Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

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AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Toccare ed essere toccati: molto più di un bisogno biologico

Post n°1798 pubblicato il 19 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

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Toccare ed essere toccati dalle persone che amiamo è molto più di un bisogno biologico. Fa parte del nostro linguaggio, significa nutrire i bisogni emotivi e convalidare l’affetto, spegnere le paure e donarci ossitocina. Quando manca tutto questo, si ha fame di pelle, aumenta lo stress e persino il disagio fisico. La cute è il nostro più grande organo sensoriale. Il tatto, da parte sua, è il primo senso che acquisiamo insieme all’olfatto. Non a caso, il contatto pelle a pelle con i bambini, soprattutto con i neonati prematuri, favorisce lo sviluppo dell’area somatosensoriale del cervello, ottimizzando così lo sviluppo cognitivo, percettivo e sociale, nonché fisico.
Il nostro cervello ha bisogno del contatto fisico con le persone importanti per ritrovare quell’equilibrio emotivo che promuovere la calma psicologica. Negli ultimi anni la scienza ha scoperto molti altri processi associati al tatto di cui non eravamo a conoscenza.
Matthew Hertenstein, psicologo dell’Università della DePauw University, Indiana (Stati Uniti), ha condotto uno studio sui contatti umani e ha scoperto che il tatto ci consente persino di percepire le emozioni. Seppur sorprendente, il 75% di queste persone è stato capace di rilevare la preoccupazione, la paura, la tristezza, la rabbia, la simpatia o persino la felicità di chi le stava toccando.
Il bisogno di toccare ed essere toccati va oltre l’offrire affetto. Dal punto di vista evolutivo, abbiamo acquisito la capacità di percepire tramite il tatto lo stato emotivo altrui. Ciò ci permette di donare sollievo a chi soffre attraverso un abbraccio o una carezza.

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Michael Spezio, psicologo dello Scripps College e autore di un recentissimo studio, ci dice che toccare non è solo un’esperienza fisica: è un’esperienza emotiva e una forma di comunicazione. È un meccanismo attraverso il quale siamo in grado di capire l’altro e di rispondergli senza bisogno di parole. Serena giornata con sorriso, bye sal

 
 
 

La persona che distrugge non può guarire

Post n°1797 pubblicato il 18 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

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Ricordatevelo sempre: la persona che distrugge non può guarire. Quel partner che vi ha distrutto, quindi, non può tornare per ricomporvi. Non commettete questo errore, non pensate che quella persona vi aiuterà ad aggiustare le cose, a risollervarvi, a eliminare il dolore. Non ricascateci, se quella relazione vi ha fatto del male, non tornate indietro per paura di rimanere da soli, per paura di non poter andare avanti senza quella persona al vostro fianco. Questo perché le relazioni disfunzionali, se non si lavora su di esse nel modo giusto, non smettono di esserlo da un giorno all’altro e per magia.
Ricordate che, quando quella persona vi ha distrutto, la vostra mente si è riempita di pensieri che parlavano a favore di una vita senza di lei. Avevate validi motivi per cui restare al suo fianco, ma vi eravate convinte che la sua compagnia non era la cosa migliore per voi. Il tempo passa e i conflitti si ripetono. Umiliazioni, diffidenza, dolore di una ferita mal cicatrizzata. Tutto ciò da cui fuggiamo senza averlo prima risolto è condannato a ripetersi. Freud teorizzò tale fatto nel 1920 nel suo libro Al di là del principio di piacere, definendolo come la compulsione alla ripetizione. Questo significa che le persone tendono a inciampare sulla stessa pietra (ognuno sulla sua, è chiaro). Significa che quando la nostra pietra è instaurare un certo tipo di relazione, ricadiamo in essa in modo sistematico.
Il fatto che la pietra sulla quale inciampiamo abbia un “nome di persona” o una “precisa personalità” vuol dire che tendiamo a relazionarci sempre nello stesso modo, a generare dipendenza emotiva, a cercare l’amore in un determinato modo e, molte volte, in una persona concreta. Spesso, dunque, dobbiamo affrontare sempre gli stessi problemi nonostante viviamo diverse fasi vitali. Perché ci succede? Perché tutto ciò da cui scappiamo è condannato a ripetersi. Se non riflettiamo, se non rivediamo le nostre decisioni o il nostro modo di relazionarci, siamo condannati a commettere sempre gli stessi errori.

