Impegni di altro tipo mi hanno impedito di poter scrivere e pubblicare prima questo post.
Forse però è stato meglio così, perché in tal modo ho avuto l’opportunità di elaborare questo mio pensiero con più freddezza rispetto alle parole adrenaliniche di un post partita.
C’era il pericolo che, a causa della meschinità del mondo giornalistico sportivo e del suo ormai non più velato servilismo verso i veri potenti (quelli che potenti lo sono sempre stati e non smetteranno mai di esserlo), la gioia per la bellissima vittoria nel derby potesse essere rovinata.
Affermare che il derby sia stato deciso solo dal gol di Adriano è a dir poco pretestuoso. Fino al gol di Pato in campo c’è stata praticamente solo l’INTER. Se il punteggio fosse stato ben più rotondo di un 2-0 non ci sarebbe stata alcuna sorpresa, sarebbe stata anzi la naturale logica di un netto predominio territoriale.
Asserire che il gol di Adriano sarebbe stato da annullare è stato un ulteriore e imbarazzante (per chi lo ha affermato) tentativo di delegittimare la nostra vittoria.
L’anno scorso,
raggiungendo forse il massimo grado di meschinità e faziosità, i giornalisti (tutti o quasi) parlarono di campionato falsato e di una nuova calciopoli.
Si scatenarono quando, all’ultimo minuto di INTER - Parma, l’arbitro fischiò un rigore per l’Inter per la mano di Couto. Un gesto assolutamente, per la sua dinamica, volontario e decisivo per impedire al pallone di entrare in rete. Il polverone che sollevarono questi sedicenti giornalisti fatica ancora a diradarsi… o forse sarebbe stato meglio dire che faticava a diradarsi!
Collina fu subito invitato (immagino da altissime sfere) a dettare le coordinate sulle quali avrebbe dovuto muoversi la classe arbitrale. Affermò, più o meno, che: qualora il pallone dovesse colpire Prima la testa (o qualsiasi altra parte del corpo) e solo Successivamente la mano (o il braccio), il tocco di mano DEVE considerarsi involontario.
Una direttiva emanata in fretta con lo scopo di delegittimare ufficialmente il campionato dell’INTER. Una regola che fu subito accolta con entusiasmo da tutti i cosiddetti addetti ai lavori.
Oggi invece (e guarda caso quando ad essere coinvolta è la squadra del presidente del consiglio), con una mirabolante operazione di eliminazione della memoria e con una vergognosa esibizione di ipocrisia, si è provveduto, con un efficace colpo di spugna, a cancellare tutto quanto si era detto e scritto in precedenza.
Evidentemente la coerenza, l'onestà intellettuale e l’obiettività di giudizio e informazione non fanno parte della nostra cultura, e non possiamo che prenderne atto.
L’unica cosa che forse dispiace è sentire certi commenti in diretta. Che certe cose le dica uno come caressa non mi stupisce (probabilmente rosica ancora per due stagioni dominate sulla sua Roma); sentire però che anche uno come bergomi si sia venduto, anima e corpo, a certe logiche economiche e di potere fa male. Non è stata
assolutamente la prima volta che l’ho sentito esprimersi in quei modi ma nel derby mi sarei aspettato un comportamento più imparziale (io non ho mai voluto e non voglio commenti a favore dell’INTER), meno partigiano contro la squadra per la quale ha giocato una vita intera. Il signor bergomi (anche qui il carattere minuscolo è intenzionale) è per me definitivamente cancellato dalla storia dell’INTER, da me avrà solo disprezzo…
Il veleno buttato al solo scopo di rovinare la festa a chi ha meritatamente vinto sul campo non ha sortito l’effetto sperato. Alla fine di tutto ciò quello che resta è la gioia di aver vinto il derby ed aver dimostrato, ancora una volta, che a Milano C’è solo l’INTER!
Ale
Inviato da: tattoosupplies888
il 07/09/2010 alle 08:17
Inviato da: press10
il 01/06/2008 alle 02:29
Inviato da: Gempo
il 24/05/2008 alle 10:57
Inviato da: biscioneA.D
il 20/05/2008 alle 17:17
Inviato da: Gempo
il 03/05/2008 alle 16:53