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Qualcosa di me...

Benvenuti in questo spazio. Ogni commento è gradito e motivo di dialogo. Sono attratta dallo scambio di pareri e dalla comunicazione delle menti in qualsiasi forma avvenga. Adoro le idee, le prese di posizione se non eccessivamente monotone e vincolanti, la determinazione nel portare avanti un concetto.

 

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Nickname: Sibillias
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Ulisse, da Itaca ad Itaca

 

Kandinsky - il sogno in rosso (che meraviglia)

 

 
Creato da: Sibillias il 04/06/2006
Uno Spazio di Libere Espressioni molto, molto Personale...

Ultimi Commenti

 

 
Hoghart
Hoghart il 28/12/11 alle 13:11 via WEB
Prosit, allora! Stavolta non ho badato a spese e ho preso anche una buona bottiglia.. Sarà un modo ruffiano per ingraziarmi l'anno nuovo?? :-)
 

 
Sibillias
Sibillias il 28/12/11 alle 12:12 via WEB
Intendo più un sapere assoluto, ma non solo. Credo vi sia, in effetti, un sapere cosmico, ma intendevo anche un insieme di materia e di anime. Per ciò che riguarda l'origine del tutto... beh, a volte penso che l'arché sia nel ritmo (non mi dilungo su ciò per il momento), a presto!
 

 
Sibillias
Sibillias il 28/12/11 alle 12:04 via WEB
Mi unisco virtualmente al tuo brindisi :-)
 

 
Hoghart
Hoghart il 28/12/11 alle 10:48 via WEB
Tra qualche giorno, molto più prosaicamente, credo che mi limiterò a brindare (o meglio a pregare..) alla tenuta di tutto ciò che credevo facesse parte della normale vita di una persona e che, invece, le vicissitudini economiche di questi ultimi tempi hanno reso effettivamente molto speciale. Ovvero un lavoro sicuro, un dignitoso tenore di vita che ci permetta ancora di fare progetti per il futuro, una certa tranquillità d’animo. E, ovviamente, tanta salute! Questo è ciò che auguro a tutti gli Italiani.
 

 
Hoghart
Hoghart il 28/12/11 alle 10:38 via WEB
Andrebbe approfondito il tuo concetto di assoluto, non vorrei infatti equivocare. Intendi con questo termine indicare il sapere assoluto? Oppure un luogo da cui tutto ha origine e in cui tutto ritorna? Comunque, sono d’accordo con te: conoscere questo assoluto è umanamente impossibile, anche perché farebbe di noi, all’istante, l’assoluto stesso. Anch’io considero le nuvole un riparo e una protezione. Dal sole, che il mio corpo non gradisce molto. E, al pari della nebbia, dagli stati d’animo, dandomi la sensazione di rendere le giornate di questa frenetica società meno convulse. Buona giornata.
 

 
Sibillias
Sibillias il 27/12/11 alle 17:06 via WEB
Allora tra qualche giorno sarà bene brindare a ciò che è speciale!
 

 
Sibillias
Sibillias il 27/12/11 alle 16:55 via WEB
Sono dell'idea che ogni cosa, presa singolarmente, sia relativa, ma che l'insieme delle cose costituisca l'assoluto. Conoscere questo tutto è umanamente impossibile. Se l'uomo vuol provare a comunicare con un extra terrestre l'unica è inviare segnali che, con alta probabilità, possano risultare comprensibili anche a creauture non umane e solo in campo matematico si può avere una gamma di segni atti a tale scopo. Sì, un dipinto può esser valutato in infiniti modi non solo in base alla diversità degli osservatori, bensì anche in base ai diversi momenti di vita di un solo osservatore. Il post che maggiormente ha alimentato il dialogo con te, in effetti, è questo sulla pioggia... no, nessuna nuvola minacciosa, io considero le nuvole come una protezione, una difesa, un riparo.
 

 
Hoghart
Hoghart il 24/12/11 alle 11:11 via WEB
Qualcosa di speciale è stato leggere “Guerra e pace” col cuore dei miei diciassette anni. Qualcosa di speciale è ascoltare Bill Evans che suona “B minor waltz (for Ellaine)”. Qualcosa di speciale è una pizza ben fatta. Qualcosa di speciale sarebbe vedere “Luci d’inverno” in un vecchio cinema di periferia. E dopo tanti anni, alla fine diciamolo: la tua tiepida pelle e i tuoi occhi verdi non erano niente di speciale. Ma lo erano per me. *** Qualcosa di speciale sarebbe innamorarmi ancora. E poi di nuovo e un’altra volta ancora..
 

