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Sono un Genio!
Post n°207 pubblicato il 05 Novembre 2009 da t_xte
Adoro le castagne, sono una delle poche cose buone che offre la stagione autunnale. Domenica scorsa ho fatto una passeggiata in collina, in occasione di una fiera ne ho acquistate un po' a buon prezzo. Ieri ne ho voluto cuocere un po'. Non le ho messe nel forno, perchè non rendono come cotte sul fuoco, anzi sono dure e "impalugano". Ho supplicato mio marito di accendere le braci nel barbecue e cuocerle fuori, ma col freddo e il buio non aveva molta voglia di star fuori a fare il fuoco. Quindi ho avuto un'altra idea che oserei definire geniale. Avevo delle teglie in alluminio, di quelle usa e getta, ne ho presa una, l'ho forata con un coltello, ci ho messo una manciata di castagne e le ho cotte sul gas. Erano ottime, cotte al punto giusto, dolci e leggermente affumicate, sì perchè man mano che cuocevano qualche buccia cadeva sul fornello e bruciando conferiva alle caldarroste il tipico sapore affumicato. Immaginate il casino e l'odore di bruciato. Per fortuna non vivo in condominio.
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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