 6,30 di stamattina alle 6,00 di domani domenica 29 Marzo. Sono certo che ne verremo fuori, ma sono altrettanto convinto che tutti, in ciò che possono, debbano contribuire a rendere questa umanità decisamente migliore. Sereno weekend, Sal

 

 
 
 

Coronavirus, il modello coreano in Italia è applicabile?

Post n°1600 pubblicato il 27 Marzo 2020 da prolocoserdiana
 

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Lo strumento più efficace di chiama Corona 100m, l’app governativa messa in campo in Corea del Sud con ottimi risultati al fine di individuare i soggetti contagiati o quelli a rischio. Funziona così: attraverso i dati a disposizione, l’app fa scattare un vero e proprio allarme sullo smartphone quando si è vicini a un positivo nell’area di cento metri. Ancora: gli utenti sono informati di posti visitati da persone contagiate, di nuovo nell’area di cento metri. E sempre attraverso questo strumento è possibile avvisare le autorità sanitarie e rintracciare così contagiati e persone esposte. A quel punto, per chi non ha ancora una diagnosi, scattano in modo automatico la quarantena, i tamponi e la terapia. Il presupposto del funzionamento di questo sistema è la geolocalizzazione con Gps attraverso lo smartphone. Tradotto: i dati non sono più nostri, di ciascun cittadino, ma anche del governo.
Una volta appurato che il modello Corea del Sud ha funzionato, con una veloce capacità di circoscrivere la diffusione del coronavirus, individuando i veri soggetti a rischio e non andando a caccia di malati immaginari, resta la domanda che ci riguarda da vicino: è applicabile in Italia? Se parliamo degli aspetti tecnologici la risposta è una sola: sì, è più che possibile. Si tratta solo, come ha spiegato molto bene Vittorio Colao, per dieci anni amministratore delegato di Vodafone, di utilizzare i dati delle reti mobili in congiunzione con una app dedicata con Gps per arrivare a comunicare anche per quartiere. Come è stato fatto in Corea del Sud, appunto. I risultati sarebbero scontati anche in Italia, considerando che il 71 per cento dei cittadini del nostro Paese possiede uno smartphone e il 20 per cento un normale cellulare.
Ma non possiamo nascondere che il tema non è solo tecnologico: rimane aperta la questione del diritto alla privacy. Un’espressione con la quale in Italia spesso mettiamo insieme più cose, alcune condivisibili e perfino fondamentali, altre del tutto strumentali. Con il rischio, in questo caso, di fare solo qualche pasticcio, come sarebbe quello di applicare il modello della Corea del Sud con una tale serie di correttivi da renderlo del tutto inutile. ( Governo docet ) Uno spreco di tempo e di risorse.
Sulla privacy vanno dette tre cose. Tra i diritti inalienabili delle persone, previsto anche dalla Costituzione, c’è anche quello alla salute. E qui siamo in presenza di una pandemia enorme e di massa da affrontare con tutte le armi disponibili.

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Con buona pace e senso di responsabilità di tutti vi faccio una sola domanda: in questo preciso momento ha più valore la nostra tanto decantata privacy o salvare il più alto numero possibile di persone? Non ho nulla da nascondere, onde me ne vado sereno da chi ha più necessità di salvarsi che di morire per colpa di una ( almeno al momento ) del tutto inutile privacy. Bye, Sal

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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