 
Hoghart
Hoghart il 23/12/11 alle 22:53 via WEB
Sì, il tuo modo di esprimerti è semplice e le tue frasi non sono affatto complicate. Per molti, sottoscritto incluso. Ma per un bambino che non ha ancora sviluppato appieno il proprio intelletto? E per chi non ha troppa cultura o dimestichezza con la lingua italiana? Come vedi, tutto, compreso il concetto di semplicità che tu attribuisci alle tue stesse frasi, è relativo. Tu ritieni che alcune forme d’arte, ad esempio la pittura o la musica, sono più universali della scrittura. Sarei tentato di essere d’accordo con te, e in parte lo sono, non fosse che dubito fortemente che un quadro di Bosch, o una sinfonia di Mahler, trasmettano contemporaneamente lo stesso messaggio al sopra menzionato bambino e alla sua mamma, oppure a un distratto osservatore (o uditore) e a un esperto della materia. Anche in questo caso, tutto è relativo. Forse, di universale ci sono solo i simboli geometrici, e non a caso gli scienziati li trasmettono nello spazio nella speranza che siano captati da civiltà aliene, e altri pochi concetti come Sole, Luna e via dicendo (Male e Bene, purtroppo non ancora..). Per il resto, qualsiasi forma attraverso la quale gli esseri umani cercano di trasmettere le proprie emozioni è, per chi la riceve, soggettiva e, quindi, non universale. Il “mio” Van Gogh non è, e probabilmente non sarà mai, il “tuo” Van Gogh (e questa, per dirla con John Lennon, è una cosa meravigliosa). E per quanto tu possa amare e conoscere una persona, non sarai mai sicura d’indovinare i suoi pensieri, di scorgere le ombre che si nascondono dietro a certi sorrisi (i gesti del corpo cui accennavi). Questa, ovviamente, è solo la mia opinione. E questo dovrebbe anche farti comprendere meglio la mia voglia di capire, che non si riferiva alle tue comprensibili parole, ma proprio a quello che esse celano. Ovvero, la tua forma mentale. D’altra parte, è proprio il tuo amore per il dialogo che mi ha attratto nel tuo blog, nel quale ti ringrazio di avermi accolto. Sono consapevole che la sezione che ci ospita era dedicata alla pioggia, ma le nuvole non erano per niente minacciose e mi sono preso la licenza di divagare.. P.S. Esprimendo una tua opinione, credo che con il verbo sostenere sia più corretto usare l'indicativo. Ma potrei anche sbagliarmi, in quanto le mie lacune grammaticali sono notevoli.
 

 
Sibillias
Sibillias il 23/12/11 alle 01:19 via WEB
La voglia di capire? Beh, il modo in cui mi esprimo è semplice. Penso che le mie frasi non rientrino tra quelle complicate, quindi tra quelle asserzioni che necessitano di esser semplificate attraverso sforzi cognitivi, dovuti a difficili ed entusiasmanti sviluppi logici, per giungere ad una semplificazione del concetto iniziale :-) Sì, comprendo che le parole tu possa considerarle universali, ma io ho affermato che è la scrittura a non esserlo. Le parole possono rientrare nell'arte dell'oratoria, della recitazione e in tante altre. La scrittura per me non è solo un insieme di parole, bensì una ben attenta punteggiatura, uno stile grammaticale accurato, un gioco di figure retoriche, un collegamento tra testi, un riportare un evento affinché non si dimentichi, un utilissimo promemoria, un atto di coraggio e di responsabilità e altro ancora. Uno scritto è indelebile, ufficiale, disponibile. Uno scritto è soggetto a infinite riletture ed a infinite critiche. Tuttavia, sostengo che la scrittura non sia (ci vuole il congiuntivo con sostenere?) universale. Esistono bambini che ancora non hanno appreso l'uso delle lettere, persone che faticano ad andare oltre ad una frase elementare, soggetti che ahimé non sono in grado di vedere. Le parole se non sono scritte perdono, nel tempo, il loro valore... comunque andrebbe sviluppato questo argomento. Grazie per quanto mi scrivi. Se non rispondo nei prossimi giorni è perché sono via. E' molto gradito ospitare interlocutori come te Hoghart.
 
 
 

 

 

 

 

 

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