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“Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca. Serena giornata con sorriso, bye sal

 
 
 

“L’hai amata vero?” La dichiarazione d’amore di Charles Bukowski in poesia

Post n°1796 pubblicato il 17 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

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“L’hai amata, vero?”
Lui sospirò
“Come posso risponderti? Lei era matta”
Sì passò la mano tra i capelli
“Dio se era tutta matta.ogni giorno era una donna diversa
Una volta intraprendente, l’altra impacciata.
Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso
Inconfondibile
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso
Quando sorrideva io non capivo più nulla
Non sapevo più parlare ne pensare
Niente, zero
C’era all’improvviso solo lei
Era matta, tutta matta
A volte piangeva
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio
Lei no
Lei si innervosiva
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni
Era matta tutta matta
Ma l’ho amata da impazzire.
C.
Bukowski

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 Insomma, si sa, l’amore è qualcosa di incondizionato. Charles Bukowski, che spesso parla d’amore e soprattutto di donne, ci regala un ritratto commovente della sua donna, amata incondizionatamente. L’amore di cui parla è un amore imperfetto, che però rimane forte proprio per questo. Morto nel 1994, Bukowski è ancora oggi uno dei poeti più noti anche sui social, grazie proprio all’estrema attualità delle sue parole. Serena giornata, bye Sal

 

 
 
 

AL MIO DIO SCONOSCIUTO

Post n°1795 pubblicato il 15 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

 

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Ciao. Il mio abituale approccio a quel " mio dio sconosciuto " nasce da una sola consapevolezza: ci sono cose che non si possono guardare alla luce della ragione, ma sono così come sono. La vita ci invita a non disperare, ad avere l’umiltà di accettare ciò che non siamo in grado di cambiare e di fare una distinzione importante: esistono cose che dipendono dal nostro impegno e dalle nostre azioni, ma esistono anche cose che sfuggono al nostro controllo e nei confronti delle quali abbiamo semplicemente la possibilità di portare pazienza. Tutte le volte che resistiamo alla tentazione d’intervenire necessariamente, per testare le nostre doti o per metterci in mostra, ci sottraiamo al dolore inutile e ai fallimenti che non hanno nulla da insegnarci. Non è da poco conto, però, avere la modestia di saper ascoltare tale distinzione. In una società in cui tutto sembra dipendere da noi e dal nostro impegno, in cui i successi si costruiscono solo con la dedizione e il tempo sottratto al sonno e alle altre attività umane, ci viene difficile abbandonare la tendenza al controllo, lasciar andare l’ansia da gestione e da prestazione. La vita è come una caccia al tesoro, del quale non abbiamo la mappa. L’unica cosa che resta da fare è affidarsi alla vita, a ciò che non sappiamo o che non siamo in grado di spiegare. La sfida si vince continuando ad avere speranza. Solo così saremo certi che prima o poi il tesoro sarà trovato. Come scrisse Steinbeck in una lettera al figlio Thom: “l’importante è non avere fretta, perché le cose buone non scappano via“. Una serena serata e un buon inizio settimana, bye Sal

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CHE FINALMENTE TUTTI SI POSSA RINASCERE AL CALORE DI UN GRANDE SOLE

Post n°1794 pubblicato il 15 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 



All'amica Sabrina perchè presto possa tornare a vedere splendere il sole. A tutti/e voi che per l'ennesima volta ci avete donato tanto affetto e con la vostra vicinanza ci avete supportato in un momento terribilmente tragico. 
sal&allegraband non dimenticano e vi saranno riconoscenti per tutta la vita.
Buona domenica a tutti/e

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Risplendere sempre, risplendere ovunque,
sino al fondo degli ultimi giorni,
risplendere e nient’altro!
Ecco la parola d’ordine mia –
e del sole!
(Vladimir Majakovskij)

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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