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:-O
Post n°180 pubblicato il 25 Agosto 2009 da t_xte
Qui nella bassa tutto scorre tranquillo, la vita riprende il suo tran tran dopo le brevi vacanze trascorse un po' qui e un po' là, come turista "mordi e fuggi" o piuttosto come disperata alla ricerca di un illusorio refrigerio. Siamo all'ultima settimana di agosto e anche l'estate 2009 sta passando tra mille incertezze. La domanda più frequente ultimamente è cosa succederà e me la pongo con grande segreto, poichè l'angoscia è tanta. Cerco di stare serena, nei momenti difficili è essenziale restare uniti alla famiglia, regalare sempre un sorriso ai figli. Ogni cosa spero tornerà al suo posto, ma la crisi ci sta colpendo violentemente, l'incertezza si può respirare nell'aria, mi sento prigioniera in un putrido stagno. L'egoismo e sempre più dilagante, la guerra tra i poveri diviene più aspra (basta vedere la lega che prende sempre più piede) e ciò favorisce il consolidamento di chi il potere lo ha già e lo sa esercitare benissimo spargendo ignoranza e proponendo falsi valori attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Spero solo di uscirne. Presto!
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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