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Amiche e...
Post n°187 pubblicato il 16 Settembre 2009 da t_xte
Premetto che questo post va sul personale, ma mi sento di scrivere di me, chissà se questo mi possa aiutare. Ultimamente i pensieri e le paure sono tante, lo stress è elevato, anche se cerco di mantenere la calma e andare avanti come meglio posso. A volte però sento la necessità di un volto amico, di una persona con cui parlare di tutto o di niente, ma la sua presenza mi fa sentire meno sola. Stamattina ho ritagliato un momento per me, avevo appuntamento al bar con una mia amica, l'avevo pregata di vederci da sole, non con un'altra persona nonchè ex amica mia. Sono arrivata un po' in ritardo, l'ho vista seduta in compagnia di questa mia ex amica appunto, ma ho fatto finta di niente, mi sono seduta e ho consumato la mia colazione. Sono rimasta lì un po', a sentire discorsi che non mi interessano più, mi sentivo ormai distante da certe questioni, sentivo senza ascoltare, senza parlare e tutte le mie paure, i miei pensieri, la solitudine calavano sopra di me come un'invisibile cortina pesante, che mi allontana da tutto e da tutti. Provavo vergogna nel farmi vedere in compagnia di quella ex amica, mi sentivo così superiore, distinta rispetto a lei. Mi sono alzata di punto in bianco, ho salutato e ringraziato la mia amica (ma lo sarà ancora a questo punto?) per avermi offerto la colazione e lei mi ha guardata un po' attonita, però ha associato il mio atteggiamento al fattore ansia. Mi sono sentita esclusa e tradita.
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley







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il 11/11/2010 alle 14:46
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