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UNIVERSO
Post n°169 pubblicato il 28 Giugno 2009 da t_xte
Ti sei mai soffermato in una notte d'estate, di quelle senza luna a guardare la volta stellata? E' una cosa che ho sempre amato fare: perdere il mio sguardo tra milioni di stelle, e sentirmene affascinata e impaurita al tempo stesso. Qualche anno fa io e mio marito decidemmo di frequentare l'osservatorio astronomico sito in un paese non molto distante dal mio e quindi seguire le lezioni degli astrofili volontari. Imparai così a riconoscere le costellazioni e le stelle più "importanti" di ciascuna. Osservammo Albireo al telescopio, una bella coppia di stelle, la più bella del firmamento, almeno, di quella parte conoscibile agli esseri umani. Fu affascinante anche vedere Giove e i satelliti galileiani (Io, Ganimede, Callisto, Europa) che qualcuna scambiò per stelle, suscitando l'ilarità più o meno generale. Quando i più andavano a letto iniziava il vero spettacolo. Sì perchè col trascorrere delle ore altre meraviglie celesti si rendono visibili: e quindi l'ammasso globulare M13, della costellazione di Ercole, la nebulosa anulare della Lira, e poi, Andromeda (Galassia ancor più grande della Via Lattea) ecc. Purtroppo ancora non sono riuscita a vedere Saturno, non so in estate, ma in inverno credo si possa osservare dalle tre di notte, così come vorrei vedere Orione e la sua nebulosa, proprio lì dove pare nascano nuove stelle. Fu una bellissima esperienza che spero di ripetere quanto prima, grazie alla qualeposso ora riconoscere quel pezzo di cielo sopra me, l'interrogativo però resta: Perchè tanta immensità? |